giovedì 26 agosto 2010

A CENTO ANNI DALLA NASCITA: RICORDANDO MADRE TERESA DI CALCUTTA

Ci sono persone che ti avvicinano al senso profondo di un possibile divino; sono persone particolari, inspiegabili ed altrettanto misteriosamente profonde.
Guardando alle vite ed alle esistenze di certi uomini, si percepisce che forse qualcosa di più grande e puro esiste.
Ciò che rende la mia anima alle volte convinta che un qualcosa di religiosamente inteso possa da qualche parte esistere è la visione di vite e di esistenze come quella di Madre Teresa. Esistenze trascorse in silenzio, spendendosi a favore di un bene mai individuale ma sempre proteso ad un prossimo qualunque. La vita di Madre Teresa fu così, silenziosa ma intrisa di un profondo senso di religiosità che sfugge, tutt'ora, a moltissimi autorevoli "cristiani". Volle, semplicemente, essere goccia di buone azioni in un oceano disposto ad ondeggiare solo in funzione di un miglioramento dell'umanità: "Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano, ma se non ci fosse quella goccia all'oceano mancherebbe." Non riuscì, forse, nella sua impresa di cambiare in positivo questa storta umanità. Ciò che importa è che, in figure come queste, si vede un divino che è capace di attrarre a sè cuori alla ricerca di una fede. In figure come quella di Madre Teresa trovano rifugio moltissime possibile visioni del divino; tutte sono in lei ed a lei adattabili, partendo da quella razionale ed ammirevole espressa da scienziati e studiosi, quale fu ad esempio Albert Einstein.
La fede per gli scienziati è un qualcosa che si rispecchia nell'armonia del mondo, nella perfezione della natura e di questo creato che si deve provare a decifrare, con ogni sforzo di ragione possibile. Di questa particolare religiosità ne era fermamente convinta anche lei, in virtuosa istanza: "Abbiamo bisogno di trovare Dio , ma non possiamo certo trovarlo nel rumore e nell'inquietudine. Dio è amico del silenzio. Osservate la natura- gli alberi, i fiori e l'erba- cresce in silenzio. Osservate le stelle, la luna ed il sole, come si muovono in silenzio. [...]" Il silenzio e la visione di una natura fortissima, anche se senza voce, furono evidentemente per lei simboli fortissimi e vincolanti per una fiamma di buone azioni incrollabile. Incrollabile non fu, invece, la sua fede nel Dio che la spinse ad intrapredere quello straordinario percorso di redenzione e buone azioni. Madre Teresa ebbe, specialmente negli ultimi anni della sua vita, momenti di fortissima crisi religiosa. In una lettera personale indirizzata al reverendo Michael van der Peet, scrisse di un dolore interiore atroce verso quella divinità che la aveva spinta a compiere così tante e straordinarie azioni: "[...]Gesù ha un amore molto speciale per te. Ma per me, il silenzio e il vuoto è così grande che io lo cerco e non lo trovo, provo ad ascoltarlo e non lo sento.[...]" Non sentire un divino dentro e continuare a muovere ogni propria azione in direzione del bene per il prossimo. Fu forse questo il segno più grande ed assoluto di bellezza che avvolse Madre Teresa. Se religiosità ed umanità convivono assieme, prima o poi sono convinto che una qualsiasi forma di relativismo possa far decadere o mettere in dubbio certi, forse assurdi, dogmi o pregiudizi. Venne mossa da un istinto d'amore grandissimo, quasi immenso per poter essere racchiuso in un corpo così minuto ed esile. L'immensità morale non si rispecchiò mai in una fisicità adeguata, per questa piccola grande donna. Dopotutto, però, è stata resa affascinante anche da queste peculiarità. Nell'ultima fase della sua vita, aveva forse visto troppo. Troppo male, troppa violenza e troppo brutto da parte di quell'essere umano che avrebbe dovuto essere plasmato ad immagine e somiglianza di quel Dio che la muoveva verso il prossimo. In quell' 11 dicembre del 1979, quando ricevette il Nobel per la Pace, si battè pacatamente per denunciare quella crisi morale che oggi continua a mietere vittime in questo disperato Occidente. Venne dinnanzi al mondo semplice, vestita con il suo saio bianco bordato di azzurro e con umili sandali ai piedi, sfidando il freddo di Oslo. Sfidò, soprattutto, il freddo "spirituale" di quanti la ascoltavano, pronunciando parole sferzanti per denunciare questo nostro profondo male:"Non è abbastanza per noi dire che amiamo Dio, se poi non amiamo il nostro prossimo". Madre Teresa, a 100 anni dalla nascita, rimane come un qualcosa di straordinario. Un impressionante condensato di umanità, religiosità, santità, bellezza, nobiltà d'animo, gentilezza e troppo altro. Musicalmente è stata una delle anime più rock mai vissute su questo pianeta.

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