domenica 7 marzo 2010

INDOSSARE LA MAGLIA NERA

Siamo ridotti anche come Europa intera in una condizione di credibilità ed efficacia notevolissimamente compromesse. Un documento elaborato dalla Commissione Europea prima del vertice dei ministri dello Sviluppo tenutosi in Spagna fra 17 e 18 febbraio ci avverte che tutti gli Stati membri mancheranno i loro obiettivi in materia di aiuto allo sviluppo. Nello specifico ci sarà un disavanzo che per il solo 2010 sarà limitato a "soli" 13 miliardi di Euro. Di fatto una cifra enorme, pari a qualche finanziaria di un Paese ricco ma cerebralmente arretrato come il nostro. Nel documento viene ribadita la necessità di mantenimento della promessa fatta qualche anno fa: è necessario raggiungere lo 0,7% del Pil in Aiuto Pubblico allo Sviluppo entro il 2015. Lo 0,7% come obiettivo minimo per far pagare meno lo scotto della nostra industrializzazione e del nostro benessere a chi ha meno di noi o non ha niente. In argomenti come questi il discorso non può essere soggettivo. Non può variare da paese a paese. Eppure, nonostante tutto, l'indice percentuale di Pil varia da Stato a Stato membro. Secondo due delle associazioni più impegnate nella Cooperazione Internazionale, Oxfam e Ucodep, la necessità di raggiungere questa soglia minima è un passaggio fondamentale sotto moltissimi aspetti. C'è bisogno di un piano radicalmente nuovo, capace di includere anche scadenze a livello nazionale ed un appuntamento annuale ad hoc dei capi di Stato europei. Fra i paesi più avanti nelle promesse vengono elogiati dalla Commissione Europea il Lussemburgo (1% del Pil), la Svezia (1,03%), Olanda (0,8%) e Danimarca (0,83%). Questi Stati hanno già ampliamente superato l'obiettivo minimo, arrivando ad anticipare di ben cinque anni i risultati minimi che dovranno essere conseguiti. Nonostante questi, qualche altro Paese è sulla giusta rotta. Spagna (0,51%), Belgio (0,7%), Regno Unito (0,56%), Finlandia (0,55%) ed Irlanda (0,51%) sono assolutamente sulla strada giusta per arrivare ad un arrotondamento vicino alle cifre richieste. Come sempre ci sono anche delle maglie nere, Paesi prossimi al nulla negli aiuti per la Cooperazione Internazionale. In base a recenti previsioni Ocse, siamo messi davvero malissimo. Le realtà peggiori nelle promesse fatte sono rispettivamente Francia (0,46%), Germania (0,40%), Austria (0,37%), Portogallo (0,34%), Grecia (0,21%) ed Italia. Ci siamo anche noi, non potevamo mancare! Ci attestiamo su un miserrimo 0,20%. Siamo messi peggio della Grecia, già ufficialmente falcidiata da problemi economici conclamati e gravissimi. Nonostante tutto, la maglia più nera delle altre già nerastre spetta al nostro Paese. Siamo al primo posto sul podio per impegni disattesi. La Commissione Europea sostiene che lo stanziamento di fondi aggiuntivi promessi al vertice sul clima di Copenaghen potrebbe essere a rischio. Non siamo più neppure sicuri di questo, è pazzesco. Diecimila promesse fatte pari solo a milioni di promesse disattese gettate nelle bocche di bambini affamati e morenti. Se siamo giunti fino a questo punto il genere umano farebbe davvero meglio a scomparire. Per quel che riguarda l'Italia e le figuracce collezionate all'estero da autorevoli esponenti nani di Governo, è meglio evitare. Sarebbe come sparare sulla croce rossa. La cosa bella è che attualmente l'Italia è ferma allo 0,19%. Quel punto in più per arrivare allo 0,20% è una previsione, un utile miraggio per sentirci meno male. Secondo la coordinatrice internazionale Eveline Herfkens la nostra è una situazione quasi aberrante: "L'Italia resta il fanalino di coda per i fondi stanziati a favore della Campagna delle Nazioni Unite per gli obiettivi del Millennio. Siamo davvero molto preoccupati per l'attuale tendenza al continuo ribasso degli aiuti allo sviluppo in Italia." Ciò che conta, a quanto sembra, è che certi problemi non ci tocchino. Ciò che conta è firmare decreti legge lampo per uccidere la Costituzione e la democrazia fregandocene di mille mila altri problemi che ci affliggono e ci devastano. Siamo, nel male più che nel bene, ad un punto di rottura e di pietosa depressione

Nessun commento: