Mentre l'istruzione e la cultura nello Stivale annaspano, le migliori componenti del nostro Paese continuano a battere importantissimi segnali di presenza.
E' potenzialmente rivoluzionaria l'ultima scoperta fatta da un consorzio di ricerca sardo: secondo loro la causa della sclerosi multipla è attribuibile ad una mutazione chiave nel DNA umano.
Una variazione del gene CBLB sarebbe causa di un aumento di rischio per l'insorgenza della malattia. Dopo moltissime ricerche mal finanziate da chi ha il potere si è giunti ad un traguardo che, forse, riuscirà a divenire nuovo punto di stupenda partenza.
I ringraziamenti doverosi vanno a coloro i quali hanno lottato per ottenere tutto ciò: l’Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia (Inn) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, le Università di Cagliari e di Sassari, il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna (CRS4), oltre alle aziende ospedaliere di Cagliari, Sassari e Ozieri.
Un risultato fondamentale, tutto di profilo italiano. L'opinione di Francesco Cucca, direttore dell'Inn-Cnr, è di notevole apertura verso la scoperta realizzata: "Questo gene produce una proteina dotata di molteplici funzioni che regola l’attivazione del recettore dei linfociti, cellule chiave nel regolare le risposte immuni. [...]I nostri risultati sono coerenti con studi genetici su modelli animali: nel topo, l’assenza di questo gene, indotta sperimentalmente, causa infatti l’encelofalomielite autoimmune, malattia simile alla sclerosi multipla."
Lo studio può vantare, a detta di Serena Sanna dell'Inn-Cnr, un altro importantissimo primato: "Abbiamo analizzato oltre sei milioni di marcatori genetici, il triplo rispetto a quelli finora studiati da altri gruppi di ricerca. [...] Sperimentalmente abbiamo identificato solo un milione di marcatori che però, grazie a metodi statistici innovativi e all’utilizzo di un potente centro di calcolo, sono stati integrati con quelli derivati dalle sequenze genomiche di 52 individui europei del progetto internazionale ‘1000 genomi’, permettendoci di predirne altri cinque milioni."
Superando il tecnicismo, si può urlare al mondo che almeno in qualcosa il nostro Paese sa ancora essere forte.
GRAZIE a tutti voi.
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venerdì 14 maggio 2010
RICERCA: PROGRESSI DAL FRONTE ITALIA
Mentre l'istruzione e la cultura nello Stivale annaspano, le migliori componenti del nostro Paese continuano a battere importantissimi segnali di presenza.
E' potenzialmente rivoluzionaria l'ultima scoperta fatta da un consorzio di ricerca sardo: secondo loro la causa della sclerosi multipla è attribuibile ad una mutazione chiave nel DNA umano.
Una variazione del gene CBLB sarebbe causa di un aumento di rischio per l'insorgenza della malattia. Dopo moltissime ricerche mal finanziate da chi ha il potere si è giunti ad un traguardo che, forse, riuscirà a divenire nuovo punto di stupenda partenza.
I ringraziamenti doverosi vanno a coloro i quali hanno lottato per ottenere tutto ciò: l’Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia (Inn) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, le Università di Cagliari e di Sassari, il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna (CRS4), oltre alle aziende ospedaliere di Cagliari, Sassari e Ozieri.
Un risultato fondamentale, tutto di profilo italiano. L'opinione di Francesco Cucca, direttore dell'Inn-Cnr, è di notevole apertura verso la scoperta realizzata: "Questo gene produce una proteina dotata di molteplici funzioni che regola l’attivazione del recettore dei linfociti, cellule chiave nel regolare le risposte immuni. [...]I nostri risultati sono coerenti con studi genetici su modelli animali: nel topo, l’assenza di questo gene, indotta sperimentalmente, causa infatti l’encelofalomielite autoimmune, malattia simile alla sclerosi multipla."
Lo studio può vantare, a detta di Serena Sanna dell'Inn-Cnr, un altro importantissimo primato: "Abbiamo analizzato oltre sei milioni di marcatori genetici, il triplo rispetto a quelli finora studiati da altri gruppi di ricerca. [...] Sperimentalmente abbiamo identificato solo un milione di marcatori che però, grazie a metodi statistici innovativi e all’utilizzo di un potente centro di calcolo, sono stati integrati con quelli derivati dalle sequenze genomiche di 52 individui europei del progetto internazionale ‘1000 genomi’, permettendoci di predirne altri cinque milioni."
Superando il tecnicismo, si può urlare al mondo che almeno in qualcosa il nostro Paese sa ancora essere forte.
GRAZIE a tutti voi.
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