domenica 8 agosto 2010

PROGETTARE E COSTRUIRE: QUANDO DEVE (DOVREBBE) ESSERE IMPOSSIBILE SBAGLIARE...

Adoperarsi per rendere migliori le condizioni di vita dell'essere umano è cosa molto nobile. E' una questione, tuttavia, davvero difficilissima ma di un'importanza potente ed inestimabile. Se non fosse stato per certe scoperte ed altrettante invenzioni non avremmo mai potuto scavare, edificare case, migliorare la nostra vita ed aumentare le nostre possibilità di "sottomissione" nei confronti della natura e del naturale. Non avremmo mai potuto leggere dentro il mondo, non saremmo mai riusciti a scrivere formule che potessero in qualche modo rispondere alla necessità di regolamentare tutto il caos che regna attorno a quel mondo che ci fa e ci faceva tanta paura. Progettare e costruire non dovrebbe essere, anche per fortuna, lavoro per tutti. Ci sono regole che, però, nel mondo d'oggi e per il mercato moderno sono purtroppo sfuggite di mano. E' il caso di macchine costruite per raggiungere velocità sempre maggiori, è il caso di progetti che vedono centrali nucleari prevalere rispetto ad un'energia rinnovabile fornita dall'astronave Terra nella quale andiamo viaggiando. Progettare significa, specialmente ai tempi d'oggi, plasmare anche eticamente un qualche cosa che deve essere funzionale all'essere umano. Rifornire di etica un'automobile equivale a creare un veicolo capace di non andare oltre certe velocità, capaci di trasformare quella stessa macchina in un'arma di morte, in una perenne istigazione. Progettare significa, inoltre, avere molta esperienza di casi passati, anche finiti male. Servirebbero cronologie di fallimenti, antologie sulle cose da evitare in fase di costruzione. Da laureando in ingegneria meccanica posso affermare, con ragionevole certezza, che progettare qualcosa di sempre perfetto è stato, è e sarà sempre impossibile. Nonostante ciò, è auspicabile cercare di raggiungere un grado quantomeno raffinato di perfezione. Darsi sempre e comunque da fare per minimizzare gli sbagli, insomma. Ne era convinto Lev Zetlin, riguardo il difficilissimo compito di prevenire ed evitare disastri strutturali di grave entità: "Gli ingegneri dovrebbero essere leggermente paranoici durante la fase di progettazione. Dovrebbero considerare ed immaginare che anche l'impossibile può verificarsi. Non dovrebbero avere un atteggiamento troppo compiaciuto e sicuro, confidando che sia sufficiente attenersi ai requisiti previsti dai manuali di progettazione per garantire sicurezza e solidità di una struttura." Un progettista deve, quindi, prevedere l'impossibile. Sono questi i veri maghi, altrochè certi ciarlatani che cavalcano l'onda in questi tristissimi tempi contemporanei. Zetlin afferma, inoltre, che la prima ingegneria da ricercare nella costruzione e nella progettazione deve essere "preventiva e curativa". Progettare sa anche, purtroppo, essere qualcosa di maledetto. In caso di sbaglio non c'è scampo per alcuno. Ci potrebbero essere solamente impuniti, ma questo è un altro discorso. Evitare sbagli, appunto. L'ossessione e la paranoia dinnanzi ai propri progetti ed alle proprie idee è la richiesta minima per chi costruisce. Due grandi ingegneri come Robert Stephenson ed Herbert Hoover non riuscivano quasi mai a dormire perchè il pensiero dei propri progetti e dei propri potenziali sbagli li tormentava, più di qualsiasi altra cosa possibile. Le conoscenze da accumulare per potere o sapere progettare bene sono, per fortuna, moltissime. Sono tante le materie e le nozioni da apprendere e da tenere, sempre, a mente: fisica, matematica, scienza delle costruzioni, ordine con il quale effettuare le operazioni per costruire, tecnologia, progresso, economia, etica, moralità, onestà e, soprattutto, CONSAPEVOLEZZA dell'importanza del proprio ruolo. Chi è ingegnere o progettista dovrebbe sempre avere, in primo luogo, l'istinto ed il buon senso per capire ciò che può fare. Dinnanzi a certe, non troppo episodiche, testimonianze purtroppo certe convinzioni decadono. Non troppo pietosamente.

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