lunedì 22 febbraio 2010

FRA SANREMO E BASSE VITTORIE: IL TUTTO A RITMO DI CALCI ALLA DIGNITA'

Ci vogliono come in catena di montaggio, neanche fossimo figuranti e non più liberi cittadini in libero Stato. A confronto della vera musica, gli sproloqui di oggi hanno lo stesso suono del denaro sonante. Tutto ciò che fa rima con successo discografico e con portafoglio gonfio può vincere concorsi su concorsi. L'equazione di punta dell'ultimo Festival è stata fin troppo semplice: Pubblico di Amici + Pubblico di XFactor = Votanti di Sanremo Non è un caso se è ormai da due anni che la nuova mafia musicale è entrata nel giro della massima rassegna italiana di quella che una volta era etichettabile come arte. Significati minuscoli, testi caricaturali e musiche lontane secoli luce dall'essere ricordate come importante. Eccezion fatta per qualche fuoriclasse che deve poi accontentarsi di un miserrimo premio della critica. Gli ascolti sono andati bene, o quantomeno meglio del previsto per una rassegna cadaverica. Siamo giunti a 12 milioni e 462 mila spettatori di media, ottenendo uno share di oltre il 53,21%. Tanti lustrini, tante luccicanti stelline e talentini per un Festival senza anima nè fondo. Sono tutti e tanti usciti dai talent show che si arrovellano ogni anno per creare sempre più fenomeni, destinati a dividersi poi fra baraccone e carrozzone mediatico. Un cantante non sarà forse mai più uno spacciatore di contenuti, avviato più che mai ad affermarsi come paurosa macchina "produci soldi". Un cantante verrà votato perchè è bello, perchè è apparso in seno all'edizione passata di Amici o perchè ha saputo giocarsi le sue discografiche opportunità. Dietro tutto ciò, un talento che tarderà nella stragrande maggioranza dei casi a manifestarsi. Non a caso chi sa di Arte e Musica si indigna e/o straccia spartiti in aria. Tutti hanno fischiato contro un esito osceno ed indegno per un paese come il nostro. Sentire un principe intonare un'estrema fiducia in un'Italia che ha respinto ed insultato, sentire che sente battere più forte "il cuore di un'Italia sola, che oggi più serenamente si specchia in tutta la sua storia." Questo è quanto di più apparente possa esistere. Apparenza ed appariscenza sono, non a caso, le parole chiave di questa sventurata terra. I televoti sono sotto scacco, i cantanti sono sotto scacco mentre il genocidio culturale galoppa assolutamente senza sosta. Un piatto creativo che viene servito freddo e vuoto per il nostro paese.

Nessun commento: