Nella danza della vita ci si può guardare dentro e provare a scoprire cosa si può fare in modo concreto e tangibile per migliorare il mondo.
Laddove le parole chiave sono indignazione e reazione, per il moto di consapevolezza che deve salvare il pianeta c'è davvero ancora tanto da fare. La nostra madre è sempre più, anche consapevolmente, addolorata e sempre più si deve fare per cambiare le cose.
La rabbia, la possessività ed il desiderio di ricchezza dell'uomo hanno tristemente fatto il resto in tutto questo pezzo di storia vissuta fino ad oggi. Se il 20% di noi possiedono l'80% delle ricchezze esistenti qualcosa non va davvero profondamente.
Qualcosa non è forse neppure mai andato, chissà. I passi acerbi ed incerti con i quali siamo stati capaci di infestare questa Terra hanno, oggi più che mai, un peso crescente ed imponente.
Laddove l'essere umano perde consapevolezza il futuro della Terra si tinge di oscure e cupe tinte.
Siamo stati sempre troppo poco consapevoli del male inferto. Siamo stati capaci di sparare, di non pensare, di inquinare e di manovrare la nostra tecnologia per creare disastri.
Siamo stati sempre troppo lontani dalla dimensione di tutelatori alla quale eravamo stati chiamati, un tempo forse perduto. Saremo per sempre figli di una specie sperduta, incapace di parlare il linguaggio del pianeta che la ospita.
Se le parole si potrebbero sprecare, i flebili segnali di un pianeta allo spasmo non mancano:
"Non camminare davanti a me, potrei non seguirti.
Non camminare dietro di me, potrei non saperti guidare.
Cammina al mio fianco e saremo sempre amici."
Amicizia fra terra ed uomo, allo stato attuale delle cose assolutamente incapace di tradursi in amore puro e cristallino. Possiamo solo chiedere scusa a questo pianeta già tremendamente vessato dalle nostre prepotenze.
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sabato 27 febbraio 2010
CAMMINARE ALLA PARI CON LA TERRA
Nella danza della vita ci si può guardare dentro e provare a scoprire cosa si può fare in modo concreto e tangibile per migliorare il mondo.
Laddove le parole chiave sono indignazione e reazione, per il moto di consapevolezza che deve salvare il pianeta c'è davvero ancora tanto da fare. La nostra madre è sempre più, anche consapevolmente, addolorata e sempre più si deve fare per cambiare le cose.
La rabbia, la possessività ed il desiderio di ricchezza dell'uomo hanno tristemente fatto il resto in tutto questo pezzo di storia vissuta fino ad oggi. Se il 20% di noi possiedono l'80% delle ricchezze esistenti qualcosa non va davvero profondamente.
Qualcosa non è forse neppure mai andato, chissà. I passi acerbi ed incerti con i quali siamo stati capaci di infestare questa Terra hanno, oggi più che mai, un peso crescente ed imponente.
Laddove l'essere umano perde consapevolezza il futuro della Terra si tinge di oscure e cupe tinte.
Siamo stati sempre troppo poco consapevoli del male inferto. Siamo stati capaci di sparare, di non pensare, di inquinare e di manovrare la nostra tecnologia per creare disastri.
Siamo stati sempre troppo lontani dalla dimensione di tutelatori alla quale eravamo stati chiamati, un tempo forse perduto. Saremo per sempre figli di una specie sperduta, incapace di parlare il linguaggio del pianeta che la ospita.
Se le parole si potrebbero sprecare, i flebili segnali di un pianeta allo spasmo non mancano:
"Non camminare davanti a me, potrei non seguirti.
Non camminare dietro di me, potrei non saperti guidare.
Cammina al mio fianco e saremo sempre amici."
Amicizia fra terra ed uomo, allo stato attuale delle cose assolutamente incapace di tradursi in amore puro e cristallino. Possiamo solo chiedere scusa a questo pianeta già tremendamente vessato dalle nostre prepotenze.
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