martedì 23 marzo 2010

UNA PAGINA BELLISSIMA

Dopo tanta attesa e troppo peregrinare è giunta la tanto attesa riforma sanitaria del sistema americano. Questa pagina importantissima è stata scritta con il sudore di compromessi non facili, con la paura di un salto nel vuoto che avrebbe potuto produrre altro malcontento nelle fauci del mondo. Alla fine l'approvazione è arrivata, con 219 voti favorevoli e 212 contrari. Il Presidente Barack Obama ha annunciato euforico l'enorme peso del traguardo raggiunto: "Questa notte abbiamo risposto alla chiamata della storia. Abbiamo posto una pietra miliare verso la creazione del sogno americano. Siamo capaci di grandi cose." Indubbiamente un punto che al contempo sa essere sia di arrivo che di partenza, rispetto a moltissimi temi trasversalmente oscuri in tempi come questi. Lo stesso Obama ha saputo essere pragmatico e concreto dinnanzi all'enormità del successo: "La riforma non sarà capace di correggere tutti i difetti del nostro sistema sanitario, ma va nella direzione giusta." Da oggi oltre 32milioni di americani potranno avere accesso ad un'assicurazione. Fino a ieri erano tutti impossibilitati ad avere qualsiasi assistenza medica. Da oggi le compagnie private non potranno più permettersi di rifiutare una polizza ai richiedenti che abbiano problemi di salute pregressi. Non si potranno neppure più rifiutare i rimborsi ai malati cronici. Tale riforma colpisce chi ha di più per dare a chi ha di meno o non ha niente. Si tratta di una svolta potente e prepotente, capace di sfondare quel muro di affaristica possessiva e lobbistica costituito dalla società americana. Di pari passo sentire che qui in Italia qualcuno usa la ricerca sanitaria e le cure sul tumore per fini elettorali fa profondamente ed autenticamente incazzare. Sapere che dall'America è partito un vento di cambiamento fa ben sperare. Da oggi, oltre a "Yes we can", si potrà scrivere "Yes we did". Il mondo può creare certezze, l'essere umano è imponente ed importante. Dinnanzi a fatti imponenti come questi è minimo ed al contempo essenziale il ringraziamento verso un Uomo che ha saputo, con i fatti, andare contro una struttura piramidale che per peso economico è rivolta al contrario. Thank you, Barack.

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