Il terremoto è arrivato, come si prevedeva.
Tanto per ridurre l'Italia ad un cumulo di macerie e cozzaglie di politicanti, è arrivato il gesto finale di uno psiconano che non vuole farsi processare.
Il suo odio per i tribunali lo vede paragonare udienze a plotoni d'esecuzione, manco avessero tutti orrendi fucili puntati contro di lui. La sua credibilità politica è minima, per chi guarda al mondo dei fatti con occhi intelligenti. Sapere di più ciò che ha fatto approvare in questi ultimi giorni conferma ancora di più i sospetti che la parte viva dell'Italia nutre nei suoi confronti.
Ha materializzato di fatto il rimedio vincente per la sua ossessione più grande: la sete di rimanere libero ed esente da processi.
Va dovunque, scappa in qualsiasi posto pur di evitare il tribunale. Va in Abruzzo a mescolare propaganda populista e bisogni dei terremotati; gira il mondo.
Rimane fuori dall'aula giustificandosi, strumentalizzando la brutta aggressione subita il dicembre scorso.
Nonostante stia fuori dal tribunale trova però il tempo per stressarsi girando mezza Italia.
Vola, viene e va. Passa di qua ed arriva di là, in un impavido gioco di incoerenza.
Nel mentre, il Parlamento lavora per lui.
Il Governo ormai non fa più gli interessi degli italiani; è diventato una macchina che si adopera a pieno regime per soddisfare le sue più balzane esigenze. Vuole evadere il carcere? Cerchiamo qualsivoglia norma o cavillo che lo renda immune assieme ai suoi più fidi collaboratori.
Se qualcosa è anti-Costituzionale cosa importa? Basta rendere la Costituzione più "adeguata" agli interessi di chi vuole rimanere pulito.
Confondono il "processo breve" con un miglioramento della giustizia, distraendo quegli elettori scarsamente informati che vedono in loro i patrioti italiani.
Quello che non dicono è però che il sistema Italia sta andando a farsi friggere.
Stiamo sui costi che questa riforma del "processo breve" porterà al bilancio italiano.
Con il taglio, la morte e la sospensione dei processi verranno bruciati qualcosa come 500milioni di Euro.
Soldi importanti, cifre imponenti che si sarebbero potute impiegare seguendo direttive migliori.
Basti pensare a qualche altra misura anti-crisi, a qualche altro fondo da destinare ad Università e Ricerca. Rimanendo fedeli alle cifre si può mostrare che per qualcosa di più utile al Paese il Governo ha avvallato di spendere meno:
a) Università -> 400 milioni di Euro racimolati nell'ultima Finanziaria;
b) Agricoltura -> 100 milioni di Euro, nonostante si abbia un settore in profonda crisi e bisognoso di investimenti;
c) Scuola -> 300 milioni di Euro.
Il confronto è limpido, se rapportato appunto al danno erariale di 500 milioni quantificato dal senatore Casson. Se l'obiettivo è salvare uno solo ci riusciranno.
Se volessero invece fare il bene del paese, potrebbero avere più qualche problema.
Moriranno processi come quelli sui crac Cirio e Parmalat, se ne andranno processi come quello della scalata alla banca Antonveneta e Bnl.
Se ne andranno dimenticate le morti bianche alla Thyssen, i morti per amianto, quelli per la clinica S.Rita a Milano.
Tutto ciò per salvare quella stessa personcina che ieri toccava premuroso e quasi innamorato le teste di poveri bambini ignari e terremotati. Quasi quasi mi fa un pò schifo quella povera personcina.
Anzi, senza il quasi quasi. E neppure senza l'un pò.
Povera Italia.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
venerdì 22 gennaio 2010
Italia e Giustizia: iniziate la conta delle vittime
Il terremoto è arrivato, come si prevedeva.
Tanto per ridurre l'Italia ad un cumulo di macerie e cozzaglie di politicanti, è arrivato il gesto finale di uno psiconano che non vuole farsi processare.
Il suo odio per i tribunali lo vede paragonare udienze a plotoni d'esecuzione, manco avessero tutti orrendi fucili puntati contro di lui. La sua credibilità politica è minima, per chi guarda al mondo dei fatti con occhi intelligenti. Sapere di più ciò che ha fatto approvare in questi ultimi giorni conferma ancora di più i sospetti che la parte viva dell'Italia nutre nei suoi confronti.
Ha materializzato di fatto il rimedio vincente per la sua ossessione più grande: la sete di rimanere libero ed esente da processi.
Va dovunque, scappa in qualsiasi posto pur di evitare il tribunale. Va in Abruzzo a mescolare propaganda populista e bisogni dei terremotati; gira il mondo.
Rimane fuori dall'aula giustificandosi, strumentalizzando la brutta aggressione subita il dicembre scorso.
Nonostante stia fuori dal tribunale trova però il tempo per stressarsi girando mezza Italia.
Vola, viene e va. Passa di qua ed arriva di là, in un impavido gioco di incoerenza.
Nel mentre, il Parlamento lavora per lui.
Il Governo ormai non fa più gli interessi degli italiani; è diventato una macchina che si adopera a pieno regime per soddisfare le sue più balzane esigenze. Vuole evadere il carcere? Cerchiamo qualsivoglia norma o cavillo che lo renda immune assieme ai suoi più fidi collaboratori.
Se qualcosa è anti-Costituzionale cosa importa? Basta rendere la Costituzione più "adeguata" agli interessi di chi vuole rimanere pulito.
Confondono il "processo breve" con un miglioramento della giustizia, distraendo quegli elettori scarsamente informati che vedono in loro i patrioti italiani.
Quello che non dicono è però che il sistema Italia sta andando a farsi friggere.
Stiamo sui costi che questa riforma del "processo breve" porterà al bilancio italiano.
Con il taglio, la morte e la sospensione dei processi verranno bruciati qualcosa come 500milioni di Euro.
Soldi importanti, cifre imponenti che si sarebbero potute impiegare seguendo direttive migliori.
Basti pensare a qualche altra misura anti-crisi, a qualche altro fondo da destinare ad Università e Ricerca. Rimanendo fedeli alle cifre si può mostrare che per qualcosa di più utile al Paese il Governo ha avvallato di spendere meno:
a) Università -> 400 milioni di Euro racimolati nell'ultima Finanziaria;
b) Agricoltura -> 100 milioni di Euro, nonostante si abbia un settore in profonda crisi e bisognoso di investimenti;
c) Scuola -> 300 milioni di Euro.
Il confronto è limpido, se rapportato appunto al danno erariale di 500 milioni quantificato dal senatore Casson. Se l'obiettivo è salvare uno solo ci riusciranno.
Se volessero invece fare il bene del paese, potrebbero avere più qualche problema.
Moriranno processi come quelli sui crac Cirio e Parmalat, se ne andranno processi come quello della scalata alla banca Antonveneta e Bnl.
Se ne andranno dimenticate le morti bianche alla Thyssen, i morti per amianto, quelli per la clinica S.Rita a Milano.
Tutto ciò per salvare quella stessa personcina che ieri toccava premuroso e quasi innamorato le teste di poveri bambini ignari e terremotati. Quasi quasi mi fa un pò schifo quella povera personcina.
Anzi, senza il quasi quasi. E neppure senza l'un pò.
Povera Italia.
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