mercoledì 2 giugno 2010

CARA ITALIA, NON SEI FORSE UN PAESE PER GIOVANI NE' FORSE PER ONESTI?

In periodo di crisi economica mordente ed opprimente l'Italia non ha saputo guardare al futuro. Contrariamente ai proclami, parlano purtroppo i fatti. In un giorno di festa come questo le atmosfere risuonano, purtroppo, di tinte funeree. Mentre si avvia a divenire realtà la tragicomica manovra correttiva fatta di ennesime derive populiste, si rivedrà il bilancio per ovviare a quei 24 miliardi di Euro ormai divenuti celeberrimi. Il tasso italiano di disoccupazione è ritornato al 9%, ai livelli di quasi dieci anni fa. In mezzo ai giovani, abbiamo nella fascia under 25 un 30% di disoccupati che non fanno, purtroppo, notizia. In un solo anno sono andati completamente bruciati 307mila posti di lavoro, al ritmo di circa 841 al giorno. Mentre il paese va allo sfascio, perchè di questo problema si tratta, chi governa pensa ad affrettare i tempi per bloccare le intercettazioni e limitarne fortissimamente la pubblicazione e diffusione. Il problema principale pare, un'altra volta, incrementare i poteri della vera o presunta "casta". Sullo sfondo, tristemente, l'italiano che scende in piazza solo per il trionfo in Champions League o che protesta per il rigore non dato nel moviolone del lunedì sera. La fortuna però è che, per fortuna, non tutta l'Italia è affetta da inibizione. Le fibre migliori, per fortuna, continuano a rimanere parzialmente attive. Prima delle elezioni regionali, a rigor di fulgida propaganda elettorale, qualche Presidente del Consiglio aveva parlato di riforme imminenti, di traguardi importanti da raggiungere con l'aiuto di un'opposizione forte, unita e concreta su tematiche utili per il Paese. Passata la sbornia elettorale, la sola riforma più imminente diviene quella sulle intercettazioni e sul bavaglio alla stampa. Saranno forse questi i temi che interessano al popolo italiano? Ho più di qualche dubbio in merito. Sullo sfondo, non da ultimo, la suprema manovra correttiva. Il governo ha sbandierato con grande pragmatismo la necessità di fornire ai politici una decurtazione nei compensi che non fosse semplicemente un "aperitivo" (Tremonti dixit, nds). Ad oggi i soli a venire "decurtati" saranno due ministri su 22 e 7 sottosegretari su una trentina di possibili nomi. Il risparmio totale da tale geniale trovata? 72mila Euro circa, su un totale di oltre 24 miliardi. In percentuale, sperando di non far ridere alcuno, si parla di un colpo alla casta pari a circa lo 0,0003%. Il restante 99,9997% verrà "manovrato", ovviamente, nel resto del paese. Il motto italiano è tagliare e tagliare, dovunque si possa. Sforbiciare nella cultura, sforbiciare fra enti "inutili" come quelli teatrali. Se così andrà, di questo passo la prossima stagione uno degli storici teatri di Bologna come il "Duse" sarà costretto a chiudere i battenti. La scure che pioverà sugli invalidi porterà a tagli quantificabili in "soli" 460milioni di Euro. La scure penalizzerà tutti coloro che saranno invalidi al di sotto dell'85%. Nel mentre, purtroppo, il debito pubblico incalza e la disoccupazione lievita a livelli mai visti da un bel pò di tempo a questa parte. Quelli oggi giovani rimarranno precari a vita, quelli oggi vecchi vedranno un Paese morire sotto la scure di un governo che vede i bavagli come priorità anche mediatica. Nel mentre, buona Resistenza a tutti.

Nessun commento: