martedì 16 marzo 2010

BALENE: RIMEDI ED EROI AD UNA STRAGE SILENZIOSA E PREPOTENTE

Se ne stanno spiaggiando troppe, in questi ultimi tempi. Animali bellissimi, solo apparentemente goffi e pesanti. Nell'acqua si trasformano, diventando creature virtuose di un universo marittimo, vivo e presente. Ogni tanto riemergono dall'acqua con spruzzi d'acqua salutari e segnalatori di vita. Questi animali stupendi sono le balene; esseri sottovalutati ma stupendi. Possono essere enormi, arrivando addirittura a sfiorare i 27 metri. Possono pesare anche 80/90 tonnellate, possono fare anche paura. Nonostante tutto, sono animali buoni ed innocui. Si spiaggiano, perdendo spesso la strada. In questo ultimo periodo ne sono morte moltissime, non solo per opera dello spietato essere umano. L'animale uomo è stato nella storia davvero crudele ed orribile con queste maestose padrone del mare, così come con tanti altri abitanti di questo piccolo pianeta. La Commissione baleniera Internazionale ha stimato che dal 1986 ad oggi ne siano state uccise oltre 30mila. Sono cifre spaventose, incredibili e pazzesche. Cifre che, purtroppo, danno ennesima conferma sull'anima non troppo limpida di certi pessimi individui. Ne vengono uccise, secondo un'orribile ed ingiusta media, oltre tre al giorno. Per accorgersene è sufficiente fare un calcolo come il seguente: 30000 / (365*24) = 3,43 Balene/Giorno Siamo dinnanzi all'ennesima strage silenziosa, in questo impietoso marasma di eventi. Si potrebbe provare a stare in silenzio, si potrebbe provare a non gridare il dolore che questi animali non riescono ad esprimere con parole che noi possiamo capire. Si potrebbero fare tante cose. Ciò che colpisce è che molte delle balene vengono rapite dal loro habitat naturale per poter essere studiate da una presunta "ricerca scientifica". Tale quantità ammonterebbe a circa 15mila esemplari, secondo alcune ricerche. Migliaia di animali rubati all'ecosistema per poter essere studiati ed analizzati, secondo chissà quale balzana logica. Se logica o normalità ci fossero, basterebbe semplicemente spiegarlo. Nonostante tutto, c'è qualcuno che ribadisce a gran voce che si possono studiare le balene senza sequestrarle od ucciderle. Dall'Australia giunge infatti un fervido e prepotente grido di novità prepotente ed importante. Un gruppo di ricercatori australiani, francesi e neozelandesi, dopo una spedizione nell'Antartide, dice che e' inutile uccidere le balene per fare presunta "ricerca scientifica". Il solo Giappone ne uccide ogni anno circa mille per presunti scopi di scienza. Questa e molte altre sono stragi inutili. I ricercatori, per dimostrare la validità delle loro idee, hanno trascorso 6 settimane nei mari antartici. Settimane di studio, di analisi e di ricerca su questi splendidi animali lasciati nel loro habitat naturale. In questa campagna di ricerca gli studiosi hanno utilizzato tecniche non letali per studiare i grandi cetacei. Questa prima esperienza fa parte di una prima spedizione in un programma di 5 anni, proposto dal governo laburista australiano. Sono rimasti a contatto con le balene, facendo su di loro ricerche in habitat naturali senza quindi nè rovinare e nè prevaricare l'ecosistema che si bilancia su valori essenziali quali rispetto ed amore per la natura. Come sempre in questo mondo mal indirizzato, le gesta di certi prepotenti eroi restano per troppo tempo inascoltate. Meriterebbero ben altro spazio e ben altre ricompense per le loro gesta. In primo luogo, se solo potessi, vorrei regalare a tutti loro un mondo migliore. In secondo luogo, dal mio reale microscopico, li ringrazio profondamente, tutti quanti. Grazie a tutti loro, infatti, il mondo conserva ancora oggi qualche traccia di armonico e prepotente Rock. Grazie.

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