Ne hanno parlato moltissimi, alcuni con toni anche apocalittici. Facendo qualche breve ricerca su internet si notano epiteti allucinanti, dalla "porta dell'inferno" ad altri inerenti ad un, ennesimo, annuncio di pre 2012. Svicolando dalle solite tesi complottistiche ed apocalittiche, rinnovo l'invito a pensare a quell'apocalisse che l'essere umano va regalando al mondo da molto tempo a questa parte.
Ci sono luoghi della Terra in cui quel 2012 che ci fa tanto paura è arrivato da un pezzo, per grandissima parte a causa nostra. Il pensiero va alle lande del continente africano che è tanto bello considerare così sperdute e così lontane da noi, il pensiero va a tutti quegli stati che hanno un debito classificato come paesi del "Terzo Mondo" che la Banca Mondiale riesce ad azzerare solo in occasione di un terremoto che fa oltre 200mila vittime.
Il pensiero va molto lontano, in dimensioni umane che sfuggono a moltissimi.
Superando questi, anche ovvi, discorsi, che è successo in quel del Guatemala?
Quella fetta di terra inghiottita nei meandri del pianeta per quali motivi è crollata? Molti hanno, purtroppo, addotto le solite cause mistiche o preventivate dai famosissimi Maya.
In realtà, in maniera molto più semplice, quel fenomeno avvenuto è perfettamente normale ed altrettanto, forse, perfettamente spiegabile.
E' stato classificato come "sinkhole". Che cosa è, innanzitutto, un sinkhole?
Leggendo dal sito dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) si evincono preziose informazioni relativamente alla natura di questi "buchi".
Nel gergo più comune sono appunto indicati come fenomeni di sprofondamento; tutt'al più oggi l'accezione sinkhole è ritenuta troppo generica o confusa per poter circoscrivere fenomeni in realtà più complessi di quanto possano sembrare.
Tale termine venne introdotto per la prima volta attorno al 1968 da Fairbridge, stando ad indicare una forma di depressione sub-circolare dovuta al crollo di cavità carsiche sotterranee.
Stando a tale denominazione, dunque, la natura del sinkhole è legata strettamente alla natura del suolo nel quale tale fenomeno può manifestarsi.
Nel tempo a tale termine sono state accostate terminologie più specifiche, volte a chiarirne maggiormente la genesi. Sono nati, così, termini come: solution sinkhole, collapse sinkhole e subsidence sinkhole.
Sono fenomeni assolutamente improvvisi, e di conseguenza alle volte imprevedibili come avviene per i terremoti. Ci può anche essere, alle volte, una formazione graduale dovuta al progressivo cedimento delle pareti carsiche circostanti.
Prima di procedere, però, è necessario specificare una caratteristica su tutte tipica dei territori cosiddetti "carsici". Tali terreni sono affetti da una solubilità maggiore delle loro rocce se sottoposte ad acque naturali.
Per farla breve, ciò che è "carsico" ha maggiore possibilità di sciogliersi in acqua.
Da ciò, facilmente si spiega come le rocce carsiche abbiano maggior possibilità delle altre di "sciogliersi".
Come mai un fenomeno così proprio in Guatemala? Nei nostri mezzi di informazione, purtroppo, quasi nessuno ne ha parlato fino alla possibilità di innescare terrorismo con l'avvento di questo fantascientifico buco.
La "porta dell'inferno" può suscitare ansia, preoccupazione o stimolare apocalittici pensieri. Nessuno ha quasi mai detto che in questi giorni il Guatemala è uno stato in emergenza. Nel giro di questo inizio 2010, dopo due terremoti piuttosto forti che hanno fatto moltissime vittime, è arrivata l'eruzione del Pacaya con altri 115 morti ed infine, come se non bastasse, l'avvento della tempesta Agatha.
Le precipitazioni sono state molto intense ed il terreno già "in evoluzione" si è tutto in un colpo destabilizzato. Sapendo poi che le precipitazioni aumentano la probabilità di formazione di "sinkhole", da qui si evincono le cause di questo "buco del mistero" guatemalteco.
Fin troppo naturali, per l'appunto. Tutto ciò a testimonianza del fatto che la Terra è un pianeta profondamente vivo ed, al tempo stesso, irritabile.
Che il 2012 abbia o no ragion d'essere, poi, lo scopriremo solo vivendo.
Personalmente ho in merito più di qualche dubbio.
Blog trasferito al seguente indirizzo, reperibile più direttamente anche nella colonna di destra: http://spicchidigiornata.blogspot.com
venerdì 4 giugno 2010
BUCO IN GUATEMALA, COSA E' SUCCESSO?
Ne hanno parlato moltissimi, alcuni con toni anche apocalittici. Facendo qualche breve ricerca su internet si notano epiteti allucinanti, dalla "porta dell'inferno" ad altri inerenti ad un, ennesimo, annuncio di pre 2012. Svicolando dalle solite tesi complottistiche ed apocalittiche, rinnovo l'invito a pensare a quell'apocalisse che l'essere umano va regalando al mondo da molto tempo a questa parte.
Ci sono luoghi della Terra in cui quel 2012 che ci fa tanto paura è arrivato da un pezzo, per grandissima parte a causa nostra. Il pensiero va alle lande del continente africano che è tanto bello considerare così sperdute e così lontane da noi, il pensiero va a tutti quegli stati che hanno un debito classificato come paesi del "Terzo Mondo" che la Banca Mondiale riesce ad azzerare solo in occasione di un terremoto che fa oltre 200mila vittime.
Il pensiero va molto lontano, in dimensioni umane che sfuggono a moltissimi.
Superando questi, anche ovvi, discorsi, che è successo in quel del Guatemala?
Quella fetta di terra inghiottita nei meandri del pianeta per quali motivi è crollata? Molti hanno, purtroppo, addotto le solite cause mistiche o preventivate dai famosissimi Maya.
In realtà, in maniera molto più semplice, quel fenomeno avvenuto è perfettamente normale ed altrettanto, forse, perfettamente spiegabile.
E' stato classificato come "sinkhole". Che cosa è, innanzitutto, un sinkhole?
Leggendo dal sito dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) si evincono preziose informazioni relativamente alla natura di questi "buchi".
Nel gergo più comune sono appunto indicati come fenomeni di sprofondamento; tutt'al più oggi l'accezione sinkhole è ritenuta troppo generica o confusa per poter circoscrivere fenomeni in realtà più complessi di quanto possano sembrare.
Tale termine venne introdotto per la prima volta attorno al 1968 da Fairbridge, stando ad indicare una forma di depressione sub-circolare dovuta al crollo di cavità carsiche sotterranee.
Stando a tale denominazione, dunque, la natura del sinkhole è legata strettamente alla natura del suolo nel quale tale fenomeno può manifestarsi.
Nel tempo a tale termine sono state accostate terminologie più specifiche, volte a chiarirne maggiormente la genesi. Sono nati, così, termini come: solution sinkhole, collapse sinkhole e subsidence sinkhole.
Sono fenomeni assolutamente improvvisi, e di conseguenza alle volte imprevedibili come avviene per i terremoti. Ci può anche essere, alle volte, una formazione graduale dovuta al progressivo cedimento delle pareti carsiche circostanti.
Prima di procedere, però, è necessario specificare una caratteristica su tutte tipica dei territori cosiddetti "carsici". Tali terreni sono affetti da una solubilità maggiore delle loro rocce se sottoposte ad acque naturali.
Per farla breve, ciò che è "carsico" ha maggiore possibilità di sciogliersi in acqua.
Da ciò, facilmente si spiega come le rocce carsiche abbiano maggior possibilità delle altre di "sciogliersi".
Come mai un fenomeno così proprio in Guatemala? Nei nostri mezzi di informazione, purtroppo, quasi nessuno ne ha parlato fino alla possibilità di innescare terrorismo con l'avvento di questo fantascientifico buco.
La "porta dell'inferno" può suscitare ansia, preoccupazione o stimolare apocalittici pensieri. Nessuno ha quasi mai detto che in questi giorni il Guatemala è uno stato in emergenza. Nel giro di questo inizio 2010, dopo due terremoti piuttosto forti che hanno fatto moltissime vittime, è arrivata l'eruzione del Pacaya con altri 115 morti ed infine, come se non bastasse, l'avvento della tempesta Agatha.
Le precipitazioni sono state molto intense ed il terreno già "in evoluzione" si è tutto in un colpo destabilizzato. Sapendo poi che le precipitazioni aumentano la probabilità di formazione di "sinkhole", da qui si evincono le cause di questo "buco del mistero" guatemalteco.
Fin troppo naturali, per l'appunto. Tutto ciò a testimonianza del fatto che la Terra è un pianeta profondamente vivo ed, al tempo stesso, irritabile.
Che il 2012 abbia o no ragion d'essere, poi, lo scopriremo solo vivendo.
Personalmente ho in merito più di qualche dubbio.
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