domenica 30 maggio 2010

APPELLO PER DISOBBEDIRE? PERSONALMENTE, PRESENTE!

Lo disse anche Sandro Pertini, in un famosissimo appello ai giovani ancora oggi ascoltabile dalla rete. L'obiettivo primario delle nuove generazioni doveva diventare quello di difendere i valori dai più anziani conquistati, di lottare con ogni spasmo per difendere le posizioni che la Resistenza aveva conquistato con sangue e morti. L'obiettivo primario delle nuove generazioni doveva essere quello di avere consapevolezza del proprio ruolo nello Stato, di avere la certezza di poter mandare a casa tutti coloro che approfittavano della loro posizione pubblica per soddisfare loro sporchi interessi. Uno degli obiettivi primari, appunto. Poi, tutto d'un tratto, succede che qualche politico sotto processo decide di sfruttare la propria posizione, "democraticamente" guadagnata, per far passare sotto silenzio certi suoi sporchi interessi. Succede, tutto d'un tratto, che editori e giornali rischieranno multe, che il giornalismo diventerà una squallida parodia di sè stesso. Capiterà di avere, giustappunto per dover riempire a forza pagine, articoli ed articoletti in fac-simile a Tg1 o Studio Aperto. Capiterà di avere multe su multe per la pubblicazione di notizie "compromettenti", mentre certi altri Berlusconi continueranno a fare i loro sporchi interessi. Nel mentre, probabilmente, Sandro Pertini potrebbe piangere. Grazie al governo dell'obbedienza facile, l'Italia va rischiando mutismo e paralisi. Solite paure cattocomuniste o persecutorie? Purtroppo no, ce lo confermano anche dall'estero. "Avete un premier padrone che ha un controllo di mezzi di comunicazione che non ha eguali nel mondo" (Tana de Zululeta, Economist) "Da voi è in atto un'offensiva molto forte contro la libertà d'informazione, per fortuna siete compatti." (Eric Jozsef, Libèration) Con questo ddl, se mai diverrà legge, la lotta alla criminalità subirebbe un colpo pazzesco ed enormemente debilitante. Si sentono, soprattutto dal basso, grida di indignazione paurose ma paurosamente motivate: "Se i miei fossero vivi, morirebbero di crepacuore. Hanno sognato una Repubblica attenta a libertà, uguaglianza e fraternità" è il pensiero di Gino, pubblicato quest'oggi su l'Unità. Grazie a questo attentato alla Democrazia, l'Italia rischia di diventare un Paese dominato da una classe politica protetta dall'impunità, con i media imbavagliati ed una magistratura impedita nel suo potere d'indagine. L'Italia si trasformerebbe nel Paese delle multiproprietà di Scajola, del pluripremiato e pluristimato direttore sportivo Moggi, del Premier integerrimo ed eticamente incorruttibile Berlusconi. Una vergogna dietro l'altra, con la sola possibilità di disobbedire. Aggiungete anche me all'elenco dei dispettosi. Sarò sempre presente.

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