C'era, non molto tempo fa, qualcuno che disse che il mondo era in mano ai morti. Da un certo punto di vista, niente di più vero. Sono vissuti nei secoli molti più uomini di quei 6miliardi e rotti che vivono allo stato attuale.
Sono state infatti tutte le persone che ci hanno preceduto a tracciare le linee storico-politiche nelle quali muoviamo ed indirizziamo i nostri passi in questa epoca, ritenuta da qualche sconsiderato moderna.
Nonostante tutto ritengo che in qualche cosa di grande stiamo pian piano ritornando antichi. Tutto ciò forse perchè qualcuno dei vivi che potrebbe veramente insegnarci qualcosa di davvero importante se ne sta, lentamente ma inesorabilmente, andando.
Il mondo è in mano ai defunti così come la nostra memoria ed il nostro essere uomini sono in mani esclusivamente nostre e del pensiero collettivo che ci circonda.
Ogni tanto, però, questa memoria storica viene minata, indebolita. In questi ultimi anni, relativamente alla sola Italia, pare in graduale ma costante estinzione la consapevolezza di tutto ciò che il razzismo ed il nazismo apportarono al nostro tessuto sociale. Giusto qualche giorno fa, da ennesima conferma, è arrivato il monito dell'Osservatore Romano.
Siamo ancora oggi razzisti, nonostante una Storia che dovrebbe insegnarci il netto contrario. Per colpa di chi? Nonostante tutto i morti che certe follie hanno causato non ci hanno insegnato veramente nulla.
Se di tragedie come l'Olocausto non rimane memoria, che ne sarà del mondo e della consapevolezza dei futuri esseri umani? Niente, tragicamente niente.
Quartieri su quartieri di indifferenza, ignoranza ed inconsapevolezza. La Storia pare qualcosa di pericoloso, di orribile, di evitabile. La Storia vera, quella fatta dalle persone che hanno tragicamente subito sulle loro piccole vite l'immenso corso degli eventi.
Piccole formiche sotto una lente d'ingrandimento collocata in un estivo mezzogiorno: questa è la condizione che la storia ha regalato a molte vite.
Ciò che rimane delle figure che hanno fatto il corso degli eventi è di solito poco o niente. Qualcosa che le salva è il loro diventare simboli. Riesci ad andare oltre il muro dell'indifferenza se e solo se vieni ricordato nel tempo, il più eternamente possibile.
Un simbolo della Storia che fu e che mai più dovrebbe essere è Anna Frank, la ragazza che scrisse il celeberrimo Diario. Non importa neppure ricordare la sua vita, alle volte.
E'sufficiente sapere per cosa divenne famosa per far saltare alla mente fortificanti consapevolezze.
Seppe essere il simbolo della follia e della degenerazione di un male assoluto, di un cancro che sparse le sue più orrende metastasi in tutto il mondo.
Accanto alla sua figura ci fu qualcuno che cercò di difenderla e nasconderla dalle inarrestabili persecuzioni naziste. Queste figure nella loro Resistenza seppero scrivere, in quella Storia di cui accennavo sopra, pagine davvero importanti.
Anna Frank cercò da qualcuno che le era accanto protezione e sicurezza, poi però insufficienti.
Ieri si è spenta la sola persona che ancora oggi avrebbe potuto testimoniare la tragedia e la follia di quegli anni. Se ne è infatti andata a 100 anni Miep Gies, l'ultima reduce di quel gruppo di persone che protessero proprio Anna ai tempi della persecuzione razziale.
E'morta, ricoverata in un probabile silenzio, in una piccola casa di riposo in Olanda dopo i postumi di una caduta riportata nel periodo natalizio.
Si è spenta, purtroppo. La vita come ruota che gira vuole anche questo, per tutti.
Ciò che non deve morire mai, però, è la consapevolezza che vite come queste ci devono lasciare dentro nel miglior modo possibile.
Se il mondo potesse rimanere solo in mano a queste persone potrebbe essere di gran lunga migliore rispetto a come si presenta oggi.
Un ricordo doveroso per una persona che seppe resistere e difendere valori veri in un periodo nero per l'anima, oltrechè per la Storia umana.
Indifferenza ed inconsapevolezza crescono putroppo rigogliose nelle nostre lande ormai desolate.
Non appena la ruota della vita passerà a prendersi anche tutti i reduci da certe maledizioni mondiali, non oso pensare a quante dimenticanze potrebbero sorgere.
Meglio non crederci, qualcosa può ancora cambiare.
Guardiamo in alto, basta volere che un altro Sole sorga.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
martedì 12 gennaio 2010
Che ne sarà di noi quando ve ne sarete andati tutti voi?
C'era, non molto tempo fa, qualcuno che disse che il mondo era in mano ai morti. Da un certo punto di vista, niente di più vero. Sono vissuti nei secoli molti più uomini di quei 6miliardi e rotti che vivono allo stato attuale.
Sono state infatti tutte le persone che ci hanno preceduto a tracciare le linee storico-politiche nelle quali muoviamo ed indirizziamo i nostri passi in questa epoca, ritenuta da qualche sconsiderato moderna.
Nonostante tutto ritengo che in qualche cosa di grande stiamo pian piano ritornando antichi. Tutto ciò forse perchè qualcuno dei vivi che potrebbe veramente insegnarci qualcosa di davvero importante se ne sta, lentamente ma inesorabilmente, andando.
Il mondo è in mano ai defunti così come la nostra memoria ed il nostro essere uomini sono in mani esclusivamente nostre e del pensiero collettivo che ci circonda.
Ogni tanto, però, questa memoria storica viene minata, indebolita. In questi ultimi anni, relativamente alla sola Italia, pare in graduale ma costante estinzione la consapevolezza di tutto ciò che il razzismo ed il nazismo apportarono al nostro tessuto sociale. Giusto qualche giorno fa, da ennesima conferma, è arrivato il monito dell'Osservatore Romano.
Siamo ancora oggi razzisti, nonostante una Storia che dovrebbe insegnarci il netto contrario. Per colpa di chi? Nonostante tutto i morti che certe follie hanno causato non ci hanno insegnato veramente nulla.
Se di tragedie come l'Olocausto non rimane memoria, che ne sarà del mondo e della consapevolezza dei futuri esseri umani? Niente, tragicamente niente.
Quartieri su quartieri di indifferenza, ignoranza ed inconsapevolezza. La Storia pare qualcosa di pericoloso, di orribile, di evitabile. La Storia vera, quella fatta dalle persone che hanno tragicamente subito sulle loro piccole vite l'immenso corso degli eventi.
Piccole formiche sotto una lente d'ingrandimento collocata in un estivo mezzogiorno: questa è la condizione che la storia ha regalato a molte vite.
Ciò che rimane delle figure che hanno fatto il corso degli eventi è di solito poco o niente. Qualcosa che le salva è il loro diventare simboli. Riesci ad andare oltre il muro dell'indifferenza se e solo se vieni ricordato nel tempo, il più eternamente possibile.
Un simbolo della Storia che fu e che mai più dovrebbe essere è Anna Frank, la ragazza che scrisse il celeberrimo Diario. Non importa neppure ricordare la sua vita, alle volte.
E'sufficiente sapere per cosa divenne famosa per far saltare alla mente fortificanti consapevolezze.
Seppe essere il simbolo della follia e della degenerazione di un male assoluto, di un cancro che sparse le sue più orrende metastasi in tutto il mondo.
Accanto alla sua figura ci fu qualcuno che cercò di difenderla e nasconderla dalle inarrestabili persecuzioni naziste. Queste figure nella loro Resistenza seppero scrivere, in quella Storia di cui accennavo sopra, pagine davvero importanti.
Anna Frank cercò da qualcuno che le era accanto protezione e sicurezza, poi però insufficienti.
Ieri si è spenta la sola persona che ancora oggi avrebbe potuto testimoniare la tragedia e la follia di quegli anni. Se ne è infatti andata a 100 anni Miep Gies, l'ultima reduce di quel gruppo di persone che protessero proprio Anna ai tempi della persecuzione razziale.
E'morta, ricoverata in un probabile silenzio, in una piccola casa di riposo in Olanda dopo i postumi di una caduta riportata nel periodo natalizio.
Si è spenta, purtroppo. La vita come ruota che gira vuole anche questo, per tutti.
Ciò che non deve morire mai, però, è la consapevolezza che vite come queste ci devono lasciare dentro nel miglior modo possibile.
Se il mondo potesse rimanere solo in mano a queste persone potrebbe essere di gran lunga migliore rispetto a come si presenta oggi.
Un ricordo doveroso per una persona che seppe resistere e difendere valori veri in un periodo nero per l'anima, oltrechè per la Storia umana.
Indifferenza ed inconsapevolezza crescono putroppo rigogliose nelle nostre lande ormai desolate.
Non appena la ruota della vita passerà a prendersi anche tutti i reduci da certe maledizioni mondiali, non oso pensare a quante dimenticanze potrebbero sorgere.
Meglio non crederci, qualcosa può ancora cambiare.
Guardiamo in alto, basta volere che un altro Sole sorga.
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