venerdì 23 settembre 2016

SU COSE CHE ESISTONO E CHE (PRIMA O POI) APPASSISCONO

"[...] L'erba degli altri 
è sempre la più verde 
ne sei convinto o no 
che quello che manca 
è sempre più bello 
di quello che c'è già [...]
La cosa che già c'è [...]"
(La cosa che già c'è, N.Fabi, cit.)

Quattro girasoli appassiti, V. Van Gogh

mercoledì 21 settembre 2016

SU SCIENZA, ARTE E TUTTO QUEL CHE E' POSSIBILE (PROVARE A) SAPERE

"[...] La scienza ci dice ciò che possiamo sapere, ma ciò che possiamo sapere è poco, e se dimentichiamo quanto non possiamo sapere diventiamo insensibili a molte cose di grandissima importanza. [...]" (B. Russell, cit.)

Composizione VIII, V. Kandinskij

lunedì 19 settembre 2016

FRA COCOMERI, SOGNI E SPERANZE...

"[...] Ho imparato a sognare,
che non ero bambino [...]
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita [...]
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Ho imparato a sognare
E ho iniziato a sperare
Che chi c'ha avere avrà.
Ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
ne ammazzi metà.
Quando inizi a capire
Che sei solo e in mutande
Quando inizi a capire
Che tutto è più grande [...]"
(Ho imparato a sognare, Negrita, cit.)


sabato 17 settembre 2016

SU INCIDENTI E RAGIONI DI (RICERCA DI UNA) VITA (MIGLIORE)...

"[...] Pionieri disperati di un infame passato di fame,/ 
condannati ad un esilio volontario,/ 
per sbarcare il lunario, pur di avere un salario irrisorio/ 
accettarono di essere deportati come bestie verso un sogno illusorio. [...] 
Naufraghi in balia di una realtà che li rifiuta,/ 
aggrappati ad un relitto d'ideale che li aiuta a resistere, a non mollare:/ 
la terra che hanno lasciato e su cui vogliono ritornare. [...]" 
(Etna, Frankie Hi-Nrg, cit.)

Vignetta di Mauro Biani

giovedì 15 settembre 2016

"META' DELLA TERRA", CONSIDERAZIONI SUL COME (PROVARE A) SALVARE IL FUTURO DELLA VITA

Quale bilancio di convivenza può realizzarsi fra esseri umani ed animali, in un pianeta Terra nel quale tutto sembra essere posto in progressivo avvelenamento e collocato a forte rischio nei confronti di un futuro? Futuro che sembra essere sempre più anteriore, specialmente se osservato alla luce di alcuni concetti chiave: etica, sostenibilità, impatto, pianificazione territoriale o salvaguardia dall'estinzione solo per citarne alcuni.
Le specie animali e vegetali dovrebbero essere salvaguardate e preservate con ogni sforzo possibile, cercando di privilegiare l'opportunità di ascolto di quanti hanno maturato competenze e conoscenze relative al come adoperarsi per salvaguardare qualsiasi forma possibile di biodiversità.
E'attorno a questi temi che si compongono le argomentazioni contenute nel libro "Metà della Terra - Salvare il futuro della vita", scritto dal biologo statunitense Edward O.Wilson.
Lo scopo dell'opera risulta essere chiaro sin dal retro della copertina:

"[...] Sull'impatto dell'uomo sulla natura, che ormai sta creando danni incalcolabili alla biosfera, sono state ipotizzate centinaia di misure, che si sono però rivelate blande e inefficaci e che mai hanno portato risultati concreti. [...] Edward Wilson [...] propone una soluzione radicale, proporzionale alla gravità del problema che abbiamo di fronte: destinare metà del pianeta a noi e metà a un'immensa e inviolabile riserva naturale per milioni di specie animali e vegetali. 
Non è utopia ma un sogno che il progresso umano può realizzare, scrive Wilson, che dedica buona parte del libro a spiegare cosa fare e soprattutto dove farlo: dalle alture della Mongolia al Congo, dall'Amazzonia alla Papua Nuova Guinea. Un viaggio affascinante per salvare il Pianeta. [...]"

E' su questo terreno che si gioca la necessità di articolare una grande sfida per la sopravvivenza dell'umanità stessa, nel tentativo di riabilitare (parte di) quel legame che ad oggi sembra essersi quasi integralmente reciso o spezzato.
Il punto relativo al fare questo è votato al (cercare di) rincorrere l'impossibile prima che sia troppo tardi. Per fare questo le domande da porre riguardano in dettaglio tutti gli esseri umani ed, inevitabilmente, a tutti gli esseri umani ritornano. Senza sosta alcuna, il circolo vizioso è alquanto difficile da spezzare.
Le parole chiave su cui si articola la trama compongono un saggio che denota, dietro alla soluzione forse estrema ma sicuramente più che ragionata data la gravità delle presenti situazioni, la necessità di andare il più possibile incontro a nuove forme di rispetto e consapevolezza nei confronti dell'intera umanità. Da queste stesse si dipartono infinite ramificazioni attorno alle quali (cercare di) ricostruire i moltissimi legami recisi: umanità, biosfera, estinzione, cambiamento climatico, terra, mare, aria, impatto ambientale, scienza della conservazione, mondo vivente o reti di vita solo per citarne alcune.
La rincorsa per la salvezza della biosfera è una missione da compiere nel rispetto di tutti gli attori coinvolti, umanità compresa.
Nessuno può dirsi realmente esente da questo cambio di visione, ormai sempre più urgente da raggiungere ed inseguire. Ai lettori le ulteriormente utili opinioni.



mercoledì 14 settembre 2016

FRA RITORNI E FINE DI ESTATE...


"[...] Another summer day 
has come and gone away [...] 
but I wanna go home 
Maybe surrounded by 
a million people I 
still feel all alone 
I just wanna go home 
I miss you, you know [...] 
I'm fine baby, how are you? 
I would send them 
but I know that it's just not enough [...]"

martedì 13 settembre 2016

CERCANDO FORME DI UMANITA' ED EVOLUZIONE MIGLIORI...

"[...] Non si deve dimenticare che, sebbene un alto livello di moralità non dia che un leggero o nessun vantaggio a ciascun individuo e ai suoi figli sugli altri uomini della stessa tribù, tuttavia un progresso nel livello della moralità e un aumento di numero degli uomini ben dotati recherà certamente un immenso vantaggio a una tribù nei riguardi di un'altra.
Una tribù che include parecchi membri che, in quanto posseggono in misura elevata lo spirito di patriottismo, fedeltà, obbedienza, coraggio e simpatia, siano sempre pronti ad aiutarsi l'un l'altro e a sacrificarsi per il bene comune, potrebbe riuscire vittoriosa su parecchie altre tribù: questa sarebbe la selezione naturale. 
In ogni tempo in tutto il mondo le tribù hanno soppiantato altre tribù; poiché la moralità è un elemento importante del loro successo, un tipo di moralità e un certo numero di individui ben dotati tenderanno così ovunque a formarsi e a crescere. [...]"
Fonte: C.Darwin, L'origine dell'uomo e la selezione sessuale, cit. in "Metà della Terra - Salvare il futuro della vita", Edward O.Wilson, Che cosa occorre fare



sabato 10 settembre 2016

FRA RIBELLIONE, CAMBIAMENTO E RISPETTO PER L'ANIMA...

"[...] Perché sono salito quassù? Chi indovina?' [...] 
Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. [...] 
È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva. [...] 
quando leggete, non considerate soltanto l’autore. 
Considerate quello che voi pensate. 
Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. 
Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. 
Thoreau dice 'molti uomini hanno vita di quieta disperazione' [...] 
Ribellatevi! [...] 
Osate cambiare, cercate nuove strade. [...]" 
(L'Attimo fuggente, cit.

Icaro, Matisse

lunedì 5 settembre 2016

FRA UMANITA' E CONSAPEVOLEZZE

"[...] In qualche modo stiamo [...] salendo rapidamente verso la grandezza, se non proprio come dèi quanto meno riguardo alla nostra gratificazione emotiva. 
I nostri singoli sé in quanto organismi, la nostra tribù e le nostre specie sono il culmine di ciò che si è realizzato sulla Terra. Noi la vediamo così, è naturale. 
Altrettanto farebbero i membri di qualsiasi altra specie capace di riflettere su di sé al livello umano [...]. Siamo così intelligenti in confronto a tutte le altre forme di vita che ci consideriamo davvero semidèi, a metà strada tra gli animali sotto di noi e gli angeli al di sopra, e in costante ascesa. 
E' facile pensare che il genio della nostra specie proceda con una sorta di pilota automatico, guidandoci verso un imprecisato empireo in cui regnerà l'ordine perfetto e che ci procurerà la felicità personale. Anche se noi viviamo ancora nell'ignoranza, i nostri discendenti giudicheranno l'empireo come il destino dell'umanità quando un giorno [...] vi arriveranno. 
Così procediamo barcollando in un caos pieno di speranze, confidando che la luce all'orizzonte sia l'alba e non il crepuscolo. L'ignoranza del futuro basata sull'incomprensione di sé è tuttavia una condizione pericolosa. [...]
Siamo ancora troppo avidi, miopi e divisi in tribù belligeranti per prendere decisioni sagge a lungo termine. Per buona parte del tempo ci comportiamo come un branco di antropomorfe che litigano per un albero carico di frutti. 
Una delle conseguenze è che stiamo modificando l'atmosfera e il clima spingendoli verso le peggiori condizioni possibili per il corpo e la mente, rendendo le cose molto più difficili per i nostri discendenti. Agendo in tal modo [...] stiamo distruggendo ingiustamente gran parte di tutte le altre forme di vita. [...]
La biodiversità della Terra si è formata in centinaia di milioni di anni e noi la stiamo annientando come se le specie del mondo naturale non fossero altro che erbacce [...].
Per darci una calmata prima di mandare in rovina il pianeta, dovremmo quantomeno comprendere da dove proveniamo realmente come specie e che cosa siamo oggi. 
I dati disponibili dimostrano che [...] nel cervello umano emergono anche obiettivi trascendenti, [...] tutti di origine fondamentalmente biologica. 
Comprendere il significato della vita [...] è la più importante forza motrice di tutte le discipline scientifiche e umanistiche. Vi è grandezza nel comprendere gli elementi fondamentali dell'evoluzione umana e nell'agire saggiamente tenendo conto di come sono collegati. 
La forma che tutto ciò sta assumendo si può esprimere in poche parole: la biosfera ha dato origine alla mente umana, la mente evoluta ha dato origine alla cultura e la cultura troverà il modo di salvare la biosfera. [...]"
Fonte: "Siamo come dèi?", Metà della Terra - Salvare il futuro della vita, Edward O. Wilson, Codice Edizioni


venerdì 2 settembre 2016

FRA STRADE E SCELTE, DA COMPIERE NONOSTANTE TUTTO...E TUTTI

"[...] Due strade divergevano in un bosco d'autunno
e dispiaciuto di non poterle percorrere entrambe,
essendo un solo viaggiatore, a lungo indugiai
fissandone una, più lontano che potevo
fin dove si perdeva tra i cespugli.
Poi presi l'altra, che era buona ugualmente
e aveva forse l'aspetto migliore
perché era erbosa e meno calpestata
sebbene il passaggio le avesse rese quasi uguali.
Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito
oh, mi riservai la prima per un altro giorno
anche se, sapendo che una strada conduce verso un'altra,
dubitavo che sarei mai tornato indietro.
Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra molti anni:
due strade divergevano in un bosco ed io -
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto tutta la differenza. [...]"
(R. Frost, cit.)

Fonte immagine: 
mattadaslegare.blogspot.com

giovedì 1 settembre 2016

"LA VERA SECONDA REPUBBLICA", NEL TENTATIVO DI COMPRENDERE IDEOLOGIE E MACCHINE ISTITUZIONALI

Quali sono stati i passi che hanno condotto alla modifica od alle aspirazioni di rinnovamento inerenti le architetture fondamentali dello Stato italiano? 
Chi sono stati, sono e saranno gli attori chiamati in causa per le procedure di cambiamento dei sistemi capaci (teoricamente) di governare e disciplinare il funzionamento del paese Italia? 
Il bilanciare le fasi ed i protagonisti di un tanto vorticoso e sbandierato quanto mai concretamente realizzato cambiamento è un'attività complessa ed intricata da mettere in piedi, proprio perché sarebbe opportuno tracciare una panoramica a 360° di tutti i singoli passi compiuti. 
Durante tutti questi passi il denominatore comune ad ogni procedimento ha finito per fare rima con una sola parola: politica. 
E' stata ed è ancora oggi la politica, con tutti i suoi infiniti difetti, a governare ed articolare forme di cambiamento che finiscono per coinvolgere le vite di milioni di persone. 
Per meglio comprendere quindi i contenuti e le analisi di merito svolte nei confronti dei cambiamenti e/o delle proposte di cambiamento maturate nel sistema Italia, pertanto, servirà definire quali siano state le fasi temporali ed organizzative che hanno contraddistinto in passato e contraddistinguono a tutt'oggi il funzionamento del sistema.
Ciascuna delle proposte elaborate per la modifica dei pilastri fondamentali dello Stato ha finito per fare stretta rima con uno dei testi fondamentali per l'Italia e per gli italiani: la Costituzione. 
Questo testo, pensato ed elaborato per una serie di ragioni in un definito contesto storico, ha avuto negli anni una serie definita di proposte di modifica e di cambiamento. 
E' possibile tracciare un quadro dei contenuti e delle ide(ologi)e di fondo che hanno condotto, nel tempo, alle volute/tentate modifiche degli equilibri siglati internamente alla Costituzione? 
Quali sono stati i protagonisti che hanno tentato, con approcci e mediazioni politiche anche discutibili, di cambiare le architetture dello Stato intervenendo a gamba tesa sulla Costituzione? 
E' possibile rispondere a queste e molte altre possibili domande attingendo alla lettura dell'opera "La vera Seconda Repubblica - L'ideologia e la macchina", scritto da Nadia Urbinati e David Ragazzoni e pubblicato da Raffaello Cortina Editore. 
Il presente testo espone una trattazione dei fondamenti caratteristici delle modifiche che sono state proposte alla Costituzione nel tentativo di disarticolare o "ristrutturare" il funzionamento del sistema Italia. Il dato di fondo per l'analisi dei tentativi passati deve partire da un'analisi circoscritta e limitata all'esposizione delle attuali dinamiche che hanno contraddistinto gli ultimi anni di vita dello Stato italiano: 

"[...] Dalla fine del 2011 [...] si è fatta strada nell'opinione competente e giornalistica l'idea di una cesura: di una transizione da una 'Seconda' a una 'Terza Repubblica'. Tuttavia, se l'inizio di quest'ultima resta oggetto di dibattito, l'esistenza della 'Seconda Repubblica' è stata, e viene tuttora, assunta come dato incontrovertibile. [...]"
Fonte: L'ide(ologi)a della Seconda Repubblica, "La vera Seconda Repubblica - L'ideologia e la macchina, N.Urbinati - D.Ragazzoni

L'analisi delle cronache e delle fasi che hanno contraddistinto il passato della Repubblica italiana deve quindi configurarsi come una modalità necessaria per comprendere quali sviluppi potrebbero avere o presentare le dinamiche future dello Stato italiano. 
Su questa spinta, pertanto, è possibile evincere quali siano realmente le probabilità di nascita di un'eventuale Terza Repubblica - ad oggi tutta da dimostrare e da verificare.
I volti ed i temi che ne vanno inaugurando l'apparente genesi si mescolano con altrettanti dati di fondo che, al netto di opinioni e punti di vista, sembra riescano a limitarne l'agire e le opportunità di successo. Così facendo, pertanto, si finisce per inaugurare un differente punto di vista inerente alla reale (e voluta) non modificabilità di pilastri quali Parlamento, Governo e sistema partitico.
I punti di fondo caratteristici di questa analisi si muovono internamente a concetti che l'opera si propone di chiarire, organizzare e mettere concretamente in luce: fondamenti dell'agonia inerente la transizione fra Prima e Seconda Repubblica, atti d'accusa e di modifica alla democrazia Parlamentare, Commissioni Parlamentari e Bicamerali che hanno condotto/cercato di condurre all'alterazione degli equilibri/squilibri precedenti in tema di Costituzione, definizione delle proposte e delle bozze di proposta formulate nel tempo da Commissioni di esperti. 
Ognuna di queste riflessioni conduce strettamente all'affermazione di specifiche procedure valutative, nel tentativo di comprendere se e quali siano stati i passi capaci di condurre all'affermazione della (presunta) Terza Repubblica. Oppure se, su altro fronte, le modifiche all'architettura Costituzionale siano desiderate, auspicate e proposte per costruire un passaggio formale ad una vera ed 'effettiva' Seconda Repubblica. 
Tutto questo, ovviamente, nel tentativo di affermare concretamente la natura profondamente gattopardesca sia della classe politica che del sistema istituzionale italiano: 

"[...] Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. [...]" (cit.)


mercoledì 31 agosto 2016

FRA NEMICI E GUERRE, DI VITA IN VITA

"[...] il mio nemico non ha divisa 
ama le armi ma non le usa [...] 
e quando uccide non chiede scusa 
il mio nemico non ha divisa 
ama le armi ma non le usa [...] 
e quando uccide non chiede scusa 
il mio nemico non ha nome 
non ha nemmeno religione 
e il potere non lo logora [...]
il mio nemico mi somiglia 
è come me 
lui ama la famiglia 
e per questo piglia più di ciò che da 
e non sbaglierà 
ma se sbaglia un altro pagherà 
e il potere non lo logora [...]"
(Il mio nemico, D.Silvestri, cit.)

Vignetta di Mauro Biani

lunedì 29 agosto 2016

SULLA CONSAPEVOLEZZA (POTENZIALMENTE) EUFORICA DEL SAPER DIRE NO...

"[...] Il rifiuto è sempre stato un gesto essenziale. 
I santi, gli eremiti, ma anche gli intellettuali, 
i pochi che hanno fatto la storia 
sono quelli che hanno detto di no. [...]"
(P.P.Pasolini, cit.)

Fonte immagine: La Linea, O.Cavandoli

domenica 28 agosto 2016

FRA RIMEDIO E TEMPO CHE SFUGGE...


"[...] I bambini stanno bene 
Per loro ogni giorno è differente 
Ci mancavi alla tua festa 
Ma quello che siamo è quello che abbiamo 
E' come la gente ci vede.
Che vita è questa, che vita è stata 
Mai più saggezza, mai più 
Se c'è un rimedio io corro da te 
Senza una mano che mi sfiori 
Io corro da te [...]"
(Il rimedio, I.Fossati, cit.)

venerdì 26 agosto 2016

SU BRUCE SPRINGSTEEN...E SULLA FUNZIONE SOCIALE DELLA MUSICA

L'elencare le ragioni per le quali la musica può (e deve) avere una funzione sociale è un'attività che rischia di essere infinita; sono infatti moltissime le questioni che permettono di attribuire a certe canzoni e certi artisti una ragione di vita che abbia a che fare con il saper mobilitare le coscienze collettive. Una certa forma di libertà artistica dovrebbe coincide con il saper ispirare sentimenti di consapevolezza e riscatto, emozioni afferenti la libertà e la possibilità di lottare per (cercare/sperare di) migliorare i molti 'lati' storti di questo mondo.
Musica è anche partecipazione, condivisione di un momento nel quale un'artista riesce ad avere fra le mani un'intera schiera di fan per poter comunicare loro qualcosa.
Qualcosa che può essere grande, decisivo ed importante per prendere consapevolezza del loro stesso futuro. Fare musica può significare raccontare storie di tutti i giorni, immergendosi con pragmatica difficoltà fra pieghe e piaghe quotidiane.
Quanto può aiutare concretamente la funzione sociale attribuibile alla musica?
Cosa può riuscire a fare veramente una canzone per la vita di una persona o per provare a riscattare la condizione di una serie di esistenze altrimenti magari addormentate od anestetizzate?
Le domande riguardo questioni simili potrebbero essere pressoché infinite, in quanto troppe sono le sfumature e troppi gli angoli di vita che un Artista può spandere nell'aria cercando un contatto con il suo pubblico. Maiuscola non casuale, in quanto sembrano essere sempre meno coloro che credono veramente nella capacità che la musica ha di interpretare consapevolezza per veicolare cambiamento.
Cosa può portare un artista ad esercitare davvero questa arte, nel tentativo di prendere reale consapevolezza delle potenzialità della propria (altrettanto potenziale, qualora non attuata) vita ed attività? Quanti sono gli artisti che, grazie ad esperienze e vite quotidiane, hanno da sempre cercato di interpretare il proprio ruolo nel mondo votando la propria carriera all'insegna di positive rivoluzioni da instillare - agendo magari pezzo dopo pezzo ed ostacolo dopo ostacolo?
Essere socialmente impegnati può infatti equivalere ad essere - più spesso di quanto si possa pensare - esposti a molteplici critiche ed attività di denigrazione; i detrattori rischiano di essere sempre dietro l'angolo, in quanto la visione di un artista schierato ed impegnato può sicuramente destabilizzare quanti vedano nella musica strumento di esclusivo svago od evasione dalle difficoltà (nei casi migliori). Cosa poter dire o scrivere a proposito delle esistenze di tutti gli artisti che fanno (anche, non solo giustamente e doverosamente) musica impegnata?
Un esempio fra le moltissime vite definibili come appartenenti ad artisti socialmente esposti ed impegnati è quella vissuta da The Boss, altresì Bruce Springsteen.
Comprendere quanto l'impegno sociale sia stato da sempre o sia divenuto nel tempo fondamentale per un'artista è un'attività che si può svolgere prioritariamente osservando ed attingendo ad una iniziale fonte: l'esistenza dello stesso, per scriverla nel più breve modo possibile.
La scoperta delle vicende, delle esperienze e dei dolori che hanno costellato la vita di un artista è una delle maniere migliori per comprendere quanto (pre)potenti possano essere per lo stesso le ambizioni di creare qualcosa di importante anche dal proprio fare musica.
E' a questo punto che si consiglia la lettura del libro "Bruce", scritto da Peter Ames Carlin e pubblicato nell'anno 2012.
Dalle pagine di questa opera è possibile comprendere con mano quanto le vicende di ogni giorno possano come 'marcare a fuoco' l'esistenza di un artista, facendo comprendere allo stesso quanto possano essere importanti e fondamentali i propri passi nel tentativo di far prendere coscienza di certe problematiche e di certi drammi. Problemi su cui, altrimenti, potrebbe finire per regnare un'anestetizzazione ancora più devastante e mortificante per la società contemporanea.
Dalla lettura del libro è possibile intravedere i tormenti  e le vicende di una persona che ha scelto, nel tempo, da che parte stare e con quale ruolo proporsi al grande pubblico di tutto il mondo.
E' un ritratto più o meno fedele di una persona che ha cercato, negli anni, di rimanere sulla tanto celebrata 'cresta' dell'onda non perdendo di vista la 'bussola' costituita dal proprio ruolo da interpretare nel mondo. Facendo il possibile per continuare a restare a dimensione umana, nonostante fosse e sia ancora oggi venerato come un'entità semi-divina da milioni di altri esseri umani in tutto il mondo. Springsteen è quell'artista che, in mezzo a centinaia di migliaia di persone durante un concerto, può chiamare sul palco un bambino per cantare o suonare qualcosa assieme a lui.
Springsteen è riuscito a diventare, nel tempo, una persona tanto composita quanto non comune da incontrare e non facile da inquadrare.
La presente opera cerca di fornire un quadro il più possibile completo dell'esistenza di Bruce Springsteen, attingendo al passato della sua esistenza ed alle principali vicende che ne hanno costellato la crescita prima, la maturità poi e l'invecchiamento attuale.
Un aspetto tanto positivo quanto non scontato nell'opera è il rapporto d'equilibrio che l'autore ha consegnato sia alla vita di Springsteen che alle esistenze di coloro che hanno negli anni costruito la E Street Band, punto di riferimento da sempre nella vita del Boss.
Quali siano state le tappe compiute, quanto siano stati complicati e pe(n)santi alcuni dei passi compiuti negli anni da questo uomo e da coloro che lo hanno accompagnato durante il suo viaggio.
Quali siano le ragioni di un'esposizione coraggiosa su alcuni temi, di un costante impegno musicale verso argomenti su cui i passaggi sono tutto fuorché obbligatori - specialmente in un mondo ove una certa forma di superficialità sembra essere diventata tanto scontata quanto desiderata.
Leggerne per saperne di più, specialmente per quanto riguarda quella funzione sociale tanto celebrata e sulla quale l'artista stesso pare avere idee e percezioni molto chiare:

"[...] Bruce [...] è [...] narcisista, e [...] arciconvinto che la musica, soprattutto la sua, abbia il potere di cambiare la vita delle persone. E considera la sua condizione un grande privilegio e, allo stesso tempo, un fardello quasi insopportabile. 'Stasera sono il custode dei sentimenti e dei ricordi di tutta la gente che ci aspetta là fuori' [...]"
Fonte: "Bruce", P.A.Carlin, Pgg. 479 e sgg.

Cercando un cantante per trovare poi un custode con cui potersi scoprire e, perché no, anche migliorare.







martedì 23 agosto 2016

TOCCANDO IL BASSO PER (PROVARE A) RISALIRE...


"[...] Can't see nothin' in front of me 
Can't see nothin' coming up behind 
I make my way through this darkness 
I can't feel nothing but this chain that binds me 
Lost track of how far I've gone 
How far I've gone, how high I've climbed [...]"

domenica 21 agosto 2016

FRA CORTO MALTESE, FUTURO E BORGHI D'ITALIA...COLTIVANDO UN TEMPO CHE FU

"[...] Corto Maltese è mai stato a Dozza? 
Hugo Pratt, a chi gli domandava che fine avrebbe fatto dopo l’ultima avventura il celebre marinaio-pirata dei suoi fumetti, rispondeva: 
'Corto Maltese non morirà, Corto Maltese se ne andrà perché in un mondo dove tutto è elettronica, è calcolato, tutto è industrializzato, è consumo, non c’è posto per un tipo come lui.'
Forse, proprio per questo, Dozza è un posto che non gli sarebbe dispiaciuto. E in effetti, uno dei murales della cittadina romagnola racconta del suo arrivo qui nel 1997, il giorno del suo trentesimo compleanno. L'ha dipinto Riccardo Ghiribelli, uno dei tanti artisti che negli anni hanno fatto di questo luogo la perla dell’arte muraria italiana.
È dagli inizi degli anni Sessanta, infatti, che le facciate delle case del borgo vengono affrescate da pittori di tutto il mondo. Nel 1965 è nata qui la Biennale del muro dipinto, che da allora, nelle 18 edizioni realizzate, ha visto cimentarsi più di duecento artisti [...] grazie ai quali le pareti degli edifici sono diventate bellissime opere di una mostra permanente a cielo aperto.
E dal 2000, anche la confinante frazione di Toscanella prende parte all'iniziativa, offrendo le proprie case a graffiti e arte di strada.
Qui non è tutto elettronica, non è tutto calcolato o industrializzato. Qui si consuma soprattutto arte.
Corto Maltese ci starebbe benissimo. [...]"
Fonte testo: "Dozza, i muri di Corto Maltese", italianways.com
http://www.italianways.com/dozza-i-muri-di-corto-maltese/

lunedì 15 agosto 2016

A PROPOSITO DI FERRAGOSTO...


"[...] Fai una chiave doppia della stessa porta, 
per qualunque cosa storta si presenterà, 
dopo aver comprato dei lucchetti nuovi per la tua finestra, 
puoi partire, io sto qua, 
a giocare tra le sponde [...]
buttando l'amo nell'acquario della mia fantasia.
Finisco sul pulmino dei miei vecchi ricordi, 
ma il campo sportivo l'ha inghiottito l'edera. 
Seguendo ancora il fiume attracco sul cartone,
piove e mi riparo dietro ad un'edicola 
Ho della sabbia nelle tasche, 
ho delle spighe sulle calze 
e uno straniero che si fida della mia compagnia. [...]"
Ferragosto, S.Bersani, cit.

venerdì 12 agosto 2016

LEGGENDO DELL'UOMO E DEL RAPPORTO CON LA NATURA ED IL MONDO

"[...] Che cos'è l'uomo? Un narratore di storie, creatore di miti e distruttore del mondo naturale, il cui pensiero è un coacervo di ragione, emozione e religione. Un fortunato evento casuale nell'evoluzione dei primati durante il tardo Pleistocene.
La mente della biosfera. Magnifico quanto a potere immaginativo e istinto di esplorazione e tuttavia bramoso di essere il padrone più che il gestore di un pianeta in declino.
Nato con la capacità di sopravvivere e continuare a evolversi, capace di rendere eterna anche la biosfera. E tuttavia arrogante, sconsiderato, letalmente predisposto a favorire sé stesso, la sua tribù e futuri a breve termine. Ossequioso verso esseri superiori immaginari e sprezzante nei confronti di forme di vita inferiori. 
Per la prima volta nella storia [...] si è sviluppata la convinzione che stiamo giocando un finale di partita globale. La presa dell'umanità sul pianeta [...] diventa sempre più debole. 
La popolazione umana è troppo numerosa per sopravvivere al sicuro e in condizioni di benessere. L'acqua potabile è sempre più scarsa e l'atmosfera e i mari sono sempre più inquinati a causa di ciò che è avvenuto sulla terraferma. 
Il clima si sta modificando in modi non propizi alla vita, tranne che per i microbi, le meduse e i funghi. Per molte specie è già fatale. 
Poiché i problemi creati dall'umanità sono globali e progressivi, e dato che la possibilità di un punto di non ritorno si avvicina velocemente, i problemi non possono essere risolti un poco alla volta. [...]
Nel frattempo ci agitiamo, mal guidati, non avendo in mente nient'altro che la crescita economica, il consumo senza restrizioni, la buona salute e la felicità personale. 
L'impatto sul resto della biosfera è ovunque negativo, l'ambiente diventa instabile e meno gradevole e il nostro futuro a lungo termine meno certo. [...]"
Fonte: Prologo, "Metà della Terra - Salvare il futuro della vita", Edward O. Wilson, Codice Edizioni

"Le dernier voyage du Téméraire", W.Turner

domenica 7 agosto 2016

CERCANDO ESPONENTI DI RAZZE IN ESTINZIONE...


"[...] Non mi piace la finta allegria [...] 
sono anche un po' annoiato/ da chi ci fa la morale [...] 
non vedo più nessuno che s'incazza/ fra tutti gli assuefatti della nuova razza/ 
e chi si inventa un bel partito/ per il nostro bene/ 
sembra [...] destinato/ a diventare un buffone. [...] 
Non mi piace la troppa informazione/ odio anche i giornali e la televisione/ 
la cultura per le masse è un'idiozia [...] 
la scuola/ si aggiorna con urgenza/ e con tutti i nuovi quiz/ ci garantisce l'ignoranza./ 
Non mi piace nessuna ideologia/ non faccio neanche il tifo per la democrazia/ 
di gente che ha da dire ce n'è tanta/ la qualità non è richiesta/ è il numero che conta./ 
E anche il mio paese mi piace sempre meno [...] 
ogni intellettuale fa opinione/ 
ma se lo guardi bene/ 
è il solito coglione. [...]"

sabato 6 agosto 2016

PER LA RICERCA DEL LEGAME FRA CAMBIAMENTI CLIMATICI E MIGRAZIONI DI MASSA

La necessità di abbandonare un territorio reso più ostile da guerre, fenomeni sociali estremi ed economie precarie è quel fenomeno che fino ad oggi è conosciuto come maggioritario nella generazione di migrazioni di massa.
Le stesse migrazioni sono fenomeni incontrollabili, demagogicamente sfruttabili a fini di consenso politico e non completamente arginabili.
Potrebbero le stesse essere sfide per una società, nel tentativo di costruire un qualcosa di più inclusivo e capace di minimizzare fenomeni di degenerazione sia sociale che economica.
Possono esistere invece cause più recondite e non chiar(ificat)e nel dibattito, finalizzate al poter fare scoprire eventuali cause ad oggi non ancora comprese ed assimilate dalla collettività?
A questa domanda cerca di rispondere in maniera divulgativa l'articolo "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito greenreport. Lo stesso cita le dimensioni di un fenomeno ad oggi inarrestabile ed estesamente capace di coinvolgere ingenti moltitudini:

"[...] Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale per le migrazioni [...], dall’inizio di quest’anno sono 4027 i migranti deceduti in mare nella loro traversata verso l’Europa: il Mediterraneo ha inghiottito i tre quarti dei morti (3120), segnando un drammatico +26% rispetto allo stesso periodo del 2015. In tutto sono invece 257186 i migranti e rifugiati che sono riusciti a mettere piede nel Vecchio continente, quest’anno [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

Il focus tanto interessante quanto urgente deriva dalla necessità di mettere a fuoco il punto cardine espresso dal dossier "Crisi ambientale e migrazioni forzate - l'ondata silenziosa oltre la fortezza Europa", elaborato dall'Associazione A Sud - CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali). L'evidenza più grande di questa realtà è costituita da un frammento dello stesso articolo, nel quale vengono messe in chiaro le reali dimensioni di un fenomeno che sembra minimizzato e sottovalutato:

"[...] La retorica delle 'ondate' utilizzata [...] nella narrazione mediatica dei flussi migratori diretti verso l’Europa e connessi a guerre, persecuzioni politiche e povertà estrema nei Paesi d’origine, cela una realtà diversa e più complessa. [...] I dati Unhcr 2014-2015 stimano un numero di rifugiati nel mondo compreso tra i 14 e i 15 milioni ma ospitati in grandissima parte da Paesi extraeuropei. Ci sono però migrazioni forzate che non fanno rumore, perché difficili da quantificare, non tutelate dal diritto internazionale: rientrano in questa dimensione  40,8 milioni di sfollati interni, il doppio dei rifugiati. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

La dimensione di questa tragedia appare quindi legata ad una serie tanto particolare quanto ormai inevitabile di fenomeni, ad oggi non adeguatamente pesati e considerati nella lettura di certe situazioni particolari. Tale quadro di realtà è definito esplicitamente, citando il report, nella definizione di legami sempre più evidenti ed ineliminabili fra migrazioni territoriali e disastri ambientali. Potrebbero esistere legami ed atti finalizzati al mettere in evidenza le tragedie di tipo ambientale legate non solo a calamità naturali ma soprattutto a cambiamenti climatici non più delimitabili. Su questo fronte si vincola lo stesso articolo:

"[...] A disastri e calamità naturali bisogna [...] aggiungere le migrazioni forzate per cause ambientali [...] connesse a fattori di origine antropica. Queste rimangono [...] estranee a statistiche generali perché difficili da quantificare e perché si tratta di migrazioni forzate dovute a più cause interagenti e a lenta insorgenza. [...]"
Fonte: "Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", L.Aterini, greenreport.it

Leggerne per saperne di più, dunque. Il dossier in oggetto può essere letto e visualizzato al link specifico richiamato nel seguito: http://asud.net/wp-content/uploads/2016/07/Crisi-ambientali-e-migrazioni-forzate-def.pdf


Per saperne di più:
"Crisi ambientali e migrazioni forzate, la faccia nascosta del cambiamento climatico", greenreport.it
http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/crisi-ambientali-migrazioni-forzate-la-faccia-nascosta-del-cambiamento-climatico/#prettyPhoto

martedì 2 agosto 2016

NECESSITA' DI INSEGUIRE UN "MAI PIU'"...


"[...] I treni partivano
i treni arrivavano
'al mare' dicevano i treni
'alla montagna' dicevano i treni.
I treni ridevano
cantavano
erano felici i treni.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Il cielo era con nuvole azzurre
all'improvviso
il cielo è diventato nero
il cielo è diventato fuoco
il treno non è più partito
il treno non è più arrivato
il treno si è fermato (è in ginocchio per terra).

(Mai più! Mai più! Mai più!)
A un tratto il cielo
il cielo è diventato di fuoco
i bambini piangevano
le mamme gridavano
stesi per terra in silenzio
uomini donne bambine
mentre il sangue cadeva dal cielo.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Le nubi non erano più bianche
erano rosse di sangue
erano nere di fumo.
Poi il tempo è passato
i morti sono ancora con noi
con noi in partenza col treno
al mare in montagna.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascolto
ascolto
ascolto
Quello che vola lassù:
ci porta in vacanza
al mare o in montagna
fra le nuvole bianche

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascoltate guardate
guardate la grande nave
passare
le onde
le onde calde del mare
nuotare
andiamo al mare.

(Mai più! Mai più! Mai più!)
Ascoltate
ascoltate
guardate
il treno
che arriva a Bologna
noi nella stazione aspettare
allegri per correre al mare. [...]"

R.Roversi






FRA ANNIVERSARIO E BOLOGNA, COSTRETTI A NON POTER MAI DIMENTICARE

"[...] Bologna 2 agosto ore 10.20
Il cielo è un forno di pane pronto per la cottura
scappare sul mare di questa pianura e poi
approdare a isole azzurre felici ma tu
Bologna 2 agosto ore 10.21
dicevi dicevi tu dicevi che hai bisogno di riflettere
se in questi giorni le parole hanno un senso
anche fra noi
Bologna 2 agosto ore 10.22
d’accordo, non si può buttare via niente
d’altra parte non è possibile conservare tutto negli angoli della
memoria
salvare l’indispensabile
Bologna 2 agosto ore 10.23
lo so che non sono migliore o peggiore di tanti
cerco con gli anni di diventare diverso
ho fatto errori tremendi
ma non mi sono mai consolato
la vita non è una prova di formula uno
per guadagnare la prima griglia in partenza
Bologna 2 agosto ore 10.24 
dammi la tua mano
vivere una volta per tutte definitivamente
Bologna 2 agosto ore 10.25
senza un fiato di vento il cielo ha buttato
un grido tremendo
un sole nero corre per le strade
io voglio provare i miei sentimenti come su una lastra di fuoco
Bologna 2 agosto ore 10.26 
ahi il cuore
piange piange adesso piange come un sasso che ha vita
chiamano contiamo i morti
la libertà è lì a terra ferita
non possiamo più dare
soltanto pietà
questa estate è finita
Bologna 2 agosto ore 10.27 
ma dammi la tua mano
io non mi rassegno non mi voglio rassegnare. [...]"
"Notizia", R.Roversi

Vignetta di Mauro Biani

domenica 31 luglio 2016

FRA ATTESE, SPERANZE ED ENIGMI...D'ESTATE, PER MUSICA ED ARTE

"[...] It's rainin' but there ain't a cloud in the sky 
Must of been a tear from your eye 
Everything'll be okay [...]
I'm waitin', waitin' on a sunny day 
Gonna chase the clouds away 
Waitin' on a sunny day [...]
I hope that you're coming to stay [...]
I'm waitin', waitin' on a sunny day 
Gonna chase the clouds away 
Waitin' on a sunny day [...]"
(Waitin' on a sunny day, B.Springsteen, cit.)

L'enigma di una giornata, G. De Chirico

mercoledì 27 luglio 2016

FRA SOLITUDINE E (NECESSITA' DI) FUGA, RISPETTO AL MONDO

"[...] La cartolina qui 
mi dice [...] di andare 
a far la guerra 
quest'altro lunedì. [...]
sia detto per inciso 
ma sento che ho deciso 
e che diserterò. 
Ho avuto solo guai 
da quando sono nato 
i figli che ho allevato 
han pianto insieme a me. [...]
Domani mi alzerò 
e chiuderò la porta 
sulla stagione morta 
e mi incamminerò. 
Vivrò di carità [...]
e a tutti griderò
di non partire più 
e di non obbedire 
per andare a morire 
per non importa chi. 
Per cui se servirà 
del sangue ad ogni costo 
andate a dare il vostro 
se vi divertirà. 
E dica pure ai suoi 
se vengono a cercarmi 
che possono spararmi 
io armi non ne ho. [...]"
(Il disertore, I.Fossati, att.)

Gas, E.Hopper

sabato 23 luglio 2016

INSEGUENDO LE RADICI DELLA DISUGUAGLIANZA, FRA CONSUMI E MATERIE PRIME

Quale è la salute del pianeta Terra, in un tempo nel quale sembra rimangano sempre pochi a pensare alla protezione dello stesso? Qualora  non dovesse più continuare a garantirci sostenibilità ed esistenza su quale altro pianeta potremmo (o dovremmo?) essere costretti a scappare?
La necessità di porre queste domande equivale alla ferma intenzione di proporre soluzioni adeguate e capaci di strutturare percorsi capaci di incidere sul lungo termine con ferma consapevolezza della natura precaria nella quale siamo immersi.
Natura precaria e che, con ogni mezzo possibile, stiamo sfruttando senza soste.
Da questo punto dovrebbe emergere come importante e fondamentale la necessità di costruirsi una coscienza adeguatamente protesa al percepire quanto certe situazioni siano diventate e diventeranno sempre più pressanti e dirompenti per il futuro dell'umanità (e non solo).
Sono moltissime le componenti che sono legate l'una all'altra, in questa corsa per garantire vita e sostenibilità alle generazioni future: natura, lotta ai cambiamenti climatici, pianificazione energetica, tutela ambientale, sostenibilità territoriale e resilienza solo per citarne alcune.
L'approfondimento adeguato di argomenti simili può condurre, se ben strutturato e doverosamente analizzato, ad una maggiore comprensione di quali siano le radici della disuguaglianza su cui ad oggi si sorreggono squilibri e devastanti difetti che stanno contribuendo ad annichilire questo Pianeta.
Una tematica essenziale e sostanziale su cui vale la pena concentrare sforzi ed attenzioni è quella costituita dal ciclo delle materie prime e delle produzioni, internamente alle quali sarà in futuro sempre più stringente ed opportuno porre sotto il fuoco dell'analisi alcuni concetti chiave ad oggi non doverosamente considerati: riciclo, recupero, studi su LCA, valorizzazione delle materie prime e dell'economia circolare solo per citare alcune essenziali tematiche.
Su questo fronte cerca di fare luce un articolo riportato sul sito di divulgazione ambientale greenreport, richiamante a sua volta il rapporto 'Global material flows and resource productivity' diffuso dall'International Resource Panel.
L'obiettivo fondamentale dello stesso rapporto converge verso la necessità di rapportarsi alla dimensione correlata allo sfruttamento delle risorse terrestri effettuato da mano umana.
A questo proposito lo stesso articolo risulta essere fortemente esplicativo sul tema:

"[...] La quantità di materie prime estratte dalla Terra è passata dalle 22 miliardi di tonnellate/anno nel 1970 all’impressionante cifra di 70 miliardi di tonnellate nel 2010, e se il mondo continuerà a fornire case, trasporti, cibo, energia e acqua come fatto finora nel 2050 (quando il pianeta sarà abitato da nove miliardi di persone) dovremmo estrarre 180 miliardi di tonnellate di materiale ogni anno per soddisfare la domanda. Si tratta di un importo grande quasi tre volte quello attuale. Sarà sostenibile? [...]"

L'articolo citato ed approfondito si intitola "Radici della disuguaglianza: i Paesi ricchi consumano 10 volte più materie prime dei poveri", scritto da Luca Aterini e collocato sul sito precedentemente citato. La domanda da cui partire per svolgere qualsivoglia analisi in tema di futuro è quella secondo cui vale la pena chiedersi se tutto questo sarà sostenibile.
Relativamente alla sostenibilità dell'intero sistema, l'articolo in questione riporta l'opinione non certamente definibile come ambigua della co-presidente Irp:

"[...] Il ritmo allarmante al quale i materiali vengono estratti ha già ora un grave impatto sulla salute umana e sulla qualità della vita dei popoli. [...] Questo dimostra che i modi di produzione e di consumo attuali non sono sostenibili. Dobbiamo riflettere urgentemente su questo problema, prima che le risorse che alimentano le nostre economie e sollevano le persone dalla povertà siano irrimediabilmente finite. Questa complessa questione, che rappresenta una delle più grandi sfide di fronte alle quali è l’umanità, esige di ripensare la governance dell’estrazione delle risorse naturali. [...]"

La questione citata nell'articolo riguarda l'urgenza di ripensare integralmente i meccanismi di regolamentazione e controllo inerenti l'estrazione delle risorse naturali.
Favorendo l'impiego di nuovi metodi di contabilizzazione sia dell'estratto che dell'esistente, andando verso la necessità di favorire il più possibile metodi di riciclo e recupero dell'esistente una volta giunto al termine della propria (prima) vita utile.
Il link all'articolo è disponibile al seguente collegamento: http://www.greenreport.it/leditoriale/radici-della-disuguaglianza-paesi-ricchi-consumano-10-volte-piu-materie-prime-dei-poveri/
Leggerne per informarsi, rendendo maggiormente strutturata e stabile la propria conoscenza nei confronti di un importante sistema come questo. Ancora tutto da scoprire ed esplorare.

Immagine tratta dalla pagina riportante l'articolo in questione

venerdì 22 luglio 2016

GIOCANDO A FARE LA RIVOLUZIONE, LONTANI DALLA SIERRA LEONE...CITANDO DANIELE SILVESTRI


"[...] Non c'è mica bisogno di essere un campione 
per imparare a misurarsi con le avversità 
basterebbe anche soltanto nascere 
ad esempio in Sierra Leone. 
o [...] da quelle parti là. [...]
E io che a casa ancora gioco a fare la rivoluzione 
e invito sempre gli altri a chissà quale ribellione 
e io vorrei vedermi a stare un po' di tempo là. 
E coltivare quattro misere patate 
cresciuti a stento tra gli effluvi inebrianti 
di splendide discariche 
e senza domandarsi come mai 
abbiamo pance sempre vuote 
e armi sempre cariche [...]"

giovedì 21 luglio 2016

FRA MIGRANTI E PREGHIERE MIGRANTI, CITANDO ERRI DE LUCA

"[...] Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola
e del mondo, sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire [...]"
(E. De Luca, cit.

Vignetta disegnata da Mauro Biani

lunedì 18 luglio 2016

SULL'ESTATE...FRA LETTERATURA E MUSICA


"[...] A quei tempi era sempre festa. 
Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che succedesse qualcosa, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline. [...]"
(C.Pavese, La bella Estate, cit.)

venerdì 15 luglio 2016

SU UOMO, IMMAGINAZIONE E LEGAMI (IN)VINCIBILI

"[...] L'immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all'uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire [...] alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali. [...]"
(P.Angela, cit.)


domenica 10 luglio 2016

"DOVE SONO TUTTI QUANTI?", VIAGGIANDO FRA SCIENZA E (RICERCA DELLA) VITA

Cosa si potrebbe vedere qualora l'essere umano potesse e volesse effettuare un viaggio indeterminato ed indefinito verso l'ignoto rappresentato dall'Universo? A cosa potrebbe equivalere disperdersi in ciò che è indefinitamente grande che può essere visto solo tramite telescopi ed a distanze non immaginabili? L'essere umano è solo in questa immensità?
Il pianeta Terra rappresenta una semplice astronave in mezzo a tantissime e lontan(issim)e altre oppure è la sola zona abitata (e/o abitabile?) nell'intero Universo?
Domande come queste si muovono e muovono la mente umana da tempo immemore, in quella ricerca indeterminata verso forme di vita simili alla nostra.
In questo peregrinare di scienza si sono intrecciate storie e discipline di altrettante branche dello scibile umano, in un continuo crescere e svilupparsi di metodi ed esperimenti finalizzati alla conoscenza ed esplorazione dell'infinitamente grande.
Sarebbe forse possibile svolgere un "racconto" di questo viaggio, cercando di focalizzare l'attenzione nei confronti di quante sono le possibilità e le possibili realtà presenti in questo Universo tanto infinito quanto ancora sconosciuto per l'essere umano?
Può essere possibile effettuare un resoconto divulgativo di un percorso simile, cercando di coinvolgere e far capire fenomeni e realtà estremamente complesse anche a coloro che non hanno conoscenze tecniche adeguate per comprenderle?
A questa e moltissime altre domande può cercare di rispondere l'opera "Dove sono tutti quanti? Un viaggio tra stelle e pianeti alla ricerca della vita", scritto da Amedeo Balbi ed edito da Rizzoli Editore. Gli scenari illustrati nell'opera dovranno essere declinati e compresi alla luce dei passi in avanti fatti compiere dalla scienza e fatti raggiungere all'essere umano.
Lo scopo è chiaro sin dalla copertina della presente opera:

"[...] Fino a soli vent'anni fa chiedersi se altrove, nel cosmo, ci fossero mondi simili al nostro, magari abitati, era una domanda che poteva pungolarti, ma a cui non c'era molta speranza di dare una risposta scientifica, a meno di incappare in un messaggio radio extraterrestre o in un'astronave aliena. Oggi [...] è una domanda che ha un senso concreto. 
Il numero di pianeti extrasolari scoperti ogni anno, dal 1995 in poi, è cresciuto a un ritmo impressionante. Adesso sappiamo che ogni luce nel nostro cielo è, potenzialmente, un sole nel cielo di altri mondi. E possiamo studiare da lontano quei mondi, capire come sono fatti, e stabilire se hanno ciò che serve per ospitare la vita. Sono tempi meravigliosi. [...]"

Dalle parole dello stesso autore dell'opera è possibile comprendere quali siano stati i passi compiuti e quanto sia stato pesante il loro incedere nel corso della Storia e dell'evolversi delle ambizioni ed aspirazioni umane.
Tali punti sono riassunti e condensati in chiave narrativa nella presente opera, al fine di poter fornire elementi utili per costruire proprie opinioni e convinzioni nei confronti di uno fra gli argomenti più coinvolgenti e degni di approfondimento che possano essere individuabili.
Gli elementi di riflessione e di degno approfondimento nei confronti di un argomento simile  sono declinati in termini anche storici, al fine di poter (cercare di) dipanare frammenti di non conosciuto ed ancora misterioso:

"[...] 'Siamo soli nell'Universo?' è una domanda che lascia  un senso di vertigine a chiunque. [...]
Oggi [...] Non c'è ancora una risposta definitiva: sì o no. Però, la scienza ha fatto formidabili passi in avanti e oggi abbiamo molti elementi nuovi per orientarci in quel luogo pieno di mistero e meraviglia che è l'Universo. Questo libro è un volo emozionante, con qualche deviazione tra filosofia e storia della scienza, alla scoperta di queste ultime acquisizioni [...]"

Leggerne per saperne di più, conoscendo un volo che è ancora tutto da compiere ma che già mostra infiniti collegamenti fra filosofia, storia, scienza ed inevitabili forme di fascino e paura verso tutto ciò che rimane sconosciuto.


mercoledì 6 luglio 2016

SU CRIMINALITA' ED AMBIENTE, CITANDO IL REPORT PER LE ECOMAFIE

Il bilancio dei reati ambientali denunciati ed assicurati al regime giudiziario è stato diffuso da Legambiente in un report finalizzato al riassumere i passi in avanti fatti ed i punti critici su una materia tanto complessa come questa.
Citando dal sito Legambiente.it è stato possibile desumere il numero di reati richiamati nel seguito:

"[...] Nel 2015 diminuiscono gli illeciti ambientali accertati, sono 27.745. [...] Salgono a 188 gli arresti, mentre diminuiscono le persone denunciate 24.623 e i sequestri 7.055. Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

La possibilità di stendere un bilancio maggiormente puntuale di quello richiamato nella citazione sopra riportata è stato precisato dalla stessa Legambiente, facendo leva su alcune componenti legate anche all'economia ed al ciclo monetario e di multe ad esso connesso:

"[...] Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. In calo le infrazioni nel ciclo del cemento e dei rifiuti. Crescono [...] gli illeciti nella filiera agro-alimentare, i reati contro gli animali e soprattutto gli incendi, con un’impennata che sfiora il 49%. Roghi che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari, più del 56% si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso. In calo il business delle ecomafie che nel 2015 è stato di 19,1 miliardi, quasi tre miliardi in meno rispetto all’anno precedente [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

Il bilancio legato all'illegalità ed alle sue compenetrazioni con il tema ambientale si configura quindi come un triste business che riesce a penetrare attraverso moltissime delle maglie di una società, potendo sfruttare e far fruttare un bilancio economico di illegalità molto elevato.
Il calo riscontrato rispetto all'anno precedente è pari a circa 3 miliardi di Euro, come quantificato dal report in oggetto. Le ragioni più significative dietro a questi numeri sono richiamate esplicitamente e definibili sulla base di alcuni punti chiave afferenti riduzioni riscontratesi internamente ai settori dell'illegalità, delle opere pubbliche e della gestione del ciclo di rifiuti urbani.
Per quanto riguarda invece il conteggio legato ai reati contestati, facendo leva anche sui provvedimenti recentemente inaugurati sul piano giudiziario dalle autorità governative, è possibile citare nuovamente quanto definito dal report in oggetto:

"[...] Nei primi otto mesi dall'entrata in vigore della legge sono stati contestati 947 eco-reati, con 1.185 denunce dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto e il sequestro di 229 beni per un valore di 24 milioni di euro. Sono 118 i casi di inquinamento e 30 le contestazioni del nuovo delitto di disastro ambientale. [...] la criminalità organizzata la fa ancora da padrone (sono 326 i clan censiti) e la corruzione rimane un fenomeno dilagante [...]. Senza dimenticare che la criminalità organizzata continua la sua pressione nelle aree boschive e agricole, e nel mercato illegale del legno, del pellet e della biodiversità. Per questo Legambiente, torna [...] a ribadire l’importanza di continuare a rafforzare il quadro normativo con leggi ad hoc che tutelino anche la filiera agroalimentare, i beni culturali e l’istituzione di una grande forza di polizia ambientale diffusa sul territorio. [...]"
Fonte: "Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri dea criminalità ambientale in Italia", Legambiente.it

Il sito di Legambiente riporta anche alcune misure specifiche ed impiegabili per suggerire cardini di inasprimento nei confronti delle lotte per la protezione e per la tutela ambientale.


Fonte immagine: Legambiente.it

Per saperne di più: 

"Legambiente presenta Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia", Legambiente.ithttp://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-presenta-ecomafia-2016-le-storie-e-i-numeri-della-criminalita-ambie

lunedì 4 luglio 2016

CERCANDO UN EQUILIBRIO, FRA ESSERI UMANI E STELLE...

"[...] alla fine c'è un criterio, più generale di ogni altro, che credo dovremmo tenere sempre a mente. 
Ed è che la vita non è un processo arcano, separato dal funzionamento del resto dell'Universo; è materia organizzata in forme straordinarie e complesse, ma pur sempre materia. 
E la linea di confine tra ciò che è vivente e ciò che non lo è diventa sempre più incerta man mano che scendiamo verso livelli inferiori di complessità. Non sentiamoci speciali [...]
E se un giorno [...] ci ritroveremo a dover stabilire se uno strano aggregato di molecole, incontrato per caso su un altro pianeta, possa essere considerato un nostro simile, ricordiamoci che noi stessi siamo parenti stretti di muffe e batteri - discendenti diretti di minuscoli e umili organismi che non hanno mai scritto libri o scoperto teoremi, ma che miliardi di anni fa hanno inventato questo gioco straordinario che chiamiamo vita. [...]"
Fonte: "Da un così semplice inizio", "Dove sono tutti quanti?", A.Balbi, Rizzoli Editore

Immagine tratta da orsa-minore.com

domenica 3 luglio 2016

FRA CAMBIAMENTI E MUSICA, CITANDO L'ESSERE UMANO...


"[...] I try to stay awake and remember my name 
but everybody's changing 
and I don't feel the same [...]"

venerdì 1 luglio 2016

FRA BATTITI D'UOMO...E BATTITI DI CANZONE, NEL MONDO


"[...] Dateci parole poco chiare
quelle che gli italiani non amano capire [...] 
Senza studiare senza fiatare basta intuire che è anche troppo.
Colpo d’occhio è quello che ci vuole uno sguardo rapido.
Il nostro suono, il nostro suono è un battito.
Parole incomprensibili siano le benvenute così affascinanti
così consolanti. [...] Ora davvero basta con la trasparenza 
voglio una cultura davvero sottostante 
davvero inapparente e soprattutto per sempre. [...]
Dateci le parole poco chiare quelle che gli italiani non amano capire,
costruiremo una nuova cultura rapida ed estetica. 
E il pensiero sarà un colore, 
il colore sarà un suono, 
il nostro suono un battito. [...]"
(Il battito, I.Fossati, cit.)