L'amore per il sapere e per le sue forme - ognuna delle quali estesa ad ogni capacità o consapevolezza della mente umana - ha prodotto nei secoli teorie e pratiche con le quali l'essere umano ha cercato di costruire la propria strada nel mondo.
Sono stati realizzati percorsi che hanno portato gli uomini su prospettive di futuro migliori, differenti e che hanno causato - nei secoli - cambiamenti che per la stessa umanità risultano essere immensamente controversi. Ogni cambiamento regolato da speculazione od attività di pensiero umano sotto quali "leve" può essere definito come giusto?
Attraverso quali passaggi l'essere umano ha imposto la propria visione rispetto alla casualità imperversante, plasmando attraverso il susseguirsi di varie epoche storiche le visioni di individui e persone che hanno caratterizzato l'incedere della Storia?
Quali sono state le "fasi" che hanno vincolato il sapere a prendere le forme dell'epoca nella quale veniva esercitato, provvedendo a farlo di volta in volta espandere o circoscrivere rispetto alle ambizioni?
Ciascuna forma di sapere ha prodotto indagini, rispetto a vari campi della realtà e delle opportunità prefigurabili sia per l'intera umanità che per un singolo membro della specie umana.
Sono state (pro)mosse dissertazioni nei confronti di variegate opportunità, attraversando di volta in volta le infinite realtà che l'umanità andava, va ed andrà vivendo nell'incedere del tempo.
Si è cercato di proporre domande, nel tentativo di cercare specifiche risposte adatte all'idea di mondo che gli esseri umani potevano costruire impiegando sia le loro risorse che - inevitabilmente - gli altrettanto loro evidenti limiti.
A questo sfondo di contenuti risponde, nella maniera più breve possibile, la parola "filosofia".
Cosa abbia prodotto quel generico "amore per il sapere" che ha contraddistinto gli esseri umani è cosa chiara e comprensibile a tutti, stanti le varie epoche che il pianeta Terra ha vissuto fino ad oggi.
Abbiamo davanti ad occhi, cuore e mente ogni giorno quali siano state le conseguenze che le "doti" ereditate dalla speculazione della mente umana hanno portato fino a noi: scienza, architettura, ingegneria, medicina, letterature, psicologia, giurisprudenza, [...].
Sono tante le "chiavi" che la filosofia ha prodotto - nei secoli - per mettere l'essere umano nelle migliori condizioni possibili per (provare a) comprendere le strutture del mondo interno ed esterno ad ogni singolo "abitante" del pianeta Terra.
Tracciare un quadro esaustivo di quali e quante siano state le filosofie - nella loro globalità - è cosa alquanto dura e complessa da svolgere con capacità e competenza.
La sola scelta può essere quella di affiancarsi alla lettura ed alla disamina di testi tratti dagli elaborati di quanti hanno vissuto per padronanza accademica o divulgativa certe epoche.
Un testo funzionale a comprendere al meglio possibile quali e quante siano state le "epoche filosofiche" che hanno caratterizzato la storia umana è costituito da "Storia della filosofia occidentale", scritto da Bertrand Russell edito nella versione di Tea Libri.
Quale possa essere l'impatto di un'opera come questa nelle visioni e nelle prospettive di coloro i quali la filosofia debbano conoscerla è cosa chiara sin dalla copertina della presente opera:
"[...] la Storia della Filosofia Occidentale si offre come un quadro completo dello sviluppo del pensiero filosofico, all'interno del quale i singoli pensatori sono collocati nel loro contesto storico e sociale a dimostrare che l'opera di un filosofo non sorge mai isolata, bensì riflette ed elabora i pensieri e i sentimenti che sono comuni alla società di cui fa parte.
L'opera di Russell, priva di difficoltà terminologiche e di disquisizioni tecniche, rappresenta uno dei migliori e più conosciuti esempi di divulgazione filosofica. [...]"
Si propongono quindi le basi per una rilettura integrata della società attraverso il fluire dei tempi storici, cercando - ove possibile - di rinnovare un rapporto ed un punto di vista che per la filosofia possono tradursi in imponenti occasioni per migliorare il mondo esterno tramite la ricerca di pensieri util(izzabil)i per definire quale possa essere la dimensione umana.
Tutto questo nel tentativo di rinnovare le prospettive di visione collettive:
"[...] La filosofia [...] è qualcosa di mezzo tra la teologia e la scienza.
Come la teologia, si fonda su speculazioni che non hanno finora portato a conoscenze definite; come la scienza si appella alla ragione umana pittosto che all'autortà, sia quella della tradizione che quella della rivelazione; tutte le nozioni definite, direi, appartengono alla scienza; tutto il dogma, cioè quanto supera le nozioni definite, appartiene alla teologia.
Ma tra la teologia e la scienza esiste una Terra di Nessuno, esposta agli attacchi di entrambe le parti; questa Terra di Nessuno è la filosofia. [...]"
Sono stati realizzati percorsi che hanno portato gli uomini su prospettive di futuro migliori, differenti e che hanno causato - nei secoli - cambiamenti che per la stessa umanità risultano essere immensamente controversi. Ogni cambiamento regolato da speculazione od attività di pensiero umano sotto quali "leve" può essere definito come giusto?
Attraverso quali passaggi l'essere umano ha imposto la propria visione rispetto alla casualità imperversante, plasmando attraverso il susseguirsi di varie epoche storiche le visioni di individui e persone che hanno caratterizzato l'incedere della Storia?
Quali sono state le "fasi" che hanno vincolato il sapere a prendere le forme dell'epoca nella quale veniva esercitato, provvedendo a farlo di volta in volta espandere o circoscrivere rispetto alle ambizioni?
Ciascuna forma di sapere ha prodotto indagini, rispetto a vari campi della realtà e delle opportunità prefigurabili sia per l'intera umanità che per un singolo membro della specie umana.
Sono state (pro)mosse dissertazioni nei confronti di variegate opportunità, attraversando di volta in volta le infinite realtà che l'umanità andava, va ed andrà vivendo nell'incedere del tempo.
Si è cercato di proporre domande, nel tentativo di cercare specifiche risposte adatte all'idea di mondo che gli esseri umani potevano costruire impiegando sia le loro risorse che - inevitabilmente - gli altrettanto loro evidenti limiti.
A questo sfondo di contenuti risponde, nella maniera più breve possibile, la parola "filosofia".
Cosa abbia prodotto quel generico "amore per il sapere" che ha contraddistinto gli esseri umani è cosa chiara e comprensibile a tutti, stanti le varie epoche che il pianeta Terra ha vissuto fino ad oggi.
Abbiamo davanti ad occhi, cuore e mente ogni giorno quali siano state le conseguenze che le "doti" ereditate dalla speculazione della mente umana hanno portato fino a noi: scienza, architettura, ingegneria, medicina, letterature, psicologia, giurisprudenza, [...].
Sono tante le "chiavi" che la filosofia ha prodotto - nei secoli - per mettere l'essere umano nelle migliori condizioni possibili per (provare a) comprendere le strutture del mondo interno ed esterno ad ogni singolo "abitante" del pianeta Terra.
Tracciare un quadro esaustivo di quali e quante siano state le filosofie - nella loro globalità - è cosa alquanto dura e complessa da svolgere con capacità e competenza.
La sola scelta può essere quella di affiancarsi alla lettura ed alla disamina di testi tratti dagli elaborati di quanti hanno vissuto per padronanza accademica o divulgativa certe epoche.
Un testo funzionale a comprendere al meglio possibile quali e quante siano state le "epoche filosofiche" che hanno caratterizzato la storia umana è costituito da "Storia della filosofia occidentale", scritto da Bertrand Russell edito nella versione di Tea Libri.
Quale possa essere l'impatto di un'opera come questa nelle visioni e nelle prospettive di coloro i quali la filosofia debbano conoscerla è cosa chiara sin dalla copertina della presente opera:
"[...] la Storia della Filosofia Occidentale si offre come un quadro completo dello sviluppo del pensiero filosofico, all'interno del quale i singoli pensatori sono collocati nel loro contesto storico e sociale a dimostrare che l'opera di un filosofo non sorge mai isolata, bensì riflette ed elabora i pensieri e i sentimenti che sono comuni alla società di cui fa parte.
L'opera di Russell, priva di difficoltà terminologiche e di disquisizioni tecniche, rappresenta uno dei migliori e più conosciuti esempi di divulgazione filosofica. [...]"
Si propongono quindi le basi per una rilettura integrata della società attraverso il fluire dei tempi storici, cercando - ove possibile - di rinnovare un rapporto ed un punto di vista che per la filosofia possono tradursi in imponenti occasioni per migliorare il mondo esterno tramite la ricerca di pensieri util(izzabil)i per definire quale possa essere la dimensione umana.
Tutto questo nel tentativo di rinnovare le prospettive di visione collettive:
"[...] La filosofia [...] è qualcosa di mezzo tra la teologia e la scienza.
Come la teologia, si fonda su speculazioni che non hanno finora portato a conoscenze definite; come la scienza si appella alla ragione umana pittosto che all'autortà, sia quella della tradizione che quella della rivelazione; tutte le nozioni definite, direi, appartengono alla scienza; tutto il dogma, cioè quanto supera le nozioni definite, appartiene alla teologia.
Ma tra la teologia e la scienza esiste una Terra di Nessuno, esposta agli attacchi di entrambe le parti; questa Terra di Nessuno è la filosofia. [...]"

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