venerdì 29 gennaio 2010

FIAT E CASSA INTEGRAZIONE: GIUSTA O PERVERSA NECESSITA'? QUALCHE LUNGA RIFLESSIONE...

La Fiat ha annunciato cassa integrazione immediata per circa 30mila lavoratori in seguito al dato per previsto calo delle vendite, in seguito alla conclusione della campagna degli ecoincentivi promossa dallo Stato. Cig che ha obiettivamente molto meno potere di presa rispetto a quella concessa all'inizio dell'anno scorso, quando la crisi economica aveva appena iniziato a mordere sulla pelle dei lavoratori costringendoli a qualsivoglia tipo di flessibilità o riqualificazione professionale. Sono passate 52 settimane di appoggio, potranno anche passare due anni. Nonostante tutto la Fiat ha scelto di fermare "momentaneamente" per 2 settimane gli stabilimenti di Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, la Sevel, Cassino e Pomigliano. Ciò perchè "dopo il periodo positivo di fine 2009, si stanno drasticamente ridimensionando a un livello ancora più basso di quello registrato a gennaio dell'anno scorso, quando il mercato era in grave crisi". A ciò l'azienda aggiunge che si prevede che "questo andamento negativo continui" ritenendo quindi necessario "adeguare i livelli produttivi alla domanda". Ciò equivale ad un ridimensionamento necessario da imporre al mercato ed, ovviamente, a coloro che in primis compongono la base strutturale dei cicli di produzione stessi: gli operai, principi della forza lavoro. Provvede addirittura il Ministro Scajola ad affermare che la CIG non è opportuna, ma volta a rendere tutto questo periodo più difficile. Di pari passo, appunto, i lavoratori stanno protestando. Viene da chiedersi se tutta questa ribellione sia giusta o, quantomeno, giustificabile. Domanda giusta, quasi spontanea di fronte a situazioni come queste. In questi attimi i cassintegrati stanno assaltando uffici comunali, occupando tetti minacciandosi addirittura di darsi fuoco se non riceveranno ascolto. Tutto ciò prefigura e configura una situazione niente affatto facile, per l'appunto. Nel mentre, però, la Fiat cerca appoggio per consolidarsi oltre Italia, vagliando l'opportunità di entrare nel gruppo Saab. Il profitto industriale, è verità ufficiosa ma universale, è il fine minimo al quale un imprenditore ha l'abitudine di dover far tendere i propri guadagni. Di pari passo, però, pare ovvia la necessità che un gruppo imprenditoriale dovrebbe avere nel pianificare le proprie modalità di produzione e valutare le necessità della propria forza lavoro. L'amministratore delegato Marchionne ha inoltre dichiarato che era tutto quanto ampiamente previsto; nonostante tutto, però, i sindacati sono in notevole allarme e mobilitazione. Guglielmo Epifani è lapidario nel giudicare tale decisione: "C'è un tentativo di Fiat di radicalizzare la situazione, giocare pesantemente per sostenere i propri interessi, aprendo fronti sociali sempre più gravi e tesi. Stuppisce che fino a 2 anni fa si diceva che Termini Imerese andasse rilanciata. [...]Oggi si dice il contrario, con la stessa sicurezza." Dal quadro emerge che i lavoratori sono i primi che devono pagare, in questa situazione senza margine di miglioramento ed azione. Scavando più in fondo emerge la necessità di sapere con sufficiente certezza se la Fiat avesse o meno previsto questa situazione di grandissima crisi d'acquisto. Stando alle parole ufficiali di Marchionne sembra sicuramente di si. Da profano ma interessato, provo ad andarci maggiormente sotto. Per quello che riguarda la Fiat si può scrivere moltissimo. Nel dettaglio, però, è sufficiente soffermarsi su qualche punto di potenziale criticità. La Fiat detiene pacchetti azionari un pò dovunque. Fra le tante società che sono coinvolte dentro tale realtà aziendale emerge il nome della Exor. Tale realtà imprenditoriale si celebra così nel suo sito ufficiale: "EXOR S.p.A. è una delle principali società d’investimento europee ed è controllata dalla Famiglia Agnelli. Nata dalla fusione di IFI e IFIL, EXOR è la sintesi di una storia imprenditoriale fatta di oltre un secolo di investimenti. Quotata alla Borsa Italiana, con un NAV (Net Asset Value) pari a 6 miliardi di euro, ha sede a Torino ed è presente, tra l'altro, a New York e Hong Kong. EXOR è il maggior azionista del Gruppo Fiat e realizza investimenti con un orizzonte temporale di medio-lungo termine in diversi settori, prevalentemente in Europa, Stati Uniti e nei due principali mercati emergenti, Cina e India." Fonte: http://www.exor.com/ Scritto ciò, si osserva sul banner di presentazione un legame con la Juventus, nota squadra militante nella serie A italiana. Ricorrendo al sito ufficiale della formazione bianconera, per quanto riguarda il tema capitale sociale e azionariato emerge quanto segue: a) 60% del capitale gestito da Exor Spa; b) 32,5 % del capitale flottante; c) 7,5% del capitale gestito da LAFICO S.a.l.. Fonte: http://www.juventus.com/site/ita/FIN_infoperazionisti.asp Come si vede, quindi, il legame fra Exor, Fiat e Juventus è testimoniato ed acclarato anche ufficialmente. Se la Fiat deve tagliare, quindi, anche la Juventus avrebbe dovuto fare altrettanto. Non è però stato così, purtroppo. Il 2009 è stato per il club bianconero un anno di spese folli, così come gli anni precedenti e vicini alla nuova promozione in serie A. In totale in pochi anni pare siano stati letteralmente bruciati, anche alla luce degli zero tituli accumulati, oltre 180 milioni di Euro. Soldi che per buona parte provengono da Exor e che, quindi, avrebbero potuto trovare miglior collocazione fra le bocche degli operai attualmente in rivolta. Soltanto quest'anno, comunque, nel calciomercato la Juventus ha fatto registrare un rosso di oltre 37 milioni di Euro. Le domande, dinnanzi a sprechi come questi, sarebbero molte. Delegare Marchionne significa anche farsi rispondere da lui relativamente a sperperi come questi? La responsabilità è nelle mani della sola famiglia Agnelli? Può essere tutto od il contrario di tutto. Ciò di cui non si preoccupano sarà del periodo di cassa integrazione dei 30mila lavoratori FIAT. Belle cose. Pagano Diego dal Werder Brema 25 milioni di Euro e poi ridimensionano le vite di migliaia di operai con riduzioni di busta paga dovute a crollo di produzione. Continuo ad avere più di qualche dubbio.

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