Approfondendo da una lettura estiva il concetto di società e malessere diffuso dell'umanità mi sono imbattuto in un testo interessantissimo, "Manifesto per la Felicità" scritto da Stefano Bartolini.
In chiave tecnica, almeno nelle parti iniziali, si cerca di definire almeno a livello teorico i cardini essenziali di un nuovo modello di società.
Secondo l'autore l'anima nascosta nell'uomo dovrebbe plasmare un nuovo tipo di mondo a sua immagine e somiglianza. Al giorno d'oggi, infatti, le logiche corrotte dell'essere umano hanno generato fenomeni non più migliorabili o completamente ricostruibili.
Ne sono esempio, a trecentosessanta gradi, tutti i mondi dell'universo prossimo all'uomo.
Ne è esempio un ambiente distrutto la cui sopravvivenza è veicolata strettamente alla misura di emissioni tollerabili ormai in quantità sempre meno infinitesime e sempre più massicce.
Ne è esempio un'economia che ha saputo produrre una base devastata ed un vertice di potenti e potentati subordinati ad una continua sete di ricchezza.
Ne sono esempio tecnica e sostenibilità umana, ormai spedite verso poli opposti di tollerabilità ed intento. Costruiamo macchine sempre più veloci e potenti ignorando i limiti di velocità necessari per la nostra sopravvivenza.
Se la società è malata, come si può riconoscere o definire un individuo sano o quantomeno normale?
La missione, da qualsiasi punto la si guardi, è quasi impossibile da circoscrivere.
A tal proposito mi ha efficacemente colpito una citazione riportata fra le prime pagine del libro, riprodotta da Eric Fromm: "Molti psicologi e psichiatri rifiutano l'idea che la società nel suo insieme potrebbe essere malata. Assumono che il problema della salute mentale in una società è solo quello degli individui Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
domenica 25 luglio 2010
SOCIETA' DEL BEN-AVERE O CONSAPEVOLEZZA DI NECESSARIO BEN-ESSERE?
Approfondendo da una lettura estiva il concetto di società e malessere diffuso dell'umanità mi sono imbattuto in un testo interessantissimo, "Manifesto per la Felicità" scritto da Stefano Bartolini.
In chiave tecnica, almeno nelle parti iniziali, si cerca di definire almeno a livello teorico i cardini essenziali di un nuovo modello di società.
Secondo l'autore l'anima nascosta nell'uomo dovrebbe plasmare un nuovo tipo di mondo a sua immagine e somiglianza. Al giorno d'oggi, infatti, le logiche corrotte dell'essere umano hanno generato fenomeni non più migliorabili o completamente ricostruibili.
Ne sono esempio, a trecentosessanta gradi, tutti i mondi dell'universo prossimo all'uomo.
Ne è esempio un ambiente distrutto la cui sopravvivenza è veicolata strettamente alla misura di emissioni tollerabili ormai in quantità sempre meno infinitesime e sempre più massicce.
Ne è esempio un'economia che ha saputo produrre una base devastata ed un vertice di potenti e potentati subordinati ad una continua sete di ricchezza.
Ne sono esempio tecnica e sostenibilità umana, ormai spedite verso poli opposti di tollerabilità ed intento. Costruiamo macchine sempre più veloci e potenti ignorando i limiti di velocità necessari per la nostra sopravvivenza.
Se la società è malata, come si può riconoscere o definire un individuo sano o quantomeno normale?
La missione, da qualsiasi punto la si guardi, è quasi impossibile da circoscrivere.
A tal proposito mi ha efficacemente colpito una citazione riportata fra le prime pagine del libro, riprodotta da Eric Fromm: "Molti psicologi e psichiatri rifiutano l'idea che la società nel suo insieme potrebbe essere malata. Assumono che il problema della salute mentale in una società è solo quello degli individui
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento