Hanno partorito ancora l'ennesima trovata per vincolare indissolubilmente l'Italia ad essere una burla di paese impressionante. Hanno pensato un decreto legge "interpretativo", che sappia riparare le falle e gli intoppi che loro stessi si sono messi fra le ruote del carro.
Non bastavano leggi ad-personam per evitare il carcere, ne servivano altre per ricondurre la sovranità partitica a questo omuncolo di pessima levatura morale.
Incapace di circondarsi di persone valide, ha lottato tutto ieri per far passare uno stralcio di dl che potesse far passare le liste escluse in Lazio e Lombardia.
Non è bastato scendere in politica per pararsi il posteriore; ha dovuto costruire nel tempo un sistema che gli permette anche di modificare le regole a partita già in corso.
Il bello da ieri è che non esistono più regole certe. Nel caso si abbiano problemi di qualsiasi tipo, si può tirare fuori dal cilindro qualsivoglia provvedimento riparatore.
L'Italia è un paese senza spirito democratico, in quanto questo nanetto ha fermentato nel tempo progressivi genocidi culturali nelle menti degli italiani consapevoli. Ha stordito la libera informazione in televisione, sostituendo programmi di dibattito e scontro politico con film di dalmata e telefilm del commissario Rex.
Ciò che è certo è che, se procedessero con la stessa velocità nel risolvere i problemi degli italiani, il nostro Paese navigherebbe a pieno regime. Nonostante tutto ciò abbiamo operai arroccati sui tetti di fabbriche sull'orlo del fallimento, inaspriti da ammortizzatori sociali in netto tracollo.
Abbiamo una disoccupazione galoppante, un ricorso a tecniche di cig di oltre il 123%. Siamo un paese a pezzi con una governo statale incapace di fare i nostri interessi.
Si parano il fondoschiena, affermando che per governare da oggi in poi le regole passeranno in secondo piano. Ciò che conta è l'interpretazione, il come uno si alzi la mattina e veda la situazione nel Paese.
Se il Governo un giorno si alzerà male potrà ammazzare una volta per tutte la Costituzione, chissà.
I pareri sulla tragedia politica di ieri non si sprecano affatto:
"Le regole sono il tessuto etico su cui cresce la civiltà" (Rita Borsellino)
"Siamo ai brogli di Stato, c'è il rischio di infettare la democrazia" (Fabio Mussi, Sel)
Secondo Franco Giordano si è arrivati ad un atto di vero e proprio regime, in quanto un Consiglio dei Ministri ha deciso senza ascoltare nè confrontarsi con le altre forze dell'Opposizione.
Il conflitto è lacerante, specialmente dal momento in cui si convocano tavoli straordinari per modificare le regole al momento e non per risolvere i problemi di un paese a pezzi.
Se questo è il governo del fare può prendere ed andare a casa.
Nelle scuole i docenti protestano lasciando rotoli di carta igienica davanti alle cancellate, costretti ormai a potersi permettere solo quelli. Mancano i rimborsi spese ai Comuni per le imposte cancellate da assurde logiche statali e demagogiche.
L'Italia si dovrebbe mobilitare, scendere in piazza per far capire a questa gente quanto conta la nostra volontà. Siamo arrivati ad un punto tragicomico in cui siamo noi ad avere paura di loro.
Nonostante tutto dovrebbero essere loro ad avere paura di noi.
Tanto vale piangersi addosso, oppure complimentarsi con chi ha ancora in questo paese osceno il coraggio di essere onesto. Ne è convinto Nicola Zingaretti: "In un momento così buio per la vita democratica italiana esprimo la mia solidarietà a chi rispetta le regole, a chi paga le multe."
Chi sceglie di essere coerente con le regole di una società eticamente corretta si sente male in questo paese qui. La colpa è dei modelli schifosi ed assolutamente inadeguati che la cultura di un omuncolo ha apportato al paese.
Incapacità di confronto, inettitudine più completa nel volersi a tutti i costi tirare fuori dalla melma giudiziaria senza essere processato. L'Italia è diventata, purtroppo, tutto questo.
Dopo tutto il pensabile arriva anche il decreto legge "interpretativo". Si apre una nuova frontiera, nella quale le leggi potranno essere differenti da persona a persona.
Sarà bello, in quanto ciascuno con la propria esperienza potrà dare qualcosa di importante. All'estero ci compatiscono, ci guardano con occhi tristemente depressi. Il parere del 4 marzo de "The Economist" è fin troppo eloquente:
"L'ondata di scandali sui grandi appalti suggerisce che la corruzione sia dilagata da quando Berlusconi è al potere. Ciò potrebbe non essere una sorpresa considerando l'impunità che i suoi governi hanno esteso a tanti criminali in grisaglia."
Salvano Comuni implicati per mafia, fanno restare al loro posto sottosegretari e coordinatori nazionali di partito nei guai fino al collo con la giustizia. Per Silvio Berlusconi, supremo leader di queste nefandezze, non esiste alcun punto di riferimento di coerenza e spessore culturale.
E' capace solo di flagellare e percuotere un paese allo stremo, forte di un consenso popolare figlio di logiche assurde per menti consapevoli.
Aprire gli occhi dopo l'ennesimo scippo di ieri non è cosa da poco.
Italia, svegliati.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
sabato 6 marzo 2010
CARO BERLUSCONI, FAI MALE ALL'ITALIA PERCHE'...
Hanno partorito ancora l'ennesima trovata per vincolare indissolubilmente l'Italia ad essere una burla di paese impressionante. Hanno pensato un decreto legge "interpretativo", che sappia riparare le falle e gli intoppi che loro stessi si sono messi fra le ruote del carro.
Non bastavano leggi ad-personam per evitare il carcere, ne servivano altre per ricondurre la sovranità partitica a questo omuncolo di pessima levatura morale.
Incapace di circondarsi di persone valide, ha lottato tutto ieri per far passare uno stralcio di dl che potesse far passare le liste escluse in Lazio e Lombardia.
Non è bastato scendere in politica per pararsi il posteriore; ha dovuto costruire nel tempo un sistema che gli permette anche di modificare le regole a partita già in corso.
Il bello da ieri è che non esistono più regole certe. Nel caso si abbiano problemi di qualsiasi tipo, si può tirare fuori dal cilindro qualsivoglia provvedimento riparatore.
L'Italia è un paese senza spirito democratico, in quanto questo nanetto ha fermentato nel tempo progressivi genocidi culturali nelle menti degli italiani consapevoli. Ha stordito la libera informazione in televisione, sostituendo programmi di dibattito e scontro politico con film di dalmata e telefilm del commissario Rex.
Ciò che è certo è che, se procedessero con la stessa velocità nel risolvere i problemi degli italiani, il nostro Paese navigherebbe a pieno regime. Nonostante tutto ciò abbiamo operai arroccati sui tetti di fabbriche sull'orlo del fallimento, inaspriti da ammortizzatori sociali in netto tracollo.
Abbiamo una disoccupazione galoppante, un ricorso a tecniche di cig di oltre il 123%. Siamo un paese a pezzi con una governo statale incapace di fare i nostri interessi.
Si parano il fondoschiena, affermando che per governare da oggi in poi le regole passeranno in secondo piano. Ciò che conta è l'interpretazione, il come uno si alzi la mattina e veda la situazione nel Paese.
Se il Governo un giorno si alzerà male potrà ammazzare una volta per tutte la Costituzione, chissà.
I pareri sulla tragedia politica di ieri non si sprecano affatto:
"Le regole sono il tessuto etico su cui cresce la civiltà" (Rita Borsellino)
"Siamo ai brogli di Stato, c'è il rischio di infettare la democrazia" (Fabio Mussi, Sel)
Secondo Franco Giordano si è arrivati ad un atto di vero e proprio regime, in quanto un Consiglio dei Ministri ha deciso senza ascoltare nè confrontarsi con le altre forze dell'Opposizione.
Il conflitto è lacerante, specialmente dal momento in cui si convocano tavoli straordinari per modificare le regole al momento e non per risolvere i problemi di un paese a pezzi.
Se questo è il governo del fare può prendere ed andare a casa.
Nelle scuole i docenti protestano lasciando rotoli di carta igienica davanti alle cancellate, costretti ormai a potersi permettere solo quelli. Mancano i rimborsi spese ai Comuni per le imposte cancellate da assurde logiche statali e demagogiche.
L'Italia si dovrebbe mobilitare, scendere in piazza per far capire a questa gente quanto conta la nostra volontà. Siamo arrivati ad un punto tragicomico in cui siamo noi ad avere paura di loro.
Nonostante tutto dovrebbero essere loro ad avere paura di noi.
Tanto vale piangersi addosso, oppure complimentarsi con chi ha ancora in questo paese osceno il coraggio di essere onesto. Ne è convinto Nicola Zingaretti: "In un momento così buio per la vita democratica italiana esprimo la mia solidarietà a chi rispetta le regole, a chi paga le multe."
Chi sceglie di essere coerente con le regole di una società eticamente corretta si sente male in questo paese qui. La colpa è dei modelli schifosi ed assolutamente inadeguati che la cultura di un omuncolo ha apportato al paese.
Incapacità di confronto, inettitudine più completa nel volersi a tutti i costi tirare fuori dalla melma giudiziaria senza essere processato. L'Italia è diventata, purtroppo, tutto questo.
Dopo tutto il pensabile arriva anche il decreto legge "interpretativo". Si apre una nuova frontiera, nella quale le leggi potranno essere differenti da persona a persona.
Sarà bello, in quanto ciascuno con la propria esperienza potrà dare qualcosa di importante. All'estero ci compatiscono, ci guardano con occhi tristemente depressi. Il parere del 4 marzo de "The Economist" è fin troppo eloquente:
"L'ondata di scandali sui grandi appalti suggerisce che la corruzione sia dilagata da quando Berlusconi è al potere. Ciò potrebbe non essere una sorpresa considerando l'impunità che i suoi governi hanno esteso a tanti criminali in grisaglia."
Salvano Comuni implicati per mafia, fanno restare al loro posto sottosegretari e coordinatori nazionali di partito nei guai fino al collo con la giustizia. Per Silvio Berlusconi, supremo leader di queste nefandezze, non esiste alcun punto di riferimento di coerenza e spessore culturale.
E' capace solo di flagellare e percuotere un paese allo stremo, forte di un consenso popolare figlio di logiche assurde per menti consapevoli.
Aprire gli occhi dopo l'ennesimo scippo di ieri non è cosa da poco.
Italia, svegliati.
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