sabato 16 gennaio 2010

Influenza A: il Punto da conoscere

Non è passato neppure un anno da quel giorno di aprile in cui venne riscontrato in un allevamento messicano una virulenta influenza capace di trasmettersi anche da uomo a uomo. Sembra invece passato tantissimo rispetto a tutti i proclami fatti, a tutto il diffuso terrorismo ed a tutte le campagne di "sensibilizzazione" promosse dai mass media. Con il senno di poi si stanno finalmente rivelando gli aspetti più osceni ed oscuri di questa vicenda. C'era chi paventava tesi complottistiche alla voce influenza A; con il senno di poi totalmente torto non avevano. Prima di partire con un'analisi dettagliata del problema e della sua risposta, vorrei fare l'ennesima riflessione sul valore del merito in un paese osceno come l'Italia. Di recente Ferruccio Fazio è stato promosso a Ministro nel riabilitato dicastero della Salute. Scritto ciò, viene spontaneo anche pensare che la sua sia stata una promozione figlia di brillanti risultati conseguiti nella gestione e nella prevenzione dell'allarme influenza A. In tesi alternativa, è più italiano pensare che sia stato investito di una carica piuttosto importante per alleggerire l'agenda appuntamento del pluriministro in-pectore Maurizio Sacconi. A conti fatti, propenderei per la seconda ipotesi che ho scritto. In aggiunta, allego qualche articolo "consapevolizzante", rintracciabile dalla Costituzione che qualcuno ha più volte ammesso di recente di voler modificare. Dall'Articolo 2 riporto quanto segue: "La Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". Da questo emerge dunque qualche caposaldo che dovrebbe essere ben presente in chi amministra o gestisce un bene importante come quello della Salute Pubblica. Muoversi di pari passo con le esigenze degli italiani pur continuando a garantire i diritti inviolabili dell'uomo. La trasparenza è un valore essenziale che riesce ad incastrarsi perfettamente con quella che è la necessità che l'uomo ha di avere diritti inviolabili su cui fare affidamento. Da qui si ritorna al fatto che Ferruccio Fazio è stato promosso a Ministro della Salute. Questione di merito, forse? O questione di evidente snellimento di impegni del collega Sacconi? L'allarme che ha dovuto fronteggiare, mettendoci chiaramente la faccia, è stato quello della già citata influenza A. A distanza di quasi dieci mesi quali somme è possibile tirare dalla modalità che si è adottata per combattere questa tragicomica pandemia? Guardiamo ai numeri della nostra piccola Italia. Sono state acquistate dosi per un totale di 24 milioni, mentre ne sono state distribuite solamente 10. Ciò vuol dire che 14 milioni di dosi sono rimaste COMPLETAMENTE inutilizzate nè potranno sperare di trovare in seguito futuro utilizzo. Difatti il virus dell'influenza A è capace di mutare con alta frequenza. Ciò renderebbe pressochè inutili i vaccini già precedentemente fabbricati. Se poi si potesse guardare alle condizioni nelle quali queste panacee sono state mantenute si scoprirebbero altri osceni scheletri nell'armadio. Fra le 10 milioni di dosi distribuite ne sono state consumate solo 865mila. A conti fatti sul totale di quelle acquistate, ne abbiamo impiegato il 3% circa. Ciò vuol dire che la pandemia ha prodotto vaccini che in Italia sono stati inutili per un buon 97%. Il piano di distribuzione alle regioni è stato fallimentare da qualsiasi punto di vista la si guardi. Scendendo nel dettaglio le percentuali di incidenza del vaccino sono scandalosamente variegate. Si va da un 21,3% dell'Emilia Romagna (154366 dosi somministrate/723784 dosi distribuite) ad un misero 3,1% della Valle d'Aosta (1127 dosi somministrate/21602 dosi distribuite). Accostando a ciò una necessaria riflessione sul come i vaccini siano stati mal distribuiti e mal conservati, abbiamo a sfavore della promozione di Ferruccio Fazio una prima tinta di netto demerito. Di pari passo, a distanza di dieci mesi l'influenza ha causato solo in Italia 210 vittime su un totale di 4,1milioni di contagiati. Ciò equivale a dire un tasso di incidenza dello 0,005% dei malati. Se a ciò si aggiunge la presenza di gravissime e già debilitanti patologie pregresse per i deceduti, il numero diminuisce esponenzialmente ancora. Un allarmismo che pare dunque a tutti gli effetti assolutamente ingiustificato. Specialmente in quei momenti dove le televisioni ed i mass media annunciavano migliaia di possibili morti ogni giorno. Se l'Italia se la passa male, altrove se la passano anche peggio. La Francia ha acquistato circa 94 milioni di dosi, per una spesa totale di circa 675milioni di Euro. Ne sono state impiegate solo 5 milioni, lasciandone 89 milioni inutilizzate. Oltr'Alpe hanno addirittura dovuto prevedere la necessità di "svendere" le dosi acquistate ad altri Paesi come Qatar, Egitto, Messico od Ucraina. Nei Paesi Bassi hanno acquistato 34 milioni di dosi ma attualmente contano di rivenderne circa 19 milioni, ovviamente ad altri Paesi. Pure qui si sta applicando la tematica dello scarica-barile. Ciò che qui giace inutilizzato andiamo prontamente a svenderlo altrove. Sull'altro fronte è possibile analizzare la questione inerente all'acquisto dei vaccini. E' evidente che è mancata da parte delle autorità governative la trasparenza sulle cifre impiegate, oltrechè sugli accordi presi con case farmaceutiche che, guardate la casualità, nella pandemia sono sempre rimaste il più possibile anonime. In Italia pare che la spesa quantificata ammonti a circa 184 milioni di Euro; ora ne parlano tutti. Ogni telegiornale si contende il dovere di cronaca e l'orgoglio di una verità difesa con un puntiglio che fino a ieri era pietoso. Una prima fetta di vergogna spetta a tutti i responsabili della comunicazione. Ieri allarmismo, oggi rivendicazione...per domani che dovremo aspettarci? Meglio non pensarci. Un'altra cosa rimasta sempre nel buio è stata la questione inerente il contratto stipulato con le divine case farmaceutiche. Il contratto, stipulato dal Governo e quindi rivolto in prima istanza a tutelarci, prevedeva fra i punti più discussi quanto segue: a) Possibilità per Novartis di ritardare la consegna delle dosi senza applicazione di penale; b) Pagamento alla Novartis di circa 24milioni di Euro in caso di non ottenimento dell'ok al commercio; c) Segretezza assoluta sul documento contrattuale stipulato; d) Eventuali effetti collaterali del vaccino sui pazienti a carico del Ministero; e) A pagare è lo Stato nel caso vi siano danni a terzi NON attribuibili a difetti di fabbricazione. Da ciò emerge come prima istanza l'assoluta disparità fra le condizioni attribuite agli stipulatori del contratto. Le case farmaceutiche sono state assolutamente esentate da qualsiasi responsabilità in base all'accordo stipulato. Qualcuno si ritrova debilitato in modo più o meno grave dal vaccino somministrato? Cavolacci suoi, la casa farmaceutica produttrice non ne risponde. Un bel modo per tutelare la salute dei cittadini, specialmente dopo che nel rimedio erano presenti in quantità considerevoli pure sostanze metalliche usate come adiuvanti. Alla luce di ciò, altra nota di demerito contraria alla promozione a Ministro di Ferruccio Fazio. Sullo sfondo, le case farmaceutiche appunto. Nessuno le ha mai viste, nessuno sa cosa e come abbiano trattato la questione al loro interno. Silenzio più assoluto, fuorchè un contratto che salta fuori troppo tardi. Nei loro bilanci economici, però, grazie a questa pandemia qualcosa è cambiato. In un contesto che le vede profondamente debilitate dalla riforma sanitaria di Obama demolisci-lobby ed in una situazione di crisi economica stringente e mordente, avevano fortissimamente bisogno di nuova linfa danarosa. Da ciò, verrebbe spontaneo pensare che abbiano concertato questa epidemia quasi ad hoc. Solo supposizioni sentite in giro: niente comunque di ufficiale. Ciò che è certo è che ora i conti delle case farmaceutiche scoppiano di salute. Qualche esempio? Eccoli serviti: a) Big Pharma: in 6 mesi incassati 60 miliardi di Euro; b) Roche: ricavi decuplicati a quota 2,6 miliardi; c) Baxter: 750 milioni di Euro in tasca grazie al business A/H1N1; d) Novartis: 1 miliardo di Euro in più grazie a pandemia; e) Gsk: fatturato extra vicino ai 3 miliardi di Euro. Come emerge dalle cifre sopra scritte, una quantità di incassi veramente impressionante. Di pari passo emergono moltissimi dubbi. Riguardo alla validità della promozione a Ministro di Ferruccio Fazio, altrettante nuvole in più. Ciò che è certo è che è stato uno scandaloso flop. Sul resto, sommate tutte le varie informazioni riassunte al meglio possibile in questa nota ed in quelle rintracciabili un pò in giro. Ai posteri l'ardua sentenza. Ciò che mi pare ovvio è che qualche diritto inviolabile dell'uomo non è stato garantito, a vantaggio del portafoglio gonfiato di qualche casa farmaceutica di troppo.

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