venerdì 2 luglio 2010

BERLUSCONI E BAVAGLIO: METTERLO A LUI SAREBBE COSA BUONA E GIUSTA...

Tutto ciò che non può comprare a peso d'oro prova e proverà sempre a zittirlo, con ogni mezzo possibile. Il succo della politica berlusconiana è, a fatti, quello di rendere appetibile la sua figura a ritmo di demagogia e consensi. Dice di lasciare piene le tasche degli italiani, non volendo in alcun modo metterci le mani. A comportamenti, però, ottiene tutt'altro; gli ultimi rapporti parlano di pressione fiscale aumentata, su famiglie che hanno ancora stipendi fermi ad oltre dieci anni fa. Ti mette la sopratassa sull'autostrada e sui raccordi autostradali, salvo poi assumere in giugno un'amichetta che può godere di ferie immediate già poche settimane dopo. Fedele ad un progetto di assottigliamento delle voci critiche e del dissenso, il Premier sta con ogni mezzo tentando di annullare la viva coscienza del Paese. Amico intimo del leader libico Gheddafi, non proferisce parola riguardo a quei tanti respinti dalle nostre coste che vengono, in terra libica, massacrati anche a morte. Ottenere consenso in un Paese come l'Italia, adattissimo a distrazione e dittature morbide, è molto facile. E' sufficiente plasmare a propria immagine e somiglianza l'opinione pubblica. Basta poco, come sostennero anche Pulitzer e Jefferson in tempi non sospetti. Inculcare nello Stato la logica del "se un problema non si vede non esiste" è troppo facile per i mezzi a disposizione del Presidente del Consiglio. Grazie ad un abile gioco di meriti e spazi televisivi è facile perfino far eclissare l'emergenza terremoto abruzzese e la rinata emergenza rifiuti in quel della Campania. Così, tutto d'un tratto, molte cose diventano normali. E' normale tutto ciò che non riesce più ad indignare. Per alcuni passa in sordina che un senatore abbia come eroe Mangano, per alcuni passa in sordina che ormai il conflitto di interessi sia, purtroppo, con radici dovunque. L'ennesimo affronto al diritto d'informazione e d'opinione è la legge-bavaglio, definitivo colpo alla libertà ed alla dignità dello Stato italiano. Deliri di un folle? Per fortuna molti la pensano in maniera simile a me. La protesta di ieri ha confermato che la condivisione di pensieri dinnanzi ad una follia come questa è essenziale. "E' un segno di reazione in un paese che sembra tramortito, in stato di trance. E' positiva l'unità attorno alla protesta, un buon segno. Non so se riusciremo a fermare questa legge, ma siamo già sulla buona strada." è l'opinione di Dacia Maraini. Le fa eco lo scrittore Roberto Saviano: "Ci viene raccontato che questa legge serve per difendere la privacy, che pure è una cosa sacrosanta, che bisogna smetterla di ascoltare le telefonate dei fidanzati, ma vogliono solo impedire che il potere venga raccontato." Si sommano poi Fiorella Mannoia, Dario Fo e tanti altri personaggi disposti ad aprirsi e schierarsi nei confronti di una porcata come questa. Si tratta di una legge che serve solo ad una ristretta cricca di persone; gentaglia disposta a fare solo i suoi sporchi interessi. Ci arrivano richieste da ogni dove, per annullare questa oscenità. Preghiere dall'America: ci viene suggerito di abbandonarla per non compromettere, pure là, battaglie importanti sui fronti mafia e terrorismo. Con il bavaglio l'Italia diventerebbe zona franca di trattative, dialoghi e loschi intenti. Il resto, purtroppo, è rima intima con il concetto di prossima dittatura. Nel tempo, si sa, le cose cambiano. Si modificano allo stesso modo i codici ed i comportamenti di chi vuole instaurare un qualcosa di assoluto nel Terzo Millennio. Il fascismo è, ormai, solo temporalmente lontano. Manca poco per superarlo. Qualcuno, forse, sta ancora aspettando che Silvio Berlusconi in persona riesca a debellare il cancro. Dopotutto, lo aveva promesso.

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