domenica 5 febbraio 2017

"UN POLPO ALLA GOLA", FRA RIMORSI E PROSPETTIVE DI VITA NASCOSTE

Quale può essere il peso dei rimorsi, delle cose non dette e/o non fatte in una sola esistenza?
Attraverso quali passi si possono provare ad allontanare tutte quelle difficoltà derivanti dal non essere riusciti a superare una certa fase della propria vita come si sarebbe voluto/potuto fare?
Il percorso attraverso l'incedere del tempo può essere alquanto complesso, difficoltoso e assai arduo da strutturare e definire. I passi con cui poter (provare a) dimenticare i momenti chiave della nostra vita non andati secondo aspettative sembrano essere tutto fuorché facili da compiere.
Le fasi dell'esistenza di una singola persona si definiscono attraverso parole tanto importanti quanto impossibili da sintetizzare e definire con specifica esaustività: infanzia, adolescenza, maturità, vecchiaia e quant'altro di intermedio qui impossibile da definire.
Ognuna di queste parole definisce un pezzo di vita intriso di domande, incertezze, passi compiuti ed ignorati, traguardi sfiorati e/o volutamente disattesi.
Sullo sfondo, volente o nolente, il peso di una vita nella quale il tempo giunge a lavare via tutto ciò che è possibile (provare ad) eliminare.
E' su queste strade che si articola l'opera "Un polpo alla gola", disegnata da Zerocalcare e pubblicato da Bao Publishing. Il punto di incipit è riportato dallo stesso autore nel retro di copertina:

"[...] Ricorda: nessuno guarisce dalla propria infanzia. [...]"

Da questo punto si dipanano trame narrative differenti, tutte articolate e definite attorno alla vita in itinere del protagonista - nonché autore dello stesso fumetto.
Dietro agli angoli bui di reticenze vicendevoli e per troppo tempo minimizzate o silenziate si muove lo scorrere del tempo, attraverso un incedere tanto incalzante quanto non arginabile.
E' il tempo a rendere sempre più grande ed assoluto quel polpo che domina, stringendolo forte, il collo e la voce di quanti siano sempre propensi a nascondere quel poco di verità in più quando la stessa sia più che mai necessaria.
Fra episodi nascosti ed emergenze mal arginate si muovono, misti al tempo, sensi di colpa e rimpianti non meglio delineabili:

"[...] Chissà poi perché da piccoli ingigantiamo così i nostri segreti, tanto da farceli apparire inconfessabili...poi anni dopo ci ripensi e ti fai una risata. [...]"

Leggerne per saperne di più, eventualmente anche sulla propria vita e su altr(ettant)e modalità per (cercare di) affrontarla al meglio possibile.


Nessun commento: