Alle volte, l'opinione pubblica si risveglia con qualche notizia veritiera, profondamente di rottura.
L'Italia è una terra che, oggi più che mai, ha bisogno di verità e concretezza.
Siamo un popolo di addormentati, un paese che gode e riflette solo dinnanzi ad un gol in fuorigioco per due metri o al moviolone sull'ennesima oscenità sanremese.
Ci vogliono calciatori già strapagati ed ingaggiati a suon di soldoni, ci vogliono ospitate all'insegna di finzione e banalità. Se questo viene fatto passare per tutto, è meglio pensare che il nostro paese non abbia davvero bisogno di niente.
Tutto va via, ci scivola addosso. Scivola via la crisi economica, basta un sorriso ed un consumo da reincentivare per sconfiggerla. Non esiste la necessità di potenziare ammortizzatori sociali, non esiste pressochè nulla di definitivo su cui costruire un progetto.
Siamo incapaci di pensare, di protestare. Inneggiamo a V per Vendetta senza poi toglierci la maschera per lanciare sassi in faccia alle ingiustizie. Sembriamo un popolo combattente, siamo un popolo strano in realtà. Facciamo protestare gli immigrati e non ci lamentiamo degli inquisiti che vengono lasciati al loro posto.
Siamo un popolo consapevole di incarnare il più fervido qualunquismo universalmente riconoscibile.
Dopo oggi, l'ennesimo colpo al cuore di un Paese incancrenito. Siamo un popolo di corruttori, è ufficiale.
Non si sa quali possano essere i corrotti.
In un paese dove una mano lava l'altra e tutte e due si rubano l'asciugamano c'è poco da fare. Ciò che emerge dagli ultimi dati è che l'Italia ha un cancro immane che si chiama corruzione. Fra il 2008 ed il 2009 c'è stato un incremento di denunce pari al 229% alla Guardia di Finanza.
C'è stato un aumento dei reati del 153% inerenti la concussione nella Pubblica Amministrazione.
Come sempre, chi è abilitato ad esercitare una carica capace di richiedere solidità etica e valoriale si sente in un qualche modo autorizzato a "deficitare" dai suoi compiti.
La Pubblica Amministrazione è primatista nei reati di corruzione (221 casi) ed abuso d'ufficio (1714 casi nel solo 2009). Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, afferma lapidario: "E'una nebbia che avvolge il Paese, non si può fare a meno di notare che l'oscuramento resta tuttora grave, non accenna neppure elntamente a dissolversi o flettere nella sua intensità ispessita."
Siamo un paese nebbioso, immerso in una calda e rassicurante cappa bianca che ci impedisce di avere piena coscienza dei nostri mali.
Siamo un paese con un illegalità dilagante capace di annullare una moralità che già di per sè non è mai stata più casuale ed aleatoria di così.
Povera Italia.
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venerdì 19 febbraio 2010
AMORALITA', CORRUZIONE ED ILLEGALITA': PILASTRI PORTANTI DI UN SISTEMA MALATO
Alle volte, l'opinione pubblica si risveglia con qualche notizia veritiera, profondamente di rottura.
L'Italia è una terra che, oggi più che mai, ha bisogno di verità e concretezza.
Siamo un popolo di addormentati, un paese che gode e riflette solo dinnanzi ad un gol in fuorigioco per due metri o al moviolone sull'ennesima oscenità sanremese.
Ci vogliono calciatori già strapagati ed ingaggiati a suon di soldoni, ci vogliono ospitate all'insegna di finzione e banalità. Se questo viene fatto passare per tutto, è meglio pensare che il nostro paese non abbia davvero bisogno di niente.
Tutto va via, ci scivola addosso. Scivola via la crisi economica, basta un sorriso ed un consumo da reincentivare per sconfiggerla. Non esiste la necessità di potenziare ammortizzatori sociali, non esiste pressochè nulla di definitivo su cui costruire un progetto.
Siamo incapaci di pensare, di protestare. Inneggiamo a V per Vendetta senza poi toglierci la maschera per lanciare sassi in faccia alle ingiustizie. Sembriamo un popolo combattente, siamo un popolo strano in realtà. Facciamo protestare gli immigrati e non ci lamentiamo degli inquisiti che vengono lasciati al loro posto.
Siamo un popolo consapevole di incarnare il più fervido qualunquismo universalmente riconoscibile.
Dopo oggi, l'ennesimo colpo al cuore di un Paese incancrenito. Siamo un popolo di corruttori, è ufficiale.
Non si sa quali possano essere i corrotti.
In un paese dove una mano lava l'altra e tutte e due si rubano l'asciugamano c'è poco da fare. Ciò che emerge dagli ultimi dati è che l'Italia ha un cancro immane che si chiama corruzione. Fra il 2008 ed il 2009 c'è stato un incremento di denunce pari al 229% alla Guardia di Finanza.
C'è stato un aumento dei reati del 153% inerenti la concussione nella Pubblica Amministrazione.
Come sempre, chi è abilitato ad esercitare una carica capace di richiedere solidità etica e valoriale si sente in un qualche modo autorizzato a "deficitare" dai suoi compiti.
La Pubblica Amministrazione è primatista nei reati di corruzione (221 casi) ed abuso d'ufficio (1714 casi nel solo 2009). Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, afferma lapidario: "E'una nebbia che avvolge il Paese, non si può fare a meno di notare che l'oscuramento resta tuttora grave, non accenna neppure elntamente a dissolversi o flettere nella sua intensità ispessita."
Siamo un paese nebbioso, immerso in una calda e rassicurante cappa bianca che ci impedisce di avere piena coscienza dei nostri mali.
Siamo un paese con un illegalità dilagante capace di annullare una moralità che già di per sè non è mai stata più casuale ed aleatoria di così.
Povera Italia.
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