Se un genio è immortale e sa essere tale, lo è per sempre. A distanza di anni le sue scoperte possono essere sempre nuove, sempre potenti e prepotenti.
A distanza di decenni si possono attribuire a lui i meriti di avere scoperto altre immense fette di mondo fino a poco fa sconosciute. Uno di questi geni immortali è stato, è e sarà per sempre l'incommensurabile Albert Einstein. Uomo maiuscolo a tutto tondo, di una concretezza e pragmaticità invidiabili.
Filosofo e scienziato, rivoluzionario ed essere sovrumano troppo consapevole dei rischi della tecnologia dimensionata contro l'essere umano, ha saputo rimanere fino all'ultimo consapevole della prepotenza ricondotta alle sue scoperte.
Ha perso tutta la sua vita per una ragione che si è alla fine concretamente tradotta in una rottura degli schemi della fisica classica. La sua relatività ristretta ha trovato ancora oggi una stupenda e concreta conferma.
Test di laboratorio basati sul comportamento di atomi di cesio avrebbero dimostrato accuratamente che un campo gravitazionale è capace di influenzare lo scorrere del tempo.
In base a ciò la costante di accellerazione gravitazionale g=9,81 m/s^2 potrebbe essere notevolissimamente importante per lo scorrere delle lancette come lo vediamo noi ogni singolo giorno della nostra esistenza.
Il risultato straordinario è stato pubblicato sulla rivista "Nature" ed è stato ottenuto attraverso un lavoro di cooperazione da parte dei fisici Holger Mueller e Steven Chu.
Per pervenire a tale rivoluzionaria scoperta i fisici hanno usato, al posto degli orologi, veri e propri atomi che sono riusciti a misurare il rallentamento del tempo con molta più accuratezza che in passato.
Ciò che conta è che larghissima parte delle ipotesi elaborate dalla mente di un uomo speciale stanno, giorno dopo giorno, trovando conferma.
Alla faccia della sola formula E=mc^2. Il mondo della relatività è infinite volte più immenso e sterminato.
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giovedì 4 marzo 2010
QUANDO SI GUARDA AI GENI IMMORTALI...
Se un genio è immortale e sa essere tale, lo è per sempre. A distanza di anni le sue scoperte possono essere sempre nuove, sempre potenti e prepotenti.
A distanza di decenni si possono attribuire a lui i meriti di avere scoperto altre immense fette di mondo fino a poco fa sconosciute. Uno di questi geni immortali è stato, è e sarà per sempre l'incommensurabile Albert Einstein. Uomo maiuscolo a tutto tondo, di una concretezza e pragmaticità invidiabili.
Filosofo e scienziato, rivoluzionario ed essere sovrumano troppo consapevole dei rischi della tecnologia dimensionata contro l'essere umano, ha saputo rimanere fino all'ultimo consapevole della prepotenza ricondotta alle sue scoperte.
Ha perso tutta la sua vita per una ragione che si è alla fine concretamente tradotta in una rottura degli schemi della fisica classica. La sua relatività ristretta ha trovato ancora oggi una stupenda e concreta conferma.
Test di laboratorio basati sul comportamento di atomi di cesio avrebbero dimostrato accuratamente che un campo gravitazionale è capace di influenzare lo scorrere del tempo.
In base a ciò la costante di accellerazione gravitazionale g=9,81 m/s^2 potrebbe essere notevolissimamente importante per lo scorrere delle lancette come lo vediamo noi ogni singolo giorno della nostra esistenza.
Il risultato straordinario è stato pubblicato sulla rivista "Nature" ed è stato ottenuto attraverso un lavoro di cooperazione da parte dei fisici Holger Mueller e Steven Chu.
Per pervenire a tale rivoluzionaria scoperta i fisici hanno usato, al posto degli orologi, veri e propri atomi che sono riusciti a misurare il rallentamento del tempo con molta più accuratezza che in passato.
Ciò che conta è che larghissima parte delle ipotesi elaborate dalla mente di un uomo speciale stanno, giorno dopo giorno, trovando conferma.
Alla faccia della sola formula E=mc^2. Il mondo della relatività è infinite volte più immenso e sterminato.
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