La tendenza a risparmiare nei periodi di crisi economica è assolutamente doverosa; lo è altrettanto salvaguardare i principi fondativi di una società che, teoricamente, dovrebbe avere il dovere di dirimere all'individuo le proprie piene facoltà di uomo libero.
A livello ideologico, lo stesso Albert Einstein ci ricorda quanto sia compromessa una società che ha come cardine essenziale di pensiero la "militarità". Leggendo un frammento tratto dal libro "The Militar Mentality" (1947), possiamo trovare quanto segue:
"[...]E' caratteristico della mentalità militare il ritenere essenziali i fattori non umani (bombe atomiche, basi strategiche, armi di ogni genere, possesso delle materie prime, ecc...), mentre l'essere umano, i suoi desideri e i suoi pensieri, in parole povere i fattori psicologici, vengono ritenuti secondari e trascurabili...L'individuo viene degradato a "materiale umano". [...]"
E' proprio, quindi, tipico di una società sorda il bisogno di incuneare logiche guerrafondaie anche in momenti dove non ce ne sarebbe assolutamente necessità.
In un momento di congiuntura economica devastante dovrebbe sorgere, altrettanto spontaneamente, la necessità di stringere i cordoni nei confronti di tutto ciò che già in condizioni normali dovrebbe essere superfluo.
Come stiamo in questa Italia? Pietosamente, come sotto moltissimi altri punti di vista d'altronde.
Nella manovra che avrà il compito di assestare il bilancio si taglierà dovunque, specialmente nel campo culturale; tutto ciò va ad avvallare l'impietosa degradazione dell'individuo a materiale umano con pulsioni dell'anima inutili, secondarie o trascurabili.
Laddove paesi europei come la Germania stiano sforbiciando specialmente in campo bellico, l'Italia continua ad acquistare e produrre in maniera quasi allarmante per il nostro disastrato bilancio statale.
Il deficit pubblico prossimo a sforare il tetto del 120% è incrementato da spese folli, allucinanti per i tempi che stiamo attraversando.
Facendo una specie di "elenco della spesa", riporto di seguito le principali voci di previsione nel bilancio di questo guerrafondaio paese:
a) 15 miliardi di Euro di spesa programmata per l'acquisto di 131 caccia F-35;
b) 915 milioni di Euro di costo programmato per l'acquisti di due sommergibili di nuova generazione;
c) 1,3 miliardi di Euro di costo per l'acquisto di 8 aerei a pilotaggio remoto per acquisire dati dall'alto;
d) 12 miliardi di Euro per dotare di nuovi sistemi digitali le forze militari;
e) 120 milioni di Euro per comprare sistemi anti-carro di nuova generazione.
In totale si parla di oltre 30 miliardi di Euro: più di una manovra aggiusta-crisi, per l'appunto.
Nonostante ciò, però, si taglia nella cultura.
Si chiuderanno teatri, verrà impedito alle compagnie di programmare in anticipo le proprie stagioni. Chi fa cultura viene silenziato, mentre le spese di guerra vengono alacremente incentivate.
E' anche questo uno dei molti aspetti, contraddittori, di questo paese orrendamente malato.
Ma i molti stiano tranquilli, l'Inter ha quasi trovato l'allenatore nuovo e la nazionale ha pareggiato scaramanticamente con la Svizzera come negli anni 1982 e 2006.
Niente paura.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
domenica 6 giugno 2010
ITALIA E GUERRA: IN TEMPO DI CRISI NON SI CALANO I COSTI...
La tendenza a risparmiare nei periodi di crisi economica è assolutamente doverosa; lo è altrettanto salvaguardare i principi fondativi di una società che, teoricamente, dovrebbe avere il dovere di dirimere all'individuo le proprie piene facoltà di uomo libero.
A livello ideologico, lo stesso Albert Einstein ci ricorda quanto sia compromessa una società che ha come cardine essenziale di pensiero la "militarità". Leggendo un frammento tratto dal libro "The Militar Mentality" (1947), possiamo trovare quanto segue:
"[...]E' caratteristico della mentalità militare il ritenere essenziali i fattori non umani (bombe atomiche, basi strategiche, armi di ogni genere, possesso delle materie prime, ecc...), mentre l'essere umano, i suoi desideri e i suoi pensieri, in parole povere i fattori psicologici, vengono ritenuti secondari e trascurabili...L'individuo viene degradato a "materiale umano". [...]"
E' proprio, quindi, tipico di una società sorda il bisogno di incuneare logiche guerrafondaie anche in momenti dove non ce ne sarebbe assolutamente necessità.
In un momento di congiuntura economica devastante dovrebbe sorgere, altrettanto spontaneamente, la necessità di stringere i cordoni nei confronti di tutto ciò che già in condizioni normali dovrebbe essere superfluo.
Come stiamo in questa Italia? Pietosamente, come sotto moltissimi altri punti di vista d'altronde.
Nella manovra che avrà il compito di assestare il bilancio si taglierà dovunque, specialmente nel campo culturale; tutto ciò va ad avvallare l'impietosa degradazione dell'individuo a materiale umano con pulsioni dell'anima inutili, secondarie o trascurabili.
Laddove paesi europei come la Germania stiano sforbiciando specialmente in campo bellico, l'Italia continua ad acquistare e produrre in maniera quasi allarmante per il nostro disastrato bilancio statale.
Il deficit pubblico prossimo a sforare il tetto del 120% è incrementato da spese folli, allucinanti per i tempi che stiamo attraversando.
Facendo una specie di "elenco della spesa", riporto di seguito le principali voci di previsione nel bilancio di questo guerrafondaio paese:
a) 15 miliardi di Euro di spesa programmata per l'acquisto di 131 caccia F-35;
b) 915 milioni di Euro di costo programmato per l'acquisti di due sommergibili di nuova generazione;
c) 1,3 miliardi di Euro di costo per l'acquisto di 8 aerei a pilotaggio remoto per acquisire dati dall'alto;
d) 12 miliardi di Euro per dotare di nuovi sistemi digitali le forze militari;
e) 120 milioni di Euro per comprare sistemi anti-carro di nuova generazione.
In totale si parla di oltre 30 miliardi di Euro: più di una manovra aggiusta-crisi, per l'appunto.
Nonostante ciò, però, si taglia nella cultura.
Si chiuderanno teatri, verrà impedito alle compagnie di programmare in anticipo le proprie stagioni. Chi fa cultura viene silenziato, mentre le spese di guerra vengono alacremente incentivate.
E' anche questo uno dei molti aspetti, contraddittori, di questo paese orrendamente malato.
Ma i molti stiano tranquilli, l'Inter ha quasi trovato l'allenatore nuovo e la nazionale ha pareggiato scaramanticamente con la Svizzera come negli anni 1982 e 2006.
Niente paura.
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