venerdì 28 aprile 2017

"1001 STORIE E CURIOSITA' SUL GRANDE BOLOGNA", LEGGENDO DEL BFC DALLE ORIGINI...

Di storia in storia, di anno in anno, di giorno in giorno si sviluppano vite, sensazioni e metafore che ciascuna persona potrà declinare secondo e seguendo personali aspettative ed impressioni.
Fra vicende ed attimi si definiscono le soggettività, i punti di vista e le opportunità di differenti vedute che ogni situazione può - di volta in volta - regalare a quanti cerchino di spiegare la propria storia e/o - soprattutto - le proprie quotidiane debolezze.
Nel bel mezzo delle vicende e degli 'attimi' collettivi vi sono alcune ritualità per le quali le collettività muovono, fremono, pensano, generalizzano, sperano...e si formano.
Purché vengano rilette e vissute con razionalità, progressività e concretezza.
Considerando l'immensità di svaghi, distrazioni e divergenze a cui il genere umano può ricondursi ve ne è una che - per divertimento e per non meglio qualificabile 'tifo' - può essere considerata alquanto rilevante rispetto alle altre: quell'attività che va sotto il nome di 'calcio', per porla nel più breve modo possibile.
Risulta possibile definire il calcio - citando Pier Paolo Pasolini - nel seguente modo riportato:

"[...] Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro. [...]"

L'universalità del calcio e le possibilità di viverlo e poterlo interpretare regalano - a quanti siano soliti definirsi 'tifosi' - un senso di solidità e di appartenenza ad un progetto che non ha confini ben delineati. Definendo l'universalità nel calcio - alla luce dello spettacolo da celebrare ed onorare - è quasi sempre possibile cercare di 'localizzare' il proprio tifo ad una realtà geograficamente ben delineata. Per quanti vivano in Emilia-Romagna - al di là di ogni conflitto poco serio o dignitoso - il Bologna FC rappresenta oggettivamente una delle realtà più strutturate e storiche appartenenti al mondo del calcio. Dietro a questa squadra vi sono state imprese, volti, sconfitte, vittorie, glorie, aspirazioni tradite, ridimensionamenti, sogni, conflitti...ed anni.
Anni trascorsi, passati e superati...periodi che hanno prodotto in un'impressionante incedere aspettative differenti e diversificate in ognuno dei tifosi che ad essa almeno una volta hanno pensato come squadra 'del cuore'.
Quali sono le opportunità per descrivere la storia subita dal Bologna in anni ed anni di storia?
Quali potrebbero essere i passaggi più importanti da sintetizzare per descrivere le vicende di quanti hanno contribuito a rendere grande questa squadra?
Per cercare di rispondere a queste domande è possibile leggere "1001 storie e curiosità sul grande Bologna che dovresti conoscere", scritto da Luca Baccolini e pubblicato da Newton Compton Editori. Le ragioni che potrebbero spingere uno fra i tifosi precedentemente citati ad avvicinarsi ad un testo come questo sono riportati nella copertina della presente opera:

"[...] Il Bologna Football Club è senza dubbio una delle società sportive più antiche e blasonate del calcio mondiale. Anche se, e sembra davvero una leggenda metropolitana, la sua fondazione avvenne nei locali di una birreria, precisamente la Ronzani in via Spaderie, nel 1909.
'Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa': ha una tifoseria appassionata, una città innamorata del proprio club calcistico frutto, appunto, di un passato glorioso e di un presente carico di promesse. Nel 2014 una cordata di imprenditori americani, guidata da Joe Tacopina e Joey Saputo, ha rilevato la squadra e i nuovi capitali e le rinnovate energie hanno già dato i primi [...] risultati. E non è solo la straordinaria tifoseria felsinea ad augurarsi che il club torni ai fasti, meritati, del passato. [...]"

Le parti attraverso cui strutturare e dislocare la trama di una storia tanto lunga quale è stata, è e sarà quella del Bologna si susseguono - stando all'occhio ed ai resoconti dell'autore - attraverso una lunga serie di parole che risuonano su varie annualità e su altalenanti risultati:

  • Origini, fra musica e calci;
  • Laboratorio, fra prospettive e speranze di gloria;
  • Età dell'oro, fra scudetti e viaggi;
  • Prospettive estere e viaggi sul tetto d'Europa;
  • Venti di guerra, fra sangue e vittorie;
  • Ricostruzioni, fra sacrifici e riprese;
  • Bagliori, fra scudetti e sensi da (dis)illudere;
  • Discese, fra egoismi e nostalgie; 
  • Rinascite, cercando senso civico e mecenatismo;
  • Passi sul baratro, smaltendo sconfitte ed inseguendo differenti trionfi.
Leggerne per saperne di più, farsi un'idea, confutare od eventualmente per rinnovare un tifo sbiadito.


martedì 25 aprile 2017

"OLTRE IL PONTE", INSEGUENDO RE-ESISTENZE

"[...] O ragazza dalle guance di pesca [...] 
io spero che a narrarti riesca/ la mia vita all'età che tu hai ora. [...] 
la truppa tedesca la città dominava,/ siam pronti/ chi non vuole chinare la testa/ 
con noi prenda la strada dei monti. [...] 
La speranza era nostra compagna/ a assaltar caposaldi nemici/ 
conquistandoci l'armi in battaglia/ scalzi e laceri eppure felici./ 
Avevamo vent'anni e oltre il ponte [...] ch'è in mano nemica/ 
vedevam l'altra riva, la vita/ tutto il bene del mondo oltre il ponte./ 
Tutto il male avevamo di fronte/ tutto il bene avevamo nel cuore/ 
a vent'anni la vita è oltre il ponte/ oltre il fuoco comincia l'amore./ 
Non è detto che fossimo santi/ l'eroismo non è sovrumano [...] 
ogni passo che fai non è vano./ Vedevamo a portata di mano [...] 
l'avvenire di un mondo piu' umano/ e più giusto più libero e lieto./ 
Ormai tutti han famiglia hanno figli/ che non sanno la storia di ieri [...] 
E vorrei che quei nostri pensieri/ quelle nostre speranze di allora/ 
rivivessero in quel che tu speri/ o ragazza color dell'aurora. [...]"


domenica 23 aprile 2017

DI SOGNO IN SOGNO, DI (RICERCA DI) FELICITA' IN (SPERANZA DI) FELICITA'


"[...] La somma felicità possibile dell'uomo in questo mondo, è quando egli vive quietamente nel suo stato con una speranza riposata e certa di un avvenire molto migliore. 
Questo divino stato l'ho provato io di 16 e 17 anni 
e colla certa e tranquilla speranza di un lietissimo avvenire. [...]"
(Zibaldone, G. Leopardi)

venerdì 21 aprile 2017

CERCANDO ARCOBALENI...DENTRO E FUORI

"[...] And I'm searchin' for a rainbow/ and if the wind ever shows me where to go/ you'll be waitin' at the end [...]"
Searchin' for a rainbow
Marshall Tucker Band
Paesaggio montano con arcobaleno,
C.D. Friedrich

lunedì 17 aprile 2017

CERCANDO PASQUA, PASSAGGI E POSSIBILITA'...DI PENSIERO

"[...] Pasqua è voce del verbo ebraico 'pèsah', passare. 
Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio. 
Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste. 
Chi crede e in cerca di un rinnovo quotidiano dell’energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza. Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi. 
Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo 'pèsah', passaggio. 
Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s’azzarda nell’altrove assetato del credente. 
Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre, l’uscita d’Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme. 
Sono due scatti verso l’ignoto. 
Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un'altra terra e una nuova libertà. 
Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione. Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato alla perfetta fede di giungere. Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha salito e sale cime celebri e immense. 
Restano inaccessibili le alture della fede. 
Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli corrieri a ogni costo, atleti della parola pace. [...]"
(Erri De Luca, cit.)


sabato 15 aprile 2017

DI ZUCCHERO IN GIOIE, PER (SPERARE DI) SALVARE INFANZIE E BAMBINI

"[...] Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.
Un pugno di cenere, quella sono io
poi il vento ha disperso anche la cenere.
Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso:
non chiedo neanche lo zucchero, io:
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.
Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero. [...]"
(Nazim Hikmet)

Immagine di Mauro Biani

martedì 11 aprile 2017

DI ITALIA IN ITALIA, CERCANDO PROSPETTIVE DIFFERENTI...


"[...] Chiedi un autografo all'assassino.
Guarda il colpevole da vicino
e approfitta finché resta dov'è.
Toccagli la gamba, fagli una domanda [...]"

venerdì 7 aprile 2017

"LE BATTUTE MEMORABILI DI FEYNMAN", LEGGENDO PER (CERCARE DI) COMPRENDERE GLI ORIZZONTI DEL MONDO E DELLA MENTE UMANA

Quanto può valere il cercare di comprendere il mondo con occhi scientifici senza poterne riuscire a leggere le verità e le sfumature con occhi (il più possibile) socialmente consapevoli od ironicamente protesi alla definizione di un tutto da ricercare e riabilitare in un mondo complesso come quello odierno? Quanto può essere interessante il leggere e rileggere di mondi scientifici e socialmente votati alla scienza attingendo alle parole di quanti hanno contribuito a fare grande la scienza del passato e - pertanto - specialmente del presente e del futuro?
Rivivere e riscoprire i passaggi della scienza attraverso l'aiuto proveniente dalle parole di grandi menti può essere una chiave utile per comprendere quali siano stati i passaggi che hanno contribuito a trasformare questo mondo in quello che - purtroppo o per fortuna - è oggi e potrà ancora di più essere nel domani.
Una di queste grandi menti è stata senza ambiguità quella di Richard P. Feynman - Premio Nobel per la fisica nel 1965. La combinazione fra grande mente e lettura di contenuti utili sia alla storia che al genere umano trova coronamento nell'opera "Le battute memorabili di Feynman", redatto da Michelle Feynman e pubblicato da Adelphi Edizioni.
L'intento della presente opera viene presentato sin dalla copertina dello stesso testo:

"[...] Genio scientifico reso celebre dalla felice perspicuità delle sue lezioni e dei suoi scritti - oltre che dalle esplorazioni nel mondo dei quanti che gli valsero il Premio Nobel - Richard Feynman non temeva di sconfinare in territori estranei alla sua materia, mosso da un'insaziabile curiosità fanciullesca e armato di un'intelligenza analitica giocosa e spietata. 
A quasi trent'anni dalla morte del padre, Michelle Feynman ha setacciato opere edite, carte personali, registrazioni di conferenze, lezioni e interviste, e ne ha tratto un memorabile florilegio di idee, intuizioni, battute, riflessioni e precetti sempre illuminati dai lampi di un'immaginazione che ammetteva come unico limite la compatibilità con le leggi note della fisica. Ripartiti in ventisette sezioni - da 'Giovinezza' a 'Arte, musica e poesia', 'Natura della scienza', 'Tecnologia', 'Guerra', 'Politica','Dubbio e incertezza' - i passi qui raccolti stregheranno il lettore come le vertiginose evoluzioni di un funambolo della ragione applicata al mondo, questo 'caos dinamico di cose tremolanti' in cui ci tocca vivere. [...]"

Leggerne per capirne di più e - di conseguenza - per poter meglio comprendere quali siano i futuribili orizzonti a cui il mondo potrà tendere grazie all'esperienza di quanti hanno saputo, indagato od almeno cercato di comprendere sempre qualcosa in più.


giovedì 6 aprile 2017

CERCANDO RIBELLIONE PER COLMARE LE (ANCHE PROPRIE) IGNORANZE


"[...] La mia è una visione apocalittica. Ma se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare. [...]"
(P. P. Pasolini, Scritti Corsari, cit.)

lunedì 3 aprile 2017

CERCANDO VITE E CULTURA, FRA SCIENZA ED OPPORTUNITA' UMANE

"[...] Insegnare la cultura della nostra politica e dei nostri tempi, e preparare i migliori tra loro 
[i giovani] a osservare, apprezzare ed eventualmente prender parte alla più grande avventura intrapresa dalla mente umana. [...]"
(R. Feynman, Tratto da Appunti per la conferenza "Science in America")

Fonte immagine: Quaderno di A.Einstein

domenica 2 aprile 2017

CERCANDO RISPOSTE E VITA SOFFIARE, NEL VENTO...

"[...] How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
 [...] how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
[...] how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind [...]"
(Blowin' in the wind, Bob Dylan, cit.)

Fonte immagine: "Corto Maltese - Il mito letterario del Novecento", 
Pagina Facebook

sabato 1 aprile 2017

FRA DIFFERENZE E LIBERTÀ, RINCORRENDO L'INDIVIDUO...


"[...] Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi. [...]" (C.Hughes, cit.)

lunedì 27 marzo 2017

GENERAZIONI SENZA MEMORIA, FRA SECOLI INCASTONATI IN IMMOBILI TEMPORALITA'

"[...] noi che viviamo in una sola/ generazione/ 
ogni generazione/ vissuta qui, in queste terre ora/ 
umiliate, non abbiamo nozione/ vera di chi è partecipe alla storia/ 
solo per orale, magica esperienza;/ 
e vive puro, non oltre la memoria/ 
della generazione in cui presenza/ 
della vita è la sua vita perentoria [...]"
(Il canto popolare, P.P.Pasolini, cit.)

"Garibaldi sulle alture di Sant'Angelo presso Capua", G. Induno

sabato 25 marzo 2017

SU PRIMAVERA, PAESAGGI...E NATURA IN (RI)NASCITA

"[...] Vorrei che i vostri occhi potessero vedere
questo cielo sereno che si è aperto,
la calma delle tegole, la dedizione
del rivo d’acqua che si scalda.
La parola è questa: esiste la primavera,
la perfezione congiunta all'imperfetto.
Il fianco della barca asciutta beve
l’olio della vernice, il ragno trotta.
Diremo più tardi quello che deve essere detto.
Per ora guardate la bella curva dell’oleandro,
i lampi della magnolia. [...]"
(Franco Fortini, Paesaggio con serpente)

Primavera, C.Monet

martedì 21 marzo 2017

ASCOLTANDO E CELEBRANDO LA PRIMAVERA...FRA VIVALDI E CITAZIONI


"[...] Una rondine non fa primavera, ma due upupe innamorate, due leprotti in un cespuglio, una cutrettola che corre sulla strada, due scoiattoli che si arrampicano tra i rami di un abete, sì. 
Se poi avvistiamo un rumoroso calabrone, una farfalla che si chiama Arcia, un lombrico, se sentiamo il canto di un cardellino, è primavera anche se il giorno dopo nevica. [...]"
(Mario Rigoni Stern, cit.)

domenica 19 marzo 2017

FRA MUSICA E POESIA, RICORDANDO CHUCK BERRY


"[...] È uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, lo potresti chiamare un poeta rock. 
Egli era ben avanti nella lirica del suo tempo. 
Noi tutti dobbiamo molto a lui, incluso Dylan. 
Ho amato tutto ciò che ha fatto, sempre. 
Si trovava su un livello diverso da quello degli altri artisti. [...]"
(John Lennon, att.)

giovedì 16 marzo 2017

"STORIA UMANA DELLA MATEMATICA", FRA SCIENZA ED UMANITA' VARIE

Attraverso quali passi e quali opere la matematica e le scienze hanno saputo incidere e definirsi per il fine di strutturare forme di progresso adeguate per l'umanità intera?
Quali sono stati i "livelli" che hanno prodotto un incremento nelle consapevolezze e nei percorsi da strutturare al fine di rendere migliore la conoscenza delle scienze teoriche per migliorare gli aspetti pratici delle esistenze di molti di noi?
Nel rispondere a queste e molte altre possibili domande è tanto essenziale quanto inevitabile fare riferimento alle esistenze dei matematici e di quanto le loro scoperte abbiano avuto a che fare con i loro pensieri, le loro emozioni e le loro dinamiche esistenziali.
Al fine di guardare con occhio attento le evoluzioni che la matematica ha subito può essere di interesse rileggere le vite di coloro che - volente o nolente - hanno contribuito a renderla più grande ed a modificarla positivamente.
E' su questi campi che si plasma l'opera "Storia umana della matematica", scritto da Chiara Valerio e pubblicato da Einaudi Editore.
Le finalità e le opportunità di questa opera sono correttamente trasposte sin dalla copertina:

"[...] I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Così le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna. 
Attraverso le storie di [...] matematici [...] Chiara Valerio ci racconta la seduzione della più inafferrabile delle scienze esatte. [...]"

L'intento principale del testo è quello di rileggere le scoperte ed i progressi matematici su una chiave narrativa votata alla sostanza delle vite vissute da chi questi traguardi li ha prodotti e raggiunti.
E' su questo fronte che si impernia e si definisce l'opera stessa, stando a quanto sintetizzato a corredo del testo:

"[...] Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c'è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti. 
Torneranno i lupi, saranno più di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo. 
E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l'altro, annodare un filo, stabilire una successione. [...] la matematica è una forma di immaginazione che educa all'invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandosi costantemente che siamo umani.
Per capire come Jànos Bolyai [...] abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico. 
Senza Mauro Picone, giovane matematico [...] l'esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing [...] desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau [...] non muore in un incidente sulla strada che da Mosca  porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici più preparati di tutte le Russie. 
Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell'essere. 
La capacità di calcolare il mondo lo determina del momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni.
La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo. [...]"

Attraversando tempo, epoche e storie si può pertanto pervenire ad uno schema che veda le esistenze dei matematici e la matematica procedere di pari passo.


mercoledì 15 marzo 2017

DI PALLONE IN VITA, CITANDO SAMUELE BERSANI


"[...] Ci vuole molto coraggio a rotolare giù 
in un contesto vigliacco che non si muove più 
e a mantenere la calma adesso 
per non sentirsi un pallone perso. 
Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità 
in un miraggio che presto svanirà 
e a mantenere la calma adesso 
per non sentirsi un pallone perso 
un pallone scappato [...]"

venerdì 10 marzo 2017

DA BOLOGNA, PER BOLOGNA, DI BOLOGNA...

"[...] A Bologna i portici tengono in piedi le case [...]
fingono di essere sordi e di non sapere 
chi sta prendendo la città 
a calci nel sedere 
titoli a caratteri più cubitali di ieri 
a piccole dosi ci si rende immuni ai veleni [...]
a ritmo dei semafori 
io resto immobile 
chiudendo gli occhi per 
riaprirli altrove [...]
A Bologna è comodo avere poteri speciali 
per schivare le armi da taglio e la merda dei cani [...]
la metamorfosi 
spaventa come 
chitarre elettriche 
col distorsore 
le orecchie dei nostalgici 
delle cariatidi 
e di chi nasce già 
conservatore [...]
siamo le cavie di nuovi divieti 
abbiamo esaurito i passaggi segreti [...]
io resto immobile 
chiudendo gli occhi per 
riaprirli altrove 
al centro esatto di 
piazza Maggiore [...]
Bologna adesso voltati 
mi fai commuovere 
lo sai che esagero 
con le parole [...]"
(A Bologna, S.Bersani, cit.)

Fonte immagine: "Bologna a volo d'uccello, S.Govoni - Da iperbole.bologna.it

lunedì 6 marzo 2017

FRA ESSERI UMANI, ESSERE UMANI...E SPIRITO CRITICO

"[...] Lo spirito critico (e quindi libero) è il solo che dà a un uomo la possibilità di sfuggire alla perdita degli ideali e all'asservimento alle Istituzioni, scegliendo la via, al contrario, di 'una esercitazione puntigliosa e implacabile dell'intelligenza'. [...]" (P.P. Pasolini, Dialoghi con Pasolini - Vie Nuove) Fonte immagine: The listening room, R.Magritte


sabato 4 marzo 2017

"CHI SONO I PADRONI DEL MONDO", LEGGENDO NOAM CHOMSKY

Cercare di definire chi e quali siano le personalità e gli equilibri che più concorrono a determinare (dis)ordine nel mondo rischia di essere cosa enormemente difficile e complessa da svolgere, proprio perché tante sono le forze in gioco.
La necessità di inquadrare al meglio possibile certe condizioni e modalità d'azione strutturate può ricondurre ad avere versioni e visioni più chiare - o quantomeno più complete - del mondo attorno e di come esso stesso si è strutturato e definito nel corso dei secoli.
Tale lavoro di approfondimento deve essere strutturato ed inquadrato su più 'livelli', senza oltrepassare mai il confine imposto da complottismo e visioni parziali (e parzialmente pessimistiche?) dei fatti. A questo sfondo si richiama l'opera "Chi sono i padroni del mondo", scritto da Noam Chomsky e pubblicato da "Ponte alle Grazie".
Le finalità di questo testo risultano essere chiare sin dalla copertina, seguendo la presentazione brevemente riportata:

"[...] In questo volume [...] Noam Chomsky affronta le più attuali questioni di politica internazionale: dal terrorismo che sconvolge l'Occidente alle tensioni mediorientali, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e alla 'minaccia' iraniana, dalla situazione potenzialmente esplosiva al confine tra NATO e Russia al riallacciarsi delle relazioni tra Usa e Cuba, all'espansione cinese, alla liberazione dell'America Latina... Lo fa costringendoci a guardare quello che è davanti ai nostri occhi ma che noi ci rifiutiamo di vedere, assuefatti al 'discorso ufficiale' e prigionieri di una 'memoria autorizzata' che troppo spesso dimentica. 
Con la competenza e la caparbietà di un osservatore (e attivista) impegnato da più di cinquant'anni nello studio dei 'sistemi di potere' e nella denuncia dei crimini perpetrati dai 'padroni dell'umanità', ancora una volta ci indica le costanti del modo di agire di chi governa il mondo. 
E ancora una volta emerge la follia di un'umanità votata alla catastrofe, che marcia spedita verso l'autodistruzione. Ma la logica stringente e impietosa su cui si fonda il discorso [...] di Chomsky non conduce alla disperazione e alla resa. Bensì a un appello. 
Perché, e qui risiede la vera grandezza di Noam Chomsky, resta sempre saldissima la convinzione che ognuno di noi possa, debba, fare qualcosa per cambiare il destino di tutti. 
Ma in fretta. Il tempo sta per scadere. [...]"

L'imperativo della riflessione - precedente a quello dell'azione consapevole - deve diventare di tanto imponente quanto necessaria urgenza.
Leggerne per comprenderne di più, leggerne per cercare di carpire quali possano essere le dinamiche future di un mondo sempre più tanto confuso quanto difficilmente comprensibile.
Leggerne per provare ad attivare quell'istinto di azione/reazione tanto importante per comprendere quali possano essere le scelte determinanti che ognuno di noi possa (cercare di) compiere, fino in fondo. Sullo sfondo, inevitabilmente ed implacabilmente, delle condizioni al contorno di rispondente complessità:

"[...] Nella nostra epoca, i padroni del mondo sono le conglomerate multinazionali, le enormi Istituzioni finanziarie, gli imperi commerciali e così via. La vile massima che li guida è: 'Tutto per noi e niente per gli altri'. [...]"


venerdì 3 marzo 2017

DISPERDENDO VITA, NEL MONDO


"[...] Afoso vento notturno negli alberi, scura zigana,
 mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di poesia, 
mondo splendente, di cui sono schiavo eternamente,
 dove a me guizzano i tuoi bagliori, 
dove riecheggia per me la tua voce [...]"
(H.Hesse, cit.)


lunedì 27 febbraio 2017

SU CAMPAGNE E SOLITUDINI, CERCANDO(SI)...

"[...] Sono solo, in mezzo alla campagna: in una solitudine reale, scelta come un bene. 
Qui non ho niente da perdere (e perciò posso dire tutto), 
ma non ho neanche niente da guadagnare (e perciò posso dire tutto a maggior ragione). 
Si interpreti come si vuole questa mia sete di solitudine. [...]" 
(P.P.Pasolini, cit.)




sabato 25 febbraio 2017

INSEGUENDO SALVEZZE PER L'ITALIA...CAPENDO IL PASSATO PER (PROVARE AD) INTERPRETARE IL FUTURO

"[...] Cerchiamo di essere realisti/ 
Non lasciamoci trarre in inganno dalla realtà./ 
Italia depressa ma bella d’aspetto/ è un bel paesotto/ 
che tenta di essere tutto/ con dentro tanti modelli/ 
che mischia confonde e concilia/ riesce a non essere niente. [...]"
(Salviamo 'sto Paese, G.Gaber, cit.)

Piccoli patrioti, G.Toma

giovedì 23 febbraio 2017

SU POLITICA, INETTI ED ITALICHE ABITUDINI

 "[...] Tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. [...] Tutte le 'operazioni' che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. [...] molti italiani [...] si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi [...] o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. [...]" (E.Berlinguer, cit.)


lunedì 20 febbraio 2017

SULLA POSSIBILITA' DI CAMBIARE LE COSE...E SUL POTERE CHE CAMBIA CHI NON VORREBBE CAMBIARE?


"[...] I potenti [...] che in questi anni hanno detenuto il potere, dovrebbero andarsene, sparire [...]. Invece non solo restano al potere, ma parlano. Ora è la loro lingua la pietra dello scandalo. [...] La loro lingua è la lingua della menzogna. [...]" 
(Lettere luterane, P.P.Pasolini, cit.)

venerdì 17 febbraio 2017

CERCANDO ANIMA E VITA...NEL MARE

"[...] Ci nascondiamo di notte 
per paura degli automobilisti 
[...] Siamo i gatti neri 
siamo i pessimisti 
siamo i cattivi pensieri 
e non abbiamo da mangiare 
Com'è profondo il mare [...]
E' inutile 
Non c'è più lavoro 
Non c'è più decoro 
Dio o chi per lui 
Sta cercando di dividerci 
Di farci del male 
Di farci annegare [...]
Con la forza di un ricatto 
l'uomo diventò qualcuno 
resuscitò anche i morti
spalancò prigioni [...]
Innalzò per un attimo il povero 
ad un ruolo difficile da mantenere 
poi lo lasciò cadere 
a piangere e a urlare 
solo in mezzo al mare [...]
poi da solo l'urlo 
diventò un tamburo 
e il povero come un lampo 
nel cielo sicuro 
cominciò una guerra 
per conquistare 
quello scherzo di terra 
che il suo grande cuore 
doveva coltivare [...]
Ma la terra 
gli fu portata via 
compresa quella rimasta addosso 
fu scaraventato 
in un palazzo,in un fosso [...] 
Intanto un mistico 
forse un'aviatore 
inventò la commozione 
E rimise d'accordo tutti [...]
Frattanto i pesci 
dai quali discendiamo tutti 
assistettero curiosi 
al dramma collettivo 
di questo mondo 
che a loro [...] doveva sembrar cattivo 
e cominciarono a pensare 
nel loro grande mare [...]
E' chiaro 
che il pensiero dà fastidio 
anche se chi pensa 
è muto come un pesce 
anzi un pesce [...]
Perchè lo protegge il mare 
Com'è profondo il mare [...]"
(Com'è profondo il mare, L.Dalla, cit.)

"Monaco in riva al mare", C.D. Friedrich

mercoledì 15 febbraio 2017

ASCOLTANDO E CERCANDO...IN ACQUA

"[...] Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei. [...]" (L.Tzu, att.


lunedì 13 febbraio 2017

CITANDO MUSICA ED ANIMA, VERSO (UNA PROPRIA IDEA DI) CASA


"[...] La musica infine, l'unificatrice - niente di più spirituale, niente di più sensuale, una divinità, eppure completamente umana - che avanza, prevale, occupa il posto più alto; capace di dare, in certe contingenze e campi, ciò che null'altro saprebbe dare. [...]"
(W. Whitman, att.)

domenica 12 febbraio 2017

CERCANDO E SEGUENDO, NEL TENTATIVO DI (NON) RESTARE SOLI?

"[...] L'uomo che sto seguendo/ 
è troppo vile per dedicarsi al male/ 
è troppo altero,/ 
troppo intelligente/ per affidarsi a Dio/ 
l'uomo che sto seguendo/ 
è un uomo normale [...] sono io [...]"
(L'uomo che sto seguendo, G.Gaber, cit.)

Fonte immagine: E.Munch

giovedì 9 febbraio 2017

FRA PRIME PAGINE, NOTIZIE...ED INGIUSTIZIE, ITALIANE

"[...] Prima pagina/ venti notizie/ ventuno ingiustizie/ e lo Stato che fa/ si costerna, s'indigna,/ s'impegna/ poi getta la spugna con gran dignità [...]" (Don Raffaè, F.De André, cit.


 La partenza dei coscritti del 1866, G.Induno

domenica 5 febbraio 2017

"UN POLPO ALLA GOLA", FRA RIMORSI E PROSPETTIVE DI VITA NASCOSTE

Quale può essere il peso dei rimorsi, delle cose non dette e/o non fatte in una sola esistenza?
Attraverso quali passi si possono provare ad allontanare tutte quelle difficoltà derivanti dal non essere riusciti a superare una certa fase della propria vita come si sarebbe voluto/potuto fare?
Il percorso attraverso l'incedere del tempo può essere alquanto complesso, difficoltoso e assai arduo da strutturare e definire. I passi con cui poter (provare a) dimenticare i momenti chiave della nostra vita non andati secondo aspettative sembrano essere tutto fuorché facili da compiere.
Le fasi dell'esistenza di una singola persona si definiscono attraverso parole tanto importanti quanto impossibili da sintetizzare e definire con specifica esaustività: infanzia, adolescenza, maturità, vecchiaia e quant'altro di intermedio qui impossibile da definire.
Ognuna di queste parole definisce un pezzo di vita intriso di domande, incertezze, passi compiuti ed ignorati, traguardi sfiorati e/o volutamente disattesi.
Sullo sfondo, volente o nolente, il peso di una vita nella quale il tempo giunge a lavare via tutto ciò che è possibile (provare ad) eliminare.
E' su queste strade che si articola l'opera "Un polpo alla gola", disegnata da Zerocalcare e pubblicato da Bao Publishing. Il punto di incipit è riportato dallo stesso autore nel retro di copertina:

"[...] Ricorda: nessuno guarisce dalla propria infanzia. [...]"

Da questo punto si dipanano trame narrative differenti, tutte articolate e definite attorno alla vita in itinere del protagonista - nonché autore dello stesso fumetto.
Dietro agli angoli bui di reticenze vicendevoli e per troppo tempo minimizzate o silenziate si muove lo scorrere del tempo, attraverso un incedere tanto incalzante quanto non arginabile.
E' il tempo a rendere sempre più grande ed assoluto quel polpo che domina, stringendolo forte, il collo e la voce di quanti siano sempre propensi a nascondere quel poco di verità in più quando la stessa sia più che mai necessaria.
Fra episodi nascosti ed emergenze mal arginate si muovono, misti al tempo, sensi di colpa e rimpianti non meglio delineabili:

"[...] Chissà poi perché da piccoli ingigantiamo così i nostri segreti, tanto da farceli apparire inconfessabili...poi anni dopo ci ripensi e ti fai una risata. [...]"

Leggerne per saperne di più, eventualmente anche sulla propria vita e su altr(ettant)e modalità per (cercare di) affrontarla al meglio possibile.


venerdì 3 febbraio 2017

CERCANDO QUANTO MANCA AL MONDO...

"[...] Quello che manca al mondo è/ un poco di silenzio/ Quello che manca in questo mondo/ è il perdono che non vedo e non sento [...] Quello che manca al mondo lo vedo bene coi miei occhi/ Quello che manca in questo mondo/ non lo posso raccontare [...] Quello che manca al mondo è un poco di silenzio [...]"


lunedì 30 gennaio 2017

"IL PREGIUDIZIO UNIVERSALE", OLTRE LO SCHEMA COMUNE...E COMUNEMENTE (AB)USATO

Quale potrebbe essere l'impatto del pregiudizio, qualora si potesse effettuare un "conteggio" degli stereotipi e dei luoghi comuni che dominano questo mondo?
Rispondere a questa domanda può essere cosa molto complessa, in quanto tantissime sono le domande alle quali rispondere con consapevolezza in un mondo tanto complesso.
Nonostante complessità e difficoltà, cercare una strada per tentare un approccio non è cosa affatto sbagliata. Su questo fronte si muove il libro "Il pregiudizio universale - Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni", edito da Editori Laterza e scritto a molte mani.
Il fine di questo testo è contenuto, oltreché nel titolo, anche nell'introduzione all'opera stessa.
Su questo fronte emerge come spontanea la necessità di dover catalogare il pregiudizio come una sostanziale croce, in un mondo tanto complesso quale è quello contemporaneo:

"[...] Pregiudizi, luoghi comuni, credenze 'sono tutte quelle cose che ognuno di noi crede di sapere sula base non di una vera informazione, ma di una percezione più o meno passivamente condivisa. 
Come recita un facile aforisma, d'altronde, il pregiudizio peggiore è quello di chi crede di non avere pregiudizi.' [...]"

Su questo crinale, pertanto, esperti ed addetti ai lavori vengono a definire con esempio e conoscenza concetti pragmaticamente distanti da un imperante e tragi(comi)co luogo comune.
I contenuti sono specificamente richiamati nel seguito, afferendo nello specifico a varie e differenti tematiche: austerità, bambini, biblioteche, cervello umano, cinema, città, clandestinità, competitività, Costituzione, cultura, crescita e debito, democrazia, donne, famiglia, giovani, ideologia, legge, jazz, lettura, matematica, mercato, musica classica, numeri, politica, salute, scuola italiana, tecnica, tecnologia, televisione, uguaglianza, essere umano, web.
Leggerne per saperne di più, dunque.


sabato 28 gennaio 2017

RICERCANDO DOMANDE, FORZA PER (R)ESISTERE...COME UMANI

"[...] Se ci fosse un uomo 
forte di una tendenza senza nome 
se non quella di umana elevazione 
forte come una vita che é in attesa 
di una rinascita improvvisa. 
Se ci fosse un uomo 
generoso e forte 
forte nel gestire ciò che ha intorno 
senza intaccare il suo equilibrio interno 
forte nell'odiare l'arroganza 
di chi esibisce una falsa coscienza 
forte nel custodire con impegno 
la parte più viva del suo sogno
se ci fosse un uomo [...]"
(Se ci fosse un uomo, G.Gaber, cit.)


giovedì 26 gennaio 2017

E SE CI DIRANNO QUALCOSA...COSA RISPONDERE?

"[...] E se ci diranno/ che per rifare il mondo/ c'è un mucchio di gente/ da mandare a fondo/ noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare/ per poi sentire dire che era un errore/ noi risponderemo [...] No [...] E se ci diranno/ che nel mondo la gente/ o la pensa in un modo/ o non vale niente/ noi che non abbiam finito ancora di contare/ quelli che il fanatismo ha fatto eliminare/ noi risponderemo [...] No [...]"


martedì 24 gennaio 2017

FRA SEMPRE E (PER) SEMPRE, CITANDO DE GREGORI...

"[...] Pioggia e sole 
cambiano 
la faccia alle persone [...]
Sempre e per sempre tu 
ricordati 
dovunque sei, 
se mi cercherai 
sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai.
Ho visto gente andare, 
perdersi e tornare [...]
E con le stesse scarpe camminare 
per diverse strade 
o con diverse scarpe 
su una strada sola. 
Tu non credere 
se qualcuno ti dirà 
che non sono più lo stesso ormai 
Pioggia e sole abbaiano e mordono 
ma [...] lasciano il tempo che trovano. 
Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai [...]"
(Sempre e per sempre, F. De Gregori, cit.)


sabato 21 gennaio 2017

SU CAMBIAMENTO CLIMATICO, OPINIONI...E LETTERATURE CONVENZIONI

"[...] 'Io credo che ognuno si ricordi avere udito da' suoi vecchi più volte [...] che le annate sono divenute più fredde che non erano, e gl'inverni più lunghi; e che, al tempo loro, già verso il dì di Pasqua si solevano lasciare i panni dell'inverno, e pigliare quelli della state; la qual mutazione oggi, secondo essi, appena nel mese di maggio, e talvolta di giugno, si può patire. 
E non ha molti anni, che fu cercata seriamente da alcuni fisici la causa di tale supposto raffreddamento delle stagioni, ed allegato da chi il disboscamento delle montagne, e da chi non so che altre cose, per ispiegare un fatto che non ha luogo: poiché anzi al contrario è cosa [...] notata da qualcuno per diversi passi d'autori antichi, che l'Italia ai tempi romani dovette essere più fredda che non è ora. [...] La quale immaginazione è così fondata, che quel medesimo appunto che affermano i nostri vecchi a noi [...] per non dir più, già un secolo e mezzo addietro, ai contemporanei del Magalotti, il quale nelle lettere familiari scriveva: 'egli è pur certo che l'ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia invece è voce e querela comune che i mezzi tempi non vi sono più; e in questo smarrimento di confini, non vi è dubbio che il freddo acquista terreno [...].' Questo scriveva il Magalotti in data del 1863. 
L'Italia sarebbe più fredda oramai che la Groenlandia, se da quell'anno a questo, fosse venuta continuamente raffreddandosi a quella proporzione che si raccontava allora. [...]
Leopardi ha una parte di ragione e una di torto. 
Ha ragione quando sostiene che i sensi e la memoria dell'uomo sono fallacie si soffermano su dettagli che non sono significativi alla scala dei tempi del clima. [...]
Ha torto invece quando vuole negare a priori i freddi osservati da Lorenzo Magalotti [...] che [...] era [...] Segretario dell'Accademia del Cimento di Firenze, culla del metodo scientifico galileiano, dove tra l'altro si costruirono i primi termometri al mondo, 'strumenti per conoscer l'alterazioni dell'aria derivanti dal caldo e dal freddo.' [...]"
Fonte: Pensieri, n°39 - Zibaldone, G.Leopardi, cit. in "Non ci sono più le mezze stagioni", L.Mercalli - "Il pregiudizio universale - Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni", Editori Laterza


martedì 17 gennaio 2017

CONSIDERANDO JAZZ, VITA ED ETICA NELLA MUSICA

"[...] La complessità del jazz [...] è intrinseca nell'urgenza espressiva del racconto che lo giustifica. Un racconto duro e a volte violento quello degli anni Quaranta e Cinquanta, quando questo doveva esprimere lo stato d'animo dei neri sopraffatti dai bianchi e l'evoluzione di una civiltà industriale che cresceva a ritmi vertiginosi. [...] 
Se il jazz è difficile dunque è perché ha raccontato la storia di un secolo altrettanto difficile e complesso testimoniandone l'evoluzione, le lotte e le passioni. 
Lotte e passioni che erano degli afroamericani del Sud dell'America e del blues, la loro lingua. [...]
Ha una storia lunga questa musica. Una storia affascinante che solo se vissuta e ricostruita pazientemente rende l'idea di ciò che è stata e di ciò che oggi porta in dote verso il futuro per la sua vocazione antonomastica alla metamorfosi. 
Era la musica del popolo ai primi del Novecento e oggi ritrova quella matrice popolare di cento anni fa [...]. Ecco perché il jazz è facile nonostante possa sembrare difficile. 
Perché basta conoscerlo per apprezzarne le sue diversità scoprendo che ce ne è uno per ogni gusto e che questo supera le mode e diventa una passione emozionante che ci fa ridere e piangere, battere il piede a tempo, schioccare le dita o barcollare al ritmo dello swing. 
Cosa c'è di più naturale e di più semplice che il lasciare andare al ritmo del corpo?
E' difficile fare bene qualsiasi cosa ma è altrettanto facile renderci la vita semplice se si è in grado di uscire dai binari della paura del nuovo e del luogo comune. [...]"
Fonte: Il jazz è difficile, P. Fresu tratto da "Il pregiudizio universale - Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni", Editori Laterza

Fonte immagine: Jazz, T.Vieux

sabato 14 gennaio 2017

PE(N)SANDO ORIZZONTI ED IDEE, IN VITA

"[...] I vasti orizzonti generano le idee complesse, 
i piccoli orizzonti le idee ristrette. [...]"
(V.Hugo, att.)


lunedì 9 gennaio 2017

SU CRESCITA ED OPPORTUNITA' IN MATERIA DI VITA...

"[...] 'Perché sono salito quassù? Chi indovina?' [...]
'No. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo [...] guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. 
Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! 
È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.'
Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l’autore. Considerate quello che voi pensate. 
Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. 
Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto.
Thoreau dice 'molti uomini hanno vita di quieta disperazione', non vi rassegnate a questo. Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno! [...] 
Osate cambiare, cercate nuove strade. [...]"
(L'attimo fuggente, cit.)




sabato 7 gennaio 2017

"CUORI ED ERRORI NELLA SCUOLA ITALIANA", ALLA RICERCA DEL VALORE DELL'ESEMPIO

Cronache passate ed attuali, plasmate inseguendo anche un'idea di futuro che durante gli anni vede sempre le stesse 'contrapposizioni' modificarsi - di rapporto in rapporto: insegnanti e alunni, insegnanti e genitori, genitori e alunni. Queste poche righe solo per citare alcuni dei rapporti e delle realtà che si plasmano (per plasmare anime) da sempre nell'Istituzione rappresentata dalla scuola italiana.
Scuola che è miniera di futuro, in quanto è da essa e dalle sue capacità di forgiare personalità e competenze che dipende la possibilità di poter avere a disposizione un domani migliore per un Paese.
Paese che - come l'Italia - pare avere un disperato bisogno di talento e disciplina da instillare nelle generazioni che dovranno avere (in quale domani?) oneri ed onori nel prendere sulle proprie spalle le sorti della nazione intera.
Quali competenze dovranno possedere le generazioni future per (contribuire a) costruire un Paese migliore? Attraverso quali passaggi servirà strutturare e muoversi per costruire le carriere dei futuri insegnanti, in un momento socio-storico nel quale svariate riforme sembrano averne minato basi e consapevolezze? Mediante quali 'leve' poter (provare ad) incanalare delusioni ed aspettative non realizzate di insegnanti che hanno visto dilapidare i propri tentativi di rendere migliori le vite dei propri studenti? Attraverso quali strumenti aiutare giovani vite a non perdersi nel fiume delle proprie esistenze, nonostante l'incontro con docenti che sembrano essere (purtroppo spesso) tutto fuorché ferrati nella trasmissione di conoscenze essenziali per diventare esseri umani migliori?
Servirebbe regalare consapevolezze o quantomeno strumenti utili per (cercare disperatamente di) individuarle nel fiume di vicende che quotidianamente si attanagliano e stagliano.
Condizionale d'obbligo, viste certe attitudini ed altrettanti contro-esempi che si potrebbero definire.
A queste e moltissime altre domande cerca di fornire qualche strumento utile l'opera "Il rosso e il blu - Cuori ed errori nella scuola italiana", scritto qualche anno fa da Marco Lodoli e pubblicato da Einaudi Editore.
L'intento del testo, redatto seguendo una serie di cronache dal 'fronte-scuola', cerca di muovere e promuovere riflessioni di metodo e di merito attingendo ad esempi singoli, ad una quotidianità di eventi nella quale immergersi e mescolarsi.
Le intenzioni dello stesso autore si ritrovano nella copertina dell'opera in questione:

"[...] Marco Lodoli [...] ogni giorno, in presa diretta si incontra e scontra con la scuola, con gli studenti e con il difficile e appassionante mestiere di insegnante. In 'Il rosso e il blu' abbandona la finzione narrativa e, attraverso brevi ma folgoranti osservazioni, affronta i molti 'cuori ed errori' che sono disseminati nella scuola italiana, e di cui è testimone quotidiano, esprimendo così il suo punto di vista sui tanti temi che entrano  nel dibattito pubblico sull'educazione scolastica e i giovani di oggi: dal momento topico dell'esame di maturità alla piaga emergente del bullismo; dalla straniante e defatigante esperienza delle gite di classe al problema della droga. 
Dall'angoscia degli studenti per il loro futuro, alla sintonia magica che talvolta si crea con il loro Professore. Si delinea così un percorso mai scontato, dove la chiarezza espressiva è contemperata dalla profondità di giudizio. 
Gli errori sono solo un aspetto della questione. Non avrebbero senso e importanza, se dietro di essi non ci fosse la passione, insomma i cuori. [...]"

Leggere per saperne di più, valutando quante fra le 'tracce' proposte siano a tutt'oggi coerenti, fondate ed attuali. O quantomeno attualizzabili.
Leggere per confutarne eventualmente anche la sostanza, partendo dalle fondamenta di stampo sia tematico che narrativo.



venerdì 6 gennaio 2017

RICERCANDO DI ABBATTERE PREGIUDIZI, DOGMI E/O LUOGHI COMUNI

"[...] Pregiudizi, luoghi comuni, credenze: 'sono tutte quelle cose che ognuno di noi crede di sapere sulla base non di una vera informazione, ma di una percezione più o meno passivamente condivisa. Come recita un facile aforisma, d'altronde, il pregiudizio peggiore è quello di chi crede di non avere pregiudizi. [...]"
Fonte: "Il pregiudizio universale - Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni", Editori Laterza 

Fonte immagine: Bond of union, M.C. Escher

mercoledì 4 gennaio 2017

CONSIDERANDO FRAMMENTI DI SCUOLA, FRA PASSATO E FUTURO

"[...] La notizia che nelle scuole di Berlino le vecchie lavagne stanno per essere sostituite da lavagne elettroniche ci suscita sentimenti opposti, inconciliabili. Da un lato nostalgia e rimpianto per tutto il tempo passato [...] dietro a quelle lastre nere, per le belle battaglie a cancellinate nei cambi d'ora, tanti anni fa, per il suono stridente che i gessetti liberavano all'improvviso, per le lunghe e complesse spiegazioni che si svolgevano su quel campo di grafite, numeri che si accalcavano fin negli angoli, colonne di declinazioni che si piegavano verso terra, e poi scritte d'amore e di rivoluzione tracciate in fretta e furia, insulti orribili ai Prof cancellati un attimo prima che entrassero, per far ridere i compagni. E da insegnante il piacere di trascrivere un bel verso, bianco su nero, di catalizzare su quella tabula, prima rasa e poi densa di parole, l'attenzione di una classe intera. 
Rimpianto e nostalgia: ma anche tanta invidia per chi già si muove nel futuro, mentre qui da noi troppo spesso anche reperire un moncone di gessetto è un'impresa! [...]"
Fonte: "Il rosso e il blu - Cuori ed errori nella scuola italiana", M.Lodoli, Einaudi Editore

Fonte immagine: Liberi Sogni

martedì 3 gennaio 2017

FRA AMICI, VITA E PROSPETTIVE

"[...] Ma smettila fissato
è chiaro che guarisci
ma che ti metti in mente
vedrai che starai bene 
Vedrai [...]
andremo in giro insieme
e troveremo il bosco pieno di animali 
e poi andremo con la barca 
dove il mare è alto in mezzo ai pescecani. 
 [...] Vedrai vedrai
ci ubriacheremo insieme
e canteremo in coro le nostre canzoni
e poi ci butteranno fuori
e sveglieremo tutti pieni d'allegria. [...]   
Vedrai [...]
ti porterò a ballare
e ti farò sentire in forma come allora 
vedrai le nostre mogli a casa 
andremo in giro soli in cerca d'avventura. 
E come da ragazzi
tu sarai il migliore e mi farai soffrire
mi ruberai la donna
e mi dirai ridendo che ami solo lei
Vedrai Vedrai
ci ubriacheremo insieme
e canteremo in coro le nostre canzoni 
e poi ci butteranno fuori 
e sveglieremo tutti pieni d'allegria. [...]"
(L'amico, G.Gaber, cit.)


venerdì 30 dicembre 2016

CERCANDO NUOVI ANNI E (R)INNOVATI ORIZZONTI, PER RAZZE IN ESTINZIONE



"[...] Non mi piace la finta allegria/ non sopporto neanche le cene in compagnia/ 
e coi giovani sono intransigente/ di certe mode [...] e trasgressioni/ non me ne frega niente.
[...] Non mi piace chi è troppo solidale/ e fa il professionista del sociale [...] 
Ma non vedo più nessuno che s'incazza/ fra tutti gli assuefatti della nuova razza 
[...] Ma forse sono io che faccio parte/ di una razza in estinzione./ 
Non mi piace la troppa informazione/ odio anche i giornali e la televisione/ 
la cultura per le masse è un'idiozia [...] 
E anche il mio paese mi piace sempre meno/ 
non credo più all'ingegno del popolo italiano/ 
dove ogni intellettuale fa opinione/ ma se lo guardi bene/ è il solito coglione. 
[...] Non mi piace il mercato globale/ che è il paradiso di ogni multinazionale/ 
e un domani state pur tranquilli/ 
ci saranno sempre più poveri e più ricchi / 
ma tutti più imbecilli./ 
E immagino un futuro/ senza alcun rimedio/ 
una specie di massa/ senza più un individuo/ 
e vedo il nostro Stato/ che è pavido e impotente/ 
è sempre più allo sfascio/ e non gliene frega niente/ 
e vedo anche una Chiesa/ che incalza più che mai [...]"
(La razza in estinzione, G.Gaber, cit.)

martedì 27 dicembre 2016

"UN VIAGGIO CHE NON PROMETTIAMO BREVE", VERSO LA POSSIBILITA' DI ABBATTERE IL PENSIERO A SENSO UNICO

Raccontare storie e cronistorie di una fra le opere maggiormente controverse e discusse dell'intera Italia può essere una missione possibile in un singolo libro?
In uno Stato come quello italiano è da lungo tempo instaurato ed instillato il dibattito relativo all'utilità o meno delle cosiddette "infrastrutture"; sono tantissime le domande che vengono - poco o meno - affrontate (od evitate?) in termini estremamente poco chiari: meglio poche grandi opere o molte piccole opere finalizzate a colmare arretratezze italiane in settori ritenuti (ancora oggi?) enormemente poco strategici? Quali sono e/o come devono essere riformati i criteri da impiegare per la realizzazione di grandi opere internamente ai singoli livelli istituzionali?
Possono esistere altre ragioni - in aggiunta a quelle definite "ufficiali" - che qualificano la priorità e l'ineluttabilità afferente la realizzazione di certe opere?
Rispondere in termini chiari a domande come queste è cosa impossibile da svolgere in un breve tempo ed in un altrettanto breve spazio - quale è quello caratteristico dei libri abitualmente letti.
Cercare di fornire elementi capaci di far riflettere - sforzando anche di sviluppare nel lettore l'opportunità di costruire elementi utili per pensare fuori dal coro - può però essere una missione lecita, nel tentativo di strutturare un discorso attorno a tematiche che sono troppo spesso strutturate all'insegna di un tanto opprimente quanto deprimente pensiero unico.
Le opportunità per farlo sono moltissime: racconti e cronache provenienti da settori (qualificabili eufemisticamente come) trascurati dall'informazione, resoconti di intrecci afferenti opportunismi di vario genere, elenchi e/o alberi "genealogici" afferenti influenze politico-partitiche nella definizione di meccanismi decisionali di vario genere, cronistoria di analogie infrastrutturali italiane e non solo, [...]. I tratti precedentemente definiti sono solo alcuni fra i pilastri su cui è impostata l'opera "Un viaggio che non promettiamo breve - Venticinque anni di lotte No Tav", scritto dallo scrittore agente sotto lo pseudonimo Wu Ming 1 e pubblicato da Stile Libero Einaudi.
Le finalità di questo libro risultano essere tanto chiare quanto forse necessarie sin dal retro di copertina:

"[...] In Italia mmolti comitati e gruppi di cittadini resistono a grandi opere dannose, inutili, imposte dall'alto. Tra questi, il movimento più grande, radicale e radicato è [...] quello No Tav in Val di Susa, all'estremo occidente del Paese [...]
Un movimento che da venticinque anni sperimenta forme nuove - e al tempo stesso antiche - di partecipazione, autogestione, condivisione. Perché proprio in Val di Susa? 
Per più di tre anni Wu Ming 1 ha cercato la risposta a questa domanda.
Si è immerso nella realtà del movimento No Tav, partecipando a momenti-chiave della lotta, intervistando decine di attivisti, incrociando storia orale e fonti d'archivio, contemplando la valle dall'alto dei suoi monti. [...] La voce del narratore ci fa passare dal romando di non-fiction alla chanson des gestes, dall'inchiesta serrata alla saga popolare di ispirazione latino-americana [...]"

Esaminando l'opera - articolata su scala temporale definendo le fasi principali che da un punto di vista storico hanno descritto le cronache di politica ed informazione in Italia - l'autore trasmette al lettore il senso di esistenze che vanno lottando per avere una voce che punti a difendere il loro territorio. Terre che sono state ripetutamente minacciate ed affrontate, al fine di realizzare infrastrutture reputate necessarie su dati che gli stessi "resistenti" avevano e hanno qualificato come inconsistenti.
I frutti di questo modus operandi hanno contribuito a generare, nel tempo, una solida serie di incertezze e dubbi nel cuore e nelle mani dell'autore dell'opera.
Queste stesse riflessioni sono riassunte sin dalla copertina dell'opera in recensione:

"[...] Io sono appassionato di fotografia e nella mia mente ho immagini, immagini meravigliose di signore con capelli bianchi e grembiule che si fanno spiegare [...] come si sta sui social network. 
L'ho visto ai presidi, più volte. E in altre occasioni ho visto la signora mettere il ragazzo antagonista a fare le pulizie, perché bisogna lasciare pulito, fare la battaglia non vuol dire lasciare sporco in giro. C'è una rappresentazione del centro sociale o del ragazzo incappucciato completamente diversa dalla realtà. Qui in valle cos'è successo? 
Quando sono arrivati quelli dei centri sociali, certamente avevano le loro idee e volevano fare un certo tipo di cose, ma si sono avvicinati al movimento No Tav con umità, non hanno preteso di cavalcare. Si è detto: facciamo un pezzo di strada insieme. 
Ci siamo conosciuti e hanno portato un grande contributo, soprattutto sulla parte organizzativa, su come si fanno certe cose, le manifestazioni...Questo ha avuto una conseguenza importante. 
Quando la sera guardi il Tg, vedi rappresentati i centri sociali in un modo che non riconosci più, e cominci a dubitare di quel che esce da quella scatola. 
Questo vale per tante cose: fai la manifestazione No Tav, la sera guardi e dici: ma io c'ero a quella manifestazione lì? E' tutta diversa, io non l'ho vista, non c'ero.
Dopo un pò pensi: ma se la manifestazione No Tav me l'hanno raccontata così, siamo sicuri che anche su tutto il resto... [...]"

E' proprio su questi dualismi che scorrono i "fili" di lettura dell'opera intera, definendo un metodo specifico di descrizione con cui poter essere portati a dubitare di forme di pensiero unico tanto opprimenti quanto schiaccianti e desolanti.
Leggerne per saperne di più...esercitando il proprio senso e spirito critico, dunque.