L'Italia è uno straordinario paese con una capacità, molto meno straordinaria, di non sapersi indignare dinnanzi allo sfregio che qualcuno sta compiendo a nostra insaputa.
Sembriamo così, dispersi su un piano inclinato in caduta libera.
Ne siamo forse anche troppo consapevoli, eppure non troviamo la forza di reagire o mobilitarci.
Nessuno crede più nella politica e nei politici, rimanendo alla finestra a criticare tutto e tutti.
Pare facile risolvere tutto non andando a votare, quando spesso non ci si rende conto che astenendosi si fa il gioco di tutti coloro che vogliono monopolizzare o mono-pollizzare, che scriver si voglia, un Paese al palo. Pare facile criticare senza però riuscire mai in alcun modo a criticarsi appieno.
Dall'estero molti ci compatiscono. Siamo preda di un pifferaio magico che va in giro ad ammaliarci ed a raccontare barzellette ai quattro venti.
E' votato non per ciò che promette, senza mai puntualmente mantenerlo, ma perchè molti di coloro che lo cercano sulla scheda elettorale vorrebbero sotto sotto essere come lui.
Si è andato perso il distintivo della dignità, la segnaletica di etica o morale politica.
La funzione pubblica è un modo per debellare problemi che capitano ad uno solo, mentre 57 e passa milioni di altre persone trascorrono il loro tempo ad una fermata dell'autobus in una piovosa giornata. Stanno attendendo i miracoli promessi da un omuncolo che si aggira con 57 e passa milioni di ombrelli fra le sue mani. Senza mai donarne uno a nessuno.
L'Italia è questo, un paese inconsapevolmente strangolato nelle sue fibre morali, nella sua capacità di essere differente da certe frange di individui corrotti e degenerati da un potere malato.
Ci teniamo tanto anche ad essere un paese di stereotipi, capace di vivere per prodotti e pensieri stereotipati. Abbiamo un'arte iniqua, una musica inutile ed un'offerta formativa per i giovanissimi che fa impallidire qualsivoglia sete di futuro.
Facciamo protestare gli immigrati al posto nostro, facciamo di tutto per assegnare le chiavi del Paese Italia ad una macchina leghista che vuole correre per fare star bene solo un terzo delle nostre regioni.
Sappiamo tutto in fondo, ma non riusciamo a vergognarci. Creiamo appalti bluff, bruciando la credibilità della Protezione Civile e sprecando 327milioni di Euro fra donne d'alto borgo ed appalti truccati.
Sappiamo che tutto ciò esiste, purtroppo. Cullati come siamo nell'orrenda quotidianità che ci pervade, siamo incapaci di avere quell'istintiva reazione di schifo che tanto ci servirebbe per voltare pagina.
Facciamo di tutto per essere incasellati al ritmo di un pifferaio che non ha niente da perdere, fuorchè il giudizio della magistratura o l'eventuale carcere.
Stiamo perdendo punti e moralità in tutto ciò che non si può vedere. Non esiste più cultura, finanziamenti a cultura o visione prospettica sul medio-lungo termine delle cose. Non esiste più nulla che sappia godere di un ampio respiro.
Stanno forse facendo di tutto per cancellare la fibra viva e consapevole del Belpaese? Non mi stupirei neppure di questo, ormai.
Oltre i nostri confini ci vedono così: "L'Italia perde punti in quasi tutte le classifiche che riguardano la scuola, la salute, l'ecologia, i diritti, la cultura ed anche la tecnologia. L'Italia di Berlusconi, un paese in via di imbarbarimento" (Liberation, 10 febbraio 2010)
Perdiamo punti in tutti quei campi dove oggi potremmo iniziare a costruire il nostro futuro.
Che effetto potrà mai fare sapere di essere una terra senza Domani?
Attualmente non so proprio cosa pensare.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
giovedì 11 febbraio 2010
VESTITE L'ITALIA A LUTTO GRAZIE A UN PIFFERAIO MAGICO
L'Italia è uno straordinario paese con una capacità, molto meno straordinaria, di non sapersi indignare dinnanzi allo sfregio che qualcuno sta compiendo a nostra insaputa.
Sembriamo così, dispersi su un piano inclinato in caduta libera.
Ne siamo forse anche troppo consapevoli, eppure non troviamo la forza di reagire o mobilitarci.
Nessuno crede più nella politica e nei politici, rimanendo alla finestra a criticare tutto e tutti.
Pare facile risolvere tutto non andando a votare, quando spesso non ci si rende conto che astenendosi si fa il gioco di tutti coloro che vogliono monopolizzare o mono-pollizzare, che scriver si voglia, un Paese al palo. Pare facile criticare senza però riuscire mai in alcun modo a criticarsi appieno.
Dall'estero molti ci compatiscono. Siamo preda di un pifferaio magico che va in giro ad ammaliarci ed a raccontare barzellette ai quattro venti.
E' votato non per ciò che promette, senza mai puntualmente mantenerlo, ma perchè molti di coloro che lo cercano sulla scheda elettorale vorrebbero sotto sotto essere come lui.
Si è andato perso il distintivo della dignità, la segnaletica di etica o morale politica.
La funzione pubblica è un modo per debellare problemi che capitano ad uno solo, mentre 57 e passa milioni di altre persone trascorrono il loro tempo ad una fermata dell'autobus in una piovosa giornata. Stanno attendendo i miracoli promessi da un omuncolo che si aggira con 57 e passa milioni di ombrelli fra le sue mani. Senza mai donarne uno a nessuno.
L'Italia è questo, un paese inconsapevolmente strangolato nelle sue fibre morali, nella sua capacità di essere differente da certe frange di individui corrotti e degenerati da un potere malato.
Ci teniamo tanto anche ad essere un paese di stereotipi, capace di vivere per prodotti e pensieri stereotipati. Abbiamo un'arte iniqua, una musica inutile ed un'offerta formativa per i giovanissimi che fa impallidire qualsivoglia sete di futuro.
Facciamo protestare gli immigrati al posto nostro, facciamo di tutto per assegnare le chiavi del Paese Italia ad una macchina leghista che vuole correre per fare star bene solo un terzo delle nostre regioni.
Sappiamo tutto in fondo, ma non riusciamo a vergognarci. Creiamo appalti bluff, bruciando la credibilità della Protezione Civile e sprecando 327milioni di Euro fra donne d'alto borgo ed appalti truccati.
Sappiamo che tutto ciò esiste, purtroppo. Cullati come siamo nell'orrenda quotidianità che ci pervade, siamo incapaci di avere quell'istintiva reazione di schifo che tanto ci servirebbe per voltare pagina.
Facciamo di tutto per essere incasellati al ritmo di un pifferaio che non ha niente da perdere, fuorchè il giudizio della magistratura o l'eventuale carcere.
Stiamo perdendo punti e moralità in tutto ciò che non si può vedere. Non esiste più cultura, finanziamenti a cultura o visione prospettica sul medio-lungo termine delle cose. Non esiste più nulla che sappia godere di un ampio respiro.
Stanno forse facendo di tutto per cancellare la fibra viva e consapevole del Belpaese? Non mi stupirei neppure di questo, ormai.
Oltre i nostri confini ci vedono così: "L'Italia perde punti in quasi tutte le classifiche che riguardano la scuola, la salute, l'ecologia, i diritti, la cultura ed anche la tecnologia. L'Italia di Berlusconi, un paese in via di imbarbarimento" (Liberation, 10 febbraio 2010)
Perdiamo punti in tutti quei campi dove oggi potremmo iniziare a costruire il nostro futuro.
Che effetto potrà mai fare sapere di essere una terra senza Domani?
Attualmente non so proprio cosa pensare.
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