giovedì 25 febbraio 2010

UOMO, PETROLIO E MORTE: UN TRINOMIO TRISTEMENTE EFFICACE

Siamo arrivati ancora una volta a fare la nostra parte a questo ecosistema piangente, ormai ferito a morte. In questi momenti 600mila litri di gasolio stanno navigando beatamente su corsi d'acqua, mescolandosi fra torrenti, fiumi ed affluenti. C'è poco da fare, la colpa non è certo attribuibile ad altri all'infuori dell'essere umano. Fisicamente si sa che 1 litro è uguale ad un decimetro cubo in condizioni di pressione, volume e temperatura "normali". Facendo un pò i conti, è come dire che 600mila decimetri cubi sono in marcia verso meta ignota. Una quantità impressionante di combustibile, capace di segnare uno dei peggiori disastri ambientali mai registrati in terra italiana. La Protezione Civile è in difficoltà nel fermare la marea nera, appunto perchè i materiali assorbenti non riescono con facilità a rimanere in profondità e quindi a frenare l'odissea che le specie vegetali ed animali stanno passando. "E'complicato perchè ci sono tratti del fiume in cui l'acqua scorre molto...ma ci sono tratti in cui ci sono insenature naturali...in cui si crea la classica patina fluida di idrocarburi...una poltiglia nerastra" è il parere di Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia. Verrà forse da scrivere, fra qualche settimana, che era stata una tragedia annunciata. Quella ex-raffineria Lombarda Petroli è stata capace di perdere così tante quantità di idrocarburi per qualche motivo. Sarà anche stato sabotaggio, qualunque disperata ricerca di soluzione è lecita. I danni saranno ingenti, in primo luogo sulla catena alimentare che si vedrà disperatamente minata e disequilibrata. Proprio in questi giorni le specie animali stavano iniziando a nidificare, in vista dell'imminente primavera. Non c'era miglior modo di salutare l'inverno di questo. Le regioni coinvolte stanno chiedendo a gran voce lo stato di emergenza, pretendendo le giuste attenzioni del Governo e del Ministero delle Politiche Ambientali. Il gasolio, già di per sè, è un idrocarburo letale per gli esseri viventi. Ha una composizione chimica di per sè fatale. Mescola carbonio allo stato non legato per una percentuale pari a circa l'86,3%, idrogeno legato H2 per un totale di circa il 12,7% ed infine addirittura tracce di zolfo per un totale di circa lo 0,3%. Queste sostanze costituiscono un pauroso pastone chimico pericoloso per qualunque essere vivente, sia animale o vegetale. Se a ciò si aggiunge la reazione di dispersione superficiale che si genera a contatto con l'acqua, si ottiene un pò come quando si versa dell'olio da cucina in un bicchiere d'acqua. Una patina giallastra nerastra in superficie a cui però segue sotto una massa nera e densa che fa rima con morte per tutti gli abitanti del bacino idrico. I depuratori attualmente stanno facendo il loro dovere, cercando di frenare circa il 70% della mistura fatale petrolio-gasolio, ma come è ovvio non potranno andare avanti a lungo. La marea nera avanza, arrivando a lambire addirittura il mare Adriatico. Se così fosse, sarebbe una tragedia ancora più grande. L'Ente Protezione Animali di Milano ha lanciato più di un'allerta verso moltissime specie animali: garzette, germani, aironi, cormorani e gallinelle d'acqua. La tragedia potrebbe pure essere annunciata, qualora l'impianto di quella maledetta Lombarda Petroli fosse già stato etichettato come compromesso. In tal caso oltre all'anomalia umana emergerebbe nuovamente anche l'anomalia italiana. Poco importa, tragedia è comunque in corso. Si spera solo che la giustizia e l'indagine metodica faranno il loro corso.

Nessun commento: