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sabato 12 giugno 2010
BERLUSCONI E MUSSOLINI, NON SIETE POI COSI' LONTANI...
Qualche anno fa qualcuno pronunciava queste parole: "La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perchè serve soltanto una causa ed un regime; è libero perchè, nell'ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione."
Quel qualcuno che pronunciò queste parole fu Benito Mussolini. Oggi, dopo tanto cercare, possiamo dire con certezza di aver trovato il suo erede nella figura del Premier Silvio Berlusconi. Democraticamente eletto dal popolo, si è da sempre caratterizzato per la sua straordinaria capacità di smontare ed attaccare a destra e manca ogni pilastro di quella stessa democrazia.
Colpisce la separazione dei poteri, attacca la magistratura, vede comunisti dovunque. E' un Premier tuttofare: un presidente operaio, ferroviere, imprenditore, artigiano, industriale, allenatore, monopolizzatore.
E' re del conflitto d'interessi, fino al punto in cui ormai è diventato normale parlare di certe cose.
Spara contro tutto e tutti, inondando qualsiasi mass media con le sue prepotenti armi di distrazione di massa. E' incapace di vergogna, oppure è talmente abile e perspicace da confondere la vergogna con la sete di consenso e ricerca di sondaggi. Ieri ne ha sparate altre, accusando la Carta Costituzionale di rallentare l'attività governativa.
La definisce figlia di compromessi cattocomunisti, la definisce datata. Governare il Paese è un inferno, una missione impossibile. E' una missione impossibile guardando alla Costituzione, è una missione impossibile per un vecchietto che si crede onnipotente.
Siamo arrivati al punto che le testate estere ci offrono solidarietà per divulgare i nostri articoli, compromessi dalla prossima legge-bavaglio. Siamo arrivati al punto che c'è un'Italia che, prossima ad una manovra "lacrime, sangue e sacrifici", vede come suoi massimi problemi le intercettazioni da bloccare per i potenti e per le varie cricche di potentati.
Nel mentre, per distrarre dalle infami verità, Silvio Berlusconi procede sparando a zero su tutto e tutti. L'Associazione Nazionale Partigiani Italiani è indignata per le oscenità pronunciate ieri, dando mandato di trasmettere al Paese la propria pietosa consapevolezza delle cose a comunicati stampa.
Nel mentre, il Paese sta sempre peggio. Sta sempre peggio anche Silvio Berlusconi, a quanto sembra.
Ha un volto contrito, raggrinzito e resistente ad ogni possibile plastica facciale. Qualche capello in più viene tradito da una voce sensuale, da un doppiopetto irresistibile e da un'altezza invidiabile ai più.
Il nostro Paese è comodo, ed altrettanto accomodante per accogliere dittature morbide. Siamo in una condizione surreale; definirci Democrazia fra poco sarà, tristemente, un lusso.
Il Parlamento, se così può essere ancora chiamato, approva tutto a colpi di fiducia impedendo dibattiti e dialettiche democratiche. Siamo al punto in cui la manovra che interesserà tutti noi viene mediaticamente nascosta per spostare la gravità del dibattito su altre baggianate galattiche.
Sullo sfondo questo schizofrenico nanetto, capace di attaccare a destra e manca qualsiasi persona o cosa che non condivida le sue idee ed i suoi pensieri.
In periodo di crisi tutto cala: l'occupazione, i redditi dei lavoratori, la produzione, i discorsi seri di Silvio Berlusconi. Ciò che non è mai calato, però, è il suo introito annuale.
Si è innalzato in questo infausto periodo di oltre 8milioni di Euro, passando ad oltre 23milioni per anno.
Si ha ancora il coraggio di succhiare fondi pro-manovra 2010 dal basso, dai più indigenti.
Vergogna.
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