venerdì 8 gennaio 2010

Addio, doppio Hibakusha

Era il solo superstite alle due bombe atomiche ufficialmente conosciuto. "Hibakusha" è un termine che in lingua giapponese è approssimativamente traducibile come "persona affetta da esplosione". Era reduce di una data rivelatasi come crocevia dell'umanità intera. Ha saputo onorare il fardello che gli era stato assegnato dal destino o da una sorte ostile, diffondendo nel mondo ad ogni voce qualsiasi eco di odio e repulsione per le armi nucleari. Sto scrivendo di Tsutomu Yamaguchi, il solo doppio superstite rimasto in vita certificato dalle autorità giapponesi. E'morto alla veneranda età di 93 anni, colpito da un cancro allo stomaco che lo aveva colpito diversi mesi prima. Aveva subito il bombardamento di Hiroshima durante un viaggio d'affari, per poi replicare infaustamente tre giorni dopo sulla strada del ritorno per la città di residenza Nagasaki. Divenuto giocoforza un Simbolo di lotta e tenace resistenza alla cattiveria umana, mi ha ricordato nella sua missione di vita il marinaio che Samuel Taylor Coleridge descrive nel racconto "The rime of the ancient mariner", prodotto stupendo del tardo Romanticismo inglese. Costretto in un'esperienza di vita tragica ed affascinante al tempo stesso, nella quale vede Morte e la Vita-nella-Morte contendersi la vittoria in una paradossale partita a scacchi su una nave fantasma. Colpito da una maledizione dopo qualche gesto confuso, irrazionale ma superbamente descritto nel poemetto lirico, si ritrova costretto a vagare nel mondo per diffondere la sua storia. Si ritrova a divulgare l'esperienza compiuta, diventando quindi monito per tutti coloro che ignorano in un modo o nell'altro la reale essenza della vita. Consiglio a chiunque di leggerlo, qualora non ne avesse mai avuto la possibilità. Tsutomu sapeva di essere stato chiamato dalla vita, o dalla casuale sequenza degli eventi, a recitare questa parte: "Dopo aver sperimentato i bombardamenti atomici due volte ed essere sopravvissuto, il mio destino è di parlarne", spiegava Yamaguchi, protagonista di un film documentario del 2006 assieme ad altri due sopravvissuti allora viventi. Era rimasto il solo missionario a divulgare per presa diretta il peso della doppia tragedia che aveva vissuto sulla sua pelle. Forse fin troppo consapevole, sapeva benissimo il difficile compito nel quale si è adoperato come attivista. E'stato un combattente fino all'ultimo suo anelito di vita. Fu una tragedia grande quella della bomba atomica, un capitolo nero che mostrò inevitabilmente cosa può produrre un potenziale bene giunto in mani sbagliate. Il suo impegno pubblico contro l'atomica si era notevolmente incrementato dopo la morte del suo secondo figlio nel 2005, deceduto pure lui per cancro ma sopravvissuto fino ad allora. Se ne è andato un altro piccolo grande livido per la nostra Storia. Se non riusciremo a divulgare adeguatamente tutto ciò che questi Uomini scagliano in cielo con le loro battaglie ed i loro gesti, sarà molto difficile costruire un mondo diverso e migliore. Addio, hibakusha. Che la Terra ti sia lieve.

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