sabato 7 agosto 2010

MORIRE IN CARCERE, LA MALEDIZIONE CONTINUA...

L'estate ormai arrivata a metà non placa una delle stragi più silenziose che si vanno consumando in questa strana Italia. In un Paese dove uccide anche il lavoro che, in teoria, dovrebbe garantire vita, non ci si stupisce più di niente. In questo 2010 continuano i suicidi nelle carceri. L'ultimo, tragicamente, consumato qualche giorno fa. E' avvenuto tutto nel carcere di Brindisi. Un tunisino, di 43 anni, non è riuscito a completare quello che, ancora in teoria, dovrebbe essere un percorso di riabilitazione dell'anima e di reinserimento nella società. Stava scontando una condanna per detenzione di armi, sarebbe uscito nel maggio del 2012. Nonostante tutto, non è bastato nulla a dargli forza. Ha scelto di farla finita, stringendosi al collo una maglietta legata alle sbarre della finestra del bagno. Il resto è, purtroppo, perfettamente immaginabile. Dall'inizio di questo anno altre trentanove persone hanno scelto di riabilitarsi così, semplicemente facendola finita. Non se ne parla, nessuno si preoccupa più di capire che fine abbia fatto quella tanto paventata "operazione carceri", eretta a panacea assoluta dal Ministro Angelino Alfano. Sull'onda del solleone estivo, nei carceri si continua a preferire di rinunciare alla vita. Le cause di queste tragiche ma non casuali scelte sono, purtroppo, motivabilissime. Solamente quest'anno hanno scelto di morire impiccate 34 persone, 5 asfissiate ed 1 sgozzata. Il totale di morti, includendo eventuali malattie "da accertare", raggiunge quota 112. Negli ultimi 10 anni i decessi in carcere sono stati 1710, di cui 596 per suicidio. Le cause principali risiedono, secondo gli esperti, nel sovraffollamento e nelle carenze di gestione politico-amministrativa della questione oggi più che mai complicatissima. Il segretario generale dell'Osapp Leo Beneduci ha una visione fin troppo chiara del tristissimo argomento: "Ormai non sappiamo cosa e se voglia fare qualcosa la politica per le carceri, ma quel che è certo é che così non si può andare avanti. [...]Dai suicidi al sovraffollamento alle aggressioni, sono tutti record negativi le cui cause sono da ricercare nell'inadeguata gestione politica e amministrativa del carcere. [...] Sappiamo già che il capo del Dap Ionta non andrà in ferie nel mese di agosto anche a causa delle condizioni di rischio degli istituti penitenziari e conosciamo i molteplici impegni nella maggioranza di governo che coinvolgono il ministro Alfano anche nella Capitale in questo momento, ma appare più che altro una beffa avere un capo dell'Amministrazione e un ministro che non risultano in grado di alleviare in alcun modo i gravissimi disagi del personale e dell'utenza delle carceri." Mentre accade tutto questo, senza dubbio molto di altro continuerà ad accadere. L'Italia può, però, dormire sonni tranquilli. Sia mai che qualcosa la distragga dal caldo sole di agosto.

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