"[...] 'Io credo che ognuno si ricordi avere udito da' suoi vecchi più volte [...] che le annate sono divenute più fredde che non erano, e gl'inverni più lunghi; e che, al tempo loro, già verso il dì di Pasqua si solevano lasciare i panni dell'inverno, e pigliare quelli della state; la qual mutazione oggi, secondo essi, appena nel mese di maggio, e talvolta di giugno, si può patire.
E non ha molti anni, che fu cercata seriamente da alcuni fisici la causa di tale supposto raffreddamento delle stagioni, ed allegato da chi il disboscamento delle montagne, e da chi non so che altre cose, per ispiegare un fatto che non ha luogo: poiché anzi al contrario è cosa [...] notata da qualcuno per diversi passi d'autori antichi, che l'Italia ai tempi romani dovette essere più fredda che non è ora. [...] La quale immaginazione è così fondata, che quel medesimo appunto che affermano i nostri vecchi a noi [...] per non dir più, già un secolo e mezzo addietro, ai contemporanei del Magalotti, il quale nelle lettere familiari scriveva: 'egli è pur certo che l'ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia invece è voce e querela comune che i mezzi tempi non vi sono più; e in questo smarrimento di confini, non vi è dubbio che il freddo acquista terreno [...].' Questo scriveva il Magalotti in data del 1863.
L'Italia sarebbe più fredda oramai che la Groenlandia, se da quell'anno a questo, fosse venuta continuamente raffreddandosi a quella proporzione che si raccontava allora. [...]'
Leopardi ha una parte di ragione e una di torto.
Ha ragione quando sostiene che i sensi e la memoria dell'uomo sono fallacie si soffermano su dettagli che non sono significativi alla scala dei tempi del clima. [...]
Ha torto invece quando vuole negare a priori i freddi osservati da Lorenzo Magalotti [...] che [...] era [...] Segretario dell'Accademia del Cimento di Firenze, culla del metodo scientifico galileiano, dove tra l'altro si costruirono i primi termometri al mondo, 'strumenti per conoscer l'alterazioni dell'aria derivanti dal caldo e dal freddo.' [...]"
Fonte: Pensieri, n°39 - Zibaldone, G.Leopardi, cit. in "Non ci sono più le mezze stagioni", L.Mercalli - "Il pregiudizio universale - Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni", Editori Laterza
E non ha molti anni, che fu cercata seriamente da alcuni fisici la causa di tale supposto raffreddamento delle stagioni, ed allegato da chi il disboscamento delle montagne, e da chi non so che altre cose, per ispiegare un fatto che non ha luogo: poiché anzi al contrario è cosa [...] notata da qualcuno per diversi passi d'autori antichi, che l'Italia ai tempi romani dovette essere più fredda che non è ora. [...] La quale immaginazione è così fondata, che quel medesimo appunto che affermano i nostri vecchi a noi [...] per non dir più, già un secolo e mezzo addietro, ai contemporanei del Magalotti, il quale nelle lettere familiari scriveva: 'egli è pur certo che l'ordine antico delle stagioni par che vada pervertendosi. Qui in Italia invece è voce e querela comune che i mezzi tempi non vi sono più; e in questo smarrimento di confini, non vi è dubbio che il freddo acquista terreno [...].' Questo scriveva il Magalotti in data del 1863.
L'Italia sarebbe più fredda oramai che la Groenlandia, se da quell'anno a questo, fosse venuta continuamente raffreddandosi a quella proporzione che si raccontava allora. [...]'
Leopardi ha una parte di ragione e una di torto.
Ha ragione quando sostiene che i sensi e la memoria dell'uomo sono fallacie si soffermano su dettagli che non sono significativi alla scala dei tempi del clima. [...]
Ha torto invece quando vuole negare a priori i freddi osservati da Lorenzo Magalotti [...] che [...] era [...] Segretario dell'Accademia del Cimento di Firenze, culla del metodo scientifico galileiano, dove tra l'altro si costruirono i primi termometri al mondo, 'strumenti per conoscer l'alterazioni dell'aria derivanti dal caldo e dal freddo.' [...]"
Fonte: Pensieri, n°39 - Zibaldone, G.Leopardi, cit. in "Non ci sono più le mezze stagioni", L.Mercalli - "Il pregiudizio universale - Un catalogo d'autore di pregiudizi e luoghi comuni", Editori Laterza

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