venerdì 8 gennaio 2010

Partito Democratico in calma apparente, mentre fuori l'Italia è in tempesta

Sono giornate piuttosto intense per il Partito Democratico, preso più che mai in una forsennata rincorsa al nome più adatto possibile da inserire in una "cordata" di alleanze vincenti. Giusto oggi ho rinnovato la mia tessera per l'anno 2010 con un velo di amarezza nel cuore. Ciò che mi ha spinto a confermare la volontà di aderire al Partito che più vorrei mi rappresentasse è stata la ferma necessità e convinzione che debba ancora essere fatto qualcosa di grande per cambiare veramente l'impronta di questo schieramento politico, attualmente condannato allo stadio di embrione perenne. Il segretario nazionale Pierluigi Bersani ha parlato di un'alternativa, di un partito fondamentale da ricostruire sull'unità di misura minima dei circoli. Cosa rimane, a distanza di qualche mese, di tutto questo spirito fondativo e costruttivo? A guardare con occhi il più possibile obiettivi posso scrivere che molto è ancora da costruire. Ho avuto modo oggi di fare anche circa due ore di tesseramento presso il circolo del mio piccolo paese di provincia; sfogliando il faldone degli iscritti dell'anno scorso ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere moltissimo. Una signora, nata nel 1915, era deceduta ancora prima di potersi eventualmente re-iscrivere. Per le persone più anziane il Pd rappresenta una speranza concreta, un segno tangibile e concreto di una parte di Italia che crede ancora in valori e convinzioni che un'altra fetta di Belpaese vuole revisionare, modificare, eclissare o reprimere. Ne ho visto qualcuno in volto, questo pomeriggio. Avevano un viso solcato da una linea che a parole non è facile descrivere; un tratto fine ma allo stesso tempo deciso, capace di farti capire esperienze vissute senza raccontartele troppo. Un patrimonio di valori immenso, una fiera e pacifica commistione fra realtà imprescindibili che con l'avanzare degli anni verranno fisicamente a mancare. Ho visto da sempre nel Partito Democratico la possibilità ed il modo più concreto di dare una risposta al malessere dilagante ed alle tristi venature di populismo che attraversano le nostre fibre, ormai da troppo tempo. Ho visto qualcosa di troppo grande, forse anche in maniera sbagliata? Non posso crederci. Sono fermamente convinto che un Pd possa rappresentare la sola alternativa tangibile a certe scene devastazioni che qualcuno, da qualche parte non troppo lontana da noi, va compiendo. Non vedo attualmente un'alternativa credibile che a fatti si barcameni verso un cambiamento definitivo. Si è imbarazzati a scegliere candidati che vadano bene a tutti per non perdere le Elezioni Regionali, piuttosto che "perdere" tempo per fare primarie e/o condividere logiche programmatiche di medio-lungo termine. Vedo al contempo un'alternativa silenziosa, capace di essere altrettanto silenziosamente derisa dagli "avversari", se così si possono chiamare in questo periodo di A.A.A.(= Amore Apparente Assoluto, nds). Vedo qualche teodem che minaccia di saltare in aria se il "proprio" Pd candiderà ufficialmente Emma Bonino alle Regionali del Lazio. Mi riferisco esplicitamente a Paola Binetti, capace di affermare quanto segue: "Il sostegno alla Bonino sarebbe una motivazione forte per andare via. Come può un cattolico votare chi ha condotto battaglie su aborto, coppie di fatto ed eutanasia?" Un cattolico capace di rinnovarsi e di ricredersi, specialmente nel 2010, può assolutamente appoggiare una Donna di Altro profilo, nonchè una Combattente che ha da sempre avuto la capacità di rimanere coerente con sè stessa. Vedo un Partito Democratico dove qualcuno si preoccupa di non tirare troppo la corda, per non rischiare di spezzare quello che sembra un giocattolino cristallino, perfetto. Vedo un partito fatto di ali, di correnti e di movimenti; se dovessimo riscrivere trattati di aeronautica andrebbe benissimo immaginare una realtà così composita. Dovendo salvare invece un Paese da un futuro orribile, qualcosa non quadra. Ignazio Marino denuncia con fermezza che è impossibile avere paura delle primarie, da sempre ritenute parti fondanti del codice genetico Pd. Se si continua su questa strada il successo delle ultime primarie sarà solamente un lontano, ma felice, ricordo. Il Pd, dinnanzi a situazioni di forte vento morale ed intellettuale, predilige l'immobilismo. A meno di 90 giorni dalle elezioni molte Regioni brancolano ancora nel buio. Ci si può riscattare affermando che si è disposti a discutere subito su riforme istituzionali e su temi importanti come lavoro, ambiente, scuola e disagio dei giovani? Sicuramente si, ma purtroppo non basta. L'indecisione nella scelta dei candidati per sottostare a logiche di convenevoli e percentuali non fa bene, a nessuno. L'elettorato è stanco, provato e deluso da questa eccessiva flessibilità. Se il cittadino non ti capisce nè tantomeno conosce cosa proporrai se eletto non ti voterà mai. In Puglia Vendola si-Vendola no, in Calabria si ventilano arie di accordo con Udc per candidato scelto da loro, nel Lazio i lavori non sono neppure in corso. Sono ancora troppi i punti in sospeso, a così pochi giorni da quelle elezioni regionali che potrebbero rivelarsi un crudo insuccesso. Il portavoce del Pdl Bonaiuti guarda a Bersani etichettandolo come "fiume carsico". E' un fiume silenzioso ciò che il Partito Democratico vuole rappresentare per un Paese allo sfascio? Questo è un Paese che urla dolore, manifesta disagio palese e cocente. Precari abbarbicati su industrie al palo, crisi economica che morde i sogni ed il futuro di troppa gente. Tutto ciò urge una soluzione rappresentata degnamente da un silenzioso fiume carsico? Mi pare proprio di no, ma posso sempre sbagliarmi. Ciò che è certo è che in qualcosa questo Pd è ancora molto debole, in qualcosa è ancora forse troppo piccolo, o troppo nuovo. Quando crescerà non è però detto che l'Italia sia pronta ad ascoltare l'eco della sua piena maturità. La politica come arte del compromesso e dei sotterfugi burocratici non è nei sogni dell'elettorato, è opportuno rendersene conto. Liberi di perdere o di vincere, si intende. Sullo sfondo iscritti e/o simpatizzanti che non vivranno forse abbastanza a lungo per vedere coronate le loro più fervide speranze. Sullo sfondo iscritti e/o simpatizzanti che non avranno forse più tempo per sognare in questa Italia stordita. Sullo sfondo anche qualche giovane che lotta da dentro per intavolare dibattiti costruttivi e riflessioni il più possibile consapevoli. In primo piano, immobilismo e silenzio. Ai posteri l'ardua sentenza.

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