venerdì 5 febbraio 2010

MORGAN E SANREMO: UN MATRIMONIO CHE (PER LUI) E' MEGLIO NON FARE

Morgan è fuori dalla competizione dell'ennesimo Festival di Sanremo. Si potrebbero scrivere tante cose, forse anche troppe per poterle condensare efficacemente su un virtuale pezzo di carta. Ciò che è certo è che Sanremo è una competizione musicale ormai ridotta ai minimi termini. Nel panorama italiano, se il Festival rappresenta la vera musica, c'è da piangersi addosso. Si è ridotto, in divenire, ad una succursale di tanti reality show d'importazione o di triste matrice "De Filippiana". Se c'è una musica che nasce e muore piccola, quella è a Sanremo. Da troppo tempo non si vede più una festa che abbia per la maggiore una grandissima musica. Qualche Artista rimane inconsapevolmente o volutamente fuori. Qualche profeta che un tempo era avanti oggi è sparito, in questa musica italiana. Lo immaginate Francesco Guccini sul palco di Sanremo? Molto probabilmente no, oppure non più. Le colpe di questa degenerazione culturale sono troppe per essere circoscritte con efficacia. Una delle prime che emerge è che la musica è tale solo se produce soldo, solo se è capace di arricchire spregiudicati e pietosi discografici alla ricerca del fenomeno di turno. Ti spremono, ti succhiano energia e potenzialità fregandosene di un tuo virtuale talento. Quando hai finito di fare copertine e dischi d'oro ritorni sul fondo del fiume. Nonostante tutto e quanti cerchino di smentire questa opinione, alla luce dei fatti tutto ciò si configura come una tragica verità. Basti ripensare a tutte le edizioni dei vari "Amici","X-Factor" o chissà quale altro format di pseudo-talentscouting. Ne è mai riuscito ad emergere qualcuno che ha saputo resistere od almeno durare nel tempo? Certamente no, a meno che la memoria non mi tradisca. Tutto ciò perchè il soldo finisce con la novità della persona che vince o che emerge da una determinata edizione di un reality show. Arrivato il nuovo anno, la produzione ripenserà ad una nuova edizione del format dovendo di fatto cancellare o mettere in secondo piano il vincitore od il talento delle edizioni precedenti. E' un circolo vizioso, questa musica. Trionfa chi fa testi osceni e banali, mentre rimangono nel silenzio migliaia di talenti che spaziano differenti generi musicali. C'è chi vive facendo rock, rap, hip-hop, contaminazione di genere, metal , nu-metal, jazz, blues. C'è tantissima gente che ama la musica e che si meriterebbe di vivere con essa. Nonostante tutto è impossibilitato dal sistema a farlo. Deve reinventarsi una professione, oppure smettere di punto in bianco di fare il musicista. Anche qualche sfruttato dal sistema deve reinventarsi. Ricordo, fra i troppi, tale Dennis Fantina. Qualcuno se lo ricorda? Fu il vincitore conclamato di una delle primissime edizioni di quell'oscenità di "Amici". Venne glorificato, incensato e celebrato. Venne sfruttato, soprattutto. Che ne sarà stato di lui dopo le vittorie ed i successi? "Il mondo dello spettacolo mi ha abbandonato. [...]Non ho più nulla tra le mani e mi ritrovo senza lavoro e con un mutuo da pagare. Sì, devo ricominciare da zero, rimboccandomi le maniche. Ecco perché ho chiesto di tornare a lavorare come operaio nella fabbrica di tappi di sughero dove lavoravo prima di entrare nel mondo dello spettacolo." Sono parole sue, del cantante che fu. I dubbi ora sono ancora più forti. Un sistema di teorica "arte" può trattare così chi vorrebbe vivere da artista? La sola risposta possibile è no, a meno che quello stesso sistema non sia marcio, corrotto od indecente. Lasciare una persona in miseria od in povertà può indurlo a compiere chissà quali gesti scellerati; fra questi, eventualmente, l'uso di stupefacenti per stordire ed inibire la depressione ed il momento nero. E' interessante vedere come, quando vuole, il mondo della musica si dimentichi di casi e casualità come queste. Sei bravo, fai successo e sei forte finchè vogliamo. Appena possibile, mettiamo la freccia per superarti ed andare al prossimo. Se questa è la regola dell'autostrada della musica è perfettamente concepibile quanto sia meglio per un artista fragile ed ammalato starne fuori. Starne fuori specialmente se si viene buttati fuori per sordi ed obsoleti motivi di pseudo-perbenismo. Se c'è qualche ragione per attaccare un uomo devastato come Morgan, ce ne sono altrettante per attaccare questa musica e queste case discografiche che spremono individui fino all'ultimo, giusto per cattare su qualche soldo in più. Si finirà, alla fine della fiera, in qualche "Isola dei Famosi" od in qualche "Music Farm" di turno per tornare a pigliare qualche euro in più. Un uomo come Morgan non deve trovare posto in quello che è un vero e proprio, squallido, carrozzone. Parlare poi di chi ha scritto e pubblicato per intero quell'articolo è come sparare sulla croce rossa. La malattia della ricerca ossessiva del successo non potrà mai portare a nulla di duraturo od autentico. Per non scrivere poi di quello che fu Sanremo in tempi non troppo lontani. Ripenso alla comparsata, dietro lautissimo compenso, del fondatore di Playboy l'anno scorso od ancora alla presenza di una fetecchia come Paris Hilton. Quella ragazza che aveva disseminato internet di video pornografici e di reality show dove ingenui giovani e giovanissimi venivano coinvolti per scegliere il suo "Best Friend" e "Best Friend 4ever (2nd edition)" (è la tristissima verità, nds). Se Morgan è rimasto fuori da Sanremo per una debolezza giustamente da criticare? Dinnanzi a questa poltiglia di Festival è solo fortuna sua. Non c'è spazio per gli artisti sotto i riflettori. Puoi essere vendibile e commerciabile solo se riesci ad omologarti. Altrimenti nicchia.

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