giovedì 14 gennaio 2010

Haiti, 12 gennaio 2010: Per non rimanere Indifferenti

Si contano morti probabili a morti certi, dispersi certi fra sopravvissuti dati ormai per improbabili. Si è consumata una tragedia gravissima, in un luogo inadatto. Una tragedia che ha colpito gente ignara, povera fino al midollo, che non aveva alcun mezzo per difendersi o fronteggiare il pericolo sismico. E'stata una scossa di circa 30 volte superiore a quella che in quel di aprile 2009 sconvolse le terre dell'Abruzzo. Ce ne sono state altre, successive, di probabile assestamento. La cosa che più colpisce è che è stato un terremoto a bassissima profondità. E' stato individuato un epicentro a soli 15 o 20 chilometri di profondità da una città che con circa 4 milioni di abitanti racchiude la metà degli abitanti dell'intera Haiti. Haiti, appunto. Una terra strana, capace di vivere di controsensi e di orrende vicende. Una terra che ora sta vedendo cadaveri su cadaveri ammassati lungo le strade, impregnati di una mistura fra sangue e polvere. Haiti è un paese dove ora si sta scavando a mani nude, dove la verità ed il vero progresso non sono mai arrivati. E'stata per troppo tempo la terra di nessuno. Se ne parla solamente oggi, a tragedia ormai più che avvenuta. Ha avuto una storia complessa, articolata e molto definita per essere uno stato così piccolo. Fra i primi ad avere proclamato la propria indipendenza, è stata poi bistrattata dai governanti che fra truffe e brogli si sono susseguiti al comando. Il susseguirsi di amministrazioni incontrollate, silenziose e scellerate ha fatto emergere un paese dagli orribili paradossi, dove la vita media è di circa 50 anni e dove più della metà dei bambini più piccoli muoiono ancora in fasce. Ora non rimangono che terre desolate e devastate da un orribile scherzo del destino. Servono aiuti umanitari concreti, non promessi. Servono, secondo stime ottimistiche, circa 10 miliardi di dollari. Tutto ciò sarà utile in un primo momento, giusto per poter assistere chi ora viaggia pericolosamente fra la vita e la morte. Di ricostruzione, per ora, è impossibile parlare. Tre milioni e mezzo di persone che in un modo o nell'altro verranno colpite in uno Stato fra i più poveri al mondo. Si parla di oltre centomila morti, in quella che comunque andrà si configura come una strage fra le più atroci mai avvenute. Preghiere e pianti si vanno mescolando alle polveri di quelli che una volta erano palazzi di un paese troppo pieno di paradossi osceni. Andando per un attimo oltre alla tragedia avvenuta, è opportuno interrogarsi sul perchè siano così in vertiginosa espansione questi terremoti a bassa profondità. Secondo statistiche di non molto tempo fa, i terremoti erano così percentualmente classificabili: a) 85% a media profondità; b) 12% a bassa profondità; c) 100% - (85+12)% ad alta profondità. ll fatto che le onde sismiche stiano colpendo sempre più a bassa profondità dovrebbe far riflettere sull'attuale stato di salute del Pianeta Terra. Potrebbe anche essere causa di movimenti che coinvolgono anche la polarità presente nei minerali racchiusi nella crosta terrestre, in un periodo che come questo sta vedendo secondo alcuni una progressiva inversione magnetica dei poli terrestri. Sono considerazioni di un non-tecnico, quindi eventualmente assolutamente smentibili. Sullo sfondo rimane una Haiti distrutta. Una terra devastata a cui il nostro continuo silenzio di occidentali sviluppati e presuntuosi non ha mai reso piena giustizia. C'è una Terra che è al 203° posto su 229 fra i più ricchi al mondo, c'è un paese dove il 60% dei nove milioni di abitanti è da sempre senza lavoro. E' bastato un terremoto per scoperchiare il vaso di Pandora degli aiuti necessari? E' molto triste da pensare. In quel paese c'è da sempre una sottomissione dilagante, un'incapacità di reagire ai regimi che si sono susseguiti, l'uno di seguito all'altro. Ernesto Guevara diceva bene quando sosteneva che è facile controllare un popolo immerso in fiumi di ignoranza e non cultura. Ernesto Guevara diceva bene soprattutto perchè ad Haiti il 55% delle persone sono analfabete. Dove manca cultura, l'uomo diventa casualità e non casualmente perde il potere di ribellarsi alle ingiustizie. Il giogo è troppo facile. Haiti è un paese dove l'1% della popolazione controlla più della metà dell'intera ricchezza disponibile. Non c'è elettricità, non c'è acqua potabile. Haiti è la terra di quel Nessuno maiuscolo che fa rima con il nostro osceno ed indegno silenzio. Haiti è un paese che non è mai stato autorizzato ad essere tale. Sono arrivati i saccheggi nelle strade, stanno arrivando sciacallaggio e lotte per sopravvivere in questa terra di Nessuno. E' nostro dovere non rimanere indifferenti di fronte a queste stragi che vedono anche noi come mandanti silenziosi. Le tecnologie anti-sismiche se diffuse avrebbero ridotto il numero di morti. Se solo fossero state impiegate, viene da scrivere tristemente. La tragedia è appena iniziata, il pallottoliere dei morti sta contando sempre più veloce. Di pari passo, proviamo a mobilitarci tutti nel nostro piccolo. Non rimanere indifferenti è un passo enorme.

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