lunedì 8 febbraio 2010

BERLUSCONI ED ALFANO: GENERAZIONE DI FENOMENI (DA BARACCONE?)

A vendere il proprio fumo non tutti sono bravi, ma a tessere trame ordite per far sembrare leggi straordinarie dei rimedi tappabuchi anti-carcere solo pochissimi possono essere definiti fenomeni. Uno di questi è sicuramente il Ministro della Giustizia Alfano. Pare acclarato che sia un prodotto generato dalla fiorente scuola berlusconiana di orazione, distrazione e finzione. Nella trasmissione "In mezz'ora" di ieri ha dato prova di brillantissime doti di affabulatore, od imbonitore televisivo alla Wanna Marchi. Secondo lui l'italiano medio non arriverebbe a capire che il Premier lotta con ogni suo spasmo per evitare l'aria della giustizia e della non innocenza. Pur di non essere processato sta facendo di tutto. Paralizza l'Italia per discutere di immunità e di riforme della Giustizia plasmate addosso alla sua presunta non colpevolezza. Ha alterato il metro di innocenza italiana, andando ad intaccare perfino le più banali ed ovvie regole di moralità, correttezza e rispetto delle istituzioni. Si perde per fuggire dall'incostituzionalità delle sue leggi ad-personam, sfrutta la macchina statale per muoversi a pieno regime fra libertà, populismo e demagogia. Lascia all'opposizione la possibilità di discutere in Commissione Giustizia sulla normativa per scegliere la lunghezza delle code dei cani, mentre nelle "segrete stanze" assieme ai suoi fedelissimi prepara scudi per il suo immenso desiderio di restare oltre-sbarre. Nonostante tutto, viene votato ed i suoi Ministri continuano a difenderlo. Ieri Alfano intervistato da Lucia Annunziata è stato capace di barzellettare a trecentosessanta gradi sulla sua figura. Ha parlato di un premier "secchione", capace di stare "sempre sulle carte e studiare i faldoni" immensi dei suoi processi. Difesa ad oltranza per poi continuare imperterrito a rassicurare l'italianità media su una figura che VUOLE farsi processare: "Il premier non si sottrarrà alla giustizia. Quando avrà finito di governare si sottoporrà ai processi." Se si andrà avanti di questo passo, continuerà a ricercare consensi fra gli italiani fino alla morte. Almeno in quella, si sa, siamo tutti uguali. Male che vada alla fine processeremo la bara di Berlusconi. E' un uomo intasato da processi non perchè colpevole ma perchè perseguitato. E' un uomo che lotta, un nuovo messia che è qui per liberare l'oppresso popolo italiano dalla giustizia e dalla Costituzione, così tremendamente ingiuste ed antiquate. E' l'uomo del cambiamento, è l'uomo che sa tirarti fuori diecimila cilindri da un coniglio. Pochi vedono che lui ed i suoi fedelissimi non hanno arrosto da vendere, ma solo questo osceno ed impietoso fumo. Dobbiamo sorbirci perfino un Ministro della Giustizia che parla di un nonnetto 73enne che a "missione" politica completata si farà processare. La domanda è una...Quando finirà la "missione" politica di Berlusconi? Meglio non pensarci, ma lottare per far cambiare le cose. Alfano parla di giudici e magistrati che sbagliano a perseguitare il Presidente secchione di turno, fino al punto in cui da tutte le parti politiche qualcuno parla della legittimità di qualche inciucio per poter tornare a fare il Bene del Paese. Roba da altra, tristissima, Italia. Il Ministro ha poi continuato paventando un altro pò di prodotto da venderci. Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale ripenserà ad un ennesimo Lodo Alfano. Ne farà finchè non lo faranno passare, come ad un esame universitario. Ripensa anche all'immunità parlamentare. Provvedimenti seri e concreti, fatti per "far si che nel nostro Paese si restituisca alla Costituzione repubblicana la sua struttura originaria, cioè ricostruire l'argine che separa il potere legislativo dall'ordine giudiziario. Va smontata l'equazione immunità=impunità della casta." Altra, splendida ed eccelsa, demagogia. Altro populismo, altra tragica e patetica recita. Una megafarsa finalizzata a nascondere la reale essenza dei fatti. Povera Italia.

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