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mercoledì 28 giugno 2017
lunedì 26 giugno 2017
DI ARIA IN ARIE, CERCANDO PIEGHE (E PIAGHE) DI UNA SOCIETA'
"[...] su tutti i canali arriva la notizia/ un attentato uno stupro o, se va bene, una disgrazia/
che diventa un mistero di dimensioni colossali/
quando passa dal video a quei bordelli di pensiero/ che chiamano giornali./
C'è un'aria [...] ed ogni avvenimento di fatto si traduce/
in tanti 'sembrerebbe', 'si vocifera', 'si dice'/ con titoli ad effetto che coinvolgono la gente/
in un gioco al rialzo che riesce a dire tutto/ senza dire niente./
C'è un'aria, un'aria,/ ma un'aria che manca l'aria [...]
e c'è un gusto morboso nel mestiere d'informare,/
uno sfoggio di pensieri senza mai l'ombra di un dolore/
e le miserie umane raccontate come film gialli/ sono tragedie oscene che soddisfano la fame/
di certi avidi sciacalli. [...] Lasciateci il gusto dell'assenza,/ lasciatemi da solo con la mia esistenza/
che se mi raccontate la mia vita di ogni giorno/ finisce che non credo neanche a ciò che ho intorno./
Ma la televisione che ti culla dolcemente/ presa a piccole dosi direi che è quasi un tranquillante/
la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie/
con lo stesso rispetto che è giusto avere/ per una lavastoviglie [...]"
giovedì 22 giugno 2017
INTERROGANDO I TEMPI, VERSO PROSPETTIVE DI (MANCATO) CAMBIAMENTO?
"[...] Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You'll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin'
Then you better start swimmin'
Or you'll sink like a stone
For the times they are a-changin' [...]"
(Bob Dylan, cit.)
lunedì 19 giugno 2017
"STORIA DELLA FILOSOFIA OCCIDENTALE", LEGGENDO BERTRAND RUSSELL
L'amore per il sapere e per le sue forme - ognuna delle quali estesa ad ogni capacità o consapevolezza della mente umana - ha prodotto nei secoli teorie e pratiche con le quali l'essere umano ha cercato di costruire la propria strada nel mondo.
Sono stati realizzati percorsi che hanno portato gli uomini su prospettive di futuro migliori, differenti e che hanno causato - nei secoli - cambiamenti che per la stessa umanità risultano essere immensamente controversi. Ogni cambiamento regolato da speculazione od attività di pensiero umano sotto quali "leve" può essere definito come giusto?
Attraverso quali passaggi l'essere umano ha imposto la propria visione rispetto alla casualità imperversante, plasmando attraverso il susseguirsi di varie epoche storiche le visioni di individui e persone che hanno caratterizzato l'incedere della Storia?
Quali sono state le "fasi" che hanno vincolato il sapere a prendere le forme dell'epoca nella quale veniva esercitato, provvedendo a farlo di volta in volta espandere o circoscrivere rispetto alle ambizioni?
Ciascuna forma di sapere ha prodotto indagini, rispetto a vari campi della realtà e delle opportunità prefigurabili sia per l'intera umanità che per un singolo membro della specie umana.
Sono state (pro)mosse dissertazioni nei confronti di variegate opportunità, attraversando di volta in volta le infinite realtà che l'umanità andava, va ed andrà vivendo nell'incedere del tempo.
Si è cercato di proporre domande, nel tentativo di cercare specifiche risposte adatte all'idea di mondo che gli esseri umani potevano costruire impiegando sia le loro risorse che - inevitabilmente - gli altrettanto loro evidenti limiti.
A questo sfondo di contenuti risponde, nella maniera più breve possibile, la parola "filosofia".
Cosa abbia prodotto quel generico "amore per il sapere" che ha contraddistinto gli esseri umani è cosa chiara e comprensibile a tutti, stanti le varie epoche che il pianeta Terra ha vissuto fino ad oggi.
Abbiamo davanti ad occhi, cuore e mente ogni giorno quali siano state le conseguenze che le "doti" ereditate dalla speculazione della mente umana hanno portato fino a noi: scienza, architettura, ingegneria, medicina, letterature, psicologia, giurisprudenza, [...].
Sono tante le "chiavi" che la filosofia ha prodotto - nei secoli - per mettere l'essere umano nelle migliori condizioni possibili per (provare a) comprendere le strutture del mondo interno ed esterno ad ogni singolo "abitante" del pianeta Terra.
Tracciare un quadro esaustivo di quali e quante siano state le filosofie - nella loro globalità - è cosa alquanto dura e complessa da svolgere con capacità e competenza.
La sola scelta può essere quella di affiancarsi alla lettura ed alla disamina di testi tratti dagli elaborati di quanti hanno vissuto per padronanza accademica o divulgativa certe epoche.
Un testo funzionale a comprendere al meglio possibile quali e quante siano state le "epoche filosofiche" che hanno caratterizzato la storia umana è costituito da "Storia della filosofia occidentale", scritto da Bertrand Russell edito nella versione di Tea Libri.
Quale possa essere l'impatto di un'opera come questa nelle visioni e nelle prospettive di coloro i quali la filosofia debbano conoscerla è cosa chiara sin dalla copertina della presente opera:
"[...] la Storia della Filosofia Occidentale si offre come un quadro completo dello sviluppo del pensiero filosofico, all'interno del quale i singoli pensatori sono collocati nel loro contesto storico e sociale a dimostrare che l'opera di un filosofo non sorge mai isolata, bensì riflette ed elabora i pensieri e i sentimenti che sono comuni alla società di cui fa parte.
L'opera di Russell, priva di difficoltà terminologiche e di disquisizioni tecniche, rappresenta uno dei migliori e più conosciuti esempi di divulgazione filosofica. [...]"
Si propongono quindi le basi per una rilettura integrata della società attraverso il fluire dei tempi storici, cercando - ove possibile - di rinnovare un rapporto ed un punto di vista che per la filosofia possono tradursi in imponenti occasioni per migliorare il mondo esterno tramite la ricerca di pensieri util(izzabil)i per definire quale possa essere la dimensione umana.
Tutto questo nel tentativo di rinnovare le prospettive di visione collettive:
"[...] La filosofia [...] è qualcosa di mezzo tra la teologia e la scienza.
Come la teologia, si fonda su speculazioni che non hanno finora portato a conoscenze definite; come la scienza si appella alla ragione umana pittosto che all'autortà, sia quella della tradizione che quella della rivelazione; tutte le nozioni definite, direi, appartengono alla scienza; tutto il dogma, cioè quanto supera le nozioni definite, appartiene alla teologia.
Ma tra la teologia e la scienza esiste una Terra di Nessuno, esposta agli attacchi di entrambe le parti; questa Terra di Nessuno è la filosofia. [...]"
Sono stati realizzati percorsi che hanno portato gli uomini su prospettive di futuro migliori, differenti e che hanno causato - nei secoli - cambiamenti che per la stessa umanità risultano essere immensamente controversi. Ogni cambiamento regolato da speculazione od attività di pensiero umano sotto quali "leve" può essere definito come giusto?
Attraverso quali passaggi l'essere umano ha imposto la propria visione rispetto alla casualità imperversante, plasmando attraverso il susseguirsi di varie epoche storiche le visioni di individui e persone che hanno caratterizzato l'incedere della Storia?
Quali sono state le "fasi" che hanno vincolato il sapere a prendere le forme dell'epoca nella quale veniva esercitato, provvedendo a farlo di volta in volta espandere o circoscrivere rispetto alle ambizioni?
Ciascuna forma di sapere ha prodotto indagini, rispetto a vari campi della realtà e delle opportunità prefigurabili sia per l'intera umanità che per un singolo membro della specie umana.
Sono state (pro)mosse dissertazioni nei confronti di variegate opportunità, attraversando di volta in volta le infinite realtà che l'umanità andava, va ed andrà vivendo nell'incedere del tempo.
Si è cercato di proporre domande, nel tentativo di cercare specifiche risposte adatte all'idea di mondo che gli esseri umani potevano costruire impiegando sia le loro risorse che - inevitabilmente - gli altrettanto loro evidenti limiti.
A questo sfondo di contenuti risponde, nella maniera più breve possibile, la parola "filosofia".
Cosa abbia prodotto quel generico "amore per il sapere" che ha contraddistinto gli esseri umani è cosa chiara e comprensibile a tutti, stanti le varie epoche che il pianeta Terra ha vissuto fino ad oggi.
Abbiamo davanti ad occhi, cuore e mente ogni giorno quali siano state le conseguenze che le "doti" ereditate dalla speculazione della mente umana hanno portato fino a noi: scienza, architettura, ingegneria, medicina, letterature, psicologia, giurisprudenza, [...].
Sono tante le "chiavi" che la filosofia ha prodotto - nei secoli - per mettere l'essere umano nelle migliori condizioni possibili per (provare a) comprendere le strutture del mondo interno ed esterno ad ogni singolo "abitante" del pianeta Terra.
Tracciare un quadro esaustivo di quali e quante siano state le filosofie - nella loro globalità - è cosa alquanto dura e complessa da svolgere con capacità e competenza.
La sola scelta può essere quella di affiancarsi alla lettura ed alla disamina di testi tratti dagli elaborati di quanti hanno vissuto per padronanza accademica o divulgativa certe epoche.
Un testo funzionale a comprendere al meglio possibile quali e quante siano state le "epoche filosofiche" che hanno caratterizzato la storia umana è costituito da "Storia della filosofia occidentale", scritto da Bertrand Russell edito nella versione di Tea Libri.
Quale possa essere l'impatto di un'opera come questa nelle visioni e nelle prospettive di coloro i quali la filosofia debbano conoscerla è cosa chiara sin dalla copertina della presente opera:
"[...] la Storia della Filosofia Occidentale si offre come un quadro completo dello sviluppo del pensiero filosofico, all'interno del quale i singoli pensatori sono collocati nel loro contesto storico e sociale a dimostrare che l'opera di un filosofo non sorge mai isolata, bensì riflette ed elabora i pensieri e i sentimenti che sono comuni alla società di cui fa parte.
L'opera di Russell, priva di difficoltà terminologiche e di disquisizioni tecniche, rappresenta uno dei migliori e più conosciuti esempi di divulgazione filosofica. [...]"
Si propongono quindi le basi per una rilettura integrata della società attraverso il fluire dei tempi storici, cercando - ove possibile - di rinnovare un rapporto ed un punto di vista che per la filosofia possono tradursi in imponenti occasioni per migliorare il mondo esterno tramite la ricerca di pensieri util(izzabil)i per definire quale possa essere la dimensione umana.
Tutto questo nel tentativo di rinnovare le prospettive di visione collettive:
"[...] La filosofia [...] è qualcosa di mezzo tra la teologia e la scienza.
Come la teologia, si fonda su speculazioni che non hanno finora portato a conoscenze definite; come la scienza si appella alla ragione umana pittosto che all'autortà, sia quella della tradizione che quella della rivelazione; tutte le nozioni definite, direi, appartengono alla scienza; tutto il dogma, cioè quanto supera le nozioni definite, appartiene alla teologia.
Ma tra la teologia e la scienza esiste una Terra di Nessuno, esposta agli attacchi di entrambe le parti; questa Terra di Nessuno è la filosofia. [...]"
mercoledì 14 giugno 2017
CERCARE, SPERARE E RINNOVARE LA FORZA PER...(PROVARE A) FARE E (TENTARE DI) VIVERE
"[...] Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: 'Si comincia!' [...]
Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo. [...]
E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire. [...]
Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
'Ci vediam più tardi...' [...]"
lunedì 12 giugno 2017
SU MUSICA, ACCORDI ED INCONTRI PER FARE (ACCORDI)...
"[...] La musica infine, l'unificatrice – niente di più spirituale, niente di più sensuale, una divinità, eppure completamente umana – che avanza, prevale, occupa il posto più alto; capace di dare, in certe contingenze e campi, ciò che null'altro saprebbe dare. [...]"
(W. Whitman, att.)
sabato 10 giugno 2017
"HAVE A NICE DAY", ASCOLTANDO RIBELLIONI...
"[...] Why, you wanna tell me how to live my life? [...] Try to understand/ is innocence the difference between a boy and a man./ My daddy lived the lie, it's just the price that he paid/ sacrificed his life, just slavin' away [...] I ain't gonna do what I don't want to/ i'm gonna live my life/ shining like a diamond, rolling with the dice/ standing on the ledge, I show the wind how to fly/ when the world gets in my face/ I say, have a nice day [...]"
mercoledì 7 giugno 2017
DA AMORE A MUSICA, CERCANDO L'UNIVERSALMENTE SCONOSCIUTO
"[...] Finding the world in the smallness of a grain of sand
and holding infinities in the palm of your hand
and heaven's realms in the seedlings of this tiny flower
and eternities in the space of a single hour. [...]
Inside your mind is a relay station
a mission probe into the unknowing
We send a seed to a distant future
then we can watch the galaxies growing [...]"
sabato 3 giugno 2017
PREGI E CRITICITA' DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA...PER INEVITABILI TENTATIVI
"[...] E' ormai evidente che il tempo delle scelte decisive per la transizione energetica è adesso.
Ed è altrettanto evidente che le scelte non sonno tutte uguali. [...]
Il fiorire di progetti che mirano a dimostrare la fattibilità di un mondo rinnovabile al 100% conferma che siamo veramente in una fase storica cruciale per la transizione energetica e fa sperare in un'ulteriore accelerazione del processo.
Se si vuole ancorare un ragionevole ottimismo alla realtà complessa delle cose, però, occorre sottolineare alcuni punti-chiave:
1. La prima generazione di convertitori e accumulatori di energie rinnovabili viene oggi fabbricata utilizzando principalmente energie fossili. Soltanto nelle fasi successive si potranno produrre dispositivi rinnovabili utilizzando le energie rinnovabili stesse e chiudendo così definitivamente l'era dei combustibili fossili. [...];
2. La disponibilità effettiva di risorse minerali e la capacità di riciclo delle filiere energetiche saranno fattori fondamentali per il successo di una transizione che possa garantire la salvaguardia della biosfera e una pacifica condivisione delle risorse energetiche;
3. Occorre valutare con la massima attenzione se un mondo al 100% rinnovabile possa garantire valori di EROI sufficientemente alti, ossia compatibili con una civiltà tecnologicamente avanzata, in un pianeta abitato da oltre 9 miliardi di persone;
4. La transizione dovrà far gradualmente aumentare l'impiego dell'elettricità negli usi finali, a scapito dei combustibili [...]. Questo è auspicabile [...] perchè già oggi abbiamo tecnologie rinnovabili avanzate per la produzione di elettricità - ma non di combustibili! - e perchè i motori elettrici hanno un'efficienza almeno tripla rispetto a quelli a combustione interna;
5. La transizione energetica richiede un aumento poderoso degli investimenti in ricerca e sviluppo, un ammodernamento e consolidamento delle reti elettriche e dei sistemi di accumulo, un adeguamento dell'infrastruttura energetica globale e un cambiamento radicale del sistema dei trasporti, la progressiva uscita di scena dei motori a combustione per far spazio a veicoli elettrici. In pratica, tutto questo richiede una ristrutturazione del sistema finanziario ed economico internazionale;
6. I Paesi più ricchi dovranno ridurre i propri consumi energetici, anche in maniera consistente.
In conclusione, la transizione energetica è una sfida possibile, affascinante e avvincente, ma non sarà una passeggiata. Siccome però non abbiamo alternative, non ci resta che impegnarci a fondo per realizzarla. [...]"
Fonte: Capitolo Nono - La transizione energetica, "Energia per l'astronave Terra", V. Balzani, N. Armaroli, Zanichelli
Ed è altrettanto evidente che le scelte non sonno tutte uguali. [...]
Il fiorire di progetti che mirano a dimostrare la fattibilità di un mondo rinnovabile al 100% conferma che siamo veramente in una fase storica cruciale per la transizione energetica e fa sperare in un'ulteriore accelerazione del processo.
Se si vuole ancorare un ragionevole ottimismo alla realtà complessa delle cose, però, occorre sottolineare alcuni punti-chiave:
1. La prima generazione di convertitori e accumulatori di energie rinnovabili viene oggi fabbricata utilizzando principalmente energie fossili. Soltanto nelle fasi successive si potranno produrre dispositivi rinnovabili utilizzando le energie rinnovabili stesse e chiudendo così definitivamente l'era dei combustibili fossili. [...];
2. La disponibilità effettiva di risorse minerali e la capacità di riciclo delle filiere energetiche saranno fattori fondamentali per il successo di una transizione che possa garantire la salvaguardia della biosfera e una pacifica condivisione delle risorse energetiche;
3. Occorre valutare con la massima attenzione se un mondo al 100% rinnovabile possa garantire valori di EROI sufficientemente alti, ossia compatibili con una civiltà tecnologicamente avanzata, in un pianeta abitato da oltre 9 miliardi di persone;
4. La transizione dovrà far gradualmente aumentare l'impiego dell'elettricità negli usi finali, a scapito dei combustibili [...]. Questo è auspicabile [...] perchè già oggi abbiamo tecnologie rinnovabili avanzate per la produzione di elettricità - ma non di combustibili! - e perchè i motori elettrici hanno un'efficienza almeno tripla rispetto a quelli a combustione interna;
5. La transizione energetica richiede un aumento poderoso degli investimenti in ricerca e sviluppo, un ammodernamento e consolidamento delle reti elettriche e dei sistemi di accumulo, un adeguamento dell'infrastruttura energetica globale e un cambiamento radicale del sistema dei trasporti, la progressiva uscita di scena dei motori a combustione per far spazio a veicoli elettrici. In pratica, tutto questo richiede una ristrutturazione del sistema finanziario ed economico internazionale;
6. I Paesi più ricchi dovranno ridurre i propri consumi energetici, anche in maniera consistente.
In conclusione, la transizione energetica è una sfida possibile, affascinante e avvincente, ma non sarà una passeggiata. Siccome però non abbiamo alternative, non ci resta che impegnarci a fondo per realizzarla. [...]"
Fonte: Capitolo Nono - La transizione energetica, "Energia per l'astronave Terra", V. Balzani, N. Armaroli, Zanichelli
Fonte immagine: Vivi con stile
giovedì 1 giugno 2017
DI GIUGNO IN GIUGNO, RINCORRENDO MUSICA ED ARTE
"[...] Giugno che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio:
in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io [...]
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe doni all'uomo il pane, alle femmine l'oro [...]"
(Canzone dei dodici mesi, F. Guccini, cit.)
"Campo di grano con volo di corvi",V. Van Gogh
mercoledì 31 maggio 2017
DI PALLONE IN PALLONE, SEGUENDO ITALIANE MEMORIE...
"[...] Ci vuole molto coraggio a rotolare giù
in un contesto vigliacco che non si muove più
e a mantenere la calma adesso
per non sentirsi un pallone perso.
Ci vuole molto coraggio a ricercare la
felicità in un miraggio che presto svanirà
e a mantenere la calma adesso
per non sentirsi un pallone perso. [...]"
sabato 27 maggio 2017
CONSIDERAZIONI (E CONFUTAZIONI) SU CIVILTA', DISAGI DELLA STESSA ED UMANITA'
"[...] La coesione sociale è una necessità e l'umanità non è riuscita a realizzare la coesione con argomenti puramente razionali.
Ogni comunità è esposta a due opposti pericoli: da una parte la mummificazione, attraverso l'effettiva disciplina e l'eccessivo rispetto per la tradizione, dall'altra parte la dissoluzione e l'assoggettamento alla conquista straniera, attraverso l'accrescersi di un individualismo e di una indipendenza personale che rendono impossibile la collaborazione.
In generale le civiltà importanti cominciano con un sistema rigido e superstizioso, che gradualmente si rilassa e che ad un certo punto conduce ad un periodo di brillanti geni, mentre il buono della vecchia tradizione permane ed il male inerente al suo dissolversi non si è ancora sviluppato.
Ma allorché il male si manifesta, esso porta all'anarchia e poi inevitabilmente ad una nuova tirannide, che produce una nuova sintesi rafforzata da un nuovo sistema dogmatico.
La dottrina del liberalismo è un tentativo di sfuggire a questo ricorso senza fine.
L'essenza del liberalismo è un tentativo di assicurare un ordine sociale non basato su dogmi irrazionali, tale da instaurare la stabilità senza per altro implicare maggiori limitazione di quante non siano necessarie per la comunità stessa. Se questo tentativo possa riuscire, solo il futuro è in grado di dirlo. [...]"
("Storia della filosofia occidentale", Introduzione, B. Russell, cit.)
Ogni comunità è esposta a due opposti pericoli: da una parte la mummificazione, attraverso l'effettiva disciplina e l'eccessivo rispetto per la tradizione, dall'altra parte la dissoluzione e l'assoggettamento alla conquista straniera, attraverso l'accrescersi di un individualismo e di una indipendenza personale che rendono impossibile la collaborazione.
In generale le civiltà importanti cominciano con un sistema rigido e superstizioso, che gradualmente si rilassa e che ad un certo punto conduce ad un periodo di brillanti geni, mentre il buono della vecchia tradizione permane ed il male inerente al suo dissolversi non si è ancora sviluppato.
Ma allorché il male si manifesta, esso porta all'anarchia e poi inevitabilmente ad una nuova tirannide, che produce una nuova sintesi rafforzata da un nuovo sistema dogmatico.
La dottrina del liberalismo è un tentativo di sfuggire a questo ricorso senza fine.
L'essenza del liberalismo è un tentativo di assicurare un ordine sociale non basato su dogmi irrazionali, tale da instaurare la stabilità senza per altro implicare maggiori limitazione di quante non siano necessarie per la comunità stessa. Se questo tentativo possa riuscire, solo il futuro è in grado di dirlo. [...]"
("Storia della filosofia occidentale", Introduzione, B. Russell, cit.)
Fonte immagine: "Gli archeologi", G. De Chirico
mercoledì 24 maggio 2017
INSEGUENDO FIORI...E TORMENTI, NELL'ANIMA
"[...] succede sempre che proprio sul più bello
la vita è interrotta
dallo squillo di un telefono.
Una pallottola e un fiore
una carezza che uccide
nel modo più stupido
non dare peso a parole
che sono macigni nel buio [...]
un dolore che sai riconoscere
e poi restare a guardare
un dettaglio emotivo
da ogni angolazione possibile.
Prima di mettere la testa sul cuscino
mi piace perdermi tra le pagine di un libro [...]
Un respiro profondo
è il solo modo per difendermi
dal rumore di fondo
che mi tormenta l’anima. [...]"
(Una pallottola e un fiore, M.Venuti, cit.)
Ramo di mandorlo fiorito, V. Van Gogh
giovedì 18 maggio 2017
DI EQUILIBRI IN FELICITA', RICERCANDO PUNTI DA INCONTRARE...
"[...] Il mondo è una palla rotonda leggermente schiacciata ai poli. Ed essendo palla che fa? Rotola.
È chiaro, che la terra si muova non è una novità. [...]
Sì, ma ultimamente sta succedendo un fenomeno strano. Molto strano. Si sente. [...]
Sì, è un movimento direi [...] continuo. Ondulatorio o sussultorio? [...] si fa fatica a stare in piedi. [...] guardandomi più attentamente in giro mi sono accorto che la gente non è perfettamente in asse.
Sono tutti un po' traballanti. [...] un'umanità che dondola, sbanda, slitta, cerca di stare in piedi in qualsiasi modo. Riuscire a stare in piedi su un terreno instabile, insicuro, non è cosa facile. [...]
Certo non si può pretendere che uno concentrato com'è per stare in piedi possa occuparsi degli altri, del mondo. Insomma, possa pensare. [...] Ma sì, basta abituarsi. Basta non cercare punti fermi che tanto non cisono. Dopo un po' diventa tutto come prima. Per forza: l'abitudine è il surrogato della normalità. [...] Basta sintonizzarsi col dondolio e tutto va [...].
Alcuni poi, non so se più incoscienti, più spensierati o non so cosa,non si sono proprio accorti di nulla, stanno benissimo. Per forza,l'ignoranza è il surrogato della felicità. [...]"
(L'equilibrio, G.Gaber, cit.)
martedì 16 maggio 2017
lunedì 15 maggio 2017
"L'ARTE DI ESSERE FRAGILI", (RI)PENSANDO ALLE MOLTEPLICI CONDIZIONI (E CONVINZIONI) UMANE
Dentro quali argini è possibile incastonare la fragilità e l'essere umani in rapporto alla necessità di esistere seguendo un progressivo miglioramento delle proprie consapevolezze e - pertanto - anche dei propri soggettivi limiti?
Dietro ciò che è fragile si muovono la possibilità di migliorarsi e - parimenti - l'opportunità di poter arrivare a provare sensazioni di pesanti (e differenti) punti di vista.
Quale potrà mai essere il rapporto posseduto da questo mondo contemporaneo con la fragilità?
Come vengono viste, celate o non correttamente inquadrate le persone fragili in un universo che vanta ampi 'settori' virati all'onnipotenza come quello attuale?
Rileggere e (cercare di) rispondere a queste domande può condurre all'identificazione delle gesta, delle esperienze fatte e delle parole pronunciate/scritte da una delle persone più 'fragili' ed al tempo stesso complete che siano mai esistite: Giacomo Leopardi.
E' su questi pilastri di vita ed esperienze che si muove l'opera "L'arte di essere fragili - come Leopardi può salvarti la vita", scritto da Alessandro D'Avenia e pubblicato da Mondadori Editore.
"[...] 'Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?'
Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte.
Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.
Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato.
Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgoraioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca [...] di un senso profondo del vivere. [...]
Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi?
Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza?
Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo,per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?
In un dialogo [...] con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D'Avenia porta a magnifico compimento l'esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente.
Dalle inquietudini dell'adolescenza - l'età della speranza e dell'intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza - passiamo attraverso le prove della maturità - il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà -, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l'arte della riparazione della vita.
Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità. [...]"
Leggerne per saperne di più, per strutturarsi e per (provare a) capire quanto grandi possano essere o diventare i margini di miglioramento da assegnare alle persone fragili che non abbiano paura a manifestare - quando possibile ed ove necessario - sia la propria intima essenza che le proprie interiori debolezze. E' proprio su questo terreno che - secondo l'autore - si muove il pensiero relativo all'essenza della natura umana:
"[...] Viviamo in un'epoca in cui si è titolati a vivere solo se perfetti.
Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita.
Ma c'è un altro modo per mettersi in salvo, ed è costruire, come te, Giacomo, un'altra terra fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili. [...]"
Dietro ciò che è fragile si muovono la possibilità di migliorarsi e - parimenti - l'opportunità di poter arrivare a provare sensazioni di pesanti (e differenti) punti di vista.
Quale potrà mai essere il rapporto posseduto da questo mondo contemporaneo con la fragilità?
Come vengono viste, celate o non correttamente inquadrate le persone fragili in un universo che vanta ampi 'settori' virati all'onnipotenza come quello attuale?
Rileggere e (cercare di) rispondere a queste domande può condurre all'identificazione delle gesta, delle esperienze fatte e delle parole pronunciate/scritte da una delle persone più 'fragili' ed al tempo stesso complete che siano mai esistite: Giacomo Leopardi.
E' su questi pilastri di vita ed esperienze che si muove l'opera "L'arte di essere fragili - come Leopardi può salvarti la vita", scritto da Alessandro D'Avenia e pubblicato da Mondadori Editore.
"[...] 'Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?'
Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte.
Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.
Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato.
Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgoraioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca [...] di un senso profondo del vivere. [...]
Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi?
Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza?
Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo,per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?
In un dialogo [...] con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D'Avenia porta a magnifico compimento l'esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente.
Dalle inquietudini dell'adolescenza - l'età della speranza e dell'intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza - passiamo attraverso le prove della maturità - il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà -, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l'arte della riparazione della vita.
Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità. [...]"
Leggerne per saperne di più, per strutturarsi e per (provare a) capire quanto grandi possano essere o diventare i margini di miglioramento da assegnare alle persone fragili che non abbiano paura a manifestare - quando possibile ed ove necessario - sia la propria intima essenza che le proprie interiori debolezze. E' proprio su questo terreno che - secondo l'autore - si muove il pensiero relativo all'essenza della natura umana:
"[...] Viviamo in un'epoca in cui si è titolati a vivere solo se perfetti.
Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita.
Ma c'è un altro modo per mettersi in salvo, ed è costruire, come te, Giacomo, un'altra terra fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili. [...]"
venerdì 12 maggio 2017
CERCANDO E (RI)CERCANDO, NEL MONDO (QUOTIDIANAMENTE) MUTILATO
"Prova a cantare il mondo mutilato.
Ricorda le lunghe giornate di giugno
e le fragole, le gocce di vino rosé.
Le ortiche che metodiche ricoprivano
le case abbandonate da chi ne fu cacciato.
Devi cantare il mondo mutilato.
Hai guardato navi e barche eleganti;
attesi da un lungo viaggio,
o soltanto da un nulla salmastro.
Hai visto i profughi andare verso il nulla,
hai sentito i carnefici cantare allegramente.
Dovresti celebrare il mondo mutilato.
Ricorda quegli attimi, quando eravate insieme
in ua stanza bianca e la tenda si mosse.
Torna col pensiero al concerto, quando la musica esplose.
D'autunno raccoglievi ghiande nel parco
e le foglie volteggiavano sulle cicatrici della terra.
Canta il mondo mutilato
e la piccola penna grigia persa dal tordo,
e la luce delicata che erra, svanisce
e ritorna."
(Prova a cantare il mondo mutilato, A. Zagajewski)
Composition VIII, V. V. Kandinskij
mercoledì 10 maggio 2017
SU "GIUDIZI UNIVERSALI", PACE E SPERANZE
"[...] togli la ragione
e lasciami sognare [...]
in pace [...]"
lunedì 8 maggio 2017
FRA AMORE, AMARE ED AMARSI... IN MUSICA
"[...] Mi sono innamorato di te
perché non avevo niente da fare;
il giorno volevo qualcuno da incontrare, la notte volevo qualcosa da sognare. [...]"
(L.Tenco, cit.)
giovedì 4 maggio 2017
SAPER CERCARE IL MOMENTO GIUSTO...NON TROVANDOLO?
"[...] Caro amico, sei messo male
sei vittima di un tempo un po' sbagliato
un tempo dove tutto si è appiattito
dove ciò che aveva un senso si è deteriorato.
E se ti viene qualche idea geniale buttala via
perché qualsiasi comportamento
c'ha già il suo riferimento
all'idiozia. [...]
Non è più il momento
di fare tristi seminari
di scrivere sui muri
non ha più senso neanche la follia. [...]
Razza già finita senza neanche cominciare
razza disossata già in attesa di morire.
No, non fa male credere
fa molto male credere male. [...]"
lunedì 1 maggio 2017
DI CANTIERE IN CANTIERE, DI UOMO IN UOMO...DI LAVORO IN LAVORO
I muratori cantano,
cantando sembra più facile.
Ma tirar su un edificio
non è cantare una canzone,
è una faccenda molto più seria.
Il cuore dei muratori
è come una piazza in festa;
c'è un vocio, canzoni e risa.
Ma un cantiere non è una piazza in festa:
c'è polvere e terra, fango e neve.
Spesso le mani sanguinano,
il pane non sempre è fresco,
al posto del tè c'è acqua,
qualche volta manca lo zucchero,
non tutti qui sono eroi,
e gli amici non sempre sono fedeli.
Tirar su un edificio
non è cantare una canzone.
Ma i muratori son gente cocciuta.
E l'edificio vien su, vien su,
sempre più in alto
e più in alto s'arrampica.
Alla finestra del primo piano
stanno già vasi di fiori,
e sopra il tetto del garage
gli uccelli sulle ali già portano il sole.
In ogni trave c'è un battito di cuore,
in ogni pietra.
E l'edificio vien su, vien su,
magnifico, cresce
nel sangue e nel sudore.
(N.Hikmet)
venerdì 28 aprile 2017
"1001 STORIE E CURIOSITA' SUL GRANDE BOLOGNA", LEGGENDO DEL BFC DALLE ORIGINI...
Di storia in storia, di anno in anno, di giorno in giorno si sviluppano vite, sensazioni e metafore che ciascuna persona potrà declinare secondo e seguendo personali aspettative ed impressioni.
Fra vicende ed attimi si definiscono le soggettività, i punti di vista e le opportunità di differenti vedute che ogni situazione può - di volta in volta - regalare a quanti cerchino di spiegare la propria storia e/o - soprattutto - le proprie quotidiane debolezze.
Nel bel mezzo delle vicende e degli 'attimi' collettivi vi sono alcune ritualità per le quali le collettività muovono, fremono, pensano, generalizzano, sperano...e si formano.
Purché vengano rilette e vissute con razionalità, progressività e concretezza.
Considerando l'immensità di svaghi, distrazioni e divergenze a cui il genere umano può ricondursi ve ne è una che - per divertimento e per non meglio qualificabile 'tifo' - può essere considerata alquanto rilevante rispetto alle altre: quell'attività che va sotto il nome di 'calcio', per porla nel più breve modo possibile.
Risulta possibile definire il calcio - citando Pier Paolo Pasolini - nel seguente modo riportato:
"[...] Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro. [...]"
L'universalità del calcio e le possibilità di viverlo e poterlo interpretare regalano - a quanti siano soliti definirsi 'tifosi' - un senso di solidità e di appartenenza ad un progetto che non ha confini ben delineati. Definendo l'universalità nel calcio - alla luce dello spettacolo da celebrare ed onorare - è quasi sempre possibile cercare di 'localizzare' il proprio tifo ad una realtà geograficamente ben delineata. Per quanti vivano in Emilia-Romagna - al di là di ogni conflitto poco serio o dignitoso - il Bologna FC rappresenta oggettivamente una delle realtà più strutturate e storiche appartenenti al mondo del calcio. Dietro a questa squadra vi sono state imprese, volti, sconfitte, vittorie, glorie, aspirazioni tradite, ridimensionamenti, sogni, conflitti...ed anni.
Anni trascorsi, passati e superati...periodi che hanno prodotto in un'impressionante incedere aspettative differenti e diversificate in ognuno dei tifosi che ad essa almeno una volta hanno pensato come squadra 'del cuore'.
Quali sono le opportunità per descrivere la storia subita dal Bologna in anni ed anni di storia?
Quali potrebbero essere i passaggi più importanti da sintetizzare per descrivere le vicende di quanti hanno contribuito a rendere grande questa squadra?
Per cercare di rispondere a queste domande è possibile leggere "1001 storie e curiosità sul grande Bologna che dovresti conoscere", scritto da Luca Baccolini e pubblicato da Newton Compton Editori. Le ragioni che potrebbero spingere uno fra i tifosi precedentemente citati ad avvicinarsi ad un testo come questo sono riportati nella copertina della presente opera:
"[...] Il Bologna Football Club è senza dubbio una delle società sportive più antiche e blasonate del calcio mondiale. Anche se, e sembra davvero una leggenda metropolitana, la sua fondazione avvenne nei locali di una birreria, precisamente la Ronzani in via Spaderie, nel 1909.
'Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa': ha una tifoseria appassionata, una città innamorata del proprio club calcistico frutto, appunto, di un passato glorioso e di un presente carico di promesse. Nel 2014 una cordata di imprenditori americani, guidata da Joe Tacopina e Joey Saputo, ha rilevato la squadra e i nuovi capitali e le rinnovate energie hanno già dato i primi [...] risultati. E non è solo la straordinaria tifoseria felsinea ad augurarsi che il club torni ai fasti, meritati, del passato. [...]"
Le parti attraverso cui strutturare e dislocare la trama di una storia tanto lunga quale è stata, è e sarà quella del Bologna si susseguono - stando all'occhio ed ai resoconti dell'autore - attraverso una lunga serie di parole che risuonano su varie annualità e su altalenanti risultati:
Fra vicende ed attimi si definiscono le soggettività, i punti di vista e le opportunità di differenti vedute che ogni situazione può - di volta in volta - regalare a quanti cerchino di spiegare la propria storia e/o - soprattutto - le proprie quotidiane debolezze.
Nel bel mezzo delle vicende e degli 'attimi' collettivi vi sono alcune ritualità per le quali le collettività muovono, fremono, pensano, generalizzano, sperano...e si formano.
Purché vengano rilette e vissute con razionalità, progressività e concretezza.
Considerando l'immensità di svaghi, distrazioni e divergenze a cui il genere umano può ricondursi ve ne è una che - per divertimento e per non meglio qualificabile 'tifo' - può essere considerata alquanto rilevante rispetto alle altre: quell'attività che va sotto il nome di 'calcio', per porla nel più breve modo possibile.
Risulta possibile definire il calcio - citando Pier Paolo Pasolini - nel seguente modo riportato:
"[...] Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro. [...]"
L'universalità del calcio e le possibilità di viverlo e poterlo interpretare regalano - a quanti siano soliti definirsi 'tifosi' - un senso di solidità e di appartenenza ad un progetto che non ha confini ben delineati. Definendo l'universalità nel calcio - alla luce dello spettacolo da celebrare ed onorare - è quasi sempre possibile cercare di 'localizzare' il proprio tifo ad una realtà geograficamente ben delineata. Per quanti vivano in Emilia-Romagna - al di là di ogni conflitto poco serio o dignitoso - il Bologna FC rappresenta oggettivamente una delle realtà più strutturate e storiche appartenenti al mondo del calcio. Dietro a questa squadra vi sono state imprese, volti, sconfitte, vittorie, glorie, aspirazioni tradite, ridimensionamenti, sogni, conflitti...ed anni.
Anni trascorsi, passati e superati...periodi che hanno prodotto in un'impressionante incedere aspettative differenti e diversificate in ognuno dei tifosi che ad essa almeno una volta hanno pensato come squadra 'del cuore'.
Quali sono le opportunità per descrivere la storia subita dal Bologna in anni ed anni di storia?
Quali potrebbero essere i passaggi più importanti da sintetizzare per descrivere le vicende di quanti hanno contribuito a rendere grande questa squadra?
Per cercare di rispondere a queste domande è possibile leggere "1001 storie e curiosità sul grande Bologna che dovresti conoscere", scritto da Luca Baccolini e pubblicato da Newton Compton Editori. Le ragioni che potrebbero spingere uno fra i tifosi precedentemente citati ad avvicinarsi ad un testo come questo sono riportati nella copertina della presente opera:
"[...] Il Bologna Football Club è senza dubbio una delle società sportive più antiche e blasonate del calcio mondiale. Anche se, e sembra davvero una leggenda metropolitana, la sua fondazione avvenne nei locali di una birreria, precisamente la Ronzani in via Spaderie, nel 1909.
'Il Bologna è uno squadrone che tremare il mondo fa': ha una tifoseria appassionata, una città innamorata del proprio club calcistico frutto, appunto, di un passato glorioso e di un presente carico di promesse. Nel 2014 una cordata di imprenditori americani, guidata da Joe Tacopina e Joey Saputo, ha rilevato la squadra e i nuovi capitali e le rinnovate energie hanno già dato i primi [...] risultati. E non è solo la straordinaria tifoseria felsinea ad augurarsi che il club torni ai fasti, meritati, del passato. [...]"
Le parti attraverso cui strutturare e dislocare la trama di una storia tanto lunga quale è stata, è e sarà quella del Bologna si susseguono - stando all'occhio ed ai resoconti dell'autore - attraverso una lunga serie di parole che risuonano su varie annualità e su altalenanti risultati:
- Origini, fra musica e calci;
- Laboratorio, fra prospettive e speranze di gloria;
- Età dell'oro, fra scudetti e viaggi;
- Prospettive estere e viaggi sul tetto d'Europa;
- Venti di guerra, fra sangue e vittorie;
- Ricostruzioni, fra sacrifici e riprese;
- Bagliori, fra scudetti e sensi da (dis)illudere;
- Discese, fra egoismi e nostalgie;
- Rinascite, cercando senso civico e mecenatismo;
- Passi sul baratro, smaltendo sconfitte ed inseguendo differenti trionfi.
Leggerne per saperne di più, farsi un'idea, confutare od eventualmente per rinnovare un tifo sbiadito.
martedì 25 aprile 2017
"OLTRE IL PONTE", INSEGUENDO RE-ESISTENZE
"[...] O ragazza dalle guance di pesca [...]
io spero che a narrarti riesca/ la mia vita all'età che tu hai ora. [...]
la truppa tedesca la città dominava,/ siam pronti/ chi non vuole chinare la testa/
con noi prenda la strada dei monti. [...]
La speranza era nostra compagna/ a assaltar caposaldi nemici/
conquistandoci l'armi in battaglia/ scalzi e laceri eppure felici./
Avevamo vent'anni e oltre il ponte [...] ch'è in mano nemica/
vedevam l'altra riva, la vita/ tutto il bene del mondo oltre il ponte./
Tutto il male avevamo di fronte/ tutto il bene avevamo nel cuore/
a vent'anni la vita è oltre il ponte/ oltre il fuoco comincia l'amore./
Non è detto che fossimo santi/ l'eroismo non è sovrumano [...]
ogni passo che fai non è vano./ Vedevamo a portata di mano [...]
l'avvenire di un mondo piu' umano/ e più giusto più libero e lieto./
Ormai tutti han famiglia hanno figli/ che non sanno la storia di ieri [...]
E vorrei che quei nostri pensieri/ quelle nostre speranze di allora/
rivivessero in quel che tu speri/ o ragazza color dell'aurora. [...]"
domenica 23 aprile 2017
DI SOGNO IN SOGNO, DI (RICERCA DI) FELICITA' IN (SPERANZA DI) FELICITA'
"[...] La somma felicità possibile dell'uomo in questo mondo, è quando egli vive quietamente nel suo stato con una speranza riposata e certa di un avvenire molto migliore.
Questo divino stato l'ho provato io di 16 e 17 anni
e colla certa e tranquilla speranza di un lietissimo avvenire. [...]"
(Zibaldone, G. Leopardi)
venerdì 21 aprile 2017
lunedì 17 aprile 2017
CERCANDO PASQUA, PASSAGGI E POSSIBILITA'...DI PENSIERO
"[...] Pasqua è voce del verbo ebraico 'pèsah', passare.
Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio.
Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste.
Chi crede e in cerca di un rinnovo quotidiano dell’energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza. Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi.
Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo 'pèsah', passaggio.
Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s’azzarda nell’altrove assetato del credente.
Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre, l’uscita d’Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme.
Sono due scatti verso l’ignoto.
Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un'altra terra e una nuova libertà.
Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione. Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato alla perfetta fede di giungere. Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha salito e sale cime celebri e immense.
Restano inaccessibili le alture della fede.
Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli corrieri a ogni costo, atleti della parola pace. [...]"
(Erri De Luca, cit.)
sabato 15 aprile 2017
DI ZUCCHERO IN GIOIE, PER (SPERARE DI) SALVARE INFANZIE E BAMBINI
"[...] Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.
Un pugno di cenere, quella sono io
poi il vento ha disperso anche la cenere.
Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso:
non chiedo neanche lo zucchero, io:
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.
Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero. [...]"
(Nazim Hikmet)
Immagine di Mauro Biani
martedì 11 aprile 2017
DI ITALIA IN ITALIA, CERCANDO PROSPETTIVE DIFFERENTI...
"[...] Chiedi un autografo all'assassino.
Guarda il colpevole da vicino
e approfitta finché resta dov'è.
Toccagli la gamba, fagli una domanda [...]"
venerdì 7 aprile 2017
"LE BATTUTE MEMORABILI DI FEYNMAN", LEGGENDO PER (CERCARE DI) COMPRENDERE GLI ORIZZONTI DEL MONDO E DELLA MENTE UMANA
Quanto può valere il cercare di comprendere il mondo con occhi scientifici senza poterne riuscire a leggere le verità e le sfumature con occhi (il più possibile) socialmente consapevoli od ironicamente protesi alla definizione di un tutto da ricercare e riabilitare in un mondo complesso come quello odierno? Quanto può essere interessante il leggere e rileggere di mondi scientifici e socialmente votati alla scienza attingendo alle parole di quanti hanno contribuito a fare grande la scienza del passato e - pertanto - specialmente del presente e del futuro?
Rivivere e riscoprire i passaggi della scienza attraverso l'aiuto proveniente dalle parole di grandi menti può essere una chiave utile per comprendere quali siano stati i passaggi che hanno contribuito a trasformare questo mondo in quello che - purtroppo o per fortuna - è oggi e potrà ancora di più essere nel domani.
Una di queste grandi menti è stata senza ambiguità quella di Richard P. Feynman - Premio Nobel per la fisica nel 1965. La combinazione fra grande mente e lettura di contenuti utili sia alla storia che al genere umano trova coronamento nell'opera "Le battute memorabili di Feynman", redatto da Michelle Feynman e pubblicato da Adelphi Edizioni.
L'intento della presente opera viene presentato sin dalla copertina dello stesso testo:
"[...] Genio scientifico reso celebre dalla felice perspicuità delle sue lezioni e dei suoi scritti - oltre che dalle esplorazioni nel mondo dei quanti che gli valsero il Premio Nobel - Richard Feynman non temeva di sconfinare in territori estranei alla sua materia, mosso da un'insaziabile curiosità fanciullesca e armato di un'intelligenza analitica giocosa e spietata.
A quasi trent'anni dalla morte del padre, Michelle Feynman ha setacciato opere edite, carte personali, registrazioni di conferenze, lezioni e interviste, e ne ha tratto un memorabile florilegio di idee, intuizioni, battute, riflessioni e precetti sempre illuminati dai lampi di un'immaginazione che ammetteva come unico limite la compatibilità con le leggi note della fisica. Ripartiti in ventisette sezioni - da 'Giovinezza' a 'Arte, musica e poesia', 'Natura della scienza', 'Tecnologia', 'Guerra', 'Politica','Dubbio e incertezza' - i passi qui raccolti stregheranno il lettore come le vertiginose evoluzioni di un funambolo della ragione applicata al mondo, questo 'caos dinamico di cose tremolanti' in cui ci tocca vivere. [...]"
Leggerne per capirne di più e - di conseguenza - per poter meglio comprendere quali siano i futuribili orizzonti a cui il mondo potrà tendere grazie all'esperienza di quanti hanno saputo, indagato od almeno cercato di comprendere sempre qualcosa in più.
Rivivere e riscoprire i passaggi della scienza attraverso l'aiuto proveniente dalle parole di grandi menti può essere una chiave utile per comprendere quali siano stati i passaggi che hanno contribuito a trasformare questo mondo in quello che - purtroppo o per fortuna - è oggi e potrà ancora di più essere nel domani.
Una di queste grandi menti è stata senza ambiguità quella di Richard P. Feynman - Premio Nobel per la fisica nel 1965. La combinazione fra grande mente e lettura di contenuti utili sia alla storia che al genere umano trova coronamento nell'opera "Le battute memorabili di Feynman", redatto da Michelle Feynman e pubblicato da Adelphi Edizioni.
L'intento della presente opera viene presentato sin dalla copertina dello stesso testo:
"[...] Genio scientifico reso celebre dalla felice perspicuità delle sue lezioni e dei suoi scritti - oltre che dalle esplorazioni nel mondo dei quanti che gli valsero il Premio Nobel - Richard Feynman non temeva di sconfinare in territori estranei alla sua materia, mosso da un'insaziabile curiosità fanciullesca e armato di un'intelligenza analitica giocosa e spietata.
A quasi trent'anni dalla morte del padre, Michelle Feynman ha setacciato opere edite, carte personali, registrazioni di conferenze, lezioni e interviste, e ne ha tratto un memorabile florilegio di idee, intuizioni, battute, riflessioni e precetti sempre illuminati dai lampi di un'immaginazione che ammetteva come unico limite la compatibilità con le leggi note della fisica. Ripartiti in ventisette sezioni - da 'Giovinezza' a 'Arte, musica e poesia', 'Natura della scienza', 'Tecnologia', 'Guerra', 'Politica','Dubbio e incertezza' - i passi qui raccolti stregheranno il lettore come le vertiginose evoluzioni di un funambolo della ragione applicata al mondo, questo 'caos dinamico di cose tremolanti' in cui ci tocca vivere. [...]"
Leggerne per capirne di più e - di conseguenza - per poter meglio comprendere quali siano i futuribili orizzonti a cui il mondo potrà tendere grazie all'esperienza di quanti hanno saputo, indagato od almeno cercato di comprendere sempre qualcosa in più.
giovedì 6 aprile 2017
CERCANDO RIBELLIONE PER COLMARE LE (ANCHE PROPRIE) IGNORANZE
"[...] La mia è una visione apocalittica. Ma se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare. [...]"
(P. P. Pasolini, Scritti Corsari, cit.)
lunedì 3 aprile 2017
CERCANDO VITE E CULTURA, FRA SCIENZA ED OPPORTUNITA' UMANE
"[...] Insegnare la cultura della nostra politica e dei nostri tempi, e preparare i migliori tra loro
[i giovani] a osservare, apprezzare ed eventualmente prender parte alla più grande avventura intrapresa dalla mente umana. [...]"
(R. Feynman, Tratto da Appunti per la conferenza "Science in America")
Fonte immagine: Quaderno di A.Einstein
domenica 2 aprile 2017
CERCANDO RISPOSTE E VITA SOFFIARE, NEL VENTO...
"[...] How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
[...] how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
[...] how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind [...]"
(Blowin' in the wind, Bob Dylan, cit.)
Fonte immagine: "Corto Maltese - Il mito letterario del Novecento",
Pagina Facebook
sabato 1 aprile 2017
lunedì 27 marzo 2017
GENERAZIONI SENZA MEMORIA, FRA SECOLI INCASTONATI IN IMMOBILI TEMPORALITA'
"[...] noi che viviamo in una sola/ generazione/
ogni generazione/ vissuta qui, in queste terre ora/
umiliate, non abbiamo nozione/ vera di chi è partecipe alla storia/
solo per orale, magica esperienza;/
e vive puro, non oltre la memoria/
della generazione in cui presenza/
della vita è la sua vita perentoria [...]"
(Il canto popolare, P.P.Pasolini, cit.)
"Garibaldi sulle alture di Sant'Angelo presso Capua", G. Induno
sabato 25 marzo 2017
SU PRIMAVERA, PAESAGGI...E NATURA IN (RI)NASCITA
"[...] Vorrei che i vostri occhi potessero vedere
questo cielo sereno che si è aperto,
la calma delle tegole, la dedizione
del rivo d’acqua che si scalda.
La parola è questa: esiste la primavera,
la perfezione congiunta all'imperfetto.
Il fianco della barca asciutta beve
l’olio della vernice, il ragno trotta.
Diremo più tardi quello che deve essere detto.
Per ora guardate la bella curva dell’oleandro,
i lampi della magnolia. [...]"
(Franco Fortini, Paesaggio con serpente)
Primavera, C.Monet
martedì 21 marzo 2017
ASCOLTANDO E CELEBRANDO LA PRIMAVERA...FRA VIVALDI E CITAZIONI
"[...] Una rondine non fa primavera, ma due upupe innamorate, due leprotti in un cespuglio, una cutrettola che corre sulla strada, due scoiattoli che si arrampicano tra i rami di un abete, sì.
Se poi avvistiamo un rumoroso calabrone, una farfalla che si chiama Arcia, un lombrico, se sentiamo il canto di un cardellino, è primavera anche se il giorno dopo nevica. [...]"
(Mario Rigoni Stern, cit.)
domenica 19 marzo 2017
FRA MUSICA E POESIA, RICORDANDO CHUCK BERRY
"[...] È uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, lo potresti chiamare un poeta rock.
Egli era ben avanti nella lirica del suo tempo.
Noi tutti dobbiamo molto a lui, incluso Dylan.
Ho amato tutto ciò che ha fatto, sempre.
Si trovava su un livello diverso da quello degli altri artisti. [...]"
(John Lennon, att.)
giovedì 16 marzo 2017
"STORIA UMANA DELLA MATEMATICA", FRA SCIENZA ED UMANITA' VARIE
Attraverso quali passi e quali opere la matematica e le scienze hanno saputo incidere e definirsi per il fine di strutturare forme di progresso adeguate per l'umanità intera?
Quali sono stati i "livelli" che hanno prodotto un incremento nelle consapevolezze e nei percorsi da strutturare al fine di rendere migliore la conoscenza delle scienze teoriche per migliorare gli aspetti pratici delle esistenze di molti di noi?
Nel rispondere a queste e molte altre possibili domande è tanto essenziale quanto inevitabile fare riferimento alle esistenze dei matematici e di quanto le loro scoperte abbiano avuto a che fare con i loro pensieri, le loro emozioni e le loro dinamiche esistenziali.
Al fine di guardare con occhio attento le evoluzioni che la matematica ha subito può essere di interesse rileggere le vite di coloro che - volente o nolente - hanno contribuito a renderla più grande ed a modificarla positivamente.
E' su questi campi che si plasma l'opera "Storia umana della matematica", scritto da Chiara Valerio e pubblicato da Einaudi Editore.
Le finalità e le opportunità di questa opera sono correttamente trasposte sin dalla copertina:
"[...] I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Così le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna.
Attraverso le storie di [...] matematici [...] Chiara Valerio ci racconta la seduzione della più inafferrabile delle scienze esatte. [...]"
L'intento principale del testo è quello di rileggere le scoperte ed i progressi matematici su una chiave narrativa votata alla sostanza delle vite vissute da chi questi traguardi li ha prodotti e raggiunti.
E' su questo fronte che si impernia e si definisce l'opera stessa, stando a quanto sintetizzato a corredo del testo:
"[...] Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c'è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti.
Torneranno i lupi, saranno più di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo.
E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l'altro, annodare un filo, stabilire una successione. [...] la matematica è una forma di immaginazione che educa all'invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandosi costantemente che siamo umani.
Per capire come Jànos Bolyai [...] abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico.
Senza Mauro Picone, giovane matematico [...] l'esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing [...] desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau [...] non muore in un incidente sulla strada che da Mosca porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici più preparati di tutte le Russie.
Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell'essere.
La capacità di calcolare il mondo lo determina del momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni.
La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo. [...]"
Attraversando tempo, epoche e storie si può pertanto pervenire ad uno schema che veda le esistenze dei matematici e la matematica procedere di pari passo.
Nel rispondere a queste e molte altre possibili domande è tanto essenziale quanto inevitabile fare riferimento alle esistenze dei matematici e di quanto le loro scoperte abbiano avuto a che fare con i loro pensieri, le loro emozioni e le loro dinamiche esistenziali.
Al fine di guardare con occhio attento le evoluzioni che la matematica ha subito può essere di interesse rileggere le vite di coloro che - volente o nolente - hanno contribuito a renderla più grande ed a modificarla positivamente.
E' su questi campi che si plasma l'opera "Storia umana della matematica", scritto da Chiara Valerio e pubblicato da Einaudi Editore.
Le finalità e le opportunità di questa opera sono correttamente trasposte sin dalla copertina:
"[...] I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Così le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna.
Attraverso le storie di [...] matematici [...] Chiara Valerio ci racconta la seduzione della più inafferrabile delle scienze esatte. [...]"
L'intento principale del testo è quello di rileggere le scoperte ed i progressi matematici su una chiave narrativa votata alla sostanza delle vite vissute da chi questi traguardi li ha prodotti e raggiunti.
E' su questo fronte che si impernia e si definisce l'opera stessa, stando a quanto sintetizzato a corredo del testo:
"[...] Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c'è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti.
Torneranno i lupi, saranno più di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo.
E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l'altro, annodare un filo, stabilire una successione. [...] la matematica è una forma di immaginazione che educa all'invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandosi costantemente che siamo umani.
Per capire come Jànos Bolyai [...] abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico.
Senza Mauro Picone, giovane matematico [...] l'esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing [...] desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau [...] non muore in un incidente sulla strada che da Mosca porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici più preparati di tutte le Russie.
Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell'essere.
La capacità di calcolare il mondo lo determina del momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni.
La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo. [...]"
Attraversando tempo, epoche e storie si può pertanto pervenire ad uno schema che veda le esistenze dei matematici e la matematica procedere di pari passo.
mercoledì 15 marzo 2017
DI PALLONE IN VITA, CITANDO SAMUELE BERSANI
"[...] Ci vuole molto coraggio a rotolare giù
in un contesto vigliacco che non si muove più
e a mantenere la calma adesso
per non sentirsi un pallone perso.
Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità
in un miraggio che presto svanirà
e a mantenere la calma adesso
per non sentirsi un pallone perso
un pallone scappato [...]"
venerdì 10 marzo 2017
DA BOLOGNA, PER BOLOGNA, DI BOLOGNA...
"[...] A Bologna i portici tengono in piedi le case [...]
fingono di essere sordi e di non sapere
chi sta prendendo la città
a calci nel sedere
titoli a caratteri più cubitali di ieri
a piccole dosi ci si rende immuni ai veleni [...]
a ritmo dei semafori
io resto immobile
chiudendo gli occhi per
riaprirli altrove [...]
A Bologna è comodo avere poteri speciali
per schivare le armi da taglio e la merda dei cani [...]
la metamorfosi
spaventa come
chitarre elettriche
col distorsore
le orecchie dei nostalgici
delle cariatidi
e di chi nasce già
conservatore [...]
siamo le cavie di nuovi divieti
abbiamo esaurito i passaggi segreti [...]
io resto immobile
chiudendo gli occhi per
riaprirli altrove
al centro esatto di
piazza Maggiore [...]
Bologna adesso voltati
mi fai commuovere
lo sai che esagero
con le parole [...]"
(A Bologna, S.Bersani, cit.)
Fonte immagine: "Bologna a volo d'uccello, S.Govoni - Da iperbole.bologna.it
lunedì 6 marzo 2017
FRA ESSERI UMANI, ESSERE UMANI...E SPIRITO CRITICO
"[...] Lo spirito critico (e quindi libero) è il solo che dà a un uomo la possibilità di sfuggire alla perdita degli ideali e all'asservimento alle Istituzioni, scegliendo la via, al contrario, di 'una esercitazione puntigliosa e implacabile dell'intelligenza'. [...]" (P.P. Pasolini, Dialoghi con Pasolini - Vie Nuove) Fonte immagine: The listening room, R.Magritte
sabato 4 marzo 2017
"CHI SONO I PADRONI DEL MONDO", LEGGENDO NOAM CHOMSKY
Cercare di definire chi e quali siano le personalità e gli equilibri che più concorrono a determinare (dis)ordine nel mondo rischia di essere cosa enormemente difficile e complessa da svolgere, proprio perché tante sono le forze in gioco.
La necessità di inquadrare al meglio possibile certe condizioni e modalità d'azione strutturate può ricondurre ad avere versioni e visioni più chiare - o quantomeno più complete - del mondo attorno e di come esso stesso si è strutturato e definito nel corso dei secoli.
Tale lavoro di approfondimento deve essere strutturato ed inquadrato su più 'livelli', senza oltrepassare mai il confine imposto da complottismo e visioni parziali (e parzialmente pessimistiche?) dei fatti. A questo sfondo si richiama l'opera "Chi sono i padroni del mondo", scritto da Noam Chomsky e pubblicato da "Ponte alle Grazie".
Le finalità di questo testo risultano essere chiare sin dalla copertina, seguendo la presentazione brevemente riportata:
"[...] In questo volume [...] Noam Chomsky affronta le più attuali questioni di politica internazionale: dal terrorismo che sconvolge l'Occidente alle tensioni mediorientali, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e alla 'minaccia' iraniana, dalla situazione potenzialmente esplosiva al confine tra NATO e Russia al riallacciarsi delle relazioni tra Usa e Cuba, all'espansione cinese, alla liberazione dell'America Latina... Lo fa costringendoci a guardare quello che è davanti ai nostri occhi ma che noi ci rifiutiamo di vedere, assuefatti al 'discorso ufficiale' e prigionieri di una 'memoria autorizzata' che troppo spesso dimentica.
Con la competenza e la caparbietà di un osservatore (e attivista) impegnato da più di cinquant'anni nello studio dei 'sistemi di potere' e nella denuncia dei crimini perpetrati dai 'padroni dell'umanità', ancora una volta ci indica le costanti del modo di agire di chi governa il mondo.
E ancora una volta emerge la follia di un'umanità votata alla catastrofe, che marcia spedita verso l'autodistruzione. Ma la logica stringente e impietosa su cui si fonda il discorso [...] di Chomsky non conduce alla disperazione e alla resa. Bensì a un appello.
Perché, e qui risiede la vera grandezza di Noam Chomsky, resta sempre saldissima la convinzione che ognuno di noi possa, debba, fare qualcosa per cambiare il destino di tutti.
Ma in fretta. Il tempo sta per scadere. [...]"
L'imperativo della riflessione - precedente a quello dell'azione consapevole - deve diventare di tanto imponente quanto necessaria urgenza.
Leggerne per comprenderne di più, leggerne per cercare di carpire quali possano essere le dinamiche future di un mondo sempre più tanto confuso quanto difficilmente comprensibile.
Leggerne per provare ad attivare quell'istinto di azione/reazione tanto importante per comprendere quali possano essere le scelte determinanti che ognuno di noi possa (cercare di) compiere, fino in fondo. Sullo sfondo, inevitabilmente ed implacabilmente, delle condizioni al contorno di rispondente complessità:
"[...] Nella nostra epoca, i padroni del mondo sono le conglomerate multinazionali, le enormi Istituzioni finanziarie, gli imperi commerciali e così via. La vile massima che li guida è: 'Tutto per noi e niente per gli altri'. [...]"
La necessità di inquadrare al meglio possibile certe condizioni e modalità d'azione strutturate può ricondurre ad avere versioni e visioni più chiare - o quantomeno più complete - del mondo attorno e di come esso stesso si è strutturato e definito nel corso dei secoli.
Tale lavoro di approfondimento deve essere strutturato ed inquadrato su più 'livelli', senza oltrepassare mai il confine imposto da complottismo e visioni parziali (e parzialmente pessimistiche?) dei fatti. A questo sfondo si richiama l'opera "Chi sono i padroni del mondo", scritto da Noam Chomsky e pubblicato da "Ponte alle Grazie".
Le finalità di questo testo risultano essere chiare sin dalla copertina, seguendo la presentazione brevemente riportata:
"[...] In questo volume [...] Noam Chomsky affronta le più attuali questioni di politica internazionale: dal terrorismo che sconvolge l'Occidente alle tensioni mediorientali, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e alla 'minaccia' iraniana, dalla situazione potenzialmente esplosiva al confine tra NATO e Russia al riallacciarsi delle relazioni tra Usa e Cuba, all'espansione cinese, alla liberazione dell'America Latina... Lo fa costringendoci a guardare quello che è davanti ai nostri occhi ma che noi ci rifiutiamo di vedere, assuefatti al 'discorso ufficiale' e prigionieri di una 'memoria autorizzata' che troppo spesso dimentica.
Con la competenza e la caparbietà di un osservatore (e attivista) impegnato da più di cinquant'anni nello studio dei 'sistemi di potere' e nella denuncia dei crimini perpetrati dai 'padroni dell'umanità', ancora una volta ci indica le costanti del modo di agire di chi governa il mondo.
E ancora una volta emerge la follia di un'umanità votata alla catastrofe, che marcia spedita verso l'autodistruzione. Ma la logica stringente e impietosa su cui si fonda il discorso [...] di Chomsky non conduce alla disperazione e alla resa. Bensì a un appello.
Perché, e qui risiede la vera grandezza di Noam Chomsky, resta sempre saldissima la convinzione che ognuno di noi possa, debba, fare qualcosa per cambiare il destino di tutti.
Ma in fretta. Il tempo sta per scadere. [...]"
L'imperativo della riflessione - precedente a quello dell'azione consapevole - deve diventare di tanto imponente quanto necessaria urgenza.
Leggerne per comprenderne di più, leggerne per cercare di carpire quali possano essere le dinamiche future di un mondo sempre più tanto confuso quanto difficilmente comprensibile.
Leggerne per provare ad attivare quell'istinto di azione/reazione tanto importante per comprendere quali possano essere le scelte determinanti che ognuno di noi possa (cercare di) compiere, fino in fondo. Sullo sfondo, inevitabilmente ed implacabilmente, delle condizioni al contorno di rispondente complessità:
"[...] Nella nostra epoca, i padroni del mondo sono le conglomerate multinazionali, le enormi Istituzioni finanziarie, gli imperi commerciali e così via. La vile massima che li guida è: 'Tutto per noi e niente per gli altri'. [...]"
venerdì 3 marzo 2017
DISPERDENDO VITA, NEL MONDO
"[...] Afoso vento notturno negli alberi, scura zigana,
mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di poesia,
mondo splendente, di cui sono schiavo eternamente,
dove a me guizzano i tuoi bagliori,
dove riecheggia per me la tua voce [...]"
(H.Hesse, cit.)
lunedì 27 febbraio 2017
SU CAMPAGNE E SOLITUDINI, CERCANDO(SI)...
"[...] Sono solo, in mezzo alla campagna: in una solitudine reale, scelta come un bene.
Qui non ho niente da perdere (e perciò posso dire tutto),
ma non ho neanche niente da guadagnare (e perciò posso dire tutto a maggior ragione).
Si interpreti come si vuole questa mia sete di solitudine. [...]"
(P.P.Pasolini, cit.)
sabato 25 febbraio 2017
INSEGUENDO SALVEZZE PER L'ITALIA...CAPENDO IL PASSATO PER (PROVARE AD) INTERPRETARE IL FUTURO
"[...] Cerchiamo di essere realisti/
Non lasciamoci trarre in inganno dalla realtà./
Italia depressa ma bella d’aspetto/ è un bel paesotto/
che tenta di essere tutto/ con dentro tanti modelli/
che mischia confonde e concilia/ riesce a non essere niente. [...]"
(Salviamo 'sto Paese, G.Gaber, cit.)
Piccoli patrioti, G.Toma
giovedì 23 febbraio 2017
SU POLITICA, INETTI ED ITALICHE ABITUDINI
"[...] Tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. [...] Tutte le 'operazioni' che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. [...] molti italiani [...] si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi [...] o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. [...]" (E.Berlinguer, cit.)
lunedì 20 febbraio 2017
SULLA POSSIBILITA' DI CAMBIARE LE COSE...E SUL POTERE CHE CAMBIA CHI NON VORREBBE CAMBIARE?
"[...] I potenti [...] che in questi anni hanno detenuto il potere, dovrebbero andarsene, sparire [...]. Invece non solo restano al potere, ma parlano. Ora è la loro lingua la pietra dello scandalo. [...] La loro lingua è la lingua della menzogna. [...]"
(Lettere luterane, P.P.Pasolini, cit.)
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