sabato 31 luglio 2010

CARO SILVIO, SI STA ROMPENDO IL GIOCATTOLINO?

Mentre l'estate passa, nel berlusconismo si intravedono le prime crepe. Dopo l'enorme periodo di turbolenza interno al PdL qualcosa di giusto e quasi ovvio sta avvenendo. Mentre l'estate passa, il Presidente della Camera viene sfiduciato ed estraniato dal Partito di appartenenza dal Presidente del Consiglio. Succede, tutto d'un tratto, che la missione più importante dove Berlusconi mette subito voce è la gestione ed il riodino del suo "partito", mai più ad-personam di ora. Cacciando il co-fondatore grazie ad un appoggio di misteriose figure chiamate "probiviri", si configura ora un governo sempre più arroccato e di diretta proprietà della Lega Nord. Sarà interessante vedere l'evolversi degli eventi, da ora in poi. E' forse meglio scrivere sarebbe. Le priorità dello stivale, purtroppo, non si concentrano solamente attorno alla necessità di tenere unito il Popolo della Libertà. Perdendo mordente rispetto al resto d'Europa e del mondo ci stiamo, non troppo lentamente, scavando la fossa da soli. Al PdL si affianca ora il movimento "Futuro e Libertà", del quale faranno parte 33 deputati e 14 senatori, a quanto pare dagli ultimi fatti. La cosa più interessante ma non sbalorditiva è la definizione data del Premier da parte di Gianfranco Fini. Politico dalle origini più che note, ha definito Silvio Berlusconi come curioso aziendalista e fautore di una definizione di democrazia tutta personale. Si spera che, alla luce degli ultimi fatti, questa non sia più una novità. Ciò che più conta è che ai piani del piduista Berlusconi sia stato messo qualche bastone di troppo. La fine del berlusconismo sembra, per fortuna, ormai alle porte. Fra popolo viola e movimenti a più stelle, finalmente, il paese prende coscienza. Ciò che pare mancare, purtroppo, è quell'alternativa tanto declamata e conclamata più volte in pompa magna. Nel periodo che seguirà la deposizione del Premier-padrone ci sarà una visione assente di politica vera. Nel male più assoluto l'Italia è diventata in questi anni eccessivamente Berlusconi-dipendente. Nel periodo che seguirà servirà unire e riunire più italiani consapevoli possibili sotto un programma chiaro, definito e precisamente determinato. Si dovranno inseguire criteri nuovi di lavoro, si dovranno seguire precise logiche di disponibilità energetica abbinata a massima sostenibilità ambientale possibile. Limitare gli sprechi senza perdere di vista le reali esigenze di uno Stato ridotto, per colpa di destre e finte sinistre, ormai al lumicino più assoluto. Servirà coerenza per riconquistare l'Italia migliore, servirà fornire al Paese un nuovo modello politico differente da quello tronfio ed osceno nano-dipendente. Ad oggi, la missione pare davvero ardua.

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