giovedì 19 agosto 2010

TRAGEDIA IN PAKISTAN: QUANDO E' IMPOSSIBILE VOLTARE LO SGUARDO...

La situazione è tragica, eppure pochi ne accennano. Da qualche pagina di giornale si evincono scampoli di assoluta tragedia. I resoconti attuali parlano di una metereologia che non lascerà spazio a prossimi miglioramenti. Piogge torrenziali sono attese nei prossimi giorni; piogge che potrebbero far finire sott'acqua altre migliaia di abitazioni. Se ne aggiungerebbero al triste conteggio che, ad oggi, ne annovera come distrutte circa 600mila. In aggiunta al clima ribelle, in alcune regioni ci pensa anche l'uomo a fare danni. Si continua, infatti, anche a combattere. Nella provincia del Khyber-Pakhtunkhwa piovono bombe dal cielo, figlie di quella logica distruttrice che all'essere umano mai potrà sfuggire di mano. Secondo l'emittente WebGeo nella giornata di ieri, a causa di questa spinta militarità, sono morte diciotto persone. La componente talebana, fortissima in alcune zone del Paese, sfrutta la debolezza dell'esercito impegnato in missioni di soccorso per assaltare posti di blocco ed addirittura luoghi di culto. Sparatorie lunghe ore, con ritiri imprevedibili secondo il codice perfetto della guerrigilia. Le cifre della tragedia naturale sono impietose, di gran lunga peggiori di qualsiasi fatalistica previsione. Allo stato attuale giace sotto'acqua un'area vasta quanto l'Inghilterra. Gli alluvionati sono oltre 6milioni e 311mila. Sono persone rimaste senza più casa od altro, uomini e famiglie che hanno perso tutto. Tutte queste persone hanno bisogno urgentissimo di aiuti umanitari per sopravvivere. Aiuti umanitari immediati, appunto. I morti, solamente accertati, sono ad oggi 1540. Le persone genericamente colpite profondamente dal disastro sono oltre 20milioni. Si tratta di individui attualmente senza alcun appiglio, senza alcuna sistemazione. Sono individui ridotti, appunto, allo stato di profughi. Dare sollievo immediato a queste persone, ad oggi, pare utopico. La cifra minima prevista per la ricostruzione ammonta a qualcosa come 10miliardi di dollari. Una previsione fatta dalla Banca Mondiale non avvalorata però dai fatti, attualmente tristissimi. Se con la tragedia di Haiti il mondo mobilitato a dovere riuscì a raccogliere 3,2miliardi di dollari per 3 milioni di sopravvissuti, per l'emergenza Pakistan ad oggi sono stati raccolti solo 229 milioni di dollari. Quanto è, in termini percentuali, ciò che è stato già fatto? Si tratta, ad oggi, solamente di un miserrimo 3%. Intere regioni, ad oltre due settimane dall'arrivo dell'ondata monsonica, non hanno ricevuto ancora alcun aiuto. Eroi silenziosi, come quelli appartenenti al World Food Programme, stanno cercando da tempo di raggiungere le zone isolate anche a dorso di mulo. Nonostante tutto e nonostante ripetuti appelli, gli aiuti non arrivano ancora come dovrebbero. Appello anche dal Papa, affermante che la solidarietà in casi come questi non deve mai mancare. Fosse lui il primo a dare l'esempio concreto e diffuso, magari risulterebbe meno retorico e più credibile... Nel mentre le piogge stanno ricominciando. Farida è l'emblema del bisogno di acqua e risorse immediate di questa gente: "C'è l'acqua buona e quella cattiva- ribadisce- L'acqua buona è quella di cui abbiamo bisogno oggi, quella che non ci fa ammalare. Quella cattiva ci ha portato via tutto." Mentre si scrive, si parla o si pensa, acqua cattiva continua a cadere. Senza sosta. Nizam Ali guarda all'acqua cattiva con odio e rassegnazione: "L'acqua ha colpito la nostra casa di notte e siamo dovuti uscire nuotando il più in fretta possibile. Ho caricato il mio figlio più piccolo sulle spalle. L'alluvione mi ha portato via tutto, anche una delle mie bambine Ha ingerito troppa acqua e non ce l'ha fatta." Tristi cronache, alle quali chi informa dovrebbe dare infinitamente più risalto.

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