Quale potrebbe essere l'impatto del pregiudizio, qualora si potesse effettuare un "conteggio" degli stereotipi e dei luoghi comuni che dominano questo mondo?
Rispondere a questa domanda può essere cosa molto complessa, in quanto tantissime sono le domande alle quali rispondere con consapevolezza in un mondo tanto complesso.
Nonostante complessità e difficoltà, cercare una strada per tentare un approccio non è cosa affatto sbagliata. Su questo fronte si muove il libro "Il pregiudizio universale - Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni", edito da Editori Laterza e scritto a molte mani.
Il fine di questo testo è contenuto, oltreché nel titolo, anche nell'introduzione all'opera stessa.
Su questo fronte emerge come spontanea la necessità di dover catalogare il pregiudizio come una sostanziale croce, in un mondo tanto complesso quale è quello contemporaneo:
"[...] Pregiudizi, luoghi comuni, credenze 'sono tutte quelle cose che ognuno di noi crede di sapere sula base non di una vera informazione, ma di una percezione più o meno passivamente condivisa.
Come recita un facile aforisma, d'altronde, il pregiudizio peggiore è quello di chi crede di non avere pregiudizi.' [...]"
Su questo crinale, pertanto, esperti ed addetti ai lavori vengono a definire con esempio e conoscenza concetti pragmaticamente distanti da un imperante e tragi(comi)co luogo comune.
I contenuti sono specificamente richiamati nel seguito, afferendo nello specifico a varie e differenti tematiche: austerità, bambini, biblioteche, cervello umano, cinema, città, clandestinità, competitività, Costituzione, cultura, crescita e debito, democrazia, donne, famiglia, giovani, ideologia, legge, jazz, lettura, matematica, mercato, musica classica, numeri, politica, salute, scuola italiana, tecnica, tecnologia, televisione, uguaglianza, essere umano, web.
Leggerne per saperne di più, dunque.
Rispondere a questa domanda può essere cosa molto complessa, in quanto tantissime sono le domande alle quali rispondere con consapevolezza in un mondo tanto complesso.
Nonostante complessità e difficoltà, cercare una strada per tentare un approccio non è cosa affatto sbagliata. Su questo fronte si muove il libro "Il pregiudizio universale - Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni", edito da Editori Laterza e scritto a molte mani.
Il fine di questo testo è contenuto, oltreché nel titolo, anche nell'introduzione all'opera stessa.
Su questo fronte emerge come spontanea la necessità di dover catalogare il pregiudizio come una sostanziale croce, in un mondo tanto complesso quale è quello contemporaneo:
"[...] Pregiudizi, luoghi comuni, credenze 'sono tutte quelle cose che ognuno di noi crede di sapere sula base non di una vera informazione, ma di una percezione più o meno passivamente condivisa.
Come recita un facile aforisma, d'altronde, il pregiudizio peggiore è quello di chi crede di non avere pregiudizi.' [...]"
Su questo crinale, pertanto, esperti ed addetti ai lavori vengono a definire con esempio e conoscenza concetti pragmaticamente distanti da un imperante e tragi(comi)co luogo comune.
I contenuti sono specificamente richiamati nel seguito, afferendo nello specifico a varie e differenti tematiche: austerità, bambini, biblioteche, cervello umano, cinema, città, clandestinità, competitività, Costituzione, cultura, crescita e debito, democrazia, donne, famiglia, giovani, ideologia, legge, jazz, lettura, matematica, mercato, musica classica, numeri, politica, salute, scuola italiana, tecnica, tecnologia, televisione, uguaglianza, essere umano, web.
Leggerne per saperne di più, dunque.

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