Gianni Rezza dell'Istituto Superiore della Sanità attribuisce l'insuccesso dell'influenza A ad una nostra fortuna. La pandemia si è auto-limitata, minimizzando il numero di contagiati ed il numero di morti effettivi.
Se fino a qualche mese fa si parlava di potenziali milioni di morti, oggi viene detto con più di un beato/beota sorriso in faccia di riderci sopra.
"L'influenza A non e' stato un flop, ma in Italia siamo stati abbastanza fortunati" è il suo parere.
Poco importa se siano stati letteralmente bruciati 184 milioni di Euro con un contratto beffa per i cittadini italiani. Pochissimo importa se giacciano inutilizzate milioni di dosi in qualche magazzino nel quale vengano magari conservate seguendo trattamenti sbagliati.
Poco ci importa di come quei vaccini, in caso di mutazione del virus, potrebbero diventare assolutamente inutili. Li useremo come soprammobili, non serve iniettarli nei corpi delle persone.
Ciò che conta è che siamo stati abbastanza fortunati ad avere i nostri 4milioni di contagiati. Ci siamo tenuti per mesi e mesi le nostre belle televisioni ossessionate da fiumi di defunti già affetti da gravissime patologie pregresse. Nonostante tutto ciò, Gianni Rezza parla forse di una fortuna che non ha però contagiato le casse dello Stato italiano.
Bilancio sociale sanitario devastato da cifre importanti che sicuramente si sarebbero potute utilizzare in differenti modi. L'epidemia, sempre secondo Rezza, si è auto-limitata.
Nonostante tutto, qualche conferenza stampa fa l'allora vice-ministro Ferruccio Fazio parlava di vaccinazione tampona-pandemia. Viene clamorosamente smentito, a distanza di qualche mese, da un'influenza intelligente che ha avuto la capacità di controllare la propria espansione.
Mi viene da sorridere, da non conoscitore di medicina quale sono.
"Con un numero doppio o triplo di contagi anche i casi gravi sarebbero stati di più".
Non ci potevamo arrivare, neppure seguendo la tanto amata legge dei grandi numeri.
Avvicinandoci ad un aumento di contagi, pure i casi mortali sarebbero esponenzialmente aumentati.
Sullo sfondo, come sempre, qualche rischio da dover mettere come pulci nelle orecchie dei poveri italiani.
Si rischia un'altra ondata di contagi e dovremmo prepararci all'eventualità di proseguire le terapie di vaccinazione delle categorie a rischio.
Ad ora, viene francamente da sorridere.
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giovedì 21 gennaio 2010
Italia, influenza A e tanta fortuna...
Gianni Rezza dell'Istituto Superiore della Sanità attribuisce l'insuccesso dell'influenza A ad una nostra fortuna. La pandemia si è auto-limitata, minimizzando il numero di contagiati ed il numero di morti effettivi.
Se fino a qualche mese fa si parlava di potenziali milioni di morti, oggi viene detto con più di un beato/beota sorriso in faccia di riderci sopra.
"L'influenza A non e' stato un flop, ma in Italia siamo stati abbastanza fortunati" è il suo parere.
Poco importa se siano stati letteralmente bruciati 184 milioni di Euro con un contratto beffa per i cittadini italiani. Pochissimo importa se giacciano inutilizzate milioni di dosi in qualche magazzino nel quale vengano magari conservate seguendo trattamenti sbagliati.
Poco ci importa di come quei vaccini, in caso di mutazione del virus, potrebbero diventare assolutamente inutili. Li useremo come soprammobili, non serve iniettarli nei corpi delle persone.
Ciò che conta è che siamo stati abbastanza fortunati ad avere i nostri 4milioni di contagiati. Ci siamo tenuti per mesi e mesi le nostre belle televisioni ossessionate da fiumi di defunti già affetti da gravissime patologie pregresse. Nonostante tutto ciò, Gianni Rezza parla forse di una fortuna che non ha però contagiato le casse dello Stato italiano.
Bilancio sociale sanitario devastato da cifre importanti che sicuramente si sarebbero potute utilizzare in differenti modi. L'epidemia, sempre secondo Rezza, si è auto-limitata.
Nonostante tutto, qualche conferenza stampa fa l'allora vice-ministro Ferruccio Fazio parlava di vaccinazione tampona-pandemia. Viene clamorosamente smentito, a distanza di qualche mese, da un'influenza intelligente che ha avuto la capacità di controllare la propria espansione.
Mi viene da sorridere, da non conoscitore di medicina quale sono.
"Con un numero doppio o triplo di contagi anche i casi gravi sarebbero stati di più".
Non ci potevamo arrivare, neppure seguendo la tanto amata legge dei grandi numeri.
Avvicinandoci ad un aumento di contagi, pure i casi mortali sarebbero esponenzialmente aumentati.
Sullo sfondo, come sempre, qualche rischio da dover mettere come pulci nelle orecchie dei poveri italiani.
Si rischia un'altra ondata di contagi e dovremmo prepararci all'eventualità di proseguire le terapie di vaccinazione delle categorie a rischio.
Ad ora, viene francamente da sorridere.
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