Nel caos moderno sulla politica, sui comportameni assurdi e pietosi che sono capaci di compiere certi dirigenti non segue più una dovuta indignazione di massa che sappia screditarli definitivamente dinnanzi ad un Paese intero.
La radice di ciò risiede forse nel fatto che il sistema che l'uomo dovrebbe controllare è diventato troppo grande e troppo largo per poter essere controllato. Il riscontro che si ottiene è in breve quello di un elettorato che si vede dei leader politici eletti al Governo per una serie di disgrazie che non riescono a spiegare mai.
Si è smarrita la concezione di un uomo capace di essere colonna di un Sistema con una scheda elettorale in mano, di gran lunga superiore a quel sistemino che certi leader politici vogliono spacciare per Governo del Fare. C'è un popolo che attacca e che è capace di confondere le offese con la libertà, l'amore con le continue provocazioni.
C'è un Paese che di pari passo non si è accorto di essere non troppo lentamente precipitato in un fumetto. Siamo una burla e siamo troppo inibiti per potercene accorgere.
La morale, alla fine dei conti, pare essere questa. Ne era convinto fermamente l'appena defunto Alberto Ronchey: "Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere."
Non aveva torto, specificatamente al fatto che politica e cultura qui sembrano marciare separate fin dalla nascita. C'è la politica e c'è il sistema uomo, da lasciare rigorosamente separati l'uno dall'altro.
Tuttavia, per poter cambiare le cose, l'uno deve entrare dentro l'altro.
Qualcuno deve poter riuscire a decodificare il criptato sistema, per poi romperlo e concedere il palco della Vita ai reali bisogni della società morente. Si parla di un Grande Fratello finito e non si menzionano mai tutti quegli orrendi reality show che si consumano fra realtà e disoccupazioni quotidiane.
Ci si potrebbe pure piangere addosso.
Alle volte pare che si debba usare troppa forza per poter migliorare il mondo. Ciascuno potrebbe riuscire a diventare meccanico del mondo, per migliorarlo e cambiarlo di conseguenza. La filosofia meccanica si basa su pochissime leggi fondamentali che devono rimanere assolutamente fisse:
a) leggi determinabili con precisione analitica ed imprescindibile;
b) numero ridotto di leggi per comprendere il significato dell'Universo;
c) natura e mondo devono essere manifestazioni di materia governata da leggi appositamente predeterminate.
In uno Stato di diritto come il nostro si è perso nel tempo il metodo sperimentale del fare politica, confondendo qualsiasi cosa con demagogia, populismo e propaganda politica.
Arriviamo così in una terra allo stremo, dove il lungo termine riesce a presentarsi come miraggio irraggiungibile. Ci è impossibile elaborare progetti, ci è impossibile elaborare sogni e porci obiettivi di lungo raggio.
Tutto ciò perchè ci siamo persi in una miriade di leggi assurde, oscene ed inadatte a governare un sistema come il nostro.
Ci siamo macchiati di colpe troppo grandi, prima fra le quali quella di aver costruito un sistema idiota-centrista, a svantaggio di quello antropocentrista e più conveniente che ci permetteva di capire i reali bisogni del mondo.
Non ascoltiamo più il pianeta Terra, i suoi bisogni e le sue esigenze. Non ci ascoltiamo neppure più, presi come siamo a brancolare nel buio e muoverci nella miriade di ostacoli che ci mettono davanti.
Incapaci di pensare, siamo costretti a vivere brancolando.
Questa è parte della società che non abbiamo più la forza di far emergere.
Diamo voce alla nostra rabbia: è il solo modo per ricavare una legge a dimensione d'uomo che ci riporti a testa alta dinnanzi al nostro universo.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
martedì 9 marzo 2010
FILOSOFIA MECCANICA E POLITICA, NON SONO POI COSI' LONTANE...
Nel caos moderno sulla politica, sui comportameni assurdi e pietosi che sono capaci di compiere certi dirigenti non segue più una dovuta indignazione di massa che sappia screditarli definitivamente dinnanzi ad un Paese intero.
La radice di ciò risiede forse nel fatto che il sistema che l'uomo dovrebbe controllare è diventato troppo grande e troppo largo per poter essere controllato. Il riscontro che si ottiene è in breve quello di un elettorato che si vede dei leader politici eletti al Governo per una serie di disgrazie che non riescono a spiegare mai.
Si è smarrita la concezione di un uomo capace di essere colonna di un Sistema con una scheda elettorale in mano, di gran lunga superiore a quel sistemino che certi leader politici vogliono spacciare per Governo del Fare. C'è un popolo che attacca e che è capace di confondere le offese con la libertà, l'amore con le continue provocazioni.
C'è un Paese che di pari passo non si è accorto di essere non troppo lentamente precipitato in un fumetto. Siamo una burla e siamo troppo inibiti per potercene accorgere.
La morale, alla fine dei conti, pare essere questa. Ne era convinto fermamente l'appena defunto Alberto Ronchey: "Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere."
Non aveva torto, specificatamente al fatto che politica e cultura qui sembrano marciare separate fin dalla nascita. C'è la politica e c'è il sistema uomo, da lasciare rigorosamente separati l'uno dall'altro.
Tuttavia, per poter cambiare le cose, l'uno deve entrare dentro l'altro.
Qualcuno deve poter riuscire a decodificare il criptato sistema, per poi romperlo e concedere il palco della Vita ai reali bisogni della società morente. Si parla di un Grande Fratello finito e non si menzionano mai tutti quegli orrendi reality show che si consumano fra realtà e disoccupazioni quotidiane.
Ci si potrebbe pure piangere addosso.
Alle volte pare che si debba usare troppa forza per poter migliorare il mondo. Ciascuno potrebbe riuscire a diventare meccanico del mondo, per migliorarlo e cambiarlo di conseguenza. La filosofia meccanica si basa su pochissime leggi fondamentali che devono rimanere assolutamente fisse:
a) leggi determinabili con precisione analitica ed imprescindibile;
b) numero ridotto di leggi per comprendere il significato dell'Universo;
c) natura e mondo devono essere manifestazioni di materia governata da leggi appositamente predeterminate.
In uno Stato di diritto come il nostro si è perso nel tempo il metodo sperimentale del fare politica, confondendo qualsiasi cosa con demagogia, populismo e propaganda politica.
Arriviamo così in una terra allo stremo, dove il lungo termine riesce a presentarsi come miraggio irraggiungibile. Ci è impossibile elaborare progetti, ci è impossibile elaborare sogni e porci obiettivi di lungo raggio.
Tutto ciò perchè ci siamo persi in una miriade di leggi assurde, oscene ed inadatte a governare un sistema come il nostro.
Ci siamo macchiati di colpe troppo grandi, prima fra le quali quella di aver costruito un sistema idiota-centrista, a svantaggio di quello antropocentrista e più conveniente che ci permetteva di capire i reali bisogni del mondo.
Non ascoltiamo più il pianeta Terra, i suoi bisogni e le sue esigenze. Non ci ascoltiamo neppure più, presi come siamo a brancolare nel buio e muoverci nella miriade di ostacoli che ci mettono davanti.
Incapaci di pensare, siamo costretti a vivere brancolando.
Questa è parte della società che non abbiamo più la forza di far emergere.
Diamo voce alla nostra rabbia: è il solo modo per ricavare una legge a dimensione d'uomo che ci riporti a testa alta dinnanzi al nostro universo.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento