"[...] Non mi piace la finta allegria/ non sopporto neanche le cene in compagnia/
e coi giovani sono intransigente/ di certe mode [...] e trasgressioni/ non me ne frega niente.
[...] Non mi piace chi è troppo solidale/ e fa il professionista del sociale [...]
Ma non vedo più nessuno che s'incazza/ fra tutti gli assuefatti della nuova razza
[...] Ma forse sono io che faccio parte/ di una razza in estinzione./
Non mi piace la troppa informazione/ odio anche i giornali e la televisione/
la cultura per le masse è un'idiozia [...]
E anche il mio paese mi piace sempre meno/
non credo più all'ingegno del popolo italiano/
dove ogni intellettuale fa opinione/ ma se lo guardi bene/ è il solito coglione.
[...] Non mi piace il mercato globale/ che è il paradiso di ogni multinazionale/
e un domani state pur tranquilli/
ci saranno sempre più poveri e più ricchi /
ma tutti più imbecilli./
E immagino un futuro/ senza alcun rimedio/
una specie di massa/ senza più un individuo/
e vedo il nostro Stato/ che è pavido e impotente/
è sempre più allo sfascio/ e non gliene frega niente/
e vedo anche una Chiesa/ che incalza più che mai [...]"
(La razza in estinzione, G.Gaber, cit.)
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