Scrivere in questi giorni di Scienza e di progresso sostenibile è molto più facile e, sinceramente, largamente perbenista.
Presi tutti come siamo a darci da fare per sostenere terremotati e bambini rimasti vittima di un'ingiustizia milioni di volte più grande di loro, non ci interroghiamo su ciò che potrebbe essere il nostro ruolo per evitare certe tragedie in tempo di "pace" o quantomeno tranquillità.
Il valore della Scienza e del progresso scientifico è immenso, quantopiù necessario per tutti coloro che sono costretti ad avere meno per certe nostre assurde manie. Si vuole sempre di più, per poi non fermarsi a capire quanto quel di più possa esserci davvero utile.
Finiamo come il Mazzarò di Verga, brandendo la nostra "roba" fino al punto di morte. Salvo poi, di quella stessa "roba", non sapere più che farcene. Siamo così, attaccati alla superficialità ed all'auto nuova.
Attaccati allo schermo delle partite la domenica ed attaccati al perbenismo per sentirci meno male in tempo di tragedie.
Consapevolmente è giusto che l'uomo agisca in tal modo. Altrettanto consapevolmente, però, la scienza potrebbe veicolare in maniera migliore le sue energie positive. Del positivo ruolo della scienza era convinto anche Albert Einstein, quando nel febbraio 1931 dinnanzi al California Institute of Technology affermava che: "La preoccupazione per l'uomo e per la sua sorte deve rimanere l'interesse prevalente della tecnica...perchè le creazioni della nostra mente siano una benedizione e non una maledizione per l'umanità. Non dimenticatelo mai in mezzo ai vostri diagrammi ed alle vostre equazioni".
Proprio così, mi verrebbe da scrivere. Laddove la scienza non arriva in maniera positiva l'umanità ha sempre qualche problema. Non sono arrivate ad Haiti le consapevolezze di tecnologie anti-sismiche corrotte dalla mancanza di denaro e dalla povertà facile? Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con una strage che si annuncia come una delle peggiori mai vissute dall'umanità intera.
Qualora la scienza non bastasse, potrebbero servire efficaci piani di prevenzione od informazione fatti su chi ha veramente bisogno degli scienziati.
Il ruolo della scienza e delle invenzioni tecnologiche, da qualsiasi punto la si guardi, è importantissimo. Ne era sempre convinto Einstein, in una lettera a Otto Juliusburger dell'11 ottobre del 1946:
"Credo che l'orribile deterioramento nel comportamento etico della gente oggi derivi dalla meccanizzazione e disumanizzazione della nostra vita, un disastroso sottoprodotto della mentalità scientifica e tecnica. Nostra culpa!...L'uomo si raffredda più velocemente del pianeta in cui vive".
E' un dato di fatto. Prima della tragedia su Haiti c'erano il gelo e l'ignoranza generale più totali.
Molti non ne sapevano niente, fintanto che qualche ministro locale ha affermato che la tragedia ha giovato alla considerazione della situazione terribile dell'isola.
La Scienza umanamente dimensionata avrebbe potuto tenere a mente tutto questo.
Il compito importante che da molto i tecnici non assolvono è quello di abbassare i costi ed i prezzi delle loro invenzioni. Rendere divulgabile un'opera scientifica equivale a parlare la lingua del mondo: nel 2010 dovremmo saperle cose come queste.
Da scienziato in erba ho visto molti tecnici fatti di numeri e non di umanità. Ho visto dimostrare, calcolare e progettare. Pochissime volte ho visto spiegare, responsabilizzare ed educare al peso della materia.
Negli anni, dunque, la missione della scienza non è cambiata di molto. Citando sempre il genio Albert Einstein, si hanno dal 1952 parole importantissime e pesantissime:
"Il miglioramento delle condizioni di tutto il mondo non dipende in maniera essenziale dalla conoscenza scientifica ma dalla realizzazione delle tradizioni e degli ideali umani."
Così facendo si otterrebbero miglioramenti. Laddove scienza possa significare traduzione di altro, si potrebbe arrivare a ciò che abbiamo purtroppo sotto gli occhi.
Il peso degli Scienziati e dei divulgatori scientifici in questo mondo infame è impressionante, essenziale e determinante.
Se c'è ancora qualche speranza o qualche forma di salvezza, parte del merito va indubbiamente a chi traduce bisogno umano in invenzione tecnologica estesa alle moltitudini.
Scienza accessibile, fiumi di consapevolezza e necessità di cambiamento: solo così potremo cambiare il corso di questa Storia umana.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
domenica 17 gennaio 2010
Sul Valore della Scienza fra Haiti, Einstein e lacrime mal spese
Scrivere in questi giorni di Scienza e di progresso sostenibile è molto più facile e, sinceramente, largamente perbenista.
Presi tutti come siamo a darci da fare per sostenere terremotati e bambini rimasti vittima di un'ingiustizia milioni di volte più grande di loro, non ci interroghiamo su ciò che potrebbe essere il nostro ruolo per evitare certe tragedie in tempo di "pace" o quantomeno tranquillità.
Il valore della Scienza e del progresso scientifico è immenso, quantopiù necessario per tutti coloro che sono costretti ad avere meno per certe nostre assurde manie. Si vuole sempre di più, per poi non fermarsi a capire quanto quel di più possa esserci davvero utile.
Finiamo come il Mazzarò di Verga, brandendo la nostra "roba" fino al punto di morte. Salvo poi, di quella stessa "roba", non sapere più che farcene. Siamo così, attaccati alla superficialità ed all'auto nuova.
Attaccati allo schermo delle partite la domenica ed attaccati al perbenismo per sentirci meno male in tempo di tragedie.
Consapevolmente è giusto che l'uomo agisca in tal modo. Altrettanto consapevolmente, però, la scienza potrebbe veicolare in maniera migliore le sue energie positive. Del positivo ruolo della scienza era convinto anche Albert Einstein, quando nel febbraio 1931 dinnanzi al California Institute of Technology affermava che: "La preoccupazione per l'uomo e per la sua sorte deve rimanere l'interesse prevalente della tecnica...perchè le creazioni della nostra mente siano una benedizione e non una maledizione per l'umanità. Non dimenticatelo mai in mezzo ai vostri diagrammi ed alle vostre equazioni".
Proprio così, mi verrebbe da scrivere. Laddove la scienza non arriva in maniera positiva l'umanità ha sempre qualche problema. Non sono arrivate ad Haiti le consapevolezze di tecnologie anti-sismiche corrotte dalla mancanza di denaro e dalla povertà facile? Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con una strage che si annuncia come una delle peggiori mai vissute dall'umanità intera.
Qualora la scienza non bastasse, potrebbero servire efficaci piani di prevenzione od informazione fatti su chi ha veramente bisogno degli scienziati.
Il ruolo della scienza e delle invenzioni tecnologiche, da qualsiasi punto la si guardi, è importantissimo. Ne era sempre convinto Einstein, in una lettera a Otto Juliusburger dell'11 ottobre del 1946:
"Credo che l'orribile deterioramento nel comportamento etico della gente oggi derivi dalla meccanizzazione e disumanizzazione della nostra vita, un disastroso sottoprodotto della mentalità scientifica e tecnica. Nostra culpa!...L'uomo si raffredda più velocemente del pianeta in cui vive".
E' un dato di fatto. Prima della tragedia su Haiti c'erano il gelo e l'ignoranza generale più totali.
Molti non ne sapevano niente, fintanto che qualche ministro locale ha affermato che la tragedia ha giovato alla considerazione della situazione terribile dell'isola.
La Scienza umanamente dimensionata avrebbe potuto tenere a mente tutto questo.
Il compito importante che da molto i tecnici non assolvono è quello di abbassare i costi ed i prezzi delle loro invenzioni. Rendere divulgabile un'opera scientifica equivale a parlare la lingua del mondo: nel 2010 dovremmo saperle cose come queste.
Da scienziato in erba ho visto molti tecnici fatti di numeri e non di umanità. Ho visto dimostrare, calcolare e progettare. Pochissime volte ho visto spiegare, responsabilizzare ed educare al peso della materia.
Negli anni, dunque, la missione della scienza non è cambiata di molto. Citando sempre il genio Albert Einstein, si hanno dal 1952 parole importantissime e pesantissime:
"Il miglioramento delle condizioni di tutto il mondo non dipende in maniera essenziale dalla conoscenza scientifica ma dalla realizzazione delle tradizioni e degli ideali umani."
Così facendo si otterrebbero miglioramenti. Laddove scienza possa significare traduzione di altro, si potrebbe arrivare a ciò che abbiamo purtroppo sotto gli occhi.
Il peso degli Scienziati e dei divulgatori scientifici in questo mondo infame è impressionante, essenziale e determinante.
Se c'è ancora qualche speranza o qualche forma di salvezza, parte del merito va indubbiamente a chi traduce bisogno umano in invenzione tecnologica estesa alle moltitudini.
Scienza accessibile, fiumi di consapevolezza e necessità di cambiamento: solo così potremo cambiare il corso di questa Storia umana.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento