domenica 20 giugno 2010

AVEVA PROPRIO BISOGNO DI UNA VACANZA...

Con una strage ambientale mai vista dal pianeta Terra intero, c'è qualcuno che ha ben pensato di distrarsi un pò da così tanti e gravosi impegni. Un grande potere comporta grandi responsabilità, diceva in un lontano tempo lo zio a Peter Parker divenuto già Uomo Ragno. Questa è una frase che ad oggi pochi davvero mettono in pratica con rigore ed accortezza. Laddove una falla farà fuoriuscire per mesi quantità incredibili di combustibile fossile, uccidendo specie animali di ogni sorta, qualcuno pensa di rilassarsi un pò. Il gravoso compito è spettato all'amministratore delegato della multinazionale coinvolta nel disastro, la Bp. Sto scrivendo di Tony Hayward, precisamente; preso da chissà quali stress ulteriori ha voluto andarsene, per un pò, lontano dall'emergenza. Poco importa se migliaia di persone e milioni di animali vedranno distrutto per sempre un ecosistema che fino a poco tempo fa era uno dei più belli del mondo. Ironia della sorte, è andato in vacanza per fare una gara di yacht. Guardandosi dal rimanere in America, è ritornato nella più sicura Inghilterra per condurre una competizione assolutamente irrinunciabile. Inutile scrivere il disagio ed il dissenso di tutti i coinvolti; basta poco a riassumere il pensiero comune emerso da servizi condotti dai mass-media americani dopo una notizia come questa: " A noi, che per vivere abbiamo bisogno di uscire in mare , [...] da due mesi è vietato adoperare le nostre barche, e lui se ne va su uno yatch? Data la situazione, ci sentiamo offesi”. Si sentono offesi, a buonissimo diritto. Qualcuno infatti scrive che la marea nera, molto probabilmente, potrà continuare a fuoriuscire fino al 2012. Qualcuno ha, dinnanzi a notizie come queste, tutto il diritto e quasi tutto il dovere di indignarsi. Il portavoce del gruppo petrolifero britannico, evidentemente preso da un mostruoso spirito di solidarietà, ha liquidato in fretta e furia la faccenda: "[...]sta trascorrendo alcune ore di vacanza con la sua famiglia. Dal giorno dell’incidente, il 20 aprile scorso, non ha mai preso una giornata di riposo. Sono certo che chiunque possa capirlo.[...]" Ne sono altrettanto certo io che chiunque non stia pagando sulla propria pelle errori altrui possa capirlo. Capire un gesto come questo è, a tutti gli effetti, un mistero. Se è vero che per meritare potere si deve dimostrare responsabilità, casi come questi insegnano che senza responsabilità deve immediatamente cessare anche il potere. In ogni caso si è ribellata anche la Casa Bianca, mentre qualcuno per distrarsi pensava a gareggiare con il proprio yacht. Nel curriculum di Tony Hayward si vedono attestati di ogni tipo: laurea, dottorato di ricerca conseguito presso l'Università di Edinburgo. Di fronte a cotanti titoli, eppure, è mancato qualcosa di meramente umano. A parer mio un gesto come questo si commenta, purtroppo, da solo. Non ci vuole una gran mente per capire che assistere ad una gara in mare mentre un mare intero, anche per colpa sua, sta morendo è un qualcosa di non commentabile. Non ci vuole una gran mente, o almeno credo. Finchè lo yacht va lasciamolo andare e stiamo a guardare, vero signor Hayward?

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