Descrivere il rapporto fra la Lega Nord e l'Italia intera è un qualcosa di surreale, quasi fantascientifico.
In primo luogo perchè gli stessi esponenti di spicco del verdano non credono nell'Unità d'Italia, invocando rivolte, violente prima e pacifiche poi, per liberare quella Padania che tanto va soffrendo e trainando il Sud Italia.
Al popolo padano fino a qualche anno fa veniva paventata la necessità di imbracciare fucili e forconi per marciare su Roma ladrona. Al popolo padano venivano chieste troppe, incoerenti ed incostanti, cose.
In secondo luogo perchè fanno dichiarazioni allucinanti per qualsiasi forma di umano buonsenso.
Si arrivi, da ultimo, alle affermazioni di Umberto Bossi in quel di Pontida. Intento a celebrare il ventennale anniversario padano, dinnanzi ad una folta schiera di spettatori ha invocato una rivolta pacifica per liberare questa benedetta Padania, affermando inoltre di essere contento per suo figlio che ha, finalmente, trovato la sua vera strada.
In poche parole chi non riesce nella scuola può sempre provare la via maestra della politica, tanto per salvare vita e portafoglio. Che poi l'istruzione possa servire anche per migliorare il modo di fare politica, questo è un altro discorso che con certe menti è più giusto non fare.
La Lega Nord è, per il resto, un "partito" davvero strano, complesso.
Dalla morfologia indefinita, risulterà per molto tempo ancora funzionale solo all'approvazione delle leggi ad-personam utili per Silvio Berlusconi. Predica e chiede ovunque, a gran voce, l'avvento di questo federalismo.
Con la manovra fiscale, infatti, slitterà ancora più lontana la messa in opera di questa così imponente rivoluzione. Leghisti che sono, di tutto punto, ministri nel Governo ITALIANO.
Ministri che, al ritrovo celebrativo di Pontida, hanno consentito l'esposizione di cartelli inneggianti all'Unità d'Italia ed al Risorgimento come "radici della vergogna" per l'orgoglio padano.
Giustamente Silvio Berlusconi non può nè sgridarli nè redarguirli pubblicamente. Appeso più che mai ai loro voti, è costretto a divincolarsi come meglio può per mantenersi attaccato alla poltrona.
Da quest'ultimo ritrovo è emerso il bivio al quale la Lega è giunta: o federalismo oppure secessione.
Quale tragico futuro ci attende?
Predicano il decentramento amministrativo e fiscale quando poi approvano una manovra fiscale che sottrarrà risorse ingenti agli Enti Locali e Regionali. Certi piccoli Comuni arriveranno fino a perdere il 60% dei loro introiti.
Approvano tutto, salvo poi ritrattare le proprie posizioni portando i sindaci leghisti a consegnare le fasce tricolori in segno di protesta per lo strangolamento al quale si sta andando incontro.
La Lega Nord è uno schieramento complesso, troppo eterogeneo appunto.
Fiduciosi in un futuro di maggior profilo e migliore coerenza, guardiamo al pragmatismo della "trota" Renzo Bossi.
Qualcosa mi dice che c'è poco per stare sicuri...
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lunedì 21 giugno 2010
LEGA NORD ED ITALIA: PIU' INCOERENTI DI COSI' NON SI PUO'...
Descrivere il rapporto fra la Lega Nord e l'Italia intera è un qualcosa di surreale, quasi fantascientifico.
In primo luogo perchè gli stessi esponenti di spicco del verdano non credono nell'Unità d'Italia, invocando rivolte, violente prima e pacifiche poi, per liberare quella Padania che tanto va soffrendo e trainando il Sud Italia.
Al popolo padano fino a qualche anno fa veniva paventata la necessità di imbracciare fucili e forconi per marciare su Roma ladrona. Al popolo padano venivano chieste troppe, incoerenti ed incostanti, cose.
In secondo luogo perchè fanno dichiarazioni allucinanti per qualsiasi forma di umano buonsenso.
Si arrivi, da ultimo, alle affermazioni di Umberto Bossi in quel di Pontida. Intento a celebrare il ventennale anniversario padano, dinnanzi ad una folta schiera di spettatori ha invocato una rivolta pacifica per liberare questa benedetta Padania, affermando inoltre di essere contento per suo figlio che ha, finalmente, trovato la sua vera strada.
In poche parole chi non riesce nella scuola può sempre provare la via maestra della politica, tanto per salvare vita e portafoglio. Che poi l'istruzione possa servire anche per migliorare il modo di fare politica, questo è un altro discorso che con certe menti è più giusto non fare.
La Lega Nord è, per il resto, un "partito" davvero strano, complesso.
Dalla morfologia indefinita, risulterà per molto tempo ancora funzionale solo all'approvazione delle leggi ad-personam utili per Silvio Berlusconi. Predica e chiede ovunque, a gran voce, l'avvento di questo federalismo.
Con la manovra fiscale, infatti, slitterà ancora più lontana la messa in opera di questa così imponente rivoluzione. Leghisti che sono, di tutto punto, ministri nel Governo ITALIANO.
Ministri che, al ritrovo celebrativo di Pontida, hanno consentito l'esposizione di cartelli inneggianti all'Unità d'Italia ed al Risorgimento come "radici della vergogna" per l'orgoglio padano.
Giustamente Silvio Berlusconi non può nè sgridarli nè redarguirli pubblicamente. Appeso più che mai ai loro voti, è costretto a divincolarsi come meglio può per mantenersi attaccato alla poltrona.
Da quest'ultimo ritrovo è emerso il bivio al quale la Lega è giunta: o federalismo oppure secessione.
Quale tragico futuro ci attende?
Predicano il decentramento amministrativo e fiscale quando poi approvano una manovra fiscale che sottrarrà risorse ingenti agli Enti Locali e Regionali. Certi piccoli Comuni arriveranno fino a perdere il 60% dei loro introiti.
Approvano tutto, salvo poi ritrattare le proprie posizioni portando i sindaci leghisti a consegnare le fasce tricolori in segno di protesta per lo strangolamento al quale si sta andando incontro.
La Lega Nord è uno schieramento complesso, troppo eterogeneo appunto.
Fiduciosi in un futuro di maggior profilo e migliore coerenza, guardiamo al pragmatismo della "trota" Renzo Bossi.
Qualcosa mi dice che c'è poco per stare sicuri...
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