"[...] Ci nascondiamo di notte
per paura degli automobilisti
[...] Siamo i gatti neri
siamo i pessimisti
siamo i cattivi pensieri
e non abbiamo da mangiare
Com'è profondo il mare [...]
E' inutile
Non c'è più lavoro
Non c'è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare [...]
Con la forza di un ricatto
l'uomo diventò qualcuno
resuscitò anche i morti
spalancò prigioni [...]
Innalzò per un attimo il povero
ad un ruolo difficile da mantenere
poi lo lasciò cadere
a piangere e a urlare
solo in mezzo al mare [...]
poi da solo l'urlo
diventò un tamburo
e il povero come un lampo
nel cielo sicuro
cominciò una guerra
per conquistare
quello scherzo di terra
che il suo grande cuore
doveva coltivare [...]
Ma la terra
gli fu portata via
compresa quella rimasta addosso
fu scaraventato
in un palazzo,in un fosso [...]
Intanto un mistico
forse un'aviatore
inventò la commozione
E rimise d'accordo tutti [...]
Frattanto i pesci
dai quali discendiamo tutti
assistettero curiosi
al dramma collettivo
di questo mondo
che a loro [...] doveva sembrar cattivo
e cominciarono a pensare
nel loro grande mare [...]
E' chiaro
che il pensiero dà fastidio
anche se chi pensa
è muto come un pesce
anzi un pesce [...]
Perchè lo protegge il mare
Com'è profondo il mare [...]"
(Com'è profondo il mare, L.Dalla, cit.)
"Monaco in riva al mare", C.D. Friedrich

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