mercoledì 24 febbraio 2010

24 FEBBRAIO 1990 - 24 FEBBRAIO 2010: SI VIENE E SI VA, ANCORA OGGI

Dal basso della mia inesperienza ho potuto conoscere la figura di Sandro Pertini solo tramite video, frasi, immagini o significati. Ho saputo di lui dall'eco che certi valori da lui propugnati fino all'ultimo anelito di vita hanno avuto fino ad oggi, ho saputo di lui dai meandri degli anniversari che periodicamente tornavano a bussare all'immoralità ed all'anormalità italiane. Ho potuto guardarlo ed ammirarlo per citazioni, per aforismi o per prese di coscienza sulla moralità integerrima di una persona esemplare. Nel mentre un uomo comune timbra il cartellino per scomparire da questo mondo può capitare che abbia la straordinaria opportunità di diventare immortale. Può vivere in ricordi, può essere riesumato con la velocità di un impulso elettrico cerebrale. Pochi ricevono questa capacità in dono. Forse l'anima è proprio questa capacità di arrivare dovunque in brevissimo tempo, alla fine della fiera della vita umana. Se si ha avuto la consapevolezza di aver recitato una parte bellissima nel gioco del mondo si può pure andare via felici, chi lo sa. A ventidue anni ignoro queste tematiche con forse troppo poca consapevolezza. Ciò non toglie che, ogni tanto, si vorrebbero ritrovare accanto a noi uomini come certi che se ne sono andati. In questi ultimi periodi quell' "ogni tanto" diventa improvvisamente un "tanto spesso". E' oggettivo dire che senza persone come queste tutto sia andato peggiorando, in questi ultimi decenni. La colpa primaria è nostra. Siamo stati incapaci di reggere sulle nostre gambe i valori essenziali e fondamentali che uomini così hanno lottato per donarci, per farceli capire. Siamo stati forse troppo ottusi, disinteressati, ignoranti od inconsapevoli. Sandro Pertini fu, fra i nostri sbagli, un grande uomo ed una grande figura moralmente ed umanamente super partes. Fu forse capace di andare al di là dei frutti di un periodo storico nero, maturato e forgiato come era stato da anni di lotte, combattimenti e milizia partigiana. Fu un pò di tutto, oltrechè Presidente della Repubblica. Fu imbianchino, lavatore di taxi, comparsa di cinema, operaio e cospiratore dall'estero. Guardò la becera realtà italiana di allora con occhi multicolori e multiformi, arrivando a divenire quello che oggi fa commuovere ancora con alcuni suoi frammenti di discorsi riesumati da archivi audiovisivi. Rifiutò i caratteri normalizzanti e tediosi della demagogia populistica, riuscendo ad andare oltre alla dimensione che ancora oggi siamo costretti a respirare. Seppe avere coraggio mescolato sapientemente a pragmatismo e realismo. Scomparve, forse con un velo di retorica non piccolo, troppo presto. Potrebbe essere tutt'ora un maestro unico ed inestimabile. L'umanità vorrebbe un'immortalità anche fisica per certe figure. Non è neppure giusto questo però, forse. Lo pensava anche Giovanni Falcone, tanto tanto tempo fa: "Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini." Con la morte fisica non deve arrivare la morte morale, MAI. Finchè ci sarà qualcuno disposto a cercare una ragione essenziale ai drammi di oggi ed a ricercare pesanti e pensanti soluzioni alle avversità, l'immortalità vera rimarrà saldissima nelle nostre mani. Sullo sfondo, un sorriso dietro occhiali pensanti e rughe stupendamente sudate.

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