sabato 30 gennaio 2010

ITALIA IN CRISI? PROVE SEMPRE PIU' CERTE...

E'uscito il nuovo rapporto Eurispes Italia 2010. Abbiamo da oggi un'altra certezza in più relativamente allo stato assai precario della nostra povera Italia. Gli stipendi italiani sono attualmente tra i più bassi di quelli dei Paesi industrializzati. Dal rapporto si può leggere che "dalla classifica 2008 relativa alle economie che fanno parte dell'Ocse emerge che, a parità di potere d'acquisto, l'Italia occupa il ventitreesimo posto sui trenta paesi monitorati[...]." Il riferimento "base" è stato preso identificando il salario medio netto annuo per un lavoratore senza carichi familiari. Ci sono Stati con cifre più equilibrate delle nostre; fra le tante, ricordiamo Corea del Sud (39931 dollari), Regno Unito (38147), Svizzera (36063), Lussemburgo (36035), Giappone (34445), Norvegia (33413), Australia (31762), Irlanda (31337), Paesi Bassi (30796) e Usa (30774). Dietro tutti questi, molto più dietro per essere più esatti, c'è la nostra piccolissima Italia. Nel marasma degli stipendi medi dobbiamo accontentarci di 21374 dollari, corrispondenti a circa 14700 Euro. Siamo ventitreesimi, appunto. Ci collochiamo molto dietro tutti quei paesi europei che hanno retribuzioni nette annue che si aggirano mediamente attorno ai 25mila dollari. Fra gli altri Germania (29570), Francia (26010), Spagna (24632). Nonostante tutto, però, riusciamo ancora a superare qualche altro Stato: Portogallo, Turchia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Ungheria e Messico. Siamo a cavallo, appunto. L'inerzia con la quale l'Italia può essere definito Stato ricco ed efficientemente retribuito sta, inesorabilmente, finendo. Percepiamo mediamente un salario inferiore di circa 18600 dollari rispetto ai coreani. Siamo distanti del 44% rispetto ai dipendenti inglesi, guadagnando ancora il 32% in meno di quelli irlandesi. Qualcuno oserà ancora dire che siamo uno Stato in salute? I dati dicono che, dalla base della piramide produttiva, non è affatto vero. Si attendono smentite.

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