Ho nella mente una data che si è impressa a caratteri cubitali fra i miei traumi non ancora rimarginati.
Si tratta di quella che nel calendario della mia umanità recente è identificata con una vera e propria Apocalisse terrena.
Ripenso all'11 settembre 2001 ed a tutto quello che di troppo e di peggiore ci stiamo ancora oggi portando dietro. Samuele Bersani scrisse in una sua canzone di qualche tempo fa che da quella data di settembre "è aumentato il senso corrisposto del sospetto".
Si è persa la concezione di male relativo, essendosi l'umanità intera accorta di essere seduta su barili di esplosivo pericolosissimo; siamo vittime di una miccia che può essere accesa da un momento all'altro da diecimila interessi, migliaia di compromessi ed infiniti sotterfugi.
La società attorno a noi è divenuta troppo complessa e problematica per poter essere analizzata e razionalizzata con ottiche di coerenza e lungimiranza; è più facile infatti nascondere ed ignorare certi problemi.
Senso corrisposto del sospetto e necessità di non parlare di certe tematiche, appunto. Tutto ciò fa rima con quanto di terribile sta accadendo a Rosarno. Questa è una piccola cittadina con circa 16mila abitanti.
Fra questi circa 5mila sono immigrati.
Il ferro e fuoco che sta avvenendo in quei momenti non ha purtroppo bisogno di cronaca. L'etica che prevede la necessità di sbattere i mostri in prima pagina non mi appartiene.
Preferisco indagare fra le oscure ragioni che conducono a questi orrendi episodi. Usare l'arma della scrittura per cercare una risposta mi riesce sicuramente meglio che a voce, quindi ci proverò.
Fino a poco fa quasi nessuno sapeva di questa Rosarno e di tutte le difficoltà connesse all'ambiente.
Tutto ciò conferma per l'ennesima volta il concreto carrozzone dell'italianità: si parla di certe tematiche solo quando non si può tenere più nascosto nulla.
Poco importa se fino a poco fa chi ora si ribella veniva palesemente trattato da schiavo, sottopagato, malmenato e percosso continuamente, soprattutto moralmente.
In quelle terre la mafia ha infiltrazioni pesanti, anche nel silenzio e nell'omertà nelle quali certe vicende rimangono annegate. La mafia ha avuto la capacità di silenziare tutti questi immigrati, costretti per pochissimi soldi a rinunciare perfino alla loro dignità di esseri umani.
Sottopagati con 20/25 Euro per 12/14 ore di lavoro al giorno e destinati a lavori di manovalanza o pratica agricola.
Li hanno fatti dilettare raccogliendo uva, olive, arance e pomodori.
Parte della loro paga va a quei supervisori che li ingaggiano per questi lavori, costringendoli di fatto ad uno stato di schiavitù.
Sono servi del silenzio e dell'omertà tutti questi immigrati. Costretti da forze superiori a rimanere nascosti, devono per forza essere semplicemente tollerati.
Di pari passo, un Ministro che afferma che la colpa di tutto ciò sta nella cattiva gestione delle politiche di immigrazione clandestina. Niente di più impreciso.
Questa è una dichiarazione preda forse di quella necessità urgente di semplificazione cui accennavo qualche riga sopra. E' ormai troppo complesso recuperare in toto una società allo sbando totale; è più facile scaricare barile su barile per risparmiarsi fatiche disposte a preservare un miglioramento delle situazioni su quel lungo termine che fa tanto paura.
Qualcuno vorrebbe, ancora più superficialmente, mandarli tutti a casa.
Si pensa così di risolvere efficacemente e concretamente la situazione ormai degenerata.
Ne siamo poi così sicuri? Se ci liberassimo del "fardello" immigrazione il nostro PIL crollerebbe di 10 punti percentuali, tanto per rimanere in termini numerici concreti.
Se ci liberassimo degli immigrati vorreste vedere qualche ingegnere o politico alto-locato andare a raccogliere frutta o pulire bagni pubblici? Senza di loro l'Italia diventerebbe infinitamente più arretrata di quanto già sia.
A tutti i sostenitori dell'espulsione forzata consiglio di farsi un bel bagno di consapevolezza, pragmatismo, concretezza ed umiltà.
In quelle terre calabresi la mafia ha mani dovunque, arrivando a condizionare pesantemente anche le vite di queste persone. Vi pare che la mafia sia forse immigrata pure lei? Nel caso foste certi di tale affermazione iniziate a preoccuparvi seriamente.
Qualcuno di quegli immigrati di Rosarno, vessati e ridimensionati a morte, ha detto non molto tempo fa una frase di sicuro impatto emotivo e concreto: "Noi siamo qui per voi, per lavorare la vostra terra, per darvi le arance ed i mandarini che ogni giorno trovate sulle vostre tavole. E in cambio cosa abbiamo? Una vita maledetta. Anzi, guarda cosa mangiamo, guarda dove dormiamo, non abbiamo bagni, non c'è acqua, luce, gas, nulla. E' vita questa?"
Sono costretti a "domiciliare", se così ha significato scrivere, in lager dove gli escrementi e la melma si mescolano al fetido odore di qualche mandarino rimasto a marcire nei paraggi. Ci sono anche rifiuti dovunque, sparsi chissà dove in quella piccola Rosarno.
I governi locali non possono nulla, dal momento che le tematiche di immigrazione sono di esclusiva competenza statale. La politica dello scarica barile non è sufficiente Ministro Maroni, mi dispiace molto.
Così come non è sufficiente fare propaganda spicciola per inneggiare a teorie di leghista memoria, inerenti allo spedirli tutti celermente a casa.
Mi dispiace sapere che a parole promuovete tematiche a vostro dire efficaci per favorire l'integrazione e per combattere questi episodi, mentre a fatti mettete un tetto del 30% massimo di non-italiani nelle classi italiane.
Andate a bussare nelle comunità montane, dove la casa costa meno ed è più facile per un immigrato andare a vivere. Nelle classi troverete percentuali molto più alte di quel famoso 30%. Un tetto inutile, figlio di tutta questa propaganda inutile che conduce, se perpetuata, a questi orrendi episodi.
La colpa non è tutta nè della destra nè della sinistra, ma è insita in un sistema corrotto che non ha più trovato modo per essere corretto, oltrechè rispettoso dei giusti confini di libertà nei quali far muovere i suoi uomini-componenti.
Siamo come automi, abituati ormai a giudicare scandalose le battaglie fatte da qualcuno per difendere qualche suo, inoppugnabile, diritto.
Non è un caso che a tutto ciò faccia cenno anche la Costituzione. Nella prima parte, quella da ritenere ad OGNI costo NON modificabile, si fa riferimento ai "Diritti e Doveri dei Cittadini".
In tale parte si trova un Articolo n°10 che riporto integralmente di seguito:
"L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito al suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici."
Tutto ciò dovrebbe essere diritto e DOVERE del cittadino. Senza Rosarno, nessuno avrebbe mai saputo che anche questo modo di pensare e di praticare DEVE essere suo fermo dovere.
In virtù di quel senso corrisposto del sospetto cui accennavo in principio, non ci si sorprende di vedere imprecare ed urlare ogni male possibile contro questa povera gente.
Li vogliamo fuori, tutti esuli e respinti dal nostro Belpaese.
Quasi nessuno vuole ricordare che noi ITALIANI eravamo come loro, non molto tempo fa.
La Storia dovrebbe insegnare anche valori come tolleranza, coerenza e riconoscenza.
Condizionale d'obbligo, appunto.
Andare a ripassarsi la nostra schedatura come "semi-white" od "olive" in Australia fino al 1970 potrebbe essere utile.
Andare a ripassarsi il pensiero di Nixon del 1969 secondo il quale noi italiani avevamo un odore diverso da tutti gli altri europei potrebbe essere utile. Da allora cosa e quanto è cambiato?
Nei diritti e doveri dei cittadini pressochè nulla, eppure qualcuno fa finta di non accorgersene.
Sullo sfondo di tutto Rosarno rimane. Rimane lì, con il suo dolore e la sua battaglia.
Passato il vento dello scandalo, della propaganda populista e della repressione si tornerà agli inarrivabili fasti del silenzio.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
sabato 9 gennaio 2010
Rosarno: minisaggio sulle ragioni di un Orrore
Ho nella mente una data che si è impressa a caratteri cubitali fra i miei traumi non ancora rimarginati.
Si tratta di quella che nel calendario della mia umanità recente è identificata con una vera e propria Apocalisse terrena.
Ripenso all'11 settembre 2001 ed a tutto quello che di troppo e di peggiore ci stiamo ancora oggi portando dietro. Samuele Bersani scrisse in una sua canzone di qualche tempo fa che da quella data di settembre "è aumentato il senso corrisposto del sospetto".
Si è persa la concezione di male relativo, essendosi l'umanità intera accorta di essere seduta su barili di esplosivo pericolosissimo; siamo vittime di una miccia che può essere accesa da un momento all'altro da diecimila interessi, migliaia di compromessi ed infiniti sotterfugi.
La società attorno a noi è divenuta troppo complessa e problematica per poter essere analizzata e razionalizzata con ottiche di coerenza e lungimiranza; è più facile infatti nascondere ed ignorare certi problemi.
Senso corrisposto del sospetto e necessità di non parlare di certe tematiche, appunto. Tutto ciò fa rima con quanto di terribile sta accadendo a Rosarno. Questa è una piccola cittadina con circa 16mila abitanti.
Fra questi circa 5mila sono immigrati.
Il ferro e fuoco che sta avvenendo in quei momenti non ha purtroppo bisogno di cronaca. L'etica che prevede la necessità di sbattere i mostri in prima pagina non mi appartiene.
Preferisco indagare fra le oscure ragioni che conducono a questi orrendi episodi. Usare l'arma della scrittura per cercare una risposta mi riesce sicuramente meglio che a voce, quindi ci proverò.
Fino a poco fa quasi nessuno sapeva di questa Rosarno e di tutte le difficoltà connesse all'ambiente.
Tutto ciò conferma per l'ennesima volta il concreto carrozzone dell'italianità: si parla di certe tematiche solo quando non si può tenere più nascosto nulla.
Poco importa se fino a poco fa chi ora si ribella veniva palesemente trattato da schiavo, sottopagato, malmenato e percosso continuamente, soprattutto moralmente.
In quelle terre la mafia ha infiltrazioni pesanti, anche nel silenzio e nell'omertà nelle quali certe vicende rimangono annegate. La mafia ha avuto la capacità di silenziare tutti questi immigrati, costretti per pochissimi soldi a rinunciare perfino alla loro dignità di esseri umani.
Sottopagati con 20/25 Euro per 12/14 ore di lavoro al giorno e destinati a lavori di manovalanza o pratica agricola.
Li hanno fatti dilettare raccogliendo uva, olive, arance e pomodori.
Parte della loro paga va a quei supervisori che li ingaggiano per questi lavori, costringendoli di fatto ad uno stato di schiavitù.
Sono servi del silenzio e dell'omertà tutti questi immigrati. Costretti da forze superiori a rimanere nascosti, devono per forza essere semplicemente tollerati.
Di pari passo, un Ministro che afferma che la colpa di tutto ciò sta nella cattiva gestione delle politiche di immigrazione clandestina. Niente di più impreciso.
Questa è una dichiarazione preda forse di quella necessità urgente di semplificazione cui accennavo qualche riga sopra. E' ormai troppo complesso recuperare in toto una società allo sbando totale; è più facile scaricare barile su barile per risparmiarsi fatiche disposte a preservare un miglioramento delle situazioni su quel lungo termine che fa tanto paura.
Qualcuno vorrebbe, ancora più superficialmente, mandarli tutti a casa.
Si pensa così di risolvere efficacemente e concretamente la situazione ormai degenerata.
Ne siamo poi così sicuri? Se ci liberassimo del "fardello" immigrazione il nostro PIL crollerebbe di 10 punti percentuali, tanto per rimanere in termini numerici concreti.
Se ci liberassimo degli immigrati vorreste vedere qualche ingegnere o politico alto-locato andare a raccogliere frutta o pulire bagni pubblici? Senza di loro l'Italia diventerebbe infinitamente più arretrata di quanto già sia.
A tutti i sostenitori dell'espulsione forzata consiglio di farsi un bel bagno di consapevolezza, pragmatismo, concretezza ed umiltà.
In quelle terre calabresi la mafia ha mani dovunque, arrivando a condizionare pesantemente anche le vite di queste persone. Vi pare che la mafia sia forse immigrata pure lei? Nel caso foste certi di tale affermazione iniziate a preoccuparvi seriamente.
Qualcuno di quegli immigrati di Rosarno, vessati e ridimensionati a morte, ha detto non molto tempo fa una frase di sicuro impatto emotivo e concreto: "Noi siamo qui per voi, per lavorare la vostra terra, per darvi le arance ed i mandarini che ogni giorno trovate sulle vostre tavole. E in cambio cosa abbiamo? Una vita maledetta. Anzi, guarda cosa mangiamo, guarda dove dormiamo, non abbiamo bagni, non c'è acqua, luce, gas, nulla. E' vita questa?"
Sono costretti a "domiciliare", se così ha significato scrivere, in lager dove gli escrementi e la melma si mescolano al fetido odore di qualche mandarino rimasto a marcire nei paraggi. Ci sono anche rifiuti dovunque, sparsi chissà dove in quella piccola Rosarno.
I governi locali non possono nulla, dal momento che le tematiche di immigrazione sono di esclusiva competenza statale. La politica dello scarica barile non è sufficiente Ministro Maroni, mi dispiace molto.
Così come non è sufficiente fare propaganda spicciola per inneggiare a teorie di leghista memoria, inerenti allo spedirli tutti celermente a casa.
Mi dispiace sapere che a parole promuovete tematiche a vostro dire efficaci per favorire l'integrazione e per combattere questi episodi, mentre a fatti mettete un tetto del 30% massimo di non-italiani nelle classi italiane.
Andate a bussare nelle comunità montane, dove la casa costa meno ed è più facile per un immigrato andare a vivere. Nelle classi troverete percentuali molto più alte di quel famoso 30%. Un tetto inutile, figlio di tutta questa propaganda inutile che conduce, se perpetuata, a questi orrendi episodi.
La colpa non è tutta nè della destra nè della sinistra, ma è insita in un sistema corrotto che non ha più trovato modo per essere corretto, oltrechè rispettoso dei giusti confini di libertà nei quali far muovere i suoi uomini-componenti.
Siamo come automi, abituati ormai a giudicare scandalose le battaglie fatte da qualcuno per difendere qualche suo, inoppugnabile, diritto.
Non è un caso che a tutto ciò faccia cenno anche la Costituzione. Nella prima parte, quella da ritenere ad OGNI costo NON modificabile, si fa riferimento ai "Diritti e Doveri dei Cittadini".
In tale parte si trova un Articolo n°10 che riporto integralmente di seguito:
"L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito al suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici."
Tutto ciò dovrebbe essere diritto e DOVERE del cittadino. Senza Rosarno, nessuno avrebbe mai saputo che anche questo modo di pensare e di praticare DEVE essere suo fermo dovere.
In virtù di quel senso corrisposto del sospetto cui accennavo in principio, non ci si sorprende di vedere imprecare ed urlare ogni male possibile contro questa povera gente.
Li vogliamo fuori, tutti esuli e respinti dal nostro Belpaese.
Quasi nessuno vuole ricordare che noi ITALIANI eravamo come loro, non molto tempo fa.
La Storia dovrebbe insegnare anche valori come tolleranza, coerenza e riconoscenza.
Condizionale d'obbligo, appunto.
Andare a ripassarsi la nostra schedatura come "semi-white" od "olive" in Australia fino al 1970 potrebbe essere utile.
Andare a ripassarsi il pensiero di Nixon del 1969 secondo il quale noi italiani avevamo un odore diverso da tutti gli altri europei potrebbe essere utile. Da allora cosa e quanto è cambiato?
Nei diritti e doveri dei cittadini pressochè nulla, eppure qualcuno fa finta di non accorgersene.
Sullo sfondo di tutto Rosarno rimane. Rimane lì, con il suo dolore e la sua battaglia.
Passato il vento dello scandalo, della propaganda populista e della repressione si tornerà agli inarrivabili fasti del silenzio.
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