Sapere dopo ieri che il Presidente del Consiglio è stato indagato per qualche cosa d'altro contribuisce a rendere ancora più manifesta e triste la precaria condizione di questo Paese.
Guarda caso, è emerso ancora una volta tutto da quel sistema di controllo e sicurezza che lui vuole eliminare. Sono state vagliate intercettazioni fatte dai militari della Guardia di Finanza del nucleo di Polizia Tributaria di Bari, nelle quali lo psiconano assoldava Agcom e Tg1 per la messa in opera delle sue volontà di silenziamento ed occultamento di verità.
Nello specifico cercò di imporsi sul direttore del Tg1 Augusto Minzolini, imponendo lui pressioni ed opinioni veicolate su temi per il Paese tristemente noti. Cercò anche di flirtare con il Presidente dell'Agcom Giancarlo Innocenzi.
Sia premesso che l'Agcom dovrebbe essere l'ente di garanzia delle telecomunicazioni, per l'appunto.
Condizionale d'obbligo, dato l'uso ad-personam di questa ennesima istituzione.
Innocenzi è, guarda caso, proprio un altro ex-deputato del Pdl.
Voleva imporre lui la messa sotto scacco di "Annozero" e "Parla con me", imponendo rigidi vincoli a Michele Santoro e Serena Dandini. Sarà indagato molto probabilmente per concussione, oltrechè per i tanti altri processi a suo carico che finiranno fra prescrizioni e leggi ad-personam appositamente architettate.
Le pensate non finiranno mai, neppure dinnanzi agli ennesimi attacchi alla Sinistra ed ai Giudici comunisti.
Critica e vuole controllare, tutto e tutti. Siamo in una situazione paradossale, ampliamente resocontata e definita da Giorgio Bocca nel suo ultimo libro "Annus horribilis".
Siamo in una fase di morbido autoritarismo, nella quale l'italiano medio non si preoccupa più di andare in profondità a spinose questioni. Si pensi a qualsivoglia esempio possibile, come ad esempio la campagna elettorale strutturata non su programmi di mandato ma su attacchi ed osannamenti alla sua persona.
E' impensabile per un elettore di centrodestra non pensare a lui dentro la cabina elettorale.
Lui deve essere, morbidamente ma non troppo, il pensiero fisso di ogni votante.
Si dominerà la situazione solo quando tutta Italia sarà convinta al 101% che lui è il puro e che tutto il resto del sistema Italia è marcio.
Ama nascondersi, palesare i suoi difetti e farsene beffe dinnanzi al mondo. Ha legalizzato il falso in bilancio, i condoni edilizi; ha scaraventato in faccia all'Italia figure patetiche dinnanzi al mondo, fregandosene della morale comune e dell'Amor di Patria. E' una figura sicuramente fenomenale, in moltissime delle sue sfaccettature.
Voleva limare e limitare le pluralità, ci sta riuscendo. Voleva governare per non finire divorato dai debiti e dalla galera: c'è riuscito.
Voleva portare certi tratti del suo carattere ad essere osannati ed apprezzati dall'Italia e c'è riuscito, strutturando ad hoc programmi televisivi e sistemi di paese capaci di indementire la collettività.
Non fa scandalo neppure l'ennesimo, palese, tentativo di silenziare il Sistema.
Siamo costretti a far muovere un Paese in funzione sua, quando dall'inizio del 2010 siamo ancora più in ginocchio di ogni più fervida previsione. Deve salvarsi dalla galera, deve essere eroe e martire della libertà al tempo stesso.
E' assolutamente incapace di dare alle parole il loro vero significato, ridicolizzando concetti d'essenza quali Costituzione, uguaglianza, moralità, rispetto e democrazia fra le troppe.
Critica l'Agcom per la mancata censura su Santoro e Dandini affermando fin troppo limpidamente:
"Non riuscite a fermare Santoro e la Dandini [...] l'intera Agcom dovrebbe dimettersi [...]"
Invoca la piazza del 20 marzo e reclama al contempo disgrazie e sventure proclamate solo contro la sua figura, accennando continuamente a "strategia della tensione" e "persecuzione giudiziaria".
Afferma di essere il miglior Presidente della Storia d'Italia e poi riduce al lumicino le vampate di vita del Paese.
Siamo distrutti e disfatti mentre siamo costretti a parlare SEMPRE e SOLO di lui.
Si potesse parlare di lui guardandolo dietro le sbarre o sotto processo, forse sarebbe meglio.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
sabato 13 marzo 2010
PAESE PLASMATO A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA
Sapere dopo ieri che il Presidente del Consiglio è stato indagato per qualche cosa d'altro contribuisce a rendere ancora più manifesta e triste la precaria condizione di questo Paese.
Guarda caso, è emerso ancora una volta tutto da quel sistema di controllo e sicurezza che lui vuole eliminare. Sono state vagliate intercettazioni fatte dai militari della Guardia di Finanza del nucleo di Polizia Tributaria di Bari, nelle quali lo psiconano assoldava Agcom e Tg1 per la messa in opera delle sue volontà di silenziamento ed occultamento di verità.
Nello specifico cercò di imporsi sul direttore del Tg1 Augusto Minzolini, imponendo lui pressioni ed opinioni veicolate su temi per il Paese tristemente noti. Cercò anche di flirtare con il Presidente dell'Agcom Giancarlo Innocenzi.
Sia premesso che l'Agcom dovrebbe essere l'ente di garanzia delle telecomunicazioni, per l'appunto.
Condizionale d'obbligo, dato l'uso ad-personam di questa ennesima istituzione.
Innocenzi è, guarda caso, proprio un altro ex-deputato del Pdl.
Voleva imporre lui la messa sotto scacco di "Annozero" e "Parla con me", imponendo rigidi vincoli a Michele Santoro e Serena Dandini. Sarà indagato molto probabilmente per concussione, oltrechè per i tanti altri processi a suo carico che finiranno fra prescrizioni e leggi ad-personam appositamente architettate.
Le pensate non finiranno mai, neppure dinnanzi agli ennesimi attacchi alla Sinistra ed ai Giudici comunisti.
Critica e vuole controllare, tutto e tutti. Siamo in una situazione paradossale, ampliamente resocontata e definita da Giorgio Bocca nel suo ultimo libro "Annus horribilis".
Siamo in una fase di morbido autoritarismo, nella quale l'italiano medio non si preoccupa più di andare in profondità a spinose questioni. Si pensi a qualsivoglia esempio possibile, come ad esempio la campagna elettorale strutturata non su programmi di mandato ma su attacchi ed osannamenti alla sua persona.
E' impensabile per un elettore di centrodestra non pensare a lui dentro la cabina elettorale.
Lui deve essere, morbidamente ma non troppo, il pensiero fisso di ogni votante.
Si dominerà la situazione solo quando tutta Italia sarà convinta al 101% che lui è il puro e che tutto il resto del sistema Italia è marcio.
Ama nascondersi, palesare i suoi difetti e farsene beffe dinnanzi al mondo. Ha legalizzato il falso in bilancio, i condoni edilizi; ha scaraventato in faccia all'Italia figure patetiche dinnanzi al mondo, fregandosene della morale comune e dell'Amor di Patria. E' una figura sicuramente fenomenale, in moltissime delle sue sfaccettature.
Voleva limare e limitare le pluralità, ci sta riuscendo. Voleva governare per non finire divorato dai debiti e dalla galera: c'è riuscito.
Voleva portare certi tratti del suo carattere ad essere osannati ed apprezzati dall'Italia e c'è riuscito, strutturando ad hoc programmi televisivi e sistemi di paese capaci di indementire la collettività.
Non fa scandalo neppure l'ennesimo, palese, tentativo di silenziare il Sistema.
Siamo costretti a far muovere un Paese in funzione sua, quando dall'inizio del 2010 siamo ancora più in ginocchio di ogni più fervida previsione. Deve salvarsi dalla galera, deve essere eroe e martire della libertà al tempo stesso.
E' assolutamente incapace di dare alle parole il loro vero significato, ridicolizzando concetti d'essenza quali Costituzione, uguaglianza, moralità, rispetto e democrazia fra le troppe.
Critica l'Agcom per la mancata censura su Santoro e Dandini affermando fin troppo limpidamente:
"Non riuscite a fermare Santoro e la Dandini [...] l'intera Agcom dovrebbe dimettersi [...]"
Invoca la piazza del 20 marzo e reclama al contempo disgrazie e sventure proclamate solo contro la sua figura, accennando continuamente a "strategia della tensione" e "persecuzione giudiziaria".
Afferma di essere il miglior Presidente della Storia d'Italia e poi riduce al lumicino le vampate di vita del Paese.
Siamo distrutti e disfatti mentre siamo costretti a parlare SEMPRE e SOLO di lui.
Si potesse parlare di lui guardandolo dietro le sbarre o sotto processo, forse sarebbe meglio.
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